La pranoterapia 4

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La pranoterapia 4

– di Anonimo –

(quarta parte)

°°°

Per prima cosa, quindi, è necessario cambiare i parametri delle proprie valutazioni sociali,
mettendole in progressione, secondo un ordine armonizzato con il proprio piano psicologico e fisico,
perché continuare a perseguire risultati impossibili, materiali o emozionali che siano, crea altri
scompensi. D ora in poi, riconsiderate le vostre priorità, date loro l’ ordine più consono al vostro modo di intendere il bene e il male e scoprirete che già così, starete meglio.

Questo potrà non trovare approvazione negli altri, il che non significa che vi stiate comportando
male, ma che solo voi avete il diritto di essere giudici di voi stessi e che per essere amati,
dovrete amarvi, anche perché è vero che la psiche può generare malattie, ma lo stesso vale anche per
il suo contrario. Là dove c è una porta si può entrare, ma anche uscire. Questo vale per tutto: ogni
strada, ogni tipo di comunicazione può essere usato nei due sensi e quindi anche il punto di incontro fra psiche e corpo è un accesso e un uscita.

Per cacciare il male, è necessario far entrare il bene.

I consigli seguenti sono tecnici e vi possono permettere di usare mente e corpo, curando i vostri mali fisici e la vostra anima psichica.

Prima di tutto, bisogna trovare uno spazio di tempo di almeno 20 30 minuti da dedicarvi, con amore:
lasciate fuori da questo spazio, ogni interferenza (rumori, telefoni, presenze, disturbi e altro),
mettetevi comodi, disponendo l ambiente come vi aggrada (con luce soffusa e se vi piace con una musica distensiva),

chiudete gli occhi ed iniziate a respirare profondamente, mantenendo un ritmo armonico, eliminate
ogni pensiero negativo o preoccupante dalla vostra mente, al suo posto metteteci un immagine di
vostro gradimento (un giardino fiorito, un prato verde, un boschetto alpino, un mare azzurro e molto
calmo, un ruscello che scorre limpido, ecc.) con la mente immaginatevi immersi nell immagine che vi
siete costruiti, pensando che ciò di cui è composta l immagine abbia un effetto terapeutico e
lenitivo sui vostri dolori, continuate a farlo, per il tempo che avrete deciso di dedicarvi, eliminando dalla mente se vi tornano i pensieri negativi.

Tale semplice esercizio, va ripetuto ogni giorno e poiché non vi sono controindicazioni, si può
ricorrere ad esso, nelle più svariate circostanze e problematiche, soprattutto nei momenti meno
felici della giornata, quando la sofferenza si fa più acuta, potrete richiamare la tecnica descritta
e utilizzata, socchiudendo gli occhi e ricreando nella vostra mente, la visualizzazione che avete sviluppato come tecnica di autoguarigione.

L’ansia è un disturbo di origine nervosa che viene recepito come uno stato d’animo assai spiacevole,
caratterizzato da apprensione più o meno intensa. Le persone soggette a questo grave disturbo
psicologico si sentono impotenti e non riescono a controllare i propri istinti fino a cadere nello
stato peggiore di questa manifestazione che è l’angoscia, Nei casi più seri e nel perdurare di tali
stati d’animo si possono manifestare alcuni disturbi psicogeni quali: nevrosi d’ansia, schizofrenia,
ossessioni e fobie, ma anche somatizzazioni vere proprie, con manifestazione di patologie fisiche
fra cui alcune sindromi che danneggiano il cuore e possono provocare addirittura l’infarto.

Curare ansia e angoscia con l’uso dei colori

Se lo stato d’ansia è leggero è sufficiente “immergersi” in una luce radiante di colore azzurro intenso o bleu, per una decina di minuti al giorno,

Se invece lo stato ansioso è molto pronunciato, sempre al mattino,prima di intraprendere una lunga
giornata di fatiche è bene sottoporsi ad un’irradiazione di luce colorata dai toni giallo o arancio, per avere una sferzata di energia e superare ogni ostacolo.

In mancanza della possibilità dell’uso di tali lampadine si può scegliere di indossare abiti che siano ben forniti di tali colori o di accessori altrettanto colorati.

E’ sconsigliabile usare gli stessi colori per la notte che necessita di cromatismi rilassanti quali
il bleu o il verde, ma soprattutto è necessario, per la notte, predisporre l’ambiente in modo di favorire il sonno, ricorrendo al buio assoluto o a una luce molto tenue azzurra.

Curare l’ansia e l’angoscia con l’uso della musica.

Utilizzando la musica, il momento più adatto è la sera, prima del sonno ristoratore o anche prima di
un riposo pomeridiano, ciò che conta è che l’ambiente in cui viene effettuata la musicoterapia, sia
predisposto in modo che la musica si diffonda in modo uniforme e non a volume troppo alto. La musica
da utilizzare, deve rispondere all’esigenza di essere di gradimento della persona che la utilizza,
comunque è necessario sia rilassante, e programmata per interrompersi da sola, in modo che qual’ora
si ottenga l’effetto sperato del rilassamento e ci si assopisca, non funzioni a vuoto il registratore.

Anziché ad una musica, è possibile ricorrere a suoni rilassanti, come la risacca del mare, lo
stormire delle fronde, il canto degli uccelli, (in commercio esistono anche questi tipi di nastri o CD) Farsi da sé la riflessologia plantare per combattere ansia e angoscia

Anche in questo caso è meglio utilizzare spazi e luoghi privati,scegliendo di preferenza la sera, anche prima di andare a dormire, seguendo questo metodo:

con i polpastrelli dei pollici, senza usare l’unghia, massaggiate con forza l’alluce sinistro per 3
o 4 minuti, ripetete la stessa operazione con quello destro, poi massaggiate con il palmo della mano
tutta la pianta del piede, procedendo in senso verticale, sia con quello destro che con quello sinistro.

– Come farsi l’auto-pranoterapia –

Posizionatevi in una poltrona molto comoda, in modo che possiate appoggiarvi completamente il capo e
il resto del corpo, meglio se potete tenere anche le gambe ad altezza della poltrona, magari su un puff e poi procedete secondo questo metodo:

– ponete la vostra mano sinistra alla sommità del capo, ad una distanza di pochi centimetri dal
cuoio capelluto e la mano destra orizzontalmente parallela alla sinistra, sopra gli occhi ad una distanza di pochi centimetri, per circa 5′,

– ripetete la stessa operazione, invertendo le polarità delle mani, cioè spostando la destra sulla sommità del capo e la sinistra sopra gli occhi, per altri 5′.

E’ una patologia che si manifesta con la diminuzione delle ore di sonno, ma anche con una leggerezza
dello stesso e nei casi peggiori con la sua totale scomparsa. Spesso si associa a sindromi nervose,
causate dalle motivazioni più difformi. A lungo andare può produrre somatizzazioni fisiche, senza
contare che i comportamenti diurni non sono liberi dal condizionamento generato sulla psiche,
durante la fase notturna, per cui si è inclini a esprimere eccesso di nervosismo, intrattabilità,
irascibilità e questo purtroppo diventa un ciclo vizioso, che fornisce altre motivazioni che non permetteranno di ottenere il meritato riposo.

Non da ultimo l insonnia rende più brutti, perché un viso disteso certamente ha dei lineamenti più armonici di un viso contratto nella tensione e nella sofferenza.

Prevenire e curare l insonnia significa anche migliorare il proprio aspetto fisico. Imperativo diventa l esigenza di capirla per poterla risolvere.

E indubbio che in presenza di questa patologia sarebbe importante fare delle indagini cliniche per
verificare se esistono, alla base della privazione del sonno, dei processi biologici, fisiologici o
peggio patologici, che possano essere risolti dalla medicina o dalla neurologia, ma se questo non è
il vostro caso, allora dovete fare i conti con il fatto che siete stati voi stessi a generare, senza volerlo, la sofferenza di cui siete portatori.

Molto spesso è il fluire sconnesso dei pensieri è la fonte prima dell insonnia, le angosce, le paure
e le ossessioni sono un meccanismo vizioso, che va interrotto. Questo vuole dire che è necessario entrare in armonia con se stessi, altrimenti sarà difficile vincere il disturbo.

Se volete evitare cure chimiche potete utilizzare alcune metodologie che vi suggerisco, anche tutte
insieme o se già siete in cura da un medico, potete aggiungerle senza interrompere la cura.

– Combattere l’insonnia con il decalogo del buon senso –

E’ molto utile osservare abitudini e ritmi di vita che possano armonizzarsi con la propria natura,
se si vuole veramente fronteggiare l insonnia, i pochi ma sostanziali consigli che troverete qui
sotto elencati, sono da seguire, anche perché non sono faticosi e non sono punitivi, lo scoprirete leggendo:

riempire la propria giornata di numerosi interessi, utilizzare il tempo libero per svagarsi e non
per opprimersi, non isolarsi e scegliersi le persone da frequentare con piacere, fare ginnastica
respiratoria e ginnastica dolce, (significa semplicemente concedersi qualche minuto per respirare
profondamente, sdraiati o sprofondati in una comoda poltrona), frequentare parchi con copioso verde,
sale da ballo, piscine e palestre non con senso competitivo, dedicare un po’ del proprio tempo alla
cura del proprio aspetto, partecipare nei limiti del possibile agli interessi sociali, bere bevande
rilassanti, evitando quelle eccitanti e i super alcoolici, evitare le diete troppo rigorose, circondarsi di luce e di colori allegri.

– La visualizzazione per favorire un lungo e riposante sonno –

E un semplice auto-induttivo, usato sia nel training che nella sofroipnosi:

– distendetevi supinamente sul vostro letto, a gambe leggermente divaricate, con le braccia ben distese a fianco del corpo, chiudete gli occhi e abbandonatevi completamente,

– respirate profondamente, con inspirazione ed espirazione lenta e ritmica, cercando di concentrarvi sulla percezione del vostro corpo,

– quando avrete la sensazione di percepire bene tutte le membra del corpo, immaginate di essere
immersi in un mare azzurro e caldo, racchiuso in una fluttuante bolla di sapone, nella quale state
fluttuando con piacere, cercando di tenere viva nella mente la vostra immersione nel mare azzurro racchiuso nella bolla fluttuante nell universo,

– siete fuori dal mondo e niente e nessuno può toccarvi, la sfera della bolla vi protegge e vi da calore,

– contate mentalmente dall’1 in poi, senza porvi limiti, al ritmo del respiro fino a quando vi addormenterete,

se ripeterete ogni notte questa terapia, scoprirete che piano piano il tempo si accorcerà, infatti il numero raggiunto, vi farà da guida.

– Auto- pranoterapia per risolvere l’insonnia –

Ogni sera, quando vi siete già coricati nel vostro letto, procedete come segue: mettetevi comodi,
chiudete gli occhi e respirate profondamente per alcuni minuti, ponete entrambe le mani parallele,
sopra il capo, sfiorandolo leggermente, senza schiacciare, fate ruotare molto lentamente, entrambe
le mani intorno a tutto il capo, in senso orario – da sin. a dx, per almeno 5/7 minuti

spostate le mani, ponendo quella che sentite più calda soprai l capo, proprio sull apice del cranio
e fate scendere l altra dalla gola fino al plesso solare, con un movimento lento e verticale in giù e in su, per altri 5/7 minuti.

Potete ripeterla anche più volte al giorno, ma alla sera, prima di dormire è indispensabile. Combattere l’insonnia con la riflessoterapia sulle mani.

Con il polpastrello del pollice della mano destra premete dolcemente sul polpastrello del pollice, della mano sinistra,

imprimete alla pressione un lento movimento circolare, senza sfregare la pelle, procedete per almeno
5 con questa pressione-massaggio che deve essere aumentata gradualmente, ripetete per altri 5 lo stesso tipo di massaggio,sull altra mano,invertendo la polarità.

– Farsi da sé la riflessologia plantare –

Possibilmente ricorrete a questo metodo quando avrete deciso di andare a dormire: con i polpastrelli
dei pollici, senza usare l’unghia, massaggiate con forza l’alluce sinistro per 3-4′, ripetete la stessa operazione con quello destro,

poi massaggiate con il palmo della mano tutta la pianta del piede, procedendo in senso verticale, sia con quello destro che con quello sinistro, per 3-4′ a piede.

La primavera è la stagione nella quale chi soffre di allergie, si trova a dover affrontare un
problema, che affligge molte persone, ma che ancora oggi non ha trovato una soluzione definitiva, comunemente chiamato: raffreddore da fieno.

Il risveglio della natura, i pollini ne sono la causa scatenante e pur non essendo queste patologie
gravi, sono senza ombra di dubbio estremamente fastidiose, infatti chi soffre di raffreddore allergico è preda sofferenze e del conseguente stress.

Le medicine naturali non sono in grado di risolvere completamente tali disturbi, proprio per il
carattere di cronicità che rivestono, ma possono diventare un valido supporto al fine di tenerne
sotto controllo gli sviluppi e lenirne le sofferenze che sono un vero flagello per chi le deve
sopportare: continui starnuti, arrossamenti degli occhi e delle mucose nasali, difficoltà respiratorie, ecc.

Non raramente i fattori ambientali contribuiscono a peggiorare gli effetti, sia in campagna, che in
città: polveri, vapori, gas di scarico e quant altro entra in contatto con le vie respiratorie, per
cui, più che curarsi è importante prevenire o mantenere basso il livello infiammatorio, eccovi alcuni metodi a cui potete ricorrere con fiducia.

Magnetizzazione e solarizzazione dell acqua E possibile predisporre già prima del momento topico una
discreta scorta di acqua magnetizzata, a livello pranico o solarizzata con l esposