Il Libro dei Mutamenti – di Guido Da Todi

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– IL LIBRO DEI MUTAMENTI –

– La pietra angolare della filosofia cinese –

– (di Guido Da Todi)

Appare un attimo di instabilità mentale in coloro che percorrono il sentiero, quando essi giungono a
contatto con certe affermazioni spirituali, lette e studiate nei testi-guida storici dell’uomo,
quali:

“Tutto è fugace! Tutto è in movimento perenne. Nulla può fissarsi a lungo nel tempo e nello spazio.
Di conseguenza, non affezionarti alle tue esperienze esistenziali: esse non sono fini a sé stesse.”

Noi riteniamo che sia necessario un chiarimento a proposito.

Per iniziare, quindi, affrontiamo i concetti basilari di quello che rappresenta uno dei Monumenti al
Pensiero umano: il Libro dei Mutamenti.

Esistono due Scuole di pensiero, in riferimento al Testo. Alcuni, pur riconoscendone la vetusta
antichità di circa 5.000 anni, affermano che i concetti che sono contenuti in esso vennero, mano a
mano, a stratificarsi, lungo i secoli, grazie all’intervento di pensatori diversi. Altri si
attengono alla tradizione cinese, che sostiene l’esistenza di un leggendario imperatore celeste,
Fu-Hi, compagno di Ni-Kua, la Madre Santa dei Cieli, il quale regnò tra gli uomini appena essi si
sparsero sulla terra. Egli formò con la Madre Santa la prima coppia primordiale della mitologia
cinese. Fu-Hi ricavò il metodo dei trigrammi, cinquemila anni fa e la relativa divinazione con i
gambi di achillea.

Sotto la dinastia degli Hia (verso il 2.000 a.C.) e sotto quella dei Chang (1.750-1.150 a. C) i
trigrammi vennero uniti due a due, per ottenere sistemi più complessi e, forse, furono, proprio
allora, associati per formare le sessantaquattro combinazioni possibili.

La tradizione riconosce al re Wen, appartenente alla dinastia del Tcheu, il collegamento di questi
sessantaquattro segni così come sono giunti a noi. Egli avrebbe realizzato ciò nel 1092-1090 a. C.,
quando era prigioniero del tiranno Chu-Hsin; e sarebbe anche l’autore dei brevi “giudizi” che
accompagnano ogni esagramma.

Il testo relativo al significato divinatorio dei tratti viene attribuito a suo figlio, il duca di
Tcheu.

Confucio, infine, dopo avere esercitato numerose funzioni nell’ amministrazione di parecchi stati e
dopo avere molto viaggiato, passò il resto della sua vita, circondato da discepoli, insegnando la
sua dottrina e studiando I King, a cui aggiunse i suoi “Commentari”.

Questa, la necessaria sintesi storica che riguarda la nascita e lo sviluppo del Libro dei Mutamenti.

Ma parliamo della fondamentale importanza dei suoi concetti base; e descriviamoli.

La prima distinzione che occorre fare è che il Pensiero Cinese riconosce una sola realtà, composta
da una serie variegata di aspetti; ognuno dei quali ha il medesimo ritmo ed il medesimo tono di
valore cosmico, sia che si manifesti come pensiero, energia, materia, situazione, uomo, o altro.

Ciò indica il prevalere, in questa filosofia, di un eterno presente, ove l’ azione ed il risultato
siano, in un certo senso, due aspetti implicitamente connessi di una medesima espressione..

Comprendere la natura di codesto ragionamento permette di eliminare le illusioni del passato e del
presente; e mostra il ferreo, matematico legame di ogni causa ad un relativo, implicito suo
concatenamento.

In effetti, la Cina indica, in tal modo, la padronanza filosofica del concetto di monismo, tanto
dibattuto nei tempi odierni. Immaginiamoci, quindi, una ruota in veloce movimento. Il mozzo della
stessa sarà praticamente immobile; i raggi, quasi invisibili per la velocità impressa dal centro.
Ecco la visualizzazione che la filosofia cinese ha dell ‘esistenza.

Il mozzo rappresenta la causa innata della vita manifesta; l’increazione; il caos primigenio;
l’origine; l’eterno presente, privo di confini. Il Pre-Cielo

I raggi sono, invece, il mondo della manifestazione provocata; gli effetti di ogni spinta
all’azione; la molteplicità evidente del tempo e dello spazio. Il Post-Cielo.

Tutto è in continuo movimento. Ma, mentre la natura del Post-Cielo rappresenta, in qualche modo
sottile, una sovrapposizione costante, e sempre cangiante al Pre-Cielo, quest’ultimo permane la
matrice incausata di tutto.

In natura, nessuno ha provocato l’esistere dei novanta elementi che compongono ogni cosa tangibile e
visibile. I nuclei e gli elettroni degli atomi si aggregano e, a seconda del rapporto numerico che
esiste tra di essi, producono uno degli elementi. Così, nel caos primigenio esiste un ritmo rituale
innato che, secondo il Pensiero Cinese, predispone la musicalità espressiva e manifesta della vita.
Questo mozzo della ruota esistenziale, nel suo aspetto di Pre-Cielo, produce un movimento costante,
scandito da un ritmo eterno ed immutabile, da cui si frammenta una predisposizione di elementi
matematici e cosmici, che costituiscono l’intelaiatura della molteplicità universale, rappresentata
dai raggi della ruota stessa.

A differenza, quindi, del buon senso comune occidentale, il Libro dei Mutamenti vede nel caos
primigenio l’ unico ordinamento armonico delle cose; mentre, nel successivo ordine costituito del
manifesto riconosce un’ instabilità essenziale. La “fugacità delle cose” , di conseguenza, riflette
– secondo I King – l’ aspetto non permanente della natura; quello che nasce e muore, che ha un’
origine ed una fine. Non sicuramente l’archetipo delle armoniche innate interiori, che fa parte
dell’essenza assoluta delle cose.

Esiste, quindi, il Tao (il “mozzo della ruota”). Di Esso viene detto:

“Chi parla (del Tao) non (lo) conosce e colui che (lo) conosce non (ne) parla” “Il Tao (via) che può
venire espresso in parole non è il vero Tao”

Un’altra illusione è, perciò, il continuo tentativo di confrontare la nostra natura divina (Tao) con
quella relativa. Sarebbe come se conoscessimo (o potessimo, in futuro, conoscere) il Tao medesimo.

Vivere pienamente il dharma (dovere dell’immanente) è quanto provoca la gioia eterna e lo sviluppo
della vera musicalità di ogni possibile perfezione formale.

La mutazione (i raggi della ruota) è la prima espressione del Tao. Ogni singola cosa, o sta per
entrare nell’esistenza, nello sviluppo, nella decadenza, o sta per uscirne.

La divinazione dei I King – come si comprenderà meglio tra poco – non è, quindi, magia, ma il
calcolo della tendenza generale delle cose e del loro evento.

La mutazione (il movimento eterno) sorge dall’interazione degli aspetti complementari di T’ai Chi:
Yang e Yinn. Yang: cielo, attivo, positivo, mascolino, fermo, solido, forte, chiaro, ecc.. Yinn:
terra, passiva, negativa, femminile, debole, scura, ecc.. Parallelamente a T’ai Chi, il centro delle
cose, vi è un principio non infinito e quindi senza centro: il Tao, la strada.

Ed ecco il momento di paragonare la scala dei nostri 90 elementi innati in natura a quelli che si
manifestano dal caos primigenio, e sui quali è basato tutto il sistema del calcolo generale delle
cose e degli eventi che deriva dai I King. Dall’Uno (intraducibile in essenza, ma esistente
numericamente) emana il Due (la polarità eterna delle cose): il primo trigramma.

I trigrammi sono otto: questo è il numero massimo che può essere formato con due soli tipi di linea
(Yinn e Yang). Il raddoppio dei trigrammi, con i rapporti tra di essi, tra le linee, tra le
posizioni delle linee; con l’analisi dei cosiddetti trigrammi nucleari porta al dispiego di un
risultato geometrico e matematico in cui sono compresi tutti i possibili intrecci e tutte le
situazioni di base dell’espressione vitale.

Ogni cosa esiste nell’eterno presente. Ogni sviluppo è celato in un “gomitolo” potenziale, non certo
futuro, ma ancora estraneo alla coscienza dell’ente che agisce. Ed ogni aspetto del tutto, per
quanto minimo possa apparire, fa parte -come dicemmo all’inizio dell’articolo – della rete di vita
(uno dei significati dei termini di I King).

Qualsiasi atto, per quanto apparentemente casuale e banale, da una parte si immerge in una natura
solare ed assoluta (il mozzo della ruota) dell’essere; dall’altra si sincronizza con le leggi e
regole della rete di vita di cui fa parte, proponendosi come il rivelatore di un più ampio aspetto
di sé stesso.

Il famoso psicanalista C.G. Jung (che scrisse la prefazione al testo dei I King di Wilhelm) affermò,
in proposito che “..Qualsiasi cosa accada in un dato momento è legata all’intera situazione
universale prevalente in quel momento stesso”. E chiamò tale principio: sincronicità.

Non nascondiamo ai lettori (come è esplicitamente affermato da molti illuminati studiosi) che il
metodo delle monetine, o quello degli steli di millefoglie, adoperati nel calcolo delle previsioni,
è semplicemente uno stabile binario utile a ricavare una lista di linee spezzate, o intere, che
comporranno l’esagramma finale della consultazione. Non esiste alcunché di magico in tutto ciò.
Tuttavia, con ciò verrà creata un’azione che inserirà l’attore, in piena consapevolezza,
nell’analisi cosciente della sua rete di vita universale, cogliendone un attimo preciso.

Sarà grazie all’aiuto del Libro dei Mutamenti che il consultante potrà risalire ai significati
viventi della risposta, chiarendo a sé medesimo in quale punto esatto di sincronia con un’azione
positiva o negativa egli si trovi.

La natura stessa del meccanismo cosmico, che è movimento costante ed assoluto, permette, inoltre, ai
I King di indicare quali vie si mostrino a colui che è prigioniero di una situazione errata e
problematica.

Il Libro dei Mutamenti appartiene al ristretto numero dei testi sacri planetari che contengono “in
nuce” l’intera verità delle cose.

Si dice che Confucio avesse consunto i legacci di cuoio che ne proteggevano la copia, a forza di
aprirlo e richiuderlo, per i suoi studi. Egli affermò che se avesse potuto aggiungere 50 anni alla
sua vita, li avrebbe dedicati esclusivamente all’approfondimento dell’Illuminato volume.

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