La musica il suono e le frequenze: informazione coerente a 432 hertz

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La musica il suono e le frequenze: informazione coerente a 432 hertz

Le frequenze fondamentali del vivente, dal battito cardiaco alla geometria della creazione, risuonano con l’accordo a 432 hertz

di Andrea Doria – 10/10/2012

>> http://goo.gl/2pJvZ

Laccordo (tuning) a 432 Herz(Hz) la nuova alchimia della musica elettronica risuona con le
frequenze fondamentali del vivente: battito cardiaco, replicazione del DNA, sincronizzazione cerebrale, inoltre con la Risonanza di Schumann e la geometria della creazione.

La maggior parte delle produzione musicale esistente dallanno 1939 vibra, invece, a frequenze incoerenti di accordi a 440 Hz. Curioso no?

Fin da quando ho avuto la fortuna di appoggiare le dita sul mio primo sintetizzatore modulare, ho
sempre ritenuto il suono che questo strumento generava, un’informazione coerente. La manifestazione
auditiva di un complesso ologramma geometrico fruibile attraverso una forma d’arte relativamente
semplice. Era il 1989 e lo strumento era un vecchio MultiMoog (sintetizzatore modulare). Da allora
sono passati un bel po’ di anni e nel campo della sintesi elettronica sono stati compiuti balzi
evoluzionistici assolutamente sbalorditivi, in grado di aggiungere sempre nuovi elementi alle comuni
frequenze generate dai normali oscillatori di base. Tali sonorità, spesso definite troppo
superficialmente ‘fredde’ o ‘rigide’ dalla controparte dei sostenitori delle timbriche acustiche,
sono invece a mio parere l’espressione più pura della congruenza matematica dell’Universo
Intelligente, che vuole esprimere sé stesso e la voglia di comunicarci parte della sua natura.

Data una maggiore divulgazione, negli ultimi anni, delle più affascinanti scoperte in campo
scientifico, e in particolar modo in quello relativo agli atomi della Meccanica Quantistica, e ai
modelli utilizzati nella generazione dei Frattali, si stanno oggi concretizzando, per quanto
riguarda la musica elettronica, nuovi scenari di sperimentazione sonora totalmente rivoluzionari.
Questi consentiranno ai nuovi alchimisti del suono di elaborare da zero nuovi modelli acustici, che
saranno senz’altro in grado di cambiare radicalmente non solo il contatto espressivo e partecipativo
diretto con l’ascoltatore, attraverso dispositivi capaci di tradurre visibilmente tali modelli, ma
persino di influire in modo coerente sul campo che permea la materia attraverso il quale queste
frequenze viaggiano e prendono vita. Sta avvenendo di fatto un vero e proprio movimento elettronico
underground assolutamente destabilizzante, forse persino di più dello stesso Movimento Futurista
ideato dal pittore Luigi Russolo (1885-1947) e dal poeta Filippo Marinetti nel lontano 1912.

Il Diapason o lottava

Prima di passare a spiegare questo nuovo principio compositivo che vede protagonista la musica
elettronica, è necessario acquisire qualche informazione più dettagliata circa la soppressione
d’informazioni specifiche riguardanti la musica in generale, cominciando proprio dallo strumento di
base che la misura: il Diapason. Sebbene sia uno strumento molto noto, per i neofiti musicisti, e
per i non musicisti, è praticamente uno sconosciuto, per cui è bene ricordare di cosa si tratta e il
perché della sua importanza in questa rivoluzione sonora. Il termine Diapason ha diversi
significati, ma più comunemente indica uno strumento in grado di generare una nota standard che, se
percosso, oscilla alla precisa frequenza di 440 Hz(herz). Frequenza che oggi viene adottata per
l’accordatura standard di tutti gli strumenti musicali elettronici che vengono messi in commercio.
E’ inoltre uno strumento utilizzato in medicina, per trasmettere le vibrazioni per via ossea ed
effettuare in questo modo diversi esami acustici come la prova di Rinne, la prova di Weber, la prova
di Schwanbach, la prova di Bonnier, la prova di Gallé e la prova di Bing. Piccoli diapason sono
inoltre stati utilizzati per la generazione di frequenze fisse in alcuni sistemi di sicurezza come
la circolazione dei treni sulle nostre reti ferroviarie. I greci utilizzavano il termine diapason
per indicare quella che oggi è definita ottava, ovvero l’intervallo compreso tra una nota e l’altra
di frequenza doppia. L’etimologia del termine deriva proprio dal greco dià pasòn, e significa
esattamente attraverso tutte (le note). Perciò, prima di incominciare ad accordare il nostro
strumento e iniziare a comporre, sarebbe necessario comprendere che il Diapason è innanzitutto uno strumento scientifico. O almeno dovrebbe!

