Allenare l’attenzione secondo Goleman

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Allenare l’attenzione secondo Goleman

Allenare l’attenzione è fondamentale per raggiungere il benessere, controllare lo stress e ridurre
l’ansia. Come indica Daniel Goleman, dobbiamo assumere il controllo della nostra mente e delle
nostre emozioni per raggiungere l’eccellenza nella vita.

Secondo Daniel Goleman, per allenare l’attenzione dobbiamo concentrarci su due dimensioni che
potremmo definire interna ed esterna. In un mondo così ricco di stimoli, pressioni e richieste,
trascuriamo l’universo interiore nel quale risiedono i nostri sentimenti, timori e bisogni. Allo
stesso modo, forse stiamo anche dimenticando di prestare attenzione agli aspetti più importanti del
nostro ambiente circostante.

Concentrarsi, soddisfare, connettere, discernere, soffermarsi, porre l’attenzione… sono tutti
processi di base nella nostra vita quotidiana per ottenere il massimo vantaggio dalla nostra realtà.
Pensiamoci un attimo. Dimensioni come lo stress, l’ansia o la depressione sono stati che offuscano
la nostra vista, confondendo i dettagli con gli elementi superflui.

Quando il cervello mantiene i nostri sensi in allerta, attenti a mille stimoli, mentre esso si
occupa di migliaia di pensieri, sensazioni, emozioni e preoccupazioni, il mondo diventa caotico.
Nessuno può essere produttivo in un simile ambiente; ma c’è di più, nessuno sarà felice in un
microuniverso saturo nel quale non entra nemmeno un fascio di luce.

Nel 2013 Daniel Golem ha scritto Focus proprio con questo scopo: insegnarci ad allenare l’attenzione
per uscire da questo labirinto di caos e sofferenza. In un mondo caratterizzato dalla distrazione,
siamo obbligati a ricalibrare il nostro sguardo, a restare fermi e avvertire quello che è davvero
importante.

In assenza di un’attenzione selettiva, l’esperienza sarebbe un completo disastro.
-Daniel Goleman-

Strategie per allenare l’attenzione secondo Daniel Goleman

Secondo Goleman, per allenare l’attenzione dobbiamo prima di tutti essere consapevoli di un dato
importante. L’attenzione, alla pari della maggior parte dei nostri processi psicobiologici di base,
è come un muscolo: trae beneficio dall’allenamento.

Se la alleniamo ogni giorno con volontà e determinazione, guadagneremo in termini di benessere. Il
segreto è quindi essere consci di questo bisogno. Lo ricordiamo per via di un curioso fenomeno che
si sta verificando con una frequenza sempre maggiore.

Ogni giorno che passa i dispositivi elettronici sono dotati di maggiore “intelligenza”. I nostri
telefoni cellulari e computer stanno sostituendo a poco a poco molti di quei processi che prima
realizzavamo mentalmente.

Siamo così legati a questi supporti che la nostra attenzione è vincolata quasi esclusivamente a essi
e non agli scenari che Daniel Goleman definisce come i più importanti: il nostro mondo interiore e
il nostro contesto sociale più significativo.

Trascurando queste sfere e lasciandoci contagiare da tanti stimoli, informazioni, pressioni e dati,
poco per volta finiamo per essere sfiniti (infossicati). Si produce il cosiddetto sovrasforzo
cognitivo, condizione simile a quando affrontiamo un eccessivo sforzo fisico; non possiamo dare di
più e ci debilitiamo.

Questo sfinimento ci rende anche più vulnerabili a numerosi stati avversi: stress, ansia, etc. Alla
luce di ciò, vediamo quali pratiche o strategie possono aiutarci ad allenare l’attenzione.

Prendere il controllo della mente

William James è una delle figure più notevoli della storia della psicologia moderna. Ci ha offerto
una precisa e stimolante definizione del concetto di attenzione: è la presa di controllo da parte
della mente in modo chiaro e vivido di uno tra i vari oggetti o catene di pensieri simultaneamente
possibili.

L’attenzione è uno strumento di potere. È rivolgere lo sguardo, la volontà e la concentrazione su un
punto esatto. A sua volta, per ottenere questo controllo, le nostre emozioni devono essere in
armonia, raggiungere la giusta calma.

Comprendendo l’anatomia dell’attenzione, ci sarà più facile migliorarla.

La ricetta dell’autocontrollo

L’allenamento dell’attenzione passa attraverso la pratica dell’autocontrollo. Intorno a noi troviamo
numerosi stimoli e idee, dentro di noi ospitiamo molteplici pensieri e sensazioni al punto che la
mente, a poco a poco, diventa più erratica, meno concentrata.

Uno studio condotto presso la Pennsylvania State University (Stati Uniti) dalla Dottoressa Heather
A. Wadlinger ci rivela che l’attenzione è direttamente relazionata alle emozioni; di conseguenza,
proteggendo la prima dimensione, miglioriamo anche la seconda. Ma come riuscirci?

Goleman ci dice che la ricetta dell’autocontrollo per allenare l’attenzione e regolare le emozioni
si basa sulla mindfulness o attenzione piena. Così, nel suo libro La forza della meditazione, ci
insegna come farlo e i benefici che otteniamo dal millenario esercizio della meditazione.

Connessione interiore ed esterna per allenare l’attenzione

Chi avanza ogni giorno disconnesso dalla propria realtà interiore prima o poi finisce per perdere se
stesso. Coloro i quali smettono di connettersi con le persone per loro importanti e con quello che
considerano valido nel proprio ambiente perdono qualità di vita e felicità.

Dobbiamo essere capaci di ascoltarci, di non rimandare a domani quello che ci fa male, ci
infastidisce o ci preoccupa oggi. Allo stesso modo, è vitale prendere piena consapevolezza di noi
stessi, di quello di cui abbiamo bisogno e meritiamo, di quello che accade dentro di noi in ogni
momento.

D’altro canto, un aspetto che Daniel Goleman indica come essenziale per allenare l’attenzione è
coltivare la nostra empatia. Con essa riusciamo a connetterci meglio con gli altri; con essa
scopriamo cosa è importante in noi e anche in chi ci circonda.

Facciamo quello che ci piace?

Ti piace quello che fai durante le tue giornate? Questa è una delle domande che Daniel Goleman ci
pone nel suo libro Focus. Il celebre autore di Intelligenza emotiva ci ricorda che le persone
trascorrono la maggior parte del loro tempo annoiate o stressate.

Il semplice fatto di non trovare significato o un proposito alla nostra vita debilita la nostra
attenzione. Non c’è nulla di motivante, non ci sono stimoli né un tale luccichio nella quotidianità
che possa spingerci a essere più creativi, e quello che ci interessa perde brillantezza e forza.

A volte tendiamo a cedere alla realtà e a scartare l’idea di imporre le nostre preferenze. Non
sempre si ha la fortuna di avere un lavoro appassionante o una routine piena di grandi stimoli.
L’ideale è, però, che esista un equilibrio. Dobbiamo avere dei propositi, degli interessi che ci
appassionino, ma anche circondarci di persone che diano energia e allegria alla nostra vita.

Gli obiettivi ci aiutano a concentrarci e uno stato emotivo favorevole stimola una migliore gestione
dell’attenzione. Semplici aspetti su cui dobbiamo riflettere per vivere meglio. Alleniamo
l’attenzione, evitiamo di perdere l’entusiasmo nei confronti di chi siamo e di quello che abbiamo.

da lista mente

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