Il significato ‘celato’ di “resurrezione”

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Tratto da:

Il vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda

Volume terzo

Edizioni Vidyananda.

Traduzione e disposizione del testo originale inglese a cura delle edizioniVidyananda

lista Sadhana

Significato di Risurrezione

‘Risurrezione dell’ultimo giorno’ significa che dopo che le anime buone e cattive lasciano questa
terra ed entrano nel mondo astrale, esse rimangono là a godersi per un pò il riposo dopo la morte –
una pensione dopo il duro lavoro della vita.

Quindi, dopo quel periodo di riposo, ogni anima viene giudicata secondo la legge del karma o le
buone e le cattive azioni fatte nelle vite passate, per essere poi risuscitata in una sfera più
alta, o in una più bassa, o sul piano della terra.

Risurrezione si riferisce alla transizione di un’anima da un corpo all’altro, come Elia rinacque
quale Giovanni Battista. Risurrezione significa anche il ritorno della vita per la seconda volta in
un corpo morto, come nel caso di Lazzaro. Risurrezione è anche il risveglio delle anime, dallo stato
di sonno o di riposo dopo la morte, allo stato di veglia in sfere più alte o più basse.

L’ultimo giorno non è una data fissata nel tempo quando, al suono di una tromba, tutte le anime
riappariranno nei loro corpi morti. Quest’idea di risurrezione è assurda, perché nella Sua saggezza
Dio non fa aspettare le anime per migliaia d’anni, perché risuscitino in un certo giorno che non è
mai arrivato.

Se Gabriele suonasse la sua tromba domani, allora le anime morte e sepolte oggi risusciterebbero
domani, mentre le anime seppellite venti secoli fa si sveglierebbero dopo aver atteso per venti
secoli. Dopo la morte, le anime intelligenti non potrebbero rimanere a guardare per migliaia d’anni
le loro ossa ridotte in polvere, aspettando il suono di una tromba. La tromba di Gabriele si
riferisce al suono della Vibrazione Cosmica che odono tutte le anime che dal sonno dopo la morte
risuscitano nelle sfere più alte. L’ultimo giorno si riferisce a quel particolare momento quando
ogni anima, dopo aver assaporato il sonno della morte, viene giudicata dalla legge cosmica per
andare in altre sfere.

“Gesù le disse: ‘Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se morto, vivrà,
chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?’. Gli rispose: ‘Si, o Signore, io
credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo’. Dopo queste parole andò a
chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo. ‘Il Maestro è qui e ti chiama’. Ella, udito ciò,
s’alzò in Fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora laddove
Marta lo aveva incontrato. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro
Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando che andasse al sepolcro per piangere là.
Invece Maria, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo:

‘Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!’. Allora Gesù quando la vide
piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e si turbò”.
(Giovanni 11: 25-33).

“Non essendo identificata con la vita corporea, la mia anima non è limitata dalla coscienza
dell’ego o dell’io-sono. L’anima identificata col corpo e le sue limitazioni è la coscienza dell’ego
o dell’io-sono. Ma Io (il mio Spirito) sono la risurrezione e la vita. La mia anima è una sola cosa
con la Coscienza Cristica e la Vita Cosmica in essa, nella quale vedo che le anime sono risuscitate
in diversi modi dallo stato di sonno dopo la morte allo stato di veglia in sfere più alte o più
basse o sul piano terreno.

Non Forzato a Reincarnarsi

“Quel devoto che con la meditazione impara a comunicare con la Coscienza Cristica e la Vita
Cosmica, impara anche a credere nella Coscienza Cristica in me. Anche se fisicamente, o
spiritualmente morto, egli può risuscitare la vita nel suo corpo morto, o far risuscitare la sua
anima dal sonno della morte alla sfera della Coscienza Cosmica. Ogni anima evoluta che impara a
percepire permanentemente la vita eterna in me, e crede o comunica con la Coscienza Cristica in me,
non sarà mai forzata a reincarnarsi in un corpo fisico e assistere al cambiamento della morte che lo
prende”.

In questo passo bisogna capire che cosa Gesù vuol dire con ‘Io sono’. Ogniqualvolta dice ‘Io sono’,
Gesù parla della sua anima che è una sola cosa con la Coscienza Cristica; ma quando la persona
comune dice ‘io sono’, si riferisce al proprio corpo, o ai suoi possessi fisici o alle sue
acquisizioni intellettuali; per esempio, un uomo può dire ‘io sono forte’, o ‘io sono ricco’, o ‘io
sono specialista in letteratura o in filosofia’. Quando un uomo comune dice: ‘Io sono pieno di
vitalità’, parla della giovane vita limitata dalla forma del suo corpo.

Ma quando Gesù dice ‘Io sono la risurrezione’, vuol dire: “Io sono la Coscienza Cristica in cui
tutte le anime risorgono da uno stato di coscienza inferiore a uno stato superiore di sviluppo
interiore”. Quando Gesù dice ‘Io sono la vita’, non può essere accusato d’egotismo, poiché vuol
dire:

“La mia vita è una sola cosa con la Vita Cosmica in tutto. Per questo sento che tutte le creature
viventi nascono da me e s’addormentano in me”.

Significato di ‘Credere’

Le sue parole ‘Chi crede in me’ non si riferiscono a quelli che credono che Gesù visse fisicamente,
ma a quei devoti avanzati che si sono convinti praticamente dell’espansione delle loro coscienze
fino alla Coscienza Cristica in tutto.

‘Anche se morto’ si riferisce sia alla morte fisica che a quella spirituale.

Chi è in sintonia con la Coscienza Cristica può riapparire nel suo corpo morto, se lo desidera. Una
persona che temporaneamente è spiritualmente morta può riguadagnare la sua Coscienza Cristica.
‘Vivrà’ si riferisce alla risurrezione della vita nel corpo fisico o alla risurrezione di un’anima
da una sfera di coscienza più bassa a una più alta.

‘Chiunque vive e crede in me’ si riferisce a chiunque comunica permanentemente con la Coscienza
Cristica dentro di sé, e quindi crede, o è convinto dell’immortale Coscienza Cristica ugualmente
presente in lui e in Cristo.

‘Non morrà’ si riferisce sia alla morte fisica che a quella spirituale. Tutte le anime che possono
comunicare permanentemente con la Coscienza Cristica non vedranno mai la morte spirituale per
ignoranza, o la morte fisica mediante le reincarnazioni forzate. Le anime che s’identificano col
corpo creano dei desideri che li riporteranno continuamente sulla terra, finché non esauriranno
questi desideri terreni e ritorneranno in Dio. Le anime che vincono i desideri materiali diventano
pilastri nel tempio di Dio e ‘non usciranno più’. Le anime liberate non devono reincarnarsi e di
conseguenza non fanno l’esperienza della morte del corpo fisico. Anche le anime che sono tutt’uno
con la Coscienza Cristica non sperimenteranno mai la morte della saggezza a causa dell’ignoranza.

Essendo un’avanzata discepola di Gesù, Marta comprese ciò che il maestro voleva dire quando disse
‘Io sono la risurrezione e la vita’, e così rispose con realizzazione ed esattezza, diversamente dai
comuni credenti ciechi: ‘Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio manifesto in
questo corpo chiamato Gesù”.

“E disse: ‘Dove l’avete posto?’. Gli risposero: ‘Signore, vieni a vedere!’. Gesù pianse. Dissero
allora i Giudei: ‘Guarda come lo amava!’. Ma alcuni di loro dissero: ‘Costui che ha aperto gli occhi
al cieco non poteva anche fare in modo che questi non morisse?’. Intanto Gesù, ancora profondamente
commosso, giunse al sepolcro. Era una grotta e contro vi era posta una pietra”. (Giovanni 11:
34-38).

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