Spulciando tra i vari documenti d’epoca, mi sono saltati agli occhi alcune vicende che hanno visto
come protagonista nientemeno che Giuseppe Verdi. Nel 1884 ottenne da una commissione musicale del
Governo di quel tempo un decreto legge che normalizzava il diapason ad un LA (3) di 432 oscillazioni
al secondo. Questo decreto è ancora esposto al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. In una
lettera spedita dallo stesso Versi a suddetta commissione si può leggere: Fin da quando venne
adottato in Francia il diapason normale (che allora si attestava a 435 Hz), io consigliai venisse
seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra
le altre quella della Scala, di abbassare il corista (diapason) uniformandosi al normale francese.
Se la Commissione musicale isitituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre
le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile
all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore, adottare come viene da
Roma proposto un diapason di 450 vibrazioni. Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del
corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa
di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo
acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La
lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un SI bemolle a Roma?

Il diapason normale (LA a 435 Hz) a cui si riferisce verdi è quello conservato al Museo del
Conservatorio Nazionale di Parigi, mentre il cosiddetto diapason scientifico, a cui si riferisce
il decreto che fu approvato all’unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, è quello
proposto dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi
ed era calcolato su un DO centrale (indice 3) di 256 cicli al secondo. E’ importante sottolineare
che la corsa all’acuto iniziò invece con l’adozione unilaterale di un LA più alto (440 Hz) da parte
delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner. Tale diapason fu accettato per
convenzione a Londra nel 1939 pur non adducendo ad alcuna giustificazione scientifica, o basata sulle leggi che governano l’Universo.

Vibrazioni e emozioni

Da questo breve stralcio di eventi, si può subito notare come si sia cercato deliberatamente di
alterare le frequenze, portando così ad una forzata incrinatura nelle armonie musicali. Perché
aggiungo ‘deliberatamente’? Semplicemente perché la mia benedetta logica mi suggerisce che una volta
che si è entrati in possesso di una misurazione e di un valore oggettivo riguardo ad un fenomeno ben
preciso, e quindi tale studio è servito a comprenderne determinati meccanismi, cambiarlo senza
conoscenze e senza addurre ragioni plausibili equivale proprio ad interferire. Potrebbe sì trattarsi
di una semplice scelta dettata dal gusto, ma a mio avviso qualche dubbio rimane lecito.

La scienza oggi ci dice che nell’Universo tutto è energia in vibrazione. Il ritmo vibratorio di un
oggetto, compreso il corpo umano, si chiama risonanza e un suono è la vibrazione di un corpo
elastico che si trasmette all’elemento circostante (aria) e si propaga attraverso condensazioni e
rarefazioni molecolari periodiche a onda, vibrando per simpatia non solo con gli strumenti della
stessa nota, ma anche con multipli e sottomultipli della sua frequenza. Perciò in base a quanto
detto finora, in base alla mia personale esperienza di oltre quindici anni come compositore
elettronico, in grado di comprendere perfettamente il rapporto tra suono, armonia ed emozioni umane,
credo di non essere in errore nel suggerire che questa disarmonia dettata da un diapason troppo
acuto, possa essere una delle cause di comportamenti antisociali nella nostra società. Basti pensare
che circa il 99% delle produzioni musicali che ascoltiamo giornalmente attraverso i media, nei supporti fonografici (CD/DVD) e in rete, hanno di base un accordatura a 440 Hz.

Tali dubbi si sono maggiormente rafforzati in me quando ebbi modo di conoscere Graham H. Jackson,
uno straordinario musicista e insegnante formato alla pedagogia Waldorf fondata da Rudolf Steiner,
il quale ha speso la maggior parte della sua vita alla ricerca delle basi spirituali dell’armonia.
Difatti nel suo libro The Spiritual Basis of Musical Harmony, Graham racconta la vita e le
esperienze della sacerdotessa del tuning Maria Renold. Maria era impegnata in una ricerca e
sperimentazione basata sullo studio delle differenti accordature e dei relativi effetti oggettivi
riscontrati sul pubblico, prima della sua recente scomparsa, avvenuta nel 2003. Lei stessa rivela
nel suo libro Intervals, Scales, Tones and the Concert Pitc c=128 Hz(Temple Lodge Publishing 2004)
tutte le matematiche che hanno davvero rilevanza nel processo d’accordatura a 432 Hz. La cosa
interessante è la menzione di un certo Heinrich Schreiber, o Henricus Grammateus, un matematico
austriaco che a quanto pare impostò a orecchio questa intonazione già nel 1518, senza l’apparente
realizzazione di ciò che aveva ottenuto: un vero e proprio sistema d’intonazione definito dalla
Renold di dodici quinte reali. La musicista racconta che quando il suo pianoforte era intonato a
432 Hz, gli astanti osservavano non solo un incremento della ricchezza del timbro e qualità del
tono, ma che quest’ultimo sembrava provenire da alcuni punti imprecisati al centro della stanza,
piuttosto che dal pianoforte stesso. Si fa così riferimento al famoso libero tono eterico, spesso
citato da Rudolf Steiner. Una sorta di armonica addizionale che opera in risonanza con lo strumento.

Altri interessanti spunti provengono dalla vita e dalle esperienze di Maria Renold. La sua preziosa
ricerca ha rilevato più di una volta, che attraverso la normale intonazione standard basata su un LA
a 440 Hz, gli ascoltatori presenti nella stanza cominciavano ad assumere comportamenti polemici e
antisociali. Quando invece l’intonazione del medesimo strumento veniva eseguita 432 Hz, le stesse
persone, nuovamente invitate ad ascoltare il medesimo concerto, rimanevano questa volta
piacevolmente colpiti ed entusiasti. Per oltre vent’anni la Renold ha avuto modo di constatare
queste evidenze, intervistando e testando più di duemila persone, e oltre il 90% preferiva a priori
il tono più basso, formato da una normale scala equo-temporale basata su un DO a 256 Hz e un LA a 432 Hz.

Coerenza e armonia aurea

Ora, grazie alla divulgazione delle preziose intuizioni e ricerche di Ananda Bosman, un carissimo
amico, nonché un corteggiatissimo ‘scienziato visionario’ residente in Norvegia, finalmente i
musicisti elettronici di tutto il mondo si stanno scambiando tutte le informazioni necessarie che
uniscono le teoria musicale dei Frattali con il tuning a 432 Hz, per cominciare a comporre la loro musica in modo coerente e in armonia con:

1. il cuore umano (battiti cardiaci)
2. la doppia elica del DNA (frequenza di replicazione)
3. l’intuizione della sincronizzazione bi-emisferica del cervello 4. la Frequenza fondamentale della risonanza di Schumann
5. la geometria musicale della ‘creazione’

calcolati utilizzando i ritmi geometrici temporali di:

1. 36 BPM (battiti al minuto)
2. 54 BPM
3. 72 BPM
4. 108 BPM
5. 144 BPM

Come sappiamo dalle leggi di Keplero, l’arrangiamento planetario del nostro sistema solare segue la
scala di sintonia DO a 256 Hz, e questi ultimi sono persino un’ottava all’interno del Frattale
Triangolare di Sierpinski, che è il modello ‘casuale’ auto organizzato utilizzato come griglia di
tutte le molecole di gas contenute in una mole d’aria (1000 reazioni molecolari), permettendo così
al fenomeno della risonanza armonica del suono di emergere, e alla coerenza dell’informazione
musicale di risuonare in simmetria. Ciò è dovuto alla natura stessa della cascata d’intonazione
DO=256, che segue la perfetta spirale aurea della musica come il vero ed equo sistema universale
temperante (il sentiero della la superconduttività, che è resistenza elettrica zero).

Tale spirale musicale (PHI aureo) abilita la cascata tra le rispettive somme di ottave di ogni
rispettiva scala (8,16,32,64) incorporate in un modello olografico all’interno del microcosmo
ricorsivo del DO=256. In altre parole, un’amplificazione elettronica, o una registrazione che è
stata amplificata ed accuratamente intonata e composta a 432 Hz, è olograficamente completa in ogni
scala. In termini ancora più specifici, ogni livello del brano musicale, inclusa la porzione tra gli
intervalli elettronici (persino più evidenti nelle registrazioni su CD) incarna il rapporto
dell’intera miriade di informazioni olografiche delle 12 ottave della spirale aurea, includendo in
questo tutto gli iper-toni, i toni bassi, gli infrasuoni e gli ultrasuoni, attraverso ogni
rispettiva ottava delle forze che governano l’Universo. Nella proporzione aurea, la scala cambia per
seguire il passo armonico, ma il rapporto rimane sempre il medesimo. Ciò significa che non c’è perdita di informazioni nella cascata dei dati per ciascuna scala.

Altre affascinanti teorie prendono vita attorno a questo metodo compositivo, dove gli 8 Hz diventano
una componente fondamentale e ricorrente (8 x 54 = 432). Come sappiamo la risonanza del nostro
pianeta batte a circa 8 cicli al secondo (Risonanza di Schumann) e non si può fare a meno di
notare che per mezzo dell’accordatura a 432, all’interno di questa scala gli 8 cicli diventano il
27° sopratono (DO). 8 Hz è la frequenza su cui opera la molecola del DMT, una sostanza allucinogena
prodotta dalla nostra ghiandola pineale; 8 Hz sono la frequenza di replicazione del DNA umano e 8 Hz
sono anche il ritmo delle onde Alfa del cervello nella quale i nostri processori paralleli, o
bi-emisferi cerebrali, sono sincronizzati per lavorare insieme. Ananda ci introduce alla possibilità
che la neocorteccia, per il 90% non assegnata, viene risvegliata in questa sincronizzazione,
operando in tutti i dentriti delle cellule con il flusso massimo di informazioni per quella scala.
Le onde di consapevolezza ordinarie variano da 14 a 40 Hz. In questo range operano solamente
alcuni dentriti delle cellule del cervello che utilizzano prevalentemente l’emisfero sinistro come
centro di attività, dove il flusso di informazioni è miliardi di volte più debole. Un po’ come
quando si utilizza un vecchio processore 386 comparato ad un Pentium di ultimissima generazione. In
altri termini, a 8 Hz ognuno di noi potrebbe operare esattamente come un super-computer.
Per avviarmi verso una breve conclusione, in caso di un vero e proprio piano di sperimentazione
scientifica basato su questi dati, si potrebbe constatare che non si tratta di semplici casualità,
ma che esiste una stretta correlazione tra tutti questi elementi e l’utilizzo di frequenze musicali
coerenti. E’ mio desiderio e augurio che presto queste informazioni possano destare l’interesse che
meritano, poiché le coincidenze dettate da questo misterioso numero 432, continuano ad apparire un
po’ ovunque in natura fino ad arrivare a coinvolgere addirittura i più antichi monumenti dell’antico
Egitto e del Teotuhuacan. Inoltre, si fa un gran parlare dei presunti effetti benefici della
musicoterapia, ma difficilmente si parla delle frequenze a cui tutti siamo sottoposti giornalmente e che provengono di fatto da un diapason non coerente.

Ananda Bosman
norvegese, è un conferenziere internazionale, un insegnante e un ricercatore che si è guadagnato la
reputazione di Scienziato Visionario. Co-fondatore con Sir George Travelyan and Nigel Blair MA della
Schools Universities Network (SUN), in Inghilterra, e cofondatore di ATON – Institute for
Alternative Technology, Orthogeometry, and Neurocybernetics – in Norvegia così come del Grail Media news service.
Ananda è stato il primo a suggerire che la Pinolina prodotta dalla Ghiandola Pineale risuona a 8Hz
(cicli al secondo) ELF, e sarà il rimedio per il cancro. Ho osservato questo processo per molto
tempo, finché non è stato confermato, e lo era già durante la mia ricerca sul Mega Wave.
Unautentica ispirazione fatta a uomo.[Dr. Dieter Broers Ph.d, inventore del dispositivo Mega Wave,
Ludbeck Medical Hospital, Clinical Experimental Department; Free University Berlin, Institute for Experimental Physics; Humboldt University, Berlin, Institute for Biophysics]

Biblio e in rete
– Ananda Bosman website: http://www.akasha.de/~aton/Unidance.html – Music: A Time Frequency approach www.uwec.edu/surepam/media/TFAM.pdf
– R. Strassman, M.D. The Spirit Molecule – Park Street Press www.rickstrassman.com
– Alm, J. and Walker, J., 2002, Time-frequency analysis of musical instruments. SIAM Review, 44, 457476
– Fractal music webpage: http://www.fractalmusiclab.com/default.asp
– Graham H. Jackson The Spiritual Basys Of Musical Harmony – www.grahammusic.com
– Time Frequency Analysis of Musical Rhythm I: www.uwec.edu/walkerjs/media/TFAMR.pdf – http://it.wikipedia.org/wiki/Diapason
http://www.native-instruments.com

approfondimenti:
http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/musica-intonazione-432-hz.html

432 Hertz: La Rivoluzione Musicale >> http://goo.gl/2pJvZ
l’Accordatura Aurea per intonare la musica alla biologia
Riccardo Tristano Tuis
Editore: Nexus Edizioni
Data pubblicazione: Maggio 2010
Formato: Libro – Pag 189 – 15×21
Note: Con oltre 40 illustrazioni
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__432-hertz-la-rivoluzione-musicale.php?pn=1567

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