PHILADELPHIA EXPERIMENT: FANTASIA O REALTÀ – parte 2

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PHILADELPHIA EXPERIMENT: FANTASIA O REALTÀ

di Mauro Paoletti
per Edicolaweb

parte 2

Molti avvistamenti moderni sembrano manifestare l’opera di un’intelligenza. Il radar vede cose non
visibili all’occhio umano e da tale analisi possiamo dedurre che l’uso di una forza, o di un raggio,
in un certo campo delle forze a noi sconosciuto o non ancora compreso, possa produrre in un volume
delimitato di aria o dello spazio un raffreddamento che la solidifica, la rende rigida e compatta.
Una simile “isola” nell’atmosfera superiore potrebbe acquisire molte caratteristiche fisiche di un
corpo solido. Di conseguenza l’urto di un uccello o di un aereo contro tale massa d’aria può
risultare molto distruttivo.

Jessup suppone che un’entità intelligente, dirigendo una concentrazione di potenziale, può rendere
“rigidi” piccoli volumi d’aria rarefatta costituendo una specie di “isola”, nel campo gravitazionale
o magnetico, facilmente spostabile, come il fascio di un riflettore sulle nubi.
L’astronomo ci ricorda che i fenomeni aurorali sono magnetici e possono essere causati attraverso i
flussi degli elettroni del Sole; di conseguenza dobbiamo constatare che questi ultimi sono, in
effetti, proprio il tipo di fasci di forze sulle quali stiamo speculando. Diviene possibile che il
volume tridimensionale chiuso all’interno dell’intersezione di due fasci potrebbe generare un’isola
“d’aria congelata”.

Jessup pone delle sconcertanti domande:
Si può, in questo modo, tenere un aereo in sospensione e persino trasportarlo in un altro luogo?
Si può, utilizzando una simile concentrazione di fasci, “congelare” due aviatori nelle sabbie del
deserto e trasportarle ovunque?
Si può “congelare” un uomo e renderlo invisibile all’interno del blocco di aria o di ossigeno
“ghiacciato”?
Si può congelare l’intero equipaggio di una nave e rimuoverlo dal vascello?
Si può interferire con il volo degli uccelli, o ucciderli rapidamente sopra un’ampia zona per farli
cadere su una città della Luisiana?
Tutte queste cose inverosimili sono accadute, ma non sappiamo come o perché.
Le osservazioni di Jessup, nel suo libro, sottolineano anche che esiste un certo numero di sfere e
di dischi luminosi che sembrano avere una natura materiale e che qualche intelligenza posizionata al
loro interno sia in grado di manovrarli.

Dovrebbe essere evidente agli scienziati e ai tecnici che la propulsione dei razzi non risolverà mai
i problemi della corsa dello spazio, non solo a causa dei problemi d’accelerazione, ma anche a causa
dell’impossibilità di trasporto del combustibile necessario e dei pesanti motori di spinta.
La capacità di produrre un’energia più idonea al volo spaziale è più importante della capacità di
produrre la spinta inerziale.
Se i soldi, il pensiero, il tempo e l’energia spesi inutilmente nello sviluppo della propulsione dei
razzi fossero investiti in uno studio di base sulla gravità, probabilmente potremmo trovare una
soluzione più efficace ed economica. La nostra procedura è infatti ingombrante ed estremamente
dispendiosa.

Jessup prospetta che nell’antichità le costruzioni megalitiche siano state edificate attraverso
l’uso di una forza che poteva generare la levitazione degli oggetti. Sarebbero state conosciute
forze e leggi fisiche finora non rivelate agli scienziati di questa seconda onda di civilizzazione
perché questa umanità sta sprecando le risorse in metodi inattuabili.
Lo scrittore conclude che:
– Un numero ampio di fenomeni si possono spiegare ammettendo che derivino da azioni intelligenti da
parte di esseri che vivono nello spazio, nei loro apparecchi.
– Le numerose osservazioni degli astronomi accreditati, nonostante l’atteggiamento generale della
professione, indicano la provenienza degli UFO.
– Gli UFO abitano lo spazio fra la Terra e la Luna, probabilmente nella regione ove l’attrazione
gravitazionale della Terra-Sole-Luna è neutrale, a circa 170.000 miglia dalla Terra.

– Mentre alcuni dei più grandi oggetti, come quello inseguito da Mantell, possono capitare
occasionalmente vicino al nostro pianeta, vediamo spesso i più piccoli, considerati gli osservatori,
più agili, appartenenti sia al tipo solido, sia al tipo nebuloso impegnati in missioni esplorative.
– Gli UFO hanno certamente sviluppato una fonte di alimentazione ancora sconosciuta.
– Gli UFO hanno indicato la strada verso un programma di ricerca che potrebbe fornirci la chiave
risolutiva alla corsa dello spazio, ad un costo minore se concentreremo la nostra ricerca sulle
scanalature adeguate.
– Il numero e la varietà degli UFO visti costantemente è la prova che l’origine è situata vicino
alla Terra. La distanza dai pianeti vicini quali Venere e Marte sembra troppo grande per essere
colmata in breve tempo. Possiamo concludere che gli UFO sono permanenti perché sono stati qui per
molti secoli. Sono una parte del sistema binario Terra-Luna. Non sono venuti da luoghi lontani
milioni di miglia. Sono qui da migliaia di anni. Se apparteniamo a loro come a noi il bestiame, o se
apparteniamo l’un l’altro alla stessa origine è un problema interessante che può essere risolto
mantenendo aperte le nostre menti. Probabilmente possono essere un collegamento con la prima onda di
civilizzazione terrestre. Può darsi che qualche volta siano stati usati contro di noi
secondariamente ed in casi insignificanti, ma, nel complesso, sono stati amichevoli o indifferenti.

Interessante la domanda che qualcuno si pone: le indagini di Jessup portano ad una conclusione
differente?
Per questo motivo è morto?
Il caso Filadelfia prosegue e ci conduce verso esperimenti che comportano l’esplorazione del
subconscio e della psiche umana; il controllo della mente.

Il progetto, conosciuto col nome di Montauk, parte proprio dalle ricerche condotte nel 1943 per
rendere USS Eldridge invisibile al radar nemico. Quell’esperimento produsse un effetto secondario
inatteso e drammatico che spostò la nave nel tempo e nello spazio.
Dopo la guerra la ricerca è continuata sotto la direttiva del Dr. John Von Neumann, di origine
ungherese, considerato come uno dei matematici più insigni del secolo; alcuni pensano sia stato
migliore di Einstein.
Gli studi, proseguiti come “Progetto Phoenix”, dovevano portare alla scoperta del potere della
mente.

Neumann, riconosciuto come l’inventore del calcolatore, sembra sia riuscito dopo anni di esperimenti
ad accoppiare la tecnologia informatica con alcuni specifici apparecchi radiofonici in modo da poter
collegare le menti ad apparecchiature idonee a recepirle e a far ricevere dalle macchine i pensieri
umani.
Gli apparecchi riceventi funzionerebbero tramite cristalli e sarebbero in grado di memorizzare i
pensieri e trasmetterli ad un calcolatore che li traduce in immagini e in caratteri di stampa su
supporti cartacei.
Con il tempo le tecniche si sarebbero affinate fino a giungere alla realizzazione di una macchina
virtuale capace di leggere la mente; per cui il congresso bloccò il progetto temendo che il
controllo della mente travalicasse e la cosa fosse usata illecitamente da chi detiene il potere
effettivo.

Attraverso le indagini condotte e le rivelazioni dei testimoni emerge un quadro che vede gruppi
privati di potere e militari che, in segreto, hanno continuato a tenere in vita il progetto in altra
sede. Nel caso specifico in una base in disuso dell’aeronautica situata a Montauk, un punto di Long
Island a New York. Luogo scelto perché provvisto di un antenna radar potente con una frequenza di
circa 425 Mhz adatta per l’esperimento.
Nel 1930 Nicola Tesla sperimentava con un gruppo la possibilità di muoversi nel continuo spazio
tempo. Nello stesso periodo il Dott. John Hutchinson, decano dell’università di Chicago, e il Dott.
Kurtenaur, fisico austriaco, decisero di iniziare studi sulla possibilità di raggiungere
l’invisibilità attraverso l’uso dell’elettricità. In seguito il progetto fu trasferito a Princeton a
cura del Dott. John Erich Von Neumann e di Albert Einstein, i quali riuscirono a rendere invisibili
piccoli oggetti. Direttore del progetto di invisibilità, fino al 1942, fu Tesla, amico del
presidente Franklin Roosevelt. La guerra alle porte spinse il governo a cedere ai militari che
volevano gestire la tecnologia a loro modo. Tesla ed Einstein furono concordi nel concludere che se
tale tecnologia fosse stata sviluppata non sarebbe stata a favore dell’umanità.

Riguardo a tale epoca si racconta un curioso episodio. Un certo Vic Graff, supervisore della Bell
Laboratories, prima dello scoppio della guerra era impegnato in un test con un prototipo di radar
situato dentro un dirigibile della Goodyear. Prima che venisse chiusa l’entrata di Long Island ai
sommergibili, il sonar rivelò la presenza di un sottomarino tedesco in rada. Una sera Graff lo vide
perfino mentre ricaricava le batterie. Il tecnico segnalò il fatto e poi spense i motori del
dirigibile rimanendo in attesa che il sommergibile riemergesse a causa dell’esaurimento della scorta
di aria. Una volta riemerso fu rilevato dal radar, bombardato e affondato.

Nel 1940, usando il metodo di Tesla, fu usata una nave senza equipaggio, alimentata da un’altra
collegata ad essa a mezzo di cavi in modo che se qualcosa andava male si poteva affondare la nave
usata per la prova. Il problema delle mine magnetiche tedesche, che metteva in pericolo il trasporto
alleato, spinse anche a condurre un progetto parallelo utilizzando generatori degausser.

Dopo gli esiti positivi del 1940, la marina decise di classificare e finanziare il progetto con
fondi monetari illimitati. Nel mese di gennaio del 1942 fu consegnata a Tesla una nave e una squadra
per una prova completa. Nel progetto erano coinvolti Von Neumann e il Dott. John Levinson, un altro
matematico, noto per lo sviluppo delle cosiddette equazioni di tempo.
Tesla e Von Neumann non erano in accordo su alcuni procedimenti, in particolare il primo era
convinto che avrebbero avuto seri problemi con le persone. Decise quindi di sabotare la prova nel
tentativo d’arrestare il progetto, ma questo fu affidato a Von Neumann che, nel mese di marzo del
1942, decise di attuare alcuni cambiamenti nelle apparecchiature. Fu progettata una nave speciale,
l’Eldridge, con tutta l’apparecchiatura necessaria già a bordo e un equipaggio di trentatré
volontari.

Qualche fonte parla di un esperimento compiuto in precedenza, condotto dal governo, dove vennero
usati animali domestici disposti in gabbie di metallo nella stiva dell’USS Eldridge. Ad esperimento
concluso, dopo che la nave divenne invisibile, molti animali risultarono mancanti e altri ustionati.
Nonostante l’esito non proprio positivo l’esperimento fu ripetuto con un intero equipaggio.
L’imbarcazione divenne otticamente invisibile. Le persone risultarono molto disorientate. A prova
iniziata, per circa un minuto, il profilo della nave fu visibile nell’acqua, poi improvvisamente si
manifesto un flash blu e l’imbarcazione sparì interamente. Nessuna comunicazione radio, nessun
segnale per tre lunghe ore. Infine il ritorno. Uno degli alberi era rotto. Alcuni marinai
parzialmente incastonati nella piattaforma d’acciaio, altri sbiadivano e riapparivano; alcuni
mancavano e mai ritornarono.
Successivamente fu deciso di condurre una nuova prova senza equipaggio, usando un cavo fissato ad
un’altra nave. Era la fine di ottobre del 1943, il cacciatorpediniere sparì per circa venti minuti.
Quando riapparve molte apparecchiature erano sparite; mancavano due armadietti del trasmettitore ed
un generatore. Il blocco con il generatore di riferimento di tempo zero intatto. A quel punto la
Marina smantellò la nave e fermò il progetto.

A Von Neumann, direttore del “Progetto Filadelfia”, venne affidato l’incarico di cercare le cause
degli effetti subiti dagli uomini durante l’esperimento e sviluppare una tecnologia in grado di
evitare dannosi effetti collaterali. Uomo dalle prodigiose capacità mentali concepì il primo
calcolatore elettronico del mondo e un’apparecchiatura in grado di ricevere, riconfigurare e
trasmettere frequenze radio generate dai pensieri della mente umana.
Il progetto fu rinominato “Arcobaleno”, ed in seguito “Phoenix”, Fenice.
Un numero elevato di ricercatori, incluso Nichols Preston, asseriscono che il “Progetto Phoenix” fu
sviluppato e perfezionato ad un alto grado, presso i laboratori di Brookhaven a Long Island, fino al
1960, quando il congresso, come già accennato, informato dei grandi passi compiuti verso il
controllo della mente, decise prudentemente di porre fine alle ricerche, per timore che tale
tecnologia cadesse in mani sbagliate e fosse usata in modo illecito. La tecnologia era già in mani
sbagliate e un certo numero di intelligenze e gerarchie militari continuarono in segreto la
sperimentazione nella stazione di Montauk, da cui prese nome il nuovo progetto.

Montauk, originariamente, era una base militare commissionata dall’esercito degli Stati Uniti come
punto di difesa costiera in caso d’invasione dal mare. Venne smantellata nel 1947 per essere
convertita in una stazione radar di sorveglianza e residenza sia dell’esercito sia dell’aviazione
nel 1950. Nel 1962 venne installato un gigantesco radar circolare su alte torri e continuò la sua
attività fino al 1970, quando l’amministrazione Carter propose di chiudere la base perché obsoleta.
Questo avvenne nel 1981 e l’area fu donata allo stato di New York in qualità di parco pubblico.

La ricerca condotta da John A. Quinn in base alle dichiarazioni di A. Bielek, Preston Nicols, Peter
Moon, evidenzia che gli esperimenti a Montauk sono continuati anche dopo gli anni ’80, sotto l’egida
di unità di Intelligence di governo, agenzie militari e grandi gruppi commerciali come AIL, Siemens
e ITT. I resti della stazione militare di Montauk appaiono in effetti in decadimento in superficie
ma nel sottosuolo ferve un alacre attività tutt’oggi. Montauk si estende per sette livelli. Quasi
tutto costruito verso la fine degli anni venti, inizio anni trenta, è conosciuto come “la collina”.
Le indagini rivelano l’esistenza di almeno altri quattro nuovi livelli più profondi aggiunti
all’inizio degli anni novanta. Montauk geologicamente è distinto dal resto di Long Island in quanto
è la parte superiore di una montagna sottomarina ed è quindi facile scavare nel suo interno.

