MEDITAZIONE e SINCRONIZZAZIONE CEREBRALE – 1

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MEDITAZIONE – 1

da “Enciclopedia olistica”

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

(figure e immagini non disponibili)

PSICOSOMATICA SPERIMENTALE
LE RICERCHE SULLA COERENZA E LA SINCRONIZZAZIONE CEREBRALE

Nella nostra epoca l’uomo ha perso ideologicamente la strada… La scienza si è spinta troppo oltre
nel distruggere la fiducia dell’uomo nella sua grandezza spirituale… e gli ha istillato la
convinzione di essere semplicemente un insignificante animale, che si è evoluto per caso e necessità
in un altrettanto insignificante pianeta, sperduto nella grande immensità del cosmo… Noi dobbiamo
renderci conto dei grandi misteri della struttura materiale e del funzionamento dei nostri cervelli,
della relazione tra cervello e mente e della nostra immaginazione creativa.
Sir John Eccles, Nobel per la neurofisiologia

Esperimenti sugli stati della coscienza, il decennio del cervello.

Il cervello è l’interprete della coscienza. Ippocrate

Il fatto che gli anni Novanta siano stati dichiarati dalla comunità scientifica internazionale il
“Decennio del Cervello” può essere particolarmente significativo ricordando quanto sosteneva Roger
Sperry, ossia che la scienza studiando il cervello in realtà intende addentrarsi nella comprensione
della coscienza.

Dagli inizi di questo decennio ho cercato, con le mie ricerche sulla coerenza cerebrale, di dare un
personale contributo sperimentale alla comprensione della psicosomatica e degli stati di coscienza
più elevati. Queste ricerche sono ancora in una fase iniziale di studio, quindi non sono ancora
confermate da una seria e approfondita sperimentazione: tuttavia sembrano confermare con evidenza
l’ipotesi psicosomatica olistica.

Brain Olotester: alta tecnologia per l’evoluzione

La coscienza non è riducibile a eventi neurali. Il significato del messaggio non sarà mai trovato
nella chimica dell’inchiostro. Roger Sperry, Nobel per la neurofisiologia

Il Brain Olotester è uno strumento specificatamente studiato per l’analisi e la quantificazione
dell’attività cerebrale al fine di avere informazioni sugli stati di coscienza e sulla situazione
psicosomatica della persona. Il Brain Olotester non cerca di ridurre la coscienza ad eventi neurali,
al contrario cerca di amplificare e interpretare globalmente i dati delle attività cerebrali per
cogliere il significato del messaggio che viene dalla coscienza. Il Brain Olotester è un
elettroencefalografo computerizzato, costruito secondo gli standard internazionali, capace di
scomporre, con la “trasformata di Fourier”, le onde cerebrali in 64 bande e di visualizzarle a
colori sul monitor di un qualsiasi personal computer IBM compatibile. Nella fig.* vediamo a sinistra
le 64 bande dell’emisfero sinistro e a destra, specularmente, le 64 bande dell’emisfero destro. Tra
le due bande vediamo riportati i valori in Hertz (Hz. = cicli al secondo) delle varie bande.

Queste 64 linee, che vedete in tonalità di grigio, sono in realtà divise in differenti colori in
relazione alle bande Delta (in basso, da 0.5 a 4 Hz., di colore rosso), Theta (in giallo, da 4 a 7
Hz.), Alfa (nel mezzo di colore verde, da 8 a 13 Hz.) e Beta (in alto nelle tre gradazioni del blu,
indaco e viola, da 14 a 35 Hz.). La larghezza delle singole bande è espressa in microvolt e
rappresenta l’intensità, la forza dell’onda, come il “volume” di un suono. In basso a destra si
leggono i valori numerici medi delle singole bande di sinistra e destra raffigurate nel grafico.
Delta=D, Theta=T, Alfa=A Beta=B, e il tempo di captazione. I punti da cui sono captati i segnali eeg
sono il frontale sinistro e destro (F1 e F2). Il monitor ovviamente ci permette di vedere in tempo
reale (un campionamento ogni 2 sec. circa) le continue variazioni di attività del cervello che sono
parallele alle infinite sfumature della nostra mente, di quantificarle digitalmente e studiarle in
modo olistico.

