Il corpo celeste di Mathura e la Planisphere tablet

pubblicato in: AltroBlog 0

Il corpo celeste di Mathura e la Planisphere tablet

Tratto da Area di Confine n° 32 – Maggio 2008

Dalla tavoletta di Ninive ai Veda indiani la conferma della caduta del meteorite che distrusse la città di Sodoma e Gomorra.

Mark Hempsall, ricercatore presso il Department of Aerospace Engineering della Bristol University, e Alan Bond, direttore della Reaction Engines Space Propulsion System, il 31 marzo scorso hanno pubblicato il libro A Sumerian Observation of the Koefels ‘Impact Event’.

di Patsy Nicholas Di Falco

Mark Hempsall, ricercatore presso il Department of Aerospace Engineering della Bristol University, e Alan Bond, direttore della Reaction Engines Space Propulsion System, il 31 marzo scorso hanno pubblicato il libro A Sumerian Observation of the Koefels ‘Impact Event’. In questo testo Hampsall e Bond sostanzialmente espongono le seguenti tesi:

1. la cosiddetta Planisphere tablet è del VII sec. a.C. ed è una copia di più antichi appunti di un astronomo sumero che, circa 2.400 anni prima, aveva osservato l’arrivo di un asteroide sulla Terra;

2. l’oggetto osservato dall’astronomo sumero distrusse le città bibliche di Sodoma e Gomorra all’alba del 29 giugno 3.123 a.C.

3. l’ asteroide ha successivamente impattato la Terra sulle Alpi del Tirolo austriaco presso Koefels.

L’archeologo inglese Sir Austen Henry Layard (nel dipinto), proseguendo negli scavi condotti nel XIX sec. da Paul-Emile Botta nella città assira di Ninive, rinvenne la tavoletta in questione tra le rovine della Biblioteca di Assurbanipal, distrutta dai Caldei nel 612 a.C. Attualmente essa è conservata presso il British Museum di Londra al n° K8538 di catalogo.

In merito alla Planisphere tablet, occorre tener conto che, essendo datata 700 a.C., è di oltre due millenni postuma rispetto l’evento indicato da Hampsall e Bond. Non da ultimo, la tavoletta è stata rinvenuta da Layard priva di circa la metà della superficie incisa. La possibilità di ricostruire il contenuto complessivo è cosa estremamente ardua, soprattutto per due astrofisici.

Un evento del tutto simile, se non lo stesso, è descritto in un antico testo della tradizione vedica indiana, lo Srimad-Bhagavatam Srimad-Bhagavatam, di cui riporto la traduzione dal sanscrito della prima parte del III capitolo del X Canto: (kalah paranama-sobhanah) u.3emettendo un suono favorevole, (yarhy evajana-janmarksam) u.4, certamente una stella …, (ganodayan) u.7 quando ancora non era l’alba, u.8-11 la Terra, le città ed i villaggi, i fiumi e le acque, gli alberi e le piante furono illuminate… (Vavau vayuh) u.14 Soffiò il vento (sukha-sparśh) u.14 tiepido e piacevole al tatto, percettibile all’olfatto… .

(Jayamane ‘jane tasmin) u.20 Avanzava con forza (nedur dundubhayah samam) u.21 e risuonarono simultaneamente mille tamburi. (Kinnara, Gandharvas, Siddha, Caranah, Apsara) u.22-25 Gli abitanti di altri sistemi planetari (mumucuh) u.26 fecero cadere sulla terra la pioggia … (jaladhara) u.28 le acque del cielo e della terra (jagarjur anusāgaram) u.29 vibrarono come onde del mare. (Nisthe tama-udbhute) u.30 Estremamente luminoso, si avvicinò tremante e fece venire precocemente la luce del mattino. (jayamane janardane) u.31 Aveva la forma di una goccia con la coda, … (avirasid yatha pracyam / disindur iva puskalah) u.34-35 apparve ad oriente, per mostrarsi come la luna piena…

E’ la straordinaria descrizione dell’apparizione di un corpo celeste nel cielo dell’India settentrionale. Non era ancora l’alba quando si avvicinò alla Terra. Quando le fu vicina il suo rombo era simile al suono di una moltitudine di tamburi suonati contemporaneamente. Pur se ancora notte, ogni cosa fu rischiarata dalla sua luce. Spirò un vento caldo, consistente al tatto e odoroso. Dal cielo cadde la pioggia, forse rilascio di materiale dell’oggetto.

Quando si avvicinò all’osservatore mostrò tutta la sua forza e le acque presero a vibrare come onde del mare. Apparve luminosissimo da est ed era grande come la Luna piena. Nello Srimad-Bhagavatam e per la religione induista in generale, questo episodio è particolarmente significativo. Vi sono descritti i ‘segni divini’ che precedettero di pochi istanti la venuta di Krsna sulla Terra, l’ottava manifestazione di Visnu, che segna la fine del Dvapara-yuga e l’inizio del Kali-yuga, la nostra attuale era attuale. Per questo motivo è ampiamente attestata la data dell’evento: era il 25 dicembre del 3.102 a.C., 8° giorno di luna calante.

Non posso affermare con certezza assoluta che l’evento descritto nello Srimad-Bhagavatam sia lo stesso impresso sulla Planisphere tablet. Tra la data ipotizzata da Hampsall e Bond e quella della venuta di Krsna c’è solo un ventennio di scarto, una inezia sulla scala complessiva di circa 5.000 anni. Partendo da questo presupposto non posso concordare con Hampsall e Bond che vogliono l’oggetto di Sodoma e Gomorra caduto a Koefels. Rafforza la mia idea il resoconto pubblicato nel 1989 dalla Meteoritical Society del ricercatore Rouben Surenian, del Geologische Budensanstal di Vienna, sullo Shock metamorphism in the Koefels structure (Tirol, Austria).

Lo studioso determinò, in base all’analisi cristallografica dei campioni di suolo ed in base alla conformazione di bocche e di pareti delle bolle delle pomici, che a circa 11 km. da Koefels nel Tirolo austriaco, in epoca post glaciale si verificò l’esplosione a bassa quota di un corpo celeste che provocò una frana di vaste proporzioni.

Nell’area nessun cratere d’impatto è stato mai trovato e l’evento è comunemente datato 8.000 a.C. Inoltre, tracce di devastazione relative a quell’epoca , che confermerebbero la teoria di Hampsall e Bond, si sarebbero dovute riscontrare anche nell’Egeo e lungo l’asse Adriatico dei Balcani. Per quanto abbia cercato non ho trovato nulla che avvalorasse questa ipotesi.

Quanto descritto nel X Canto dello Srimad-Bhagavatam è ambientato nella città di Mathura nell’Uttar Pradesh e nel vicino villaggio di Vrndavana sulle rive del fiume sacro Yamuna. Poiché l’oggetto osservato apparve ad oriente, si potrebbe supporre una traiettoria E > W , ma ciò non significa che necessariamente l’oggetto abbia dovuto proseguire verso ovest. Può darsi che abbia proceduto verso occidente incontrando sulla sua strada le terre di Sodoma e Gomorra seguendo la traiettoria ESE > WNW.

Se la datazione proposta da Hampsall e Bon di quanto descritto sulla Planisphere tablet è attendibile, le probabilità che si tratti dello stesso evento di Mathurā sono alte. Gli scarni elementi appresi da fonte ANSA potranno essere certamente arricchiti dalla lettura di A Sumerian Observation of the Koefels ‘Impact Event’ che spero offra l’opportunità di ulteriori spunti di ricerca. I Veda, d’altro canto, continuano a stupire.

Patsy Nicholas Di Falco

www.heraedizioni.com/j_area51/index.php?option=com_content&task=view&id=53&Itemid=1

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *