MEDITAZIONE e Mente – 9

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MEDITAZIONE – 9

da “Enciclopedia olistica”

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

Mente e metabolismo

Dunque il ciclo nasale ci fornisce la chiave interpretativa per studiare ed interpretare i legami
esistenti tra la mente ed il metabolismo. Lavori più recenti (Werntz, Bickford, Bloom e
Shannahoff-Khalsa, 1980, ’81, ’83) hanno ancora messo in risalto il legame esistente tra il ciclo
nasale ed i ritmi ultradiani bipolari dell’attività cerebrale. In questo studio vennero applicate
per la prima volta le tecniche moderne della fisiologia, nel tentativo di dimostrare l’eventuale
presenza di cicli di alternanza nell’attività dei due emisferi cerebrali, in soggetti umani allo
stato di veglia. Questo ritmo innato del Sistema Nervoso Centrale non solo è collegato al ritmo del
Sistema Nervoso Autonomo, ma è anche un’altra espressione del medesimo fenomeno, studiato sotto una
diversa angolatura. Non può mancare di stupire il fatto che la relazione tra ritmo cerebrale e ciclo
nasale e ad altre regioni periferiche correlate costituiva parte integrante della scienza yogica già
migliaia di anni fa.

Anche gli esperimenti compiuti con l’elettroencefalogramma durante il sonno su soggetti umani hanno
confermato l’esistenza di ritmi di attività dei due emisferi cerebrali alternantisi tra loro, un
fenomeno che è legato alle fasi di sonno REM e sonno NON-REM (REM – Rapid Eye Movement, si tratta di
quella fase del sonno accompagnata da rapidi movimenti degli occhi). Osservazioni simili sono state
effettuate anche sugli animali (conigli, gatti, delfini ed artocefali).

Negli studi di Werntz, Bickford, Bloom e Shannahoff-Khalsa, 1980, ’81, ’83 venne adoperata
un’apparecchiatura EEG standard per registrare l’attività di entrambi gli emisferi, prelevando i
segnali di entrambi gli emisferi (le cui ampiezze nel campo di frequenze da 1 a 33 Hz vennero
elaborate elettronicamente mediante un processo di rettifica, integrazione e sottrazione, con un
integratore tipo Drohochi), in modo da evidenziare quale dei 2 emisferi generasse un segnale di
ampiezza maggiore. Contemporaneamente veniva registrato il volume d’aria inspirato/espirato
attraverso ciascuna narice. Gli esperimenti furono effettuati su 43 soggetti ignari della finalità
della ricerca, per un tempo correlato alla capacità del soggetto di rimanere immobile (e
senzatensioni muscolari suscettibili di causare interferenze nell’elettroencefalogramma) e al tempo
necessario a registrare, se possibile, almeno una transizione del ciclo nasale.

Un esame critico dei risultati evidenzia una correlazione statisticamente significativa tra
l’ampiezza. del segnale EEG di un emisfero e il prevalere della narice controlaterale (= dal lato
opposto all’emisfero), con una corrispondenza tra transizione del ciclo cerebrale e transizione del
ciclo nasale, ed uno sfasamento (positivo o negativo) tra le due transizioni di alcuni minuti.

Ora secondo il Kundalini Yoga l’emisfero cerebrale predominante è quello che si trova dal lato
opposto rispetto alla narice attiva. Tuttavia in buona parte degli articoli su riviste scientifiche
relativi agli studi EEG si avanza l’ipotesi che un aumento dell’ampiezza del segnale EEG corrisponda
ad una riduzione dell’attività mentale. Si tratta di u n punto controverso. Anche se gli studi di
Klein e Armtege (’79) suggeriscono un alternarsi dei due emisferi cerebrali nello stato di veglia,
il loro studio non include il ciclo nasale o altre manifestazioni fisiologiche correlate. Uno studio
del ’88 effettuato su .126 soggetti maschi e 70 soggetti di: sesso femminile, tutti destrorsi, ha
evidenziato come il predominio della narice destra corrisponda aduna superiore capacità verbale,
mentre il predominio della narice sinistra è associato ad una maggiore abilità spaziale. Tale
conclusione è coerente con la tesi del “predominio controlaterale” sostenuta dalla medicina yogica,
tesi che tra l’altro è anche la più ragionevole dal punto di vista anatomico. Una maggiore attività
mentale è presumibilmente correlata ad un aumento della circolazione di sangue, se il ritmo
cerebrale ed il ciclo nasale sono il riflesso del medesimo fenomeno dominato dalla
dilatazione/contrazione dei vasi sanguigni. Poiché le fibre nervose del Sistema Autonomo non si
incrociano con quelle del sistema somatosensorio, il predominio della narice destra (ovvero
l’aumento di attività del simpatico) corrisponde ad una maggiore attività del parasimpatico
nell’emisfero controlaterale e quindi ad un maggiore afflusso di sangue, che consente una maggiore
attività mentale.

Un altro studio dell’87 conferma la relazione controlaterale di narici ed emisferi cerebrali,
mantenendo tra l’altro una correlazione tra respirazione forzata attraverso una sola narice ed
aumento di attività dell’emisfero controlaterale, a prescindere da quale fosse l’emisfero
inizialmente predominante. La relazione tra emisfero cerebrale e flusso dell’aria inspirata/espirata
è stata studiata da Bell e Shanna (’85) mediante delle misure simultanee della temperatura della
membrana del timpano dell’orecchio (mediante microsonde a termistore applicate al timpano) e del
volume d’aria inspirato/espirato. Vi sono altri tre studi che suggeriscono l’esistenza di un nesso
tra l’aumento dell’attività corticale e la relativa diminuzione della temperatura della membrana del
timpano (TMT). Tali studi riguardano rispettivamente

a) l’abilità di esecuzione di esercizi verbali e spaziali; b) la suscettibilità rispetto all’ipnosi;
c) l’esecuzione di esercizi verbali e spaziali in situazioni di forte stress ed in situazioni
normali.

Il ragionamento che sta alla base dell’esperimento è che un aumento dell’attività mentale richiede
un maggior apporto di sangue dal resto del corpo, che è a temperatura inferiore rispetto al
cervello; ragione per cui la temperatura del timpano che si trova dal lato dell’emisfero dominante
deve tendere a scendere. In effetti ciò viene confermato sperimentalmente; tuttavia questo tipo di
misura appare essere più delicato e meno affidabile delle misure EEG.

Altri studi indicano concordemente che la transizione del ciclo nasale (cambio della narice più
attiva) è accompagnata sempre da un’analoga transizione relativa agli emisferi cerebrali. Secondo la
medicina yogica questo ritmo in individui sani ed in condizioni normali (diverse quindi da quelle
artificiali di un laboratorio, in cui le attività dei soggetti sono ridotte al minimo) corrisponde a
10 cicli al giorno, ovvero ad un periodo di 2,5 ore di durata media di un ciclo. Gli studiosi
occidentali hanno riscontrato dei tempi medi variabili, dell’ordine di alcune ore (da 3 a 8). I
risultati variano da un gruppo di ricerca all’altro e si riferiscono a condizioni di laboratorio,
per cui l’accordo con il dato di 2,5 ore può essere considerato, tutto sommato, accettabile. I ritmi
ultradiani del sonno REM e del sonno non – REM corrispondono ad un periodo medio di 80 – 120 minuti,
con il progressivo allungamento della fase REM nell’arco della notte. Il corrispettivo notturno del
ritmo cerebrale deve evidentemente rispecchiare una qualche forma di compensazione che aiuti a
ristabilire l’omeostasi. Nel Kundalini Yoga il “sonno della narice destra” è l’equivalente del sonno
REM ed il “sonno della narice sinistra” è l’equivalente del sonno non – REM. Il sonnambulismo
avviene durante il predominio della narice sinistra.

Altri ricercatori (Sperrv et al., 1964) hanno caratterizzato il “profilo” dei due emisferi,
studiando pazienti con i due emisferi cerebrali non comunicanti. Tali pazienti si comportano come se
avessero due menti separate, due diverse personalità, che possono operare in modo indipendente.
L’emisfero cui arriva lo stimolo reagisce senza “consultarsi preventivamente” con l’altro emisfero.
Bear si occupa dello stesso tema ed afferma che i pazienti con lesioni all’emisfero destro hanno
disturbi nel comunicare emozioni, mentre quelli con lesioni all’emisfero sinistro, sono spesso
affetti da afasia.

Il lavoro di Flor – Henry (1979) e quello di McIntyrf (1976), entrambi su pazienti epilettici,
mettono in risalto come nei soggetti con affezioni interessanti il lobo temporale destro vi fosse
una preponderanza di disordini relativi alla sfera emotiva/affettiva e manifestazioni di
aggressività; mentre quelli con problemi al lobo temporale sinistro presentavano difficoltà di
ideazione (psicosi schizofreniforme, profilo riflessivo).

Un altro contributo alla caratterizzazione del profilo di ciascun emisfero deriva dai lavori di
Terzian e Cecotto (1959) e Rossi e Rosadini (1967), che ricorrono alla tecnica di disattivazione di
uno dei due emisferi mediante iniezione di un barbiturico (sodio amo – barbital), constatando come
la “barbiturizzazione” dell’emisfero sinistro provochi una reazione di estrema depressione, mentre
quella dell’emisfero destro induce una reazione euforica – maniacale.

Un altro studio di estremo interesse, i cui risultati sono ora più facilmente comprensibili, viene
portato avanti da Lynn (e viene citato da Ischlondsky in un suo lavoro del 1955) su pazienti MPD
(affetti cioè da disordini da “personalità multipla”) di sesso femminile. In tali soggetti il tono
vasomotorio periferico si alternava simultaneamente sui due lati del corpo; mentre coesistevano due
personalità diversissime alternantesi tra loro, con un passaggio talora quasi istantaneo, secondo il
seguente schema:

Personalità 1: impulsiva, irresponsabile, vendicativa, ribelle verso l’autorità, che fa uso di un
linguaggio offensivo e scurrile. (corrisponde al predominio della narice destra.

Personalità 2: dipendente, sottomessa, timida, affezionata, obbediente, in cerca di affetto e di
approvazione da parte delle stesse persone precedentemente maltrattate. Corrisponde al predominio
della narice sinistra.

L’esame neurologico rivelava che i due lati del corpo rispondono in modo diverso agli stimoli
sensori, vista, udito, tatto, olfatto, salivazione, sudorazione, ecc. e congestione/decongestione
delle narici.

Nella medicina yogica si parla di due personalità corrispondenti al predominio dell’una o dell’altra
narice. La m. y. ci insegna inoltre che l’individuo può operare la transizione dall’una all’altra
personalità in modo deliberato e cosciente, al fine di adattarsi alle circostanze, con un meccanismo
di adattamento che probabilmente è presente anche nei pazienti MPD.

Abbiamo due menti, due computer separati, due diversi tipi di intelligenza, ciascuno dei quali,
nell’arco delle 24 ore, sorge e si eclissa più volte. Il computer di sinistra è associato alla
maggiore attività dello ida ed il computer di destra alla maggiore attività del pingala. Secondo la
medicina yogica il predominio di ida o di pingala si manifesta in tutta la periferia del corpo, come
risulta anche dall’analisi dei pazienti MPD. Ciò suggerisce che lo studio della funzione SNA in
altre zone della periferia potrebbe rispecchiare anche il “ritmo ultradiano di ida e pingala”.

Altri studi sulla lateralizzazione dell’attività del SNA alla periferia.

Si è a conoscenza di altri ritmi ultradiani, che interessano la concentrazione ematica delle
catecolamine del plasma nella circolazione periferica, in particolare la norepinefrina (NE), la
epinefrina (E), e la dopamina (D).

Il ritmo ultradiano della NE viene riscontrato negli uomini, nelle scimmie e nei topi In alcuni
esperimenti su esseri umani si effettuava un prelievo in entrambe le braccia ogni 7,5 -15 minuti.
Tapp conclude che si tratta di una caratteristica dei mammiferi; mentre altri autori (Mullen et al.)
che però effettuano i prelievi ogni mezz’ora – sono molto cauti.

Alcuni studiosi (Kennedy, Ziegler e l’autore) usano la tecnica del prelievo simultaneo ogni 7,5
minuti mediante cateteri in vene equivalenti dei due avambracci e trovano che NE, E e D hanno dei
ritmi sfasati sui due lati del corpo. Quando predomina la narice sinistra, (risp. destra) si
osservano livelli di NE relativamente elevati sul braccio sinistro (risp. destro).

L’altra osservazione interessante è quella relativa alla cosiddetta “colorazione arlecchino” nei
neonati prematuri (Neligen – Strang). Quando sono coricati su di un fianco, assumono una diversa
colorazione dei due lati del corpo, (con il lato superiore più pallido), con una linea di
demarcazione molto evidente in tutti i tessuti del corpo, ad eccezione delle labbra e della lingua.
Il fenomeno dura da 30 secondi a 20 minuti, e cessa se il neonato viene tolto dalla sua posizione.
Viene immediato associare tale fenomeno alle manifestazioni riscontrabili nei pazienti MPD, che
presentano uno stato di ipo ed iperattività del SNA.

Anche nella medicina yogica si insegna che il dormire su di un lato può indurre il cambiamento a
livello SNA. Se si dorme sul lato destro, o si applica una pressione sul quinto spazio intercostale
sotto l’ascella destra, (risp. sinistra), su un soggetto in posizione eretta, vengono attiviate la
narice sinistra (risp. destra) e l’emisfero destro (risp. sinistro). Questo è un surrogato primitivo
delle tecniche yogiche di controllo mediante la mente dello SNA o del SNA. Si sa anche che quando ci
si corica sul lato destro ci si addormenta più profondamente.

Anche nella scienza occidentale esistono delle osservazioni simili relative all’effetto sul ciclo
nasale della pressione applicata allo spazio intercostale, nonché all’effetto della forza di gravità
o del coricarsi su di un lato.

La pressione simultanea sulle due anche crea nella parte superiore del corpo uno schema bipolare di
sudorazione, che viene riprodotto in modo invertito nella metà inferiore del corpo. Alcuni studiosi
(Eccles ed Eccles, 1981) affermano che questo funzionamento pendolare che corrisponde ad una
situazione di equilibrio viene alterata in situazioni di stress o di instabilità dell’ipotalamo.
Riga (1957) studia i pazienti che presentano un’ostruzione cronica di una narice (destra o
sinistra); e trova che l’ostruzione cronica della narice destra era più spesso associata a problemi
fisici e psicologici. I sintomi dei pazienti affetti da disordini psicosomatici e gli stati mentali
in persone sane dipendono da questo pendolo ida/pingala. Ida e pingala descrivono la relazione
funzionale tra mente,(ossia: “i due computer”) ed i corrispettivi metabolici nel ritmo pendolare del
SNA, che rappresenta il “trait – d’union” tra mente e metabolismo.

Il sistema neuroendocrino ha molte asimmetrie funzionali significative, che si manifestano nel
controllo delle gonadi, della tiroide, nella reazione differenziata in seguito alla mastectomia o
alla vagotomia sul lato sinistro piuttosto che sul destro, alla diversa mortalità osservata in
seguito ad interventi di chirurgia cerebrale monolaterale. Anche il sistema immunologico è
influenzato dall’azione dei due emisferi. E’ stato dimostrato su animali che l’ablazione parziale
della corteccia cerebrale fronto-parietale sinistra fa diminuire il numero di cellule T nella milza,
disattiva l’eritrocita Ig-alfa nella pecora e rallenta la risposta agli alloantigeni; mentre una
lesione simmetrica della regione neocorticale destra ha l’effetto opposto E’ noto che la regione
neocorticale modula l’attività dei “killer naturali” e l’efficacia dei fattori sierali specifici
della cellula T, ma gli studi appena citati mettono in risalto l’influenza dei ritmi naturali
nell’attività corticale ed aprono un nuovo campo di indagine; quello della relazione tra ritmi
naturali ed immunità (psiconeuroimmunologia).

Il Ciclo BRAC

I1 Ciclo BRAC (Basic Rest Activity Cycle), ciclo-di base in cui si altema, no riposo ed attività),
descritto per la prima volta da Keitman nel 1957, consiste di una variazione fondamentale del
funzionamento del SNC la cui durata aumenta con la progressione filogenetica. In ciascuna specie di
mammiferi la durata del BRAC aumenta anche durante lo sviluppo ontogenetico. Il concetto di ciclo
BRAC fa seguito alla scoperta dei due tipi principali di sonno, il sonno caratterizzato da segnali
EEG a bassa tensione ed alta frequenza (che verrà poi chiamato sonno REM) ed il sonno caratterizzato
da segnali EEG ad alta tensione e bassa frequenza (sonno non REM).

