La legge dei 3/4: dall’Ikebana allo yoga, dal teorema di Pitagora a Giordano Bruno

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La legge dei 3/4: dallIkebana allo yoga, dal teorema di Pitagora a Giordano Bruno

Larte dellikebana (fiori viventi) si basa su 3 principi simbolici fondamentali: cielo, uomo, terra

di Michele Proclamato – 08/08/2012

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Pubblichiamo questo articolo dellamico di redazione Michele Proclamato che ci incuriosisce in
questa analisi dellikebana, affascinante metodo di comporre i fiori in modo che rappresentino
sentimenti e usino lestetica per comunicare con chi li osserva. Larte dellikebana (fiori viventi)
si basa su 3 principi simbolici fondamentali: cielo, uomo, terra. Questo excursus ci è sembrato
interessante perché affronta largomento portante del nuovo numero di Scienza e Conoscenza 41 (III
trimestre 2012, luglio-settembre): lanalisi delle geometrie e della composizione frattale delluniverso e del nostro quotidiano attraverso i NUMERI.

Ikebana Stile Rikka (fiori eretti)

Osservo. E mi emoziono. Mi emoziono perché posso percepire la bellezza. È presente in me, come in
tutti noi, spesso…, sicuramente per decisione divina. E luomo, sa, a volte, come potervi
accedere. Da millenni stilla, gocce divine di Creazione, osservando la natura, cogliendo la sua
essenza. E quando lo fa e ci riesce, per un attimo, anche se infinitesimale, assomiglia a LUI,
a…. Dio. Respiro con calma e guardo ancora, e ciò che vedo è Rikka il primo, il più antico degli
stili Ikebana. E so di essere di fronte ad un sunto, floreale, fatto di tecnica, arte e spiritualità.

Provo gioia. Gioia nel percepire il senso altissimo della bellezza riposta nella creazione,
attraverso un opera umana, frutto di un lunghissimo percorso meditativo. La mente lentamente cede il
suo scettro. E finalmente il cuore mi spinge verso il non tempo, il non spazio, dove finito e
infinito si fondono, dove un lacrima, un amore, un sogno, sono, valgono e durano allo stesso modo.
In quel luogo, luomo è! E percepisce la sua grandezza infinitesimale. Poi chiudo gli occhi, ritorno
in me e sento. Sento una voglia fortissima di far intuire a tutti, come anche lIkebana, insieme ad
una moltitudine di arti marziali e scienze mediche orientali, altro non è che il meraviglioso
lascito di un sapere senza tempo e paternità. Conosco quel sapere. Io lo amo. So cosa è stato capace
di fare. So cosa potrebbe ancora fare e fà. Lo schema costruttivo fondante del Rikka sarà
sufficiente per mostrare il suo potere. I suoi 3 rami principali e 4 secondari, chiaro riferimento
al Settenario, avvolti da un contesto ternario di foglie e fiori è più che sufficiente per condurvi con me, in un mondo in cui dire Ikebana vuol dire anche :

YOGA

Non credo infatti che molti abbiano notato come lanatomia sottile dello Yoga, (Oriente: Melchisedek
Edizioni) esattamente come il Rikka, sia sostanzialmente costituita da 3 gruppi di Nadi (canali) attraverso i quali scorrono 4 tipi di energie confluenti nel Prana.
Energia destinata ad essere filtrata e purificata a livello non solo fisico ma anche emotivo da 7
Chakra, preposti ad una vera e propria ascesi cromatico- spirituale. Chakra da millenni identificati da una simbologia triangolare.

Chakra

Di conseguenza, dire Yoga vorrà dire:

PARA-TAN Shri Yantra

È il Para-Tan uno delle tantissime arti curative orientali in grado di intervenire fisicamente sul
nostro corpo, professando ed ottenendo risultati curativi attraverso luso del suono. Suono inteso
come mantra emessi dal Maestro preposto allopera. Ma in questo caso vi chiederete in che cosa
consisterà la contaminatio. Ebbene lanatomia su cui opera il Para-Tan non sarà quella occidentale,
“ma”, come nel caso dello Yoga, altra. Per la precisione quella geometricamente rappresentata dalla
simbologia dello Shri Yantra. Shri Yantra inteso come il simbolo divino responsabile della macro
come della micro creazione. Infatti loperazione avverrà distendendo supino il paziente, mentre i
mantra verranno emessi come se fra il maestro e lui ci fosse lo scheletro geometrico sopra
illustrato. Lo stesso, risulterà costituito, ad una attenta visione, da 4 Triangoli (maggiori) intrecciati. Di conseguenza dire Para-Tan vorrà dire:

