Meditazione di luce e respiro

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Meditazione di luce e respiro

da buddhism.it

Sediamo comodamente su un cuscino o su una sedia. Le nostre mani restano in grembo, la destra
poggiata sulla sinistra con le palme rivolte verso l’alto e i pollici che si toccano leggermente.
Teniamo la schiena dritta ma non rigida, il mento è leggermente ritratto. Per prima cosa calmiamo la
mente. Sentiamo il flusso senza forma dell’aria che va e viene alla punta del nostro naso e lasciamo
scorrere i pensieri e i suoni senza aggrapparci ad essi. Ora vogliamo meditare per fare esperienza
della mente e per mettere distanza fra noi e le emozioni perturbatrici. Solo così possiamo veramente
essere di beneficio per gli altri.

A circa mezzo metro di fronte al nostro naso appare una luce bianca e trasparente. Mentre inspiriamo
la luce entra in noi e fluisce verso il basso attraverso il centro del nostro corpo. Scendendo la
luce bianca diventa sempre più rossa. Quindi si ferma brevemente quattro dita al di sotto
dell’ombelico e diventa completamente rossa. Quando espiriamo in maniera naturale la luce rossa si
muove verso l’alto e diventa sempre più blu. Quando arriva a mezzo metro circa di fronte a noi, la
luce blu trasparente ridiventa bianca e la inspiriamo nuovamente.

Manteniamo questa consapevolezza senza tensione mentre il nostro respiro va e viene in maniera
naturale.

Se è difficile vedere i colori, semplicemente pensiamoli: la luce è bianca quando inspiriamo, rossa
quando si ferma sotto l’ombelico e blu quando espiriamo.

Dopo un po’ di tempo possiamo anche concentrarci sulle vibrazioni del nostro respiro. Mentre
inspiriamo sentiamo il suono della sillaba OM; quando tratteniamo la luce sotto l’ombelico sentiamo
una profonda AH ed espirando sentiamo la vibrazione della HUNG. Continuiamo così per quanto lo
desideriamo.

Alla fine della meditazione il mondo appare fresco e nuovo. Desideriamo che tutto il bene appena
creato possa diventare senza limiti, raggiungere tutti gli esseri in ogni luogo, liberarli da ogni
sofferenza e donare loro l’unica gioia permanente, il riconoscere la natura della mente.

Decidiamo di mantenere questa visione pura in tutte le situazioni della vita; infine desideriamo che
tutto bene appena creato possa diventare senza limiti, raggiungere tutti gli esseri in ogni luogo,
liberarli da ogni sofferenza e donare loro l’unica gioia permanente, il riconoscere la propria
mente.

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