Questo strumento è dotato di un programma brevettato che consente di calcolare la “correlazione
lineare di Pearson” analizzando e quantificando la similitudine o coerenza tra le onde dell’emisfero
destro e sinistro, che possiamo chiamare “sincronizzazione” o sync. (abbreviato in inglese).
Utilizzeremo questi due termini, sincronizzazione e coerenza, che per molti versi possono essere
utilizzati come sinonimi, con un’accezione più generale e interpersonale per il primo e più
energetico-matematica per il secondo. L’Olotester può così calcolare la coerenza (sync.) tra i due
emisferi del cervello (come tra le onde cerebrali di persone vicine), come potete osservare dalla
curva in basso nella stessa figura. La linea tratteggiata rappresenta un valore di coerenza (sync.)
= 0 ossia nessuna sync. La parte alta del grafico coerenza = +100% ossia massima sync. la linea in
basso coerenza = -100% ossia sync. negativa. La spiegazione del concetto di coerenza positiva,
negativa o nulla è espressa graficamente nella fig.*.

Con l’Olotester speriamo di poter contribuire ad una nuova fase della ricerca scientifica orientata
allo studio e alla comprensione della natura della coscienza stessa e dei suoi stati più profondi ed
evoluti. Lo strumento, dai primi dati, sembra poter favorire l’evoluzione della coscienza umana in
questo gravissimo momento di crisi planetaria.

Lo studio dei primi dati ricavati dall’Olotester è stato di parziale conferma dell’ipotesi
psicosomatica olistica: alcuni stati di coscienza corrispondono ad un particolare quadro EEG, ad un
particolare stato psicofisico. Quando la mente sta male, il corpo sta male e il cervello lavora in
maniera squilibrata e disarmonica. Quando la coscienza è in armonia con se stessa, l’attività
elettromagnetica del cervello diventa armonica ed equilibrata. Gli stati di meditazione
corrispondono allo stato più armonico e integrato del cervello. Fino ad ora l’evoluzione interiore è
stata appannaggio delle religioni e delle scuole di ricerca interiore; oggi siamo in grado di
iniziare un lavoro scientifico e laico nella stessa direzione.

Le ipotesi di lavoro

L’intero gruppo di esperimenti è stato condotto sulla base di due ipotesi di partenza.

La prima ipotesi da verificare, sulla base dei modelli Cyber e Cyber7, è che gli stati di coscienza
che tendono all’unità avrebbero dovuto produrre una più elevata coerenza nel campo elettromagnetico
in generale, e a livello elettroencefalografico in particolare.

La seconda è l’ipotesi psicosomatica olistica, come parametro di lettura globale delle attività
cerebrali in relazione a quelle somatiche e psichiche.

Un’ipotesi scientifica non è una verità ma un insieme di congetture da verificare; cercheremo quindi
di confermarne la veridicità con una serie di esperimenti e di interpretazioni globali. Molto
probabilmente, come in tutte le ipotesi di una certa complessità, vi saranno dei punti che verranno
confermati e altri che verranno smentiti. La scienza non è un’ideologia che cerca di giustificare
ogni cosa ai propri fini e siamo lieti di poter comprendere la verità dei processi psicosomatici
anche se questo dovesse contraddire apertamente parti del nostro modello e della nostra ipotesi.

Entriamo ora nella parte più concreta osservando le mappe olistiche cerebrali, alcuni esempi reali
di come il cervello può operare. Utilizzando l’ipotesi psicosomatica olistica interpreteremo casi di
normalità e di patologia, squilibri, alterazioni, depressioni, eccitamento, creatività e stati di
meditazione a differenti livelli di profondità.

Lo stato fluido e la media

Prendiamo innanzitutto in considerazione quadri di normalità. Nella fig. ** vediamo un quadro eeg di
una persona in stato di buona salute psicofisica. Osserviamo una buona specularità tra emisfero
destro e sinistro (sync. 67) con una bassa attività delta e theta, un buon picco alfa sui 10 Hz. e
una bassa attività beta. Questo, sulla base del nostro modello psicosomatico, significa che la
persona in questione aveva un corpo rilassato, un basso livello di attività istintiva inconscia
(delta e theta), un “cuore” emotivamente aperto (picco alfa) e un’attività mentale calma (basse
beta).

