L’esercizio migliora i Cervelli Anziani

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L’esercizio migliora i Cervelli Anziani

di Dan Peterson, per LiveScience’s Sports

Il momento della verità è arrivato ancora. Le vacanze sono finite, gli avanzi diminuiscono e siete
di nuovo pronti per mettervi in forma nel Nuovo Anno..per davvero. Non vi preoccupate, non siete
soli. Secondo i Centers for Disease Control (CDC), il 63% degli Americani hanno un Indice di Massa
Corporea (BMI) in eccesso di 25 (definito come sovrappeso), mentre un quarto supera il 30 (obesità).

Invecchiando, questi kg in più influenzano altre aree della nostra salute, contribuendo
all’insorgenza del diabete e dell’ipertensione, all’aumento del colesterolo ed eventualmente al
peggioramento delle funzioni sessuali.

Diversi nuovi studi negli ultimi mesi hanno legato fortemente i nostri livelli di attività fisica
con la salute della parte più importante del nostro corpo, il cervello. Le condizioni come la
demenza, il Parkinson, l’Alzheimer e la perdità di memora di mezza età, possono essere rimandate con
attività fisica regolare.

Il cervello si restringe

Secondo John Ratey, professore associato di psichiatria della Harvard Medical School e autore di
“Spark: the revolutionary new science of exercise and the brain” (2008, Little, Brown), “L’età
passa. Invecchiare è inevitabile, ma cadere a pezzi non lo è.”

Iniziando a 40 anni, perdiamo circa il 5% del volume del nostro cervello per decennio, quindi a 70
anni inizia ad accelerare il deterioramento di altre condizioni. Invecchiando, le nostre cellule
sono meno abili a contrastare lo stress dei prodotto di scarto come i radicali liberi.
Nel cervello, mentre lo stress colpisce più neuroni, la rete delle interconnessioni fra di essi si
indebolisce. Dato che abbiamo più di cento miliardi di neuroni, ognuno con miriadi di connessioni
con altri neuroni, questa graduale perdita di rete non è drammatica, inizialmente. Comunque,
invecchiando, se questo processo neurodegenerativo accelera, allora la nostra concentrazione
generale e memoria peggiorano allo steso modo e possono apparire serie condizioni come l’Alzheimer.

Quello che serve al cervello che invecchia è un flusso sanguigno pompante. Le neurotrofine indotte
dall’esercizio come il fattore neurotropico (BDNF), il Fattore di crescita dell’endotelio vascolare
(VEGF), così come il neurotrasmettitore dopamina, sono elementi necessari per far crescere e
fertilizzare nuovi ed esistenti neuroni e le loro connessioni sinaptiche. Ratey definisce il BDNF
“Miracoloso per il cervello”.

Creare nuove cellule cerebrali

Ricercatori del National Cheng Kung University Medical College a Taiwan, hanno provato recentemente
gli effetti del BDNF nei cervelli di topi con differenti età. La metà sono stati addestrati in un
labirinto per 1 ora al giorno di esercizio, mentre il gruppo di controllo non ha seguito questo
allenamento.
Come atteso, i ricercatori hanno scoperto che la neurogenesi, la creazione di nuovi neuroni nel
cervello, è caduta drammaticamente nei topi di mezza età rispetto a quelli giovani. Hanno anche
concluso che l’esercizio rallenta significativamente la perdita di cellule nervose nei topi di mezza
età.

La produzione di cellule staminali neutre è aumentata di circa il 200% rispetto ai topi di mezza età
che non hanno fatto esercizio.

Aumento del flusso sanguigno

Si pensa che i topi siano una buona analogia per gli umani. Chiaramente però non sono umani.
Comunque, gli studiosi del cervello nell’Università del Nord Carolina, hanno scoperto recentemente
che gli umani adulti più anziani che fanno esercizio regolarmente, hanno un miglior flusso sanguigno
nei propri cervelli. Hanno confrontato persone allenate da tempo con adulti sedentari usando la
tecnica di scansione cerebrale detta MRI 3D.

“Gli adulti attivi hanno più vasi sanguigni minori e un miglior flusso sanguigno”, dice l’autore
dello studio, J.Keith Smith, professore di radiologia alla UNC School of Medicine. “Queste scoperte
sottolineano ulteriormente l’importanza dell’esercizio regolare per un’invecchiamento sano”.
La ricerca costruita su molti studi, riassunta in una revisione di Agosto, mostra che una dieta
bilanciata e l’esercizio regolare possono proteggere il cervello e allontanare i disordini mentali.

Regolare la gestione del glucosio

Infine, in un rapporto rilasciato la scorsa settimana, Scott. A. Small, professore associato di
neurologia al Columbia University Medical Center, ha scoperto che i livelli di zuccheri nel sangue
(glucosio) hanno un effetto diretto sul flusso sanguigno nel cervello.
Mettendo in test 240 volontari anziani e usando una risonanza magnetica funzionale (fMRI), Small e i
suoi colleghi hanno scoperto una correlazione tra gli alti livelli di glucosio nel sangue e la
diminuzione di flusso sanguigno nel cervello, nel gyrus dentate, un’area nell’ippocampo del cervello
che ha un effetto diretto sulla nostra memoria. Questo corrisponde alle scoperte di Smith, mostrando
che l’esercizio aiuta a regolare i livelli di glucosio, cosa che migliorerà il flusso sanguigno al
cervello.

Gli studi sull’immagine di Small, hanno mostrato che l’esercizio fisico migliora la funzione del
dentate gyrus.
“Migliorando il metabolismo del glucosio, l’esercizio fisico riduce anche il glucosio nel sangue”
dice Small. “Abbiamo un consiglio per il comportamento, esercizio fisico.”

www.livescience.com/health/090105-sports-exercise-brain.html

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