Conoscersi significa riconoscere il proprio Essere

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Conoscersi significa riconoscere il proprio Essere

Conosci te stesso! Poche persone hanno saputo interpretare correttamente questa massima di Talo di
Mileto, iscritta nel frontespizio del “Tempio dell’Oracolo di Delfo”. Chi è questo “sé stesso” che
dobbiamo conoscere? Ci sono per caso, aspetti del nostro essere che ignoriamo?
Ci si riferisce, in questa massima, forse alla personalità, al carattere? Evidentemente no. La
conoscenza della personalità e delle sue tendenze è importante, questo è ovvio, ma se conoscersi
fosse unicamente questo, non si sarebbe posto questo precetto sul frontespizio del Tempio.

Conoscere sé stesso, vuol dire riconoscere il nostro “Vero Essere”, quello che siamo realmente,
oltre qualsiasi speculazione intellettuale o razionale, oltre qualsiasi supposizione. È conoscere la
radice della nostra esistenza, il proposito fondamentale e la nostra eredità cosmica. E di tutto
questo, ovviamente, ne sappiamo veramente poco o nulla.

Conoscere sé stesso, è ritrovare tutte le potenzialità e possibilità, che come “Figli di Dio”
abbiamo ereditato dal nostro Creatore. Frugare nelle nostre parti più profonde ed intime, per vedere
chi e che cosa siamo realmente. Questo è il nostro primo dovere come uomini. La tripla
interrogazione chi sono? da dove vengo? dove vado? costituisce il principio filosofico della vita e
la primordiale affermazione che l’essere umano possiede alcune profondità, attecchite in suoli di
immortalità, e un anelito altissimo, che esige di scoprirle e manifestarle.

Quale è il proposito della mia esistenza? che cosa faccio qui? Domande chiave, che prima o poi,
sorgono in ogni uomo, come conseguenza del risveglio dell’intelligenza. Quale è la causa, allora,
che ci fa vivere come esseri che, in realtà, non siamo? La risposta è semplice benché complicata da
capire: noi uomini, in realtà, non siamo “svegli” ma sogniamo di esserlo, e ciò succede perchè siamo
sommersi in un profondo sonno ipnotico.

La psicologia moderna afferma che utilizziamo solo tra il 3% e il 7% della nostra reale capacità
cerebrale. E cosa c’è allora nel restante 97/93%, denominato inconscio? L’unica cosa certa è, che
questa parte non subisce il controllo della nostra volontà. Durante la nostra vita, l’inconscio sta
lì, funziona e lavora nel nostro interno, ma sempre sotto la soglia del nostro frazionato e limitato
cosciente. Esso è un incredibile potenziale latente, ma non manifesto. Si può dire, cioè, che tutti,
possediamo un’enorme fortuna che però non riusciamo ad utilizzare.

L’infracosciente, l’inconscio, il cosciente, e il sopracosciente, sono tutti aspetti differenti di
una stessa realtà mentale, umana e spirituale. Tutti essi agiscono simultaneamente nelle nostre
vite, a differenti livelli, ma l’uomo comune non conosce niente di detta attività interna, e questo
lo rende vulnerabile a qualunque impulso, a qualunque desiderio o tendenza incontrollata.

Il piccolo cosciente, quel misero 3/7%, può essere ingannato, mentre l’inconscio essendo il riflesso
di ciò che siamo realmente, non può essere mai aggirato. I rimorsi di coscienza, le intuizioni
spontanee, gli impulsi incontrollati e senza causa apparente, tutto questo appartiene al mondo
inconscio e sopracosciente. Solo investigando, approfondendo e meditando, possiamo arrivare a
conoscere le nostre dimensioni interne, l’impulso soggettivo e anche la Vera Causa che ci fa essere
ed agire, tutti i giorni.

È erroneo pensare che l’Inconscio sia attivo solo quando sogniamo o siamo incoscienti. In realtà,
esso funziona e lavora, senza sosta, dentro di noi, per tutto il tempo. La Mente con le sue
dimensioni e il cervello, costituiscono quindi “un potente elaboratore elettronico”. E quando questo
è sottomesso alle direttrici dell’anima, allora rappresenta il migliore strumento di cui dispone
l’uomo, per vivere ed evolvere correttamente.

Buddha disse: “La radice di ogni Male è l’Ignoranza.” “Ogni sofferenza viene da essa.” “Dissolvete
l’ignoranza, fate saggi gli uomini, ed allora tutte le difficoltà svaniranno.” Purtroppo l’uomo è
immerso in una profonda confusione, ma la cosa peggiore è che anche quando crediamo di essere
“svegli”, cioè durante la giornata, la maggior parte del tempo lo passiamo invece “addormentati”.
Viviamo immersi in fantasie ed illusioni, credendo di essere ciò che non siamo, proiettandoci nel
passato (cercando di cambiarlo) e immaginandoci continuamente il nostro futuro.

In definitiva, quanto tempo durante la giornata siamo realmente “svegli” e coscienti, attenti a
quello che sta succedendo “qui e adesso”, sperimentando felicemente e pienamente “l’eterno istante”?
… forse cinque minuti! Non sappiamo chi siamo né cosa facciamo, e nella maggioranza dei casi,
nemmeno cerchiamo di investigare questa ignoranza fondamentale.

Ognuno vive nel proprio mondo particolare e nel proprio particolare “sonno”. Certamente, quindi, il
“Risveglio” è necessario, ma questo avverrà solo quando sinceramente incominceremo a lavorare su noi
stessi, togliendoci i veli dell’illusione, forgiati nel corso di molte vite. Solo allora
incominceremo a risvegliarci e ad essere felici…

La conoscenza esoterica ed il lavoro interno che ne consegue, c’insegna propriamente a convertire
l’inconscio in cosciente e ad utilizzare, come risultato, tutto il nostro vero potenziale interno;
c’insegna e ci dà le chiavi per illuminare quelle zone oscure del nostro essere, trasformandole in
una “Casa Illuminata” in armonia con l’Universo.

Questa è la “Strada difficile e stretta” di cui ci parlava il Cristo nei vangeli e che tutti noi
dovremo, prima o poi, percorrere.

Fonte: fisicaquantistica.it

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