La Bibbia non Parla di Dio

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La Bibbia non Parla di Dio

Uno studio rivoluzionario sull’Antico Testamento

di Mauro Biglino

>> http://goo.gl/9PmrwW

Un confronto sorprendente tra l’Antico Testamento e i testi omerici.
Il nuovo libro dello studioso bestseller che con la sua lettura della Bibbia sta conquistando lettori e mass media.

“La Bibbia non parla di Dio. Quando parla di Jahwè, intende un individuo che fa parte di un gruppo
di individui chiamati Elohim. Questi individui hanno avuto un rapporto con l’umanità, ma un rapporto
speciale, nel senso che se la sono un po’ fabbricata, Jahwè era uno di questi, tra l’altro anche uno dei meno importanti.”

Biglino ha espresso queste sue teorie nei vari saggi che ha scritto lino ad oggi e che hanno venduto
oltre 60.000 copie. Teorie che ripete nelle sue conferenze, in giro per l’Italia, sempre
affollatissime. In questo nuovo libro riprende la sua tesi principale e la rafforza con un lavoro
originale e sorprendente, già molto atteso tra i suoi seguaci: la presentazione parallela e
speculare di decine di passi biblici ed omerici, e di documenti scientifici prodotti appositamente da biologi e genetisti a sostegno di questa ipotesi sconvolgente.

Un libro spiazzante e clamoroso, frutto di uno studio attento sul libro dei libri.

Dalla quarta di copertina

Chi legge lAntico Testamento con la mente disincantata e vi si avvicina con latteggiamento sereno
che avrebbe verso qualsiasi libro scritto dallumanità non ha alcuna difficoltà a cogliere levidenza dei fatti.

Questo libro è il risultato di anni di studio, pubblicazioni e conferenze. Un cammino che Mauro
Biglino ha iniziato come traduttore per le Edizioni San Paolo e che lo ha portato a sviluppare una
lettura alternativa dellAntico Testamento capace di suggerire ipotesi davvero rivoluzionarie.

Il primo passo del suo metodo è quello del fare finta che: se si fa finta che gli autori biblici
abbiano voluto tramandare semplicemente fatti storici realmente accaduti, se si tolgono dalla Bibbia
le interpretazioni metaforiche e teologiche che dogmi e abitudini culturali le hanno attribuito, e
si applica una lettura laica e letterale, il quadro cambia in modo radicale. Ci si rende conto che
la Bibbia non parla di Dio, né di alcunché di divino, ma di una storia tutta fisica che svela unipotesi dirompente sullorigine dellessere umano sulla Terra.

A supporto di questa tesi, lautore porta una traduzione attenta dei testi: Il Dio spirituale,
trascendente, onnisciente e onnipotente non trova riscontro in nessuna parola presente nella lingua
ebraica. Porta contributi forniti spontaneamente da altri studiosi: Mi è stata trasmessa una ricca
documentazione storica e scientifica (biologi e genetisti), spesso appositamente approntata, che
comprende studi, analisi, articoli contenenti conferme sia dirette che indirette ai miei studi. Ed
elabora per la prima volta un originale e sorprendente confronto tra il testo biblico e i testi
omerici (tra Elohim e theoi) che mostra passi sovrapponibili e coincidenze di unevidenza impressionante.

La Bibbia non parla di Dio diventa così un libro rigoroso e ricco, spiazzante e clamoroso, di un
libero pensatore che in Italia e allestero sta suscitando polemiche e minacce, scuotendo coscienze, aprendo orizzonti.

Leggi in anteprima un brano estratto dal libro di Mauro Biglino “La Bibbia non Parla di Dio”

Theoi omerici – Elohim biblici? – Estratto da “La Bibbia non Parla di Dio” di Mauro Biglino

La scelta di analizzare i poemi omerici nasce dal desiderio di applicare a quei testi il metodo utilizzato in questi anni con lAntico Testamento.

Nel tempo, ho avuto modo di verificarne la grande efficacia. Leggere la Bibbia facendo finta che
sta portando ad acquisizioni veramente sorprendenti nella loro semplicità ed evidenza, che non
richiede categorie interpretative, e nella coerenza storica, che ricompone in modo pressoché
naturale i tasselli di un mosaico che le correnti di pensiero storiche e teologiche presentano invece in forme scomposte e spesso non facilmente comprensibili.

Ho avviato così lo stesso processo anche sui testi omerici, senza avere la pretesa di scoprire nulla di nuovo né, tanto meno, di essere il primo a farlo.

Già ho detto di Schliemann e di Felice Vinci, della loro determinazione nel voler verificare i dati
storico-geografici contenuti nellIliade e nellOdissea e delle scoperte che ne sono conseguite.

Forte dei risultati ottenuti da questi studiosi, molto più prosaicamente, seduto alla scrivania,
sono andato alla ricerca dellesistenza di possibili parallelismi in relazione al tema più
scottante, quello del presunto Dio, delle sue caratteristiche, delle sue esigenze, dei suoi atteggiamenti…

Ho scritto Dio, ma si tratta di un termine che abbandonerò per usare quelli contenuti nei testi di cui mi occupo in questo capitolo: oi qeoi, i theoi.

Per il possibile, vero significato del termine, rimando il lettore alla scheda inserita nel capitolo dedicato agli Elohim.

Usando il metodo del fare finta che, sono andato alla ricerca soprattutto di quei particolari
tratti non riconducibili allimmagine classica di Dio: ho voluto verificare se i racconti biblici
costituivano un unicum o avevano nella cultura greca dei corrispettivi proprio in quegli aspetti nei quali meno ci si attenderebbe di trovarli.

Un lavoro simile fatto con i testi del lontano Oriente consente di verificare immediatamente
concordanze palesi: ci sono passi sovrapponibili, e le corrispondenze sono di unevidenza indiscutibile.

Stessa cosa si può dire dei testi sumero-accadici, la cui concordanza con lAntico Testamento è
spiegabile con il fatto che i racconti anticotestamentari delle origini sono per lo più copie
rielaborate di scritti cuneiformi più antichi, e dunque non ci dobbiamo stupire della possibilità di leggerli quasi in una sinossi.

È proprio per questo che ho scelto i due libri omerici: per la loro apparente diversità. Da sempre,
Iliade e Odissea sono presentati come uno degli esempi più alti di letteratura epica, poetica,
mitologica, leggendaria, e sono posti al vertice della produzione di quella cultura che noi definiamo classica per eccellenza.

La mia domanda è: siamo sicuri che sia così? O meglio, siamo sicuri che sia solo così? E se, invece,
i versi poetici magistralmente composti contenessero, come la Bibbia, una sostanza storica e cronachistica anche in quelle parti dove meno ci si attenderebbe di trovarla?

Oltre alle vicende militari, che sono state ampiamente documentate, è possibile che anche gli
elementi tradizionalmente considerati mitici o leggendari facciano riferimento a una sostanziale concretezza storica?

Quando parlano dei theoi, delle loro caratteristiche individuali, del loro rapporto con gli uomini,
gli autori omerici hanno inventato tutto con finalità puramente estetiche e letterarie o, piuttosto, hanno rielaborato in forma poetica possibili verità storiche?

Io, ovviamente, faccio finta che sia vera la seconda ipotesi e, come per la Bibbia, verifico che cosa ne scaturisce.

In questo primo approccio allanalisi parallela mi soffermerò su alcuni punti specifici, tra i più
inaccettabili e dunque insospettabili, che attengono alle caratteristiche personali dei theoi e al loro rapporto con gli uomini.

Indice

Introduzione
Avvertenza

I. Facciamo finta che…
II. La contraddizione insanabile
III. Elohim: Dio?
IV. Yahweh, uno dei tanti
V. Altri Elohim
VI. Unipotesi assurda?
VII. Paradiso terrestre o laboratorio sperimentale?
VIII. Theoi omerici – Elohim biblici?
IX. Doping biblico?
X. Doping omerico?
XI. Grassi e aromi: cosa dice la scienza?
XII. Luomo: creato o fabbricato?
XIII. Cosa dice la scienza
XIV. Ulteriori acquisizioni

Conclusione
Luomo alieno e il monoteismo inventato

Note
Bibliografia
Glossario essenziale dei personaggi omerici citati
Ringraziamenti

La Bibbia non Parla di Dio – Libro >> http://goo.gl/9PmrwW
Uno studio rivoluzionario sull’Antico Testamento
Mauro Biglino
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