Quello che appare come un parco donato al comune di New York, in effetti ha una vasta zona
interdetta al pubblico, guardata a vista da personale non identificato che mantiene a distanza chi
si avventura in quella determinata parte del parco.
Tecnici elettronici hanno registrato una frequenza radiofonica insolita e l’emissione di intense
trasmissioni elettromagnetiche. A testimonianza di una attività c’è l’installazione di nuove linee
telefoniche ed elettriche di elevata capacità. Si dice vengano condotte simulazioni di buchi neri,
studi fisici della particella e relativa tecnologia dei fasci di particella, studi dei campi
elettromagnetici, del controllo del tempo, del controllo elettronico della mente, esperimenti di
genetica. Si continua a svolgere il lavoro di Wilhel Reich, genio in vari campi scientifici, medici,
psicologici, metafisici, il quale dimostrò che una forma di energia elettromagnetica, che chiamò
“orgone”, aveva un significativo impatto sugli stati psicologici della mente.

Leonard Horovitz, nel suo libro, afferma che molte malattie e virus, quali Ebola e l’Aids, sarebbero
stati concepiti nei laboratori di Long Island.
Si racconta che sarebbero riusciti a creare un vortice temporale come quello generato nel 1943 con
l’aiuto di extraterrestri.
La storia sarebbe emersa nel momento in cui alcune persone, tali Preston Nichols e Duncan Cameron,
avrebbero scoperto di aver vissuto in due linee separate di tempo. Preston era un ingegnere
elettronico e Duncan uno psicologo usato anche nell’esperimento di Filadelfia con suo fratello
Edward, conosciuto come Al Bielek.
Alfred D. Bielek, fisico e ingegnere elettronico con trent’anni di esperienza, racconta storie
basate su qualche verità, ma esagera nel farlo. Afferma che il suo vero nome sia appunto Edward
Cameron.

Secondo i loro racconti il progetto è stato distrutto e la base abbandonata e ostruita con il
cemento dato che nel corso di una di queste sedute Duncan avrebbe liberato dal suo subcosciente un
mostro gigantesco che avrebbe distrutto il trasmettitore svanendo in un’altra realtà. Tutto quanto
rimane un mistero insoluto e impenetrabile ma i testimoni affermano che l’avvenimento è stato
fotografato nel maggio del 1986.
È stato scritto un libro e girato un video non autorizzato che ha circolato per un breve periodo, ma
rimane una storia più somigliante alla fantascienza che alla realtà.
Sembra che Preston e Duncan siano stati in realtà Preston e Marcus Wilson, gemelli, amici di
Aleister Crowley descritto come l’uomo più perfido e malvagio del mondo.
Chi ha condotto alcune indagini in merito ha scoperto l’esistenza di una donna di nome Cameron,
sposata a Jack Parson, scienziato che ha collaborato alla realizzazione del razzo a combustibile
solido e discepolo di Crowley.

Fatti che sarebbero stati confermati da Bielek in un paio di interviste nelle quali rilascia
dichiarazioni che superano ogni immaginazione e offrono spunti per la cinematografia di
fantascienza. Secondo quanto dichiarato dal personaggio il progetto avrebbe generato dei passaggi
nel tempo dando l’opportunità di viaggiare attraverso di esso e nello spazio.
L’aiuto necessario a conseguire la tecnologia idonea sarebbe stato fornito da gruppi di Orione e
altri gruppi chiamati Leveron. Il gruppo di Sirio avrebbe fornito l’assistenza tecnica. Inutile dire
che i lavori sarebbero stati condotti in tutta segretezza.
Bielek avrebbe notato anche la presenza dei grigi in veste di osservatori.
I risultati sperati sarebbero stati ottenuti intorno al 1979.
Uno degli obbiettivi del progetto Phoenix era l’uso del tempo per fornire sostegno alle colonie su
Marte che erano sul posto fin dal 1970.

Bielek continua il suo racconto dichiarando che anche sulla Luna l’uomo è arrivato ufficialmente nel
1969 e che i tedeschi erano lì dal 1947.
La presenza dell’uomo su Marte risalirebbe al 22.5.1962 e un filmato della Anglia Television del
1.4.1977 lo confermerebbe.
Sarebbero state costituite le prime colonie nel 1960.
Durante le esplorazioni condotte sul pianeta rosso sarebbero stati trovati molti manufatti e città
in rovina, compresa la famosa faccia. Tutto documentato in due video. Ci si chiede dove siano
custoditi tutti questi filmati.
Durante tali esplorazioni non sarebbero state usate apparecchiature come buldozer e trattori perché
troppo pesanti da trasportare.

Un trasferimento su Marte non semplice, perché sul pianeta esistono installazioni sotterranee e per
evitare di imprigionare il personale dentro il terreno e con il timore di provocare crolli molti
viaggi sarebbero stati rimandati fino a quando non si è avuta la certezza del punto fisico di
arrivo. Bielek e Duncan sarebbero stati inviati nei sotterranei e avrebbero trovato manufatti di
ogni genere, una centrale elettrica e un sistema di illuminazione ancora funzionante. Non sarebbe
stata trovata invece nessuna prova di vita.
I “viaggiatori” affermano di aver rilevato numerose scritte in una lingua sconosciuta e vari oggetti
in alcune stanze.

Anche in questo caso spunta un nastro magnetico dove sarebbe stato registrato tutto, inserito nel
calcolatore della base insieme ai dati che servono per intraprendere tali “viaggi”. Tutto è rimasto
memorizzato: dati di posizione, movimenti della Terra e del sistema solare, e per tornare sul posto
non occorre fare niente.
Bielek e Duncan hanno affermato di aver compiuto privatamente alcuni viaggi e di essere stati
scoperti a causa dei registratori automatici che segnalano quante volte viene usata
l’apparecchiatura, in quale periodo e per quale scopo. Una volta scoperti sono stati sottoposti ad
un lavaggio del cervello e allontanati dalla base.
Ma il lavaggio, a loro dire, non avrebbe tenuto per molto tempo perché il luogo non è stato
distrutto e il procedimento è ancora attivo.

Il “beneficio d’inventario” sull’argomento è d’obbligo…
La base segreta si troverebbe sotto il parco pubblico ove tutti possono accedere di giorno, ma dove
l’acceso è interdetto nelle ore notturne senza uno speciale permesso.
Il centro sarebbe stato costruito dalla Raytheon Electric California.
In tempo di guerra i tedeschi sarebbero riusciti a catturare un UFO con il suo equipaggio d’origine
Veda; ottenendo in tal modo la loro cooperazione.
Questo giustificherebbe i grandi progressi compiuti da Von Braun. A guerra finita i suoi laboratori
furono trasferiti vicino alle linee americane.
Gli Stati Uniti di Roosevelt avrebbero scelto un gruppo di extraterrestri chiamati i “blu-grigi” più
alti dei grigi, che avrebbero offerto una nuova tecnologia per l’energia atomica nel 1938. Nel 1943
avrebbero dato un contributo per l’esperimento Filadelfia creando, nel 1983, una fessura nello
spazio-tempo per permettere alle grandi navi di invadere gli Stati Uniti.

Di conseguenza sarebbero atterrati alla base di Edwards e in altre basi. Eisenhauer avrebbe firmato
con loro un trattato di non interferenza nel loro operato in cambio di tecnologia avanzata. Da quel
momento ne sarebbero arrivati molti e vivrebbero mescolati fra di noi.
Bielek rivela che lui e Duncan hanno indagato per accertarsi se il “Progetto Montauk” fosse stato
accantonato e hanno scoperto che nel 1992 era ancora attivo. Hanno individuato nuovi cavi coassiali
in funzione, trasformatori di alimentazione con nuovi refrigeranti, la torretta radar provvista di
un nuovo portello d’acciaio, nuove entrate nei sotterranei corredate di una luce rossa.
L’interesse che ha suscitato l’intera vicenda ha spinto molti ad interessarsene rivelando retroscena
interessanti.

Un certo Alexander Strang Fraser, canadese, enuncia una nuova teoria riguardo al campo generato
intorno alla nave oggetto dell’esperimento Filadelfia; tale campo non sarebbe stato di natura
elettromagnetica ma termico. Fraser dichiara che attraverso l’utilizzo dell’elettromagnetismo la
deformazione spazio tempo avrebbe prodotto enormi anomalie gravitazionali che non sono state
registrate nella vicenda.
Analizzando le testimonianze si possono trovare prove a conferma di tale tesi.
Allende parla di “bruciature” e di una situazione ottica simile all’effetto dell’aria riscaldata.
Noto effetto miraggio dove gli oggetti appaiono e scompaiono solo otticamente dietro un paravento di
aria evanescente e tremolante che rifrange la loro immagine.
L’aria verrebbe riscaldata utilizzando onde soniche di alta intensità prodotte da ultrasuoni che
emettono solo un particolare “ronzio” notato anche da Allende. Quest’ultimo ha parlato anche di
“flusso di spinta” che ricorda il vento sonico prodotto da una sirena sonica; vento rilevabile da
una persona posta a poca distanza dal meccanismo.

È noto da tempo che le vibrazioni e il calore prodotto dal campo sonico sono nocivi alle persone e
quindi per un eventuale equipaggio che ne verrebbe colpito.
Tale utilizzo spiegherebbe anche l’opacità verdastra prodotta, che richiama la nube segnalata nelle
sparizioni avvenute nel Triangolo delle Bermuda e nell’esperimento Filadelfia; un fenomeno di
suono-luminescenza prodotta dagli ultrasuoni.
Anche Allende parla di questa foschia verde, una nebbia simile ad una sottile nube che lo fece
pensare alla foschia delle particelle atomiche, dentro la quale la nave divenne invisibile
all’occhio umano, lasciando la sua forma dentro l’acqua del mare.
Tornando a Morris Jessup, egli dichiarò che l’esperimento venne effettuato utilizzando
elettromagneti che producono campi elettromagnetici alternati, detti smagnetizzatori; questi,
pulsando su frequenze di risonanza, creavano un campo magnetico di forte intensità intorno alla
nave.

Vennero usate le onde note come ELF. Frequenze attuate su radiofrequenze causate dall’intenso campo
magnetico non alternato prodotto da un magnete. Si tratta della Risonanza Magnetica Nucleare.
In pratica fu prodotto un campo antigravità troppo intenso per uno spazio di poche centinaia di
metri.
Nell’esperimento venne usato il campo magnetico terrestre che produce una risonanza nucleare molto
densa proprio nella fascia delle onde ELF, studiate da Nicola Tesla. Singolare che alla sua morte,
nel gennaio 1943, tutti i documenti riguardanti tali onde vennero confiscati dall’FBI. L’esperimento
fu effettuato nell’ottobre del 1943.
La risonanza magnetica, che utilizza il campo magnetico terrestre, è applicabile solo in luoghi
lontani da campi magnetici artificiali quindi gli esperimenti devono essere effettuati in posti
isolati come uno specchio di mare.

Considerando quanto subì l’equipaggio dobbiamo annotare l’influenza delle ELF sul cervello umano;
questo spiegherebbe anche la continuazione in segreto degli studi sotto il nome di “Progetto
Montauk”, ex “Progetto Phoenix”, che prevedevano il controllo della mente.
In certi momenti dell’anno, quando si creano le giuste temperature, viene generato un gigantesco
generatore, ove la Terra è una piastra e l’atmosfera superiore l’altra. Il campo magnetico terrestre
avvolge queste piastre elettrostatiche e quando la Terra si trova in una certa inclinazione rispetto
alla velocità della particella di alta energia che carica le piastre di questo condensatore viene
travasata nelle zone di uragano. Questo richiama la teoria di Tesla.

A riprova si può trovare un collegamento fra la tecnologia adottata nell’esperimento Filadelfia e la
moderna tecnica medica della risonanza magnetica nucleare, come viene descritta in un’enciclopedia
scientifica.
A conferma anche le descrizioni di Alfred Bielek riguardo alle attrezzature consistenti in quattro
trasmettitori di RF per produrre un campo di rotazione. Il componente magnetico dei campi era
generato da quattro grandi bobine regolate sulla piattaforma della nave e fatte funzionare da due
generatori situati nella stiva.
Inoltre Bielek fa un’affermazione sconcertante: “Anche se alcuni uomini sopra la piattaforma sono
stati danneggiati fisicamente, fritti dai campi, attraverso quest’esperimento è stata trovata una
cura elettromagnetica per il cancro. La Marina lo ha nascosto e si rifiuta di rivelarlo perché nel
farlo sarebbe come ammettere che l’esperimento Filadelfia è realmente accaduto”.

Berlitz nel suo libro ha scritto: “…una variazione nella composizione molecolare della materia,
indotta dal magnetismo intensificato e sonoro, potrebbe indurre un oggetto a sparire spiegando
alcune delle sparizioni all’interno del triangolo delle Bermuda”.
Con l’energia negativa e l’antigravità è possibile viaggiare nella luce, nel vuoto, in altre
dimensioni e andare indietro nel tempo.
Altri scienziati credono che la risonanza magnetica nucleare e l’esperimento Filadelfia siano
connessi. La risonanza Magnetica è conosciuta anche come “Immagine di Risonanza Magnetica”.

A conclusione un breve cenno alla questione UFO.
Emerge che Von Neumann venne chiamato dal governo per esaminare un UFO catturato nel 1947 ad Aztec,
con a bordo dei Grigi non sopravvissuti. L’anno seguente si verificò la cattura di un secondo UFO
con un sopravvissuto; non era un grigio e Von Neumann riuscì a comunicare con lui. Secondo le varie
testimonianze, Von Neumann gli chiese qualcosa riguardo all’invisibilità. Sarebbe venuto così a
conoscenza che l’equipaggio sulla nave non era stato bloccato in riferimento al “tempo zero” della
nave, perché gli esseri umani non si possono bloccare ad un riferimento di tempo zero.

Il blocco del flusso di tempo permette che la persona entri in sincronia con il sistema in modo che
l’interazione sia possibile; ma le porte del tempo sono fragili e in quel caso, quando la nave
ritornò, le persone non ritornarono nello stesso punto di riferimento.
Von Neumann si rese conto della necessità di un calcolatore e di una certa conoscenza della
metafisica per potere bloccare il riferimento di tempo delle persone allo stesso riferimento di
tempo della nave. Di conseguenza costruì, nel 1950, un calcolatore adatto allo scopo.
Nel 1953 venne effettuata una nuova prova, sembra, con esito positivo.
Questa ricerca di invisibilità ha prodotto la tecnologia Stealth e altri progetti altamente
classificati. Ne deriva che la tecnologia Stealth è conosciuta da tanti anni e il velivolo prodotto
unisce la funzione di invisibilità con la possibilità di effettuare voli nello spazio grazie ad un
sistema di azionamento secondario avanzato derivato da tecnologia extraterrestre. Non è frutto di
tale tecnologia invece il generatore di “tempo zero” concepito da Tesla negli anni ’20.

Attraverso le interviste e le indagini verrebbe la conferma che nel 1969 gli astronauti sbarcati
sulla Luna furono accolti da una flotta di dischi volanti appostati sull’orlo di un cratere. Dischi
che secondo le dichiarazioni sarebbero stati americani e non alieni…
Qui ci fermiamo in quanto si colleziona una serie di affermazioni ampiamente discutibili che
appaiono come dichiarazioni di personaggi desiderosi delle luci della ribalta. Non vogliamo
giudicare né entrare in zone d’ombra nelle quali non verrà mai fatta luce.

fine

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