ZODIACO di DENDERA

Si perché lo Zodiaco Egizio più famoso del mondo, oggi al Louvre, da ben duemila anni ci mostra una
visione sferica della nostra galassia, compresa da 12 esseri i quali, con le loro immense braccia
sostengono, come Atlanti, pianeti, stelle e galassie. Eppure anche gli Egizi si sono sentiti in
dovere di suddividere i 12 in: 4 donne, 4 uomini (Neter) e altri 4 uomini. Totale: 3 gruppi di 4
esseri. Mi dovrete quindi concedere come attraverso un simile compendio stellare sia possibile parlare del:

TEOREMA di PITAGORA

Nel caso specifico ciò che in Egitto erano 12 esseri responsabili della Via Lattea, nelle mani del
Chiomato di Samo, diventeranno un teorema in cui i cateti di un 3riangolo saranno i responsabili
della nascita delle aree dei 4drati costruiti sugli stessi. Se poi a ciò vorremo aggiungere che il
mondo della matematica, tutto, è poggiante su tale fondamentale, aggiungerei traballante, credo
che lopinione sullintervallo di Quarta, (così i 3\4ti vengono definiti in campo musicale) possa finalmente poggiare su una certa ufficialità.
Ufficialità che per secoli, sempre grazie a Pitagora, insegnò le 7 Arti Liberali suddividendole in (3)Trivium e (4)Quadrivium, tanto da trasformare il fondamentale teorema in:

LA DIVINA COMMEDIA

Fu, nel 1304, grande la premura del Divino Dante, posta, nel dividere la sua opera in 3 parti
(Inferno-Purgatorio e Paradiso) ripartite in 33 canti ciascuna, con un eccezione sola, riconosciuta per lInfermo, preceduto da un proemio.
Il grande Alighieri, su cui moltissimo potrei aggiungere, suddivise, quindi la sua commedia in rispettivamente: 34, 33, 33 canti.
Non credo sia difficilissimo notare come quello che definirei il nostro intervallo, in questo caso
sia stato, ripetuto, non una ma 2 volte. Sarà sufficiente sommare quante volte il 3 appare nei due
canti rimanenti per osservare i 3\4ti nellinferno e 4\3zi nel Purgatorio-Paradiso. Una specularità
pregna di significati. Allora lasciate che la Divina Commedia diventi un opera pittorica… Divina.

IL CENACOLO

Non fu certo il caso, che spinse il grande Leonardo a suddividere gli Apostoli nella sua Ultima
Cena in 4 gruppi da 3. Tantomeno a ripetere la stessa suddivisione alle loro spalle. Considerato
ciò, sarà possibile trasformare un opera pittorica in una filosofia unica, se insegnata ai fini della comprensione della memoria non formale, ma immortale, come nel caso di:

GIORDANO BRUNO

Era per Bruno estremamente chiaro come il Creato fosse suddivisibile in 3 parti, le seguenti: Le Idee
Le Vestigia delle Idee
Le Ombre delle Idee
Il tutto percepibile attraverso 4 elementi:
I Sensi
LImmaginazione
La Ragione
La Memoria
Non dovremo più stupirci quindi, se sarà possibile trasformare la filosofia Bruniana nella
planimetria della sontuosa dimora eretta a Uraniborg in Svezia dal più grande astronomo del passato: Ticho Brahe.

Uraniborg

Luomo dal naso doro, come Brache passò alla storia dopo un duello giovanile in cui parte del suo
naso, sostituito con protesi doro, venne immolato sullaltare dellonore, non poté fare a meno di suddividere la sua tenuta in 4 zone 3riangolari.
Lo stesso vincolo permise il padre del razionalismo di creare gli:

ASSI CARTESIANI

Alluopo vorrei citare un piccolo passo tratto dal Discorso sul Metodo dellavvocato Descartes.
Giacché, per esempio, vedevo bene che, supposto un triangolo, era necessario che i suoi angoli
fossero uguali a due retti; ma con questo non vedevo nulla che mi assicurasse dell’esistenza di
qualche triangolo nel mondo. Mentre, tornando alla mia idea di un essere perfetto, trovavo che
l’esistenza vi era compresa come è compreso nell’idea di un triangolo che i suoi angoli sono uguali
a due retti, o in quella di una sfera che tutte le sue parti sono equidistanti dal centro, o anche
con maggiore evidenza; e per conseguenza che Dio, che è questo essere perfetto, è o esiste, è almeno
altrettanto certo quanto potrebbe esserlo una qualunque dimostrazione della geometria. Da cui sarà
possibile evidenziare come due 3riangoli con 4 angoli retti saranno i veri predestinati a diventare
Assi Cartesiani. Assi responsabili oggi di invenzioni come il Tom Tom, Fax, Scanner, ecc.

Ma se qualcuno non fosse ancora soddisfatto, sempre Cartesio utilizzò lo stesso intervallo per
determinare, a livello scientifico, la Legge di Rifrazione della Luce o legge del Seno. Nellacqua
langolo di rifrazione di un raggio di luce è pari a 4\3. Cosa che gli permise, per la prima
volta, di codificare il meccanismo fisico della nascita dellArcobaleno. A questo punto credo mi
possiate permettere quasi tutto, persino trasformare la costante dellAngolo di Rifrazione in un
rebus matematico che per secoli ha sconvolto, e continua a farlo, il mondo della fisica e della
matematica. Fu il principe dei matematici, contemporaneo di Renè, a schernire le più grandi menti a
venire con il suo Ultimo Teorema. Il magistrato Pierre de Fermat aprendo le porte alla nascita del
calcolo infinitesimale, alle equazioni modulari, e ad algoritmi di ogni natura, sentenziò di possedere una soluzione bellissima per la quale:

http://www.scienzaeconoscenza.it/data/upload_img/pierre-de-fermat.jpg

Sostanzialmente Fermat affermava che non potevano esistere, nellequazione riportata, soluzioni per
numeri finiti, quando le potenze erano superiori alla seconda. Ma come suo solito, disponendo
di poco spazio a margine delle sue letture, preferiva non lasciarci dimostrazione di ciò. Peccato,
nonostante Andrew Wills, oggi mi sarebbe piaciuto scoprire cosa si nasconde, veramente, dietro a 3
numeri elevati al 4drato. Può bastare? O devo parlare del metodo costruttivo del Palladio, del
Triplice canone di Bach, di Dalì, Picasso, Escher, Newton, Tesla, Einstein? O vogliamo dissacrare
ogni parvenza ufficiale fin qui faticosamente costruita attraverso uno dei tantissimi Cerchi nel
Grano apparso negli ultimi anni, di cui, dicono, io, essere un conoscitore essendo simbolista. Vogliamo farlo? Ecco qui:

http://www.scienzaeconoscenza.it/data/upload_img/cerchi-de-grano.jpg

Cinquantamila metri quadri, forse più, senza strade di accesso, caratterizzati solo dai solchi dei
trattori, dove 12 solidi, appaiono secondo il solito intervallo. Sconcertante? No, pura realtà!
Come pura rimane la realtà quando scientificamente ci siamo accorti di come geneticamente veniamo
costruiti. Una realtà in cui 4 elementi chimici (Adenina, Timina, Citosina e Guanina) costituenti
il nostro DNA, vengono letti dallRNA il quale ne coglierà 3… per sessantaquattro volte.

Le mie CONCLUSIONI

3\4 è tuttto
Ikebana è tutto
Tutto è Dio
Chi codificò Dio per luomo dandoci il modo di creare tutto?

Ora posso riaprire gli occhi.
Respiro con calma e guardo ancora, e ciò che vedo è Rikka il primo, il più antico degli stili Ikebana.
E so di aver reso felice una bambina.

Michele Proclamato scrittore, vive allAquila, dove da alcuni anni si occupa attivamente della
riscoperta misterica dei luoghi sacri più importanti – www.micheleproclamato.it – proclamato1@interfree.it.
Tra le sue opere: LOttava, scienza degli Dei e il Genio sonico, entrambe Melchisedek Edizioni.

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Michele Proclamato
Il Segreto delle Tre Ottave
Dai rosoni di Collemaggio ai cerchi nel grano, alla ricerca delle leggi dell’Universo http://www.macrolibrarsi.it/libri/__segreto_delle_tre_ottave.php?pn=1567

Michele Proclamato
Il Genio Sonico
La scoperta incredibile che lega ogni opera di Leonardo, ad un codice Divino http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-genio-sonico.php?pn=1567

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