Secondò Kleitman questa periodicità del sonno REM rispecchia una periodicità fisiologica di base che
provvede anche a modulare le funzioni del cervello nello stato di veglia. Vi sono altre attività
ritmiche correlate alle fasi REM e non – REM del sonno, ad esempio le variazioni dell’attività di
locomozione durante il sonno. Nell”81 Werntz ed altri proposero l’esistenza di una relazione tra i
numerosi fenomeni ultradiani ed il ritmo ciclo nasale / emisferi cerebrali, suggerendo che
l’ipotalamo fosse responsabile del controllo e dell’integrazione dei vari fenomeni ciclici. Si sa
che l’ipotalamo è il principale centro di controllo del funzionamento del SNA. La tesi di W.
rappresenta un ampliamento della relazione tra SNA e SNC. L’elenco dei fenomeni ultradiani che
sarebbero connessi all’attività ipotalamica comprende la dilatazione/contrazione delle pupille,
l’attività onirica diurna (day-dreaming), l’attività locomotrice, la secrezione/motilità
gastrointestinale, la capacità di resistenza motoria, la salivazione, la fame e le attività orali,
il battito cardiaco, la temperatura del corpo, l’urinazione, i tempi di reazione, la pressione
arteriosa e specialmente gli ormoni della ghiandola pituitaria: ormone luteinizzante, ormone
somatotropo e prolattina. Stocksed ed Eccles avevano già avanzato l’ipotesi secondo cui era
possibile che l’ipotalamo fosse responsabile del controllo delle transizioni cicliche della
resistenza nasale. Degli esperimenti sui gatti hanno escluso l’influenza diretta – sia mono che
bilaterale – dell’ipotalamo sulle innervazioni del simpatico nella mucosa nasale.

Nell’ ’82 Rossi teorizzò l’esistenza di una relazione tra i ritmi ultradiani e quella che chiamò
“normale stato di trance quotidiano”. Rossi osservò che Milton Erickson nelle sessioni di
ipnoterapia sceglieva un particolare momento per indurre lo stato di trance: “… quando il paziente
annuiva tranquillamente col capo, lentamente e ritmicamente mentre le palpebre si abbassavano e lo
sguardo diventava assente”. Rossi ipotizzò che questo stato, simile alla trance, fosse connesso alla
fase di riposo del ciclo BRAC. Un importante insight sull’integrazione tra soma e SNA deriva dalla
pluriennale attività di Gellbron, Hess, Cannon, Bard ed altri ricercatori che riuscirono a
dimostrare la peculiare relazione esistente tra funzione psicologica ed attività vegetativa o
attività del SNA. Anche in questo caso si identificò l’ipotalamo come regione chiave del cervello
deputata al coordinamento delle varie manifestazioni cicliche. Gellbron discusse in modo
approfondito sui termini “sistema ergotrofico” (che promuove lo stato di veglia e d’attività) e
“sistema trofotropico” (che favorisce la letargia, il riposo), coniati da Hess. La relazione
antagonistica tra simpatico e parasimpatico venne ancora una volta identificata come base del
sistema di controllo di questa continua oscillazione tra le due polarità.

Secondo Yogi Bhajan gli antichi ritenevano che l’emisfero sinistro fosse specializzato in
“conoscenze di base ed iniziali” (linguaggio della vita di ogni giorno, abilità elementari; ad
esempio, il cacciare per l’uomo primitivo). Il predominio dell’emisfero opposto sarebbe invece
associato alla performance e al desiderio di essere performante. La parte destra del cervello serve
a “vederci in relazione all’universo” e a “proiettare all’esterno”. Assumendo che ciascun emisfero
disponga di cognizioni adeguate, e funzioni bene, possiamo dire che la metà destra ci dice la
direzione in cui andare nella vita e la destra ci permette di arrivarci. Aggiunge che l’emisfero
sinistro serve per pensare, il destro per fare esperienze.

Tutto ciò è coerente con i modelli del ciclo BRAC e la concezione dei sistemi ergotrofico e
trofotropico.

Secondo la scienza yogica, quando l’individuo si trova impegnato in una situazione in cui deve
decidere se affrontare il pericolo o fuggire, viene istantaneamente attivato il sistema narice
destra/emisfero sinistro, anche quando predomina il sistema antagonista. La transizione può
richiedere meno di un secondo. Si tratta di un meccanismo di adattamento che permette di accedere
istantaneamente all’intelligenza dell’emisfero sinistro, che possiede le conoscenze di base,
necessarie alla sopravvivenza. Ciò è evidentemente in relazione con le attività ergotrofiche del
simpatico, connesse alla rabbia. Il caso dei pazienti MPD, con i loro diversi profili di
personalità, è un altro esempio di meccanismo di adattamento finalizzato alla sopravvivenza, anche
se in questi pazienti è presente anche la rapida transizione ad un’altra modalità comportamentale,
in cui sono estremamente passivi e ricettivi, secondo un meccanismo di adattamento che probabilmente
non è necessario negli individui e non è stato sviluppato. Spesso i pazienti MPD sono stati
sottoposti in età tenerissima ad esperienze terrificanti e ripetitive senza possibilità alcuna di
sottrarvisi o di resistere; e hanno sviluppato una particolare strategia di sopravvivenza.
Apparentemente è l’emisfero destro che configura la personalità che crea “un sé” in grado di
sopravvivere, una persona speciale. In alcuni casi la personalità passiva/ricettiva presenta il
predominio della narice sinistra. In molti casi gravi esiste uno stato di amnesia per cui la
personalità principale e la personalità passivo/ricettiva sono del tutto inconsapevoli della
personalità vendicativa che subentra ad esse. Questa separazione delle personalità è resa possibile
dall’iperattivazione di un meccanismo che rientra nell’ambito delle attività ipotalamo/SNA/cervello,
meccanismo che è più labile o adattabile di quanto non lo sia ne soggetti normali. Come nel caso di
neonati prematuri, nelle prime fasi evolutive è possibile avere un’attività più labile o
un’iperattività delle funzioni del SNA.

Una simile bipolarità’ della mente viene osservata nei tre casi estremi – già citati – del
trattamento con barbiturici di uno dei due emisferi dell’ipereccitabilità di un lato corpo nel caso
dell’epilessia accompagnata da lesioni ad -uno dei lobi temporali, e infine dei pazienti MPD. Nella
medicina yogica pingala (predominio della narice destra e dell’emisfero sinistro) ed ida (predominio
dell’emisfero destro) vengono rispettivamente .descritti come “caldi” e “freddi”, o come “sole” e
“luna”, “maschile” e “femminile”. Apparentemente 1e oscillazioni pendolari descritte dagli yogi sono
in pieno accordo con la concezione della scienza occidentale.

Sushumna

Il terzo meridiano maggiore, quello centrale, è vicino alla spina dorsale. Secondo la medicina
yogica quando la chimica del cervello e del fluido spinale è opportunamente condizionata e le
energie di ida e pingala sono armonicamente miscelate, è possibile raggiungere uno stato di elevata
consapevolezza. Ciò accade però solo quando la ghiandola pituitaria e quella pineale raggiungono una
determinata relazione di equilibrio secretorio e quando vengono attivate delle determinate
terminazioni nervose che fanno da tramite. In senso figurato, le energie sia di ida che di pingala
esercitano la loro influenza su sushumna, e quando questa influenza è equilibrata, avvengono dei
mutamenti importanti. In primo luogo, esiste un punto di transizione che corrisponde all’uguaglianza
dell’influenza esercitata dai due emisferi. In quasi tutte le persone, questa transizione è di breve
durata, e non viene percepita. Si tratta di un momento di massima creatività, ed è il punto di
partenza per il raggiungimento del dominio di sé stessi. Partendo da esso, lo yogi controlla in modo
cosciente l’equilibrio delle energie ida e pingala. Sceglie di attivare l’emisfero più adatto alla
situazione, e non è condizionato dal mare tempestoso, dalle onde di pensiero ma sceglie il tipo di
intelligenza che più gli serve. Questo stato di equilibrio è la porta della trascendenza. Lo yogi
impara a mantenere questo equilibrio in ogni situazione, non è più soggetto a difficoltà emotive, e
non è più alla mercé dei suoi ritmi autonomi. Si dice che ha attivato la sua “mente neutra” (mente
yogica), che è obiettiva e scientifica.

Secondo questa teoria, è possibile insegnare anche ad un bambino di 3 anni a controllare questo
ritmo autonomo il che suggerisce la maggiore flessibilità/adattabilità, della relazione tra SNC e
SNA nei primi anni di vita.

E’ rarissimo che un individuo non allenato sappia attivare uno dei due emisferi, “a volontà”. Viene
riferito il caso di una donna di 31 anni che aveva sviluppato questa facoltà di indurre
deliberatamente la transizione, anche se non era poi in grado di “consolidare” lo stato raggiunto.
La donna aveva dichiarato di trovare utile questa sua capacità in quanto le consentiva di adattarsi
a diversi tipi di attività o per entrare in uno stato d’animo in grado di rasserenarla in
determinate circostanze. Secondò la medicina yogica il meccanismo primario di autocontrollo, si basa
sul controllo esercitato consapevolmente del volume d’aria inspirato/espirato in ciascuna narice.
Oltre al modo più ovvio, che consiste nell’agire direttamente sul volume d’aria che passa per la
narice, esiste una tecnica meno ovvia, basata sul suono, che influisce sul SNC.

Werntz, et~ al. (1981. ’87), e Srinivasan (1986) hanno studiato in laboratorio mediante tecniche EEG
gli effetti corticali degli schemi respiratori alterati, dimostrando che. è possibile stimolare
selettivamente l’uno e l’altro emisfero. Fu chiesto ai soggetti non allenati di eseguire una
respirazione forzata in una sola narice, e vennero constatate delle significative alterazioni dei
segnali EEG, attestanti l’avvenuta transizione al predominio dell’emisfero opposto.

Calmare la mente
La meditazione è un rifugio pratico dal mondo competitivo
di Susan Green

Come sapere se si sta realmente meditando? La psicologa Patricia Carrington Ph.D., esperta in
gestione dello stress e meditazione, risponde con un’altra domanda paradossale: Come sapere se si
sta sognando? La Carrington osserva che la passività apparente della meditazione non è affatto
apatia, tuttavia frapporre alla meditazione il giudizio impedisce l’evolversi del processo… meglio
godersi il momento con la massima consapevolezza e il massimo rispetto per se stessi’ è il suo
consiglio per chi medita… permettere a ricordi e desideri di galleggiare. Quando il passato e il
futuro si uniscono in una piacevole sensazione di tranquillità, ecco, allora state meditando’. Chi
inizia a meditare trova di solito difficile ‘non fare nulla’ perché è al di fuori dell’etica moderna
legata alla produttività.. occorre tempo e pazienza. Jon Kabat-Zinn Ph.D., fondatore della Stress
Reduction Clinique all’Università del Massachusetts, Medical Center in Worchester, nel suo recente
libro ‘Full Catastrophe living’ (Vivere in piena catastrofe) descrive così gli inizi della
meditazione: ‘E’ come incontrare un vecchio amico dopo tanti anni. All’inizio c’è un po’ di
imbarazzo, non si sa bene chi si ha di fronte. Ma poi questo imbarazzo se ne va e il risultato è uno
stato di benessere che ricarica molto più di un buon sonno. Dopo circa 20 minuti di meditazione, il
consumo di ossigeno diminuisce di circa il 17%, cosa che normalmente avviene dopo otto ore di
sonno’.

A livello terapeutico la meditazione aiuta a liberarsi dall’insonnia, dall’ansia cronica,
dall’irritabilità, dalle tensioni muscolari, cura il mal di testa, la mancanza di fiducia in sé
stessi e i blocchi alla creatività. Ricerche mediche hanno evidenziato che la meditazione può curare
certi casi di sterilità, specialmente nelle donne in età più avanzata. Il cardiologo Herbert Benson
di Harvard, attribuisce questi effetti benefici a quella che chiama ‘la risposta di rilassamento’
insita nella meditazione che si contrappone agli effetti dannosi della risposta allo stress ‘lotta o
fuggi’. Ma soprattutto, la meditazione rende consapevoli di quanto siamo dediti all’incessante
attività mentale, insegnandoci che i pensieri possono essere semplicemente osservati, che non sono
la realtà o la nostra identità, ci possiamo liberare dalla tirannia della mente. E la chiarezza e
l’equilibrio mentale che ne conseguono ci accompagnano poi nelle nostre attività quotidiane. In
un’epoca in cui molti di noi si giudicano da quello che fanno, da quanto guadagnano e da dove
vivono, la meditazione è un modo molto pratico per prendere contatto con ciò che siamo. Kriston
Bott, una regista indipendente di New York, dice :’E’ un processo che aiuta a non prendere noi
stessi per scontati, medito per celebrare me stessa, non ciò che faccio ma per il fatto che esisto.

fine

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