Nella fig. ** osserviamo un quadro eeg “normale” per la città di Milano, in cui osserviamo delta e
theta molto più forti (tensione somatica e inconscia), alfa senza picco (poco piacere di vivere e
cuore più chiuso) e maggiore attività beta (elevata attività mentale superiore). La sync.= ** ci
mostra che il soggetto è comunque positivo e centrato, tipico di chi usa la propria intelligenza
professionale per uno scopo determinato. A Milano questo secondo tipo di quadro rappresenta la
normalità statistica di chi sta “bene”.

Come abbiamo espresso nell’introduzione il concetto olistico di salute è intimamente legato al
concetto di fluidità: la persona sana risponde alle differenti situazioni della vita in modo
opportuno e diversificato. Rabbia, paura, amore, odio, ogni emozione, positiva o negativa trova il
suo spazio e la sua utilizzazione naturale. Analogamente i due emisferi sono in equilibrio dinamico.

Squilibri di ampiezza: i tipi freddi e caldi

Rispetto alla media statistica, abbiamo delle persone che si trovano ai limiti inferiori e
superiori. Mentre la maggior parte delle persone parla con un volume normale, sappiamo che alcuni
parlano con un volume troppo basso o alto. Lo stesso accade nel cervello, il voltaggio delle singole
bande è come dire l’intensità o meglio il volume del nostro pensiero. Abbiamo osservato che a
livello di attività cerebrale alcuni sono “freddi”, introversi, Yin, e hanno un voltaggio ai limiti
inferiori della media (fig. **), altri sono caldi, esuberanti, Yang e il loro quadro esce dallo
schermo normale (Fig. ** ). L’Olotester può cambiare scala di registrazione e quindi includere
quadri molto più larghi del normale.

Mancanza di centratura e squilibrio psichico

Nella fig. ** abbiamo visto un esempio di persona sana ed equilibrata. Notiamo che i margini (nel
tempo medio di 60-180 secondi circa) sono omogenei e lisci.

Abbiamo osservato che i quadri eeg delle persone meno integrate psicosomaticamente, ossia con una
serie di squilibri interiori generali, solitamente mostra un margine più frastagliato. Ricordiamo
che è opportuno comparare i quadri presi con tempi uguali tra loro (1 o 3 minuti di media), in
quanto tempi più lunghi hanno ovviamente i margini più omogenei.

Predominanza sinistra e destra

Nei quadri eeg di persone sane e psicosomaticamente equilibrate abbiamo osservato che le bande della
sinistra e della destra sono armoniche e speculari. Questo dato ci suggerisce che l’emisfero
sinistro.razionale.maschile e il destro.intuitivo.femminile sono in buon equilibrio. Il dato visivo
viene poi confermato dall’alto valore della sincronicità tra emisferi e rappresentato da una linea
abbastanza alta. Vediamo nella fig. ** e ** due esempi di quadri “normali” leggermente sbilanciati a
sinistra (Sx) e a destra (Dx).

Squilibri a sinistra: stress e iperattività

Mentre una leggera predominanza emisferica rappresenta una normale capacità di adattarsi a certe
condizioni, la predominanza cronica o eccessiva rappresenta uno squilibrio patologico che si osserva
in soggetti con problemi psicosomatici. Lo squilibrio a sinistra, ossia l’iperattività dell’emisfero
sinistro, connesso al lato destro del corpo, è quasi sempre associato ad un’eccessiva attivazione
del sistema simpatico che in generale crea tensione e ipereccitazione generale. È la sindrome
classica da stress, i cui sintomi sono: difficoltà a dormire, problemi digestivi, incapacità a
vivere e a lavorare in maniera rilassata, agitazione psicomotoria e senso di “obbligo” ad essere
sempre attivi nonostante la poca energia e il senso di affaticamento. È una sindrome Yang. Nella
fig. ** osserviamo un quadro grave di stress in cui l’intera attività di sinistra è in fortissima
iperattività e dove osserviamo un “buco”, cioè un avvallamento, sulle alfa a dx e ovviamente una
sync. vicina allo zero. Nella fig.** il quadro di un ragazzo in preda a crisi ansiosa con tendenza
ipocondriaca dopo uno shock da incidente. Osserviamo un forte sbilanciamento nelle beta a sx, la
mancanza di picco alfa e una sincronizzazione molto bassa (negativa), indice di profondo malessere e
conflitto interiore. Nella fig. ** un quadro dello stesso ragazzo dopo una meditazione.

Iperattività beta e attività intellettuale

L’iperattività beta è un dato che si riscontra comunemente nelle persone con forte attività mentale,
che pensano molto; tale attività beta ovviamente può avere connotazioni positive o negative. Molti
pazienti psichiatrici mostrano dei quadri “caldi” e con evidente iperattività beta. Nella fig. **,
un giovane paziente mentalmente iperattivo ma emozionalmente bloccato.

Stiamo considerando l’ipotesi di associare la banda beta uno (14-21 Hz.) alla creatività e
all’autoespressione, la beta due (22-28 Hz.) al pensiero e all’elaborazione intellettuale e
concettuale e la beta tre (28-35 Hz.) all’auto-controllo (super-io o consapevolezza sociale di sé) e
all’autocoscienza (consapevolezza di Sé).

Alfa: predominanza o carenza del cuore e dei sentimenti

L’iperattività alfa è un dato che si riscontra in persone che hanno una forte emotività; spesso si
tratta di un momento di intensa emozione che poi si scioglie. Questo quadro si osserva spesso in
situazione altamente emozionali o durante i gruppi di sviluppo del potenziale umano, in cui si
lavora intervenendo con tecniche di apertura del corpo e delle emozioni represse (fig.**). Questa
iperattività in alcuni casi può essere ai limiti della normalità sfociando nello squilibrio. Nella
fig. ** osserviamo il quadro della stessa persona della fig.** dopo una terapia di emotional
release, (rilascio emozionale), in cui si vede una banda alfa particolarmente esuberante e un
considerevole picco sulle beta 3 che potrebbe essere interpretato come eccesso di autocontrollo.

La carenza di alfa è al contrario un aspetto che si rileva molto comunemente, soprattutto nelle
città. Lo abbiamo associato alla “chiusura del cuore”, termine psicosomatico che sottintende
chiusura dei sentimenti di amore e dell’affettività, mancanza di amore e rispetto per se stessi,
assenza di gioia di vivere. Queste situazioni purtroppo sono alquanto comuni nella nostra attuale
società dei consumi, della competizione e della produttività, dove poco è lasciato ai sentimenti
umani, all’amicizia e alle relazioni di cuore.

Iperattività theta: ansia e tensioni inconsce

Una iperattività theta ad occhi aperti (in stato di veglia) è stata spesso osservata in pazienti
molto tesi muscolarmente o che soffrivano di ansia e di crisi di paura. In generale l’iperattività
theta-delta spesso è considerata un artefatto da tensione muscolare, dato peraltro estremamente
interessante in relazione alla diagnosi delle patologie da stress. L’iperattività theta-delta,
associata a delle beta molto limitate, è stata da noi osservata in molte persone in stato di
rilassamento o meditazione, ed è connessa quindi con un’attività profonda dei centri cerebrali. Una
predominanza theta-delta a sinistra o a destra è sintomo, molto spesso, di malposizione vertebrale
cervicale associata a tensione dei muscoli cervicali. Questa predominanza si riduce o addirittura
scompare con il rilassamento e col trattamento manipolativo vertebrale a livello delle cervicali.

Sincronizzazione: artefatti da eccessi delta e theta

L’eccesso di onde delta e theta (dai 3 ai 6 Hz.) produce un deciso innalzamento del valore di
sincronizzazione, fatto che, in apparenza, sembra contraddire la prima ipotesi, che lega la
sincronicità al benessere.

Questa iperattività sembrerebbe dovuta alla corrente prodotta dalla tensione muscolare dei muscoli
oculari, mascellari o della nuca, ed appare molto spesso all’inizio delle prove
elettroencefalografiche. Si pensa che il soggetto, intimorito dall’apparecchio e dal giudizio
intrinseco che ogni prova può riservare, si tenda inconsciamente e quindi provochi una tensione
generalizzata. Alcuni ricercatori inglesi ritengono che questa banda sia dovuta ad uno stato di
attenzione (allarme) di fondo prodotto dai centri profondi del cervello rettile dovuto alla novità
della situazione. Di fatto comunque queste forti onde delta-theta (vedi Fig.**) tendono ad aumentare
sensibilmente la sincronizzazione generale, anche in soggetti chiaramente sofferenti. Per verificare
se il valore di sincronizzazione è realmente dovuto ad uno stato di coerenza psicosomatica è
sufficiente fare chiudere gli occhi alla persona (e magari farla coricare), una reale
sincronizzazione rimane o adirittura si alza, mentre se è dovuto ad un artefatto da iperattività
theta-delta la sincronizzazione scenderà a valori medi o bassi, come appare nella fig.** che
appartiene alla persona.della fig. precedente.

Sincronizzazione negativa

Come abbiamo visto nella fig. ** le onde dei due emisferi possono essere uguali ma di segno opposto.
Ad esempio, quando un’onda si alza a sinistra una curva identica si abbassa a destra. È un segno di
polarità opposta che, normalmente, osserviamo nei quadri delle persone quando sono molto depresse o
negative.

Nella fig. ** un caso di uomo in preda alla rabbia, che alzava la voce e inveiva contro la moglie
(assente) che lo aveva abbandonato accusandolo di insensibilità. Il soggetto lamentava ovviamente
una dualità evidente di sentimenti di amore e odio per la moglie che si manifestavano nella sync.
negativa.

Depressione e “Drop Sync”

La depressione psicosomatica è una sindrome che può avere numerose cause, dalla stanchezza generale
alla mancanza di scopi nella vita. Si ha una tendenza al rallentamento, all’introversione, alla
chiusura, all’apatia, a giudicare tutto negativo. La persona lamenta poca energia e poca voglia di
fare o di cambiare. Tranne che per i casi di stanchezza cronica, queste persone hanno di solito una
grande riserva energetica che tuttavia non riescono ad utilizzare, solitamente per mancanza di una
finalità. È una sindrome Yin, a volte successiva ad un periodo di stress e iperattività ma più
spesso dovuta a delusione e senso di sconfitta, per tradimento dei valori affettivi, di amicizia, o
per shock emotivi. Uno dei punti più caratteristici delle depressioni psicosomatiche è rappresentato
da improvvisi abbassamenti della sincronizzazione, vere “cadute” della curva di sincronicità o “drop
sync”. Nella fig. ** vediamo un classico caso di caduta in un quadro di uomo in preda a depressione.

I picchi di sincronizzazione

La salita della sincronizzazione emisferica può avvenire anche in modo repentino, come il “salto
quantico” dell’elettrone da un livello ad un altro. Questo “jump sync” si osserva comunemente per
un’intuizione, quando qualcosa, come un improvviso suono di campanello, stimola il soggetto, per un
gesto (che sincronizza molti neuroni) o spontaneamente. Il quadro normale dell’istante ad alta
sincronizzazione (solitamente 1 secondo) è caratterizzato spesso da onde quasi-armoniche, ossia che
hanno picchi a distanza abbastanza regolare simili alle armoniche e da un diverso aspetto generale
rispetto alla media (vedi fig. **).

Stati ad alta sincronizzazione: creatività e integrità

Quando la mente si concentra su un oggetto o su uno scopo, l’intera attività cerebrale sembra
ritrovare un suo punto focale, uno scopo su cui sincronizzarsi. I quadri di soggetti molto coinvolti
in attività creative o professionali mostrano spesso alti valori di sync. e dei picchi simmetrici su
diverse bande.

Grande differenza esiste tra quadri di persone che giungono a questo risultato con lo sforzo egoico
(attraverso aggressività, tenacia, competizione, ambizione) a discapito della propria umanità
(relazioni umane, sentimenti, amore, rilassamento) e persone che realizzano se stesse in modo più
umano e olistico, scoprendo il proprio essere profondo e la sua naturale espressione esteriore.

Nel primo caso abbiamo dei quadri spesso caratterizzati solitamente da ampie delta e theta, mentre
nel caso di persone che partono da esperienza meditativa il quadro è assai più “sferico”, armonico e
con una maggiore presenza di onde alfa (vedi fig. **).

continua…

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