Tesla, uomo del futuro

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Tesla, uomo del futuro

di Massimo Teodorani

Genialità, stranezze e intemperanze di un ricercatore che con le sue invenzioni ha portato l’umanità nel futuro tecnologico che oggi conosciamo…

da Scienza e Conoscenza n.39

Parlare delle invenzioni di Nikola Tesla (Smiljan, Croazia, 18561943) senza cercare di interrogarsi
sulla sua mente sarebbe come parlare di un essere vivente di qualunque specie senza parlare del DNA
che lo governa. E al contempo non basterebbero le pagine di questo articolo per elencare con
completezza tutte le invenzioni di Tesla. Si trattava di una mente poliedrica, con moltissimi
interessi, non solamente relativi alla scienza e alla tecnologia. Eppure il suo operato si
estrinsecava praticamente sempre in invenzioni tecnologiche, tutte finalizzate allutilizzo
dellenergia, soprattutto in campo elettromagnetico, ma anche in campo meccanico.
Lobiettivo di Tesla non era quello di fare soldi, ma di donare al mondo forme di energia che
semplificassero lesistenza alla società e ne incrementassero il benessere. La sua premura per la
sana conduzione della società umana nel suo insieme era tale che egli arrivò perfino a parlare di
eugenetica: purtroppo questo aspetto fu totalmente mal interpretato da chi voleva vedere il male
nelle sue parole, dove invece cera un puro desiderio di protezione degli esseri umani dalla delinquenza e dalla criminalità.

Le mille invenzioni di un genio contemporaneo

Il suo interesse per la scienza e la tecnologia era tale che Tesla, ad ogni sua nuova invenzione,
desiderava condividere le sue scoperte attraverso dimostrazioni pratiche di fronte al pubblico. Era
un modo pragmatico di fare divulgazione, e tutto questo aveva come unico scopo quello di
appassionare e stimolare intellettualmente le persone. Purtroppo Tesla non comprendeva che solo una
piccolissima parte del grande pubblico sarebbe stato in grado di recepire il suo pensiero in maniera
corretta. Questa eccessiva apertura di Tesla alla gente comune, anche con spettacolari e roboanti
esperimenti pubblici, nonché attraverso articoli divulgativi spettacolarizzanti, non faceva che
allontanarlo dal mondo accademico, il quale, pur riconoscendone lingegno applicativo, gli imputava
la mancanza di una metodologia scientifica nella presentazione dei risultati. E in questo il mondo
accademico non aveva tutti i torti: Tesla non presentava mai tramite articoli tecnici la struttura
fisico-matematica che stava alla base delle sue invenzioni, e quindi, non condividendo il suo
operato coi colleghi, si poneva con gli stessi in una posizione completamente autarchica e
conflittuale. Lo scetticismo dei fisici e degli ingegneri di quel tempo, oltre che la palese invidia
e cinismo di alcuni suoi competitori come ad esempio Thomas Edison, lo allontanarono ancora di più
dalla scienza ufficiale, con cui avrebbe dovuto comunque confrontarsi dal momento che il metodo
scientifico impone anche la condivisione dei dati con tutti i ricercatori, i quali devono essere
messi in condizione di replicare a volontà gli stessi esperimenti al fine di confermarne o confutarne la validità.

Ma i detrattori di Tesla, sia del suo che del nostro tempo, sapevano comunque che, in mancanza o
meno di pubblicazioni tecnico-matematiche che sostenessero il suo operato di fronte allaccademia, a
differenza del caso dei tantissimi cialtroni che si riempiono dogmaticamente la bocca di chiacchiere
e di speculazioni dal sapore pseudoscientifico, Tesla era uno che metteva sempre in pratica quello
che affermava. E infatti egli agiva producendo una catena di innovazioni tecnologiche che non solo
funzionavano, ma che hanno rappresentato un vero e proprio salto nel futuro per lumanità. Il frutto
di queste invenzioni si avverte ancora oggi. Ad esempio la tecnica delle correnti alternate ottenuta
attraverso il famoso motore a induzione rappresenta lunico modo possibile per trasmettere energia
via cavo a grandissime distanze e senza perdite, ed è in uso tuttoggi: se dallalto della stazione
spaziale ISS qualcuno ha il piacere di vedere la Terra così mirabilmente illuminata, questo lo
dobbiamo esclusivamente a Tesla. Lo stesso discorso vale per tanti altri marchingegni, come ad
esempio il tubo catodico, la lampadina ad elevato rendimento, lutilizzo dei raggi X per
radiografia, i pannelli solari, liniettore elettrico, la porta logica, la turbina senza pale,
loscillatore meccanico, la radio, il radar, laereo a decollo verticale, la robotica, i sistemi a
radiocomando, i circuiti elettrici sintonizzati, per citarne solo una parte. Moltissime delle
attuali applicazioni della tecnologia del tempo presente contengono in sé le basi poste proprio da Nikola Tesla.

Gli accademici di ieri e quelli di oggi, di fronte ad un caso peculiare come Tesla, rimangono
proprio per questo interdetti: come è mai possibile che un inventore sia in grado di passare
direttamente alla parte tecnico-pratica di un esperimento così mirabilmente senza aver fatto prima
quasi nessun calcolo di fattibilità, ma solo dei semplici schizzi sui suoi appunti, di cui andava
gelosissimo? La scienza e lingegneria standard partono sempre da studi di fattibilità e da calcoli
matematici preliminari che costituiscono un po una simulazione teorica di un dato esperimento,
procedura che, oltre a permettere di controllarne il corretto funzionamento, consente anche ai vari
ricercatori di confrontarsi tra loro tramite pubblicazioni tecniche, al fine di ottimizzare i
risultati di una data scoperta. Ma Tesla non desiderava condividere le sue scoperte con i colleghi e
ciò potrebbe averne creato lidea di esasperato egocentrismo e individualismo. Egli desiderava
solamente che i suoi esperimenti funzionassero e che avessero un’immediata applicazione pratica, al
puro e semplice beneficio di tutta lumanità e non per ottenere il beneplacito di una ristretta
cerchia accademica, a tratti ottusa. Intanto i sistemi da lui messi in funzione andavano talmente
bene da essere prodotti su scala industriale, riempiendo le tasche dei magnati che lo avevano
finanziato e solo molto parzialmente o occasionalmente le sue. Tesla investiva praticamente tutti i fondi nelle sue ricerche, mentre a sé stesso non dedicava sostanzialmente nulla.

Era un personaggio brillantissimo e arguto, ma al contempo poco incline alla vita di società. Aveva
stranissime manie compulsive. Tutto questo lo rendeva molto singolare ed enigmatico. Ma cosa lo
rendeva così? Probabilmente la chiave del mistero Tesla risiedeva nella sua mente, del tutto
inconsueta e per molti versi anomala. Aveva visioni delle sue scoperte tecnologiche già prima che
esse fossero realizzate e queste visioni erano talmente chiare nella sua mente che egli non aveva
nemmeno bisogno di metterle sulla carta in forma matematica, dal momento che dopo alcuni semplici schizzi passava immediatamente alla fase applicativa.

Continua la lettura su…
Scienza e Conoscenza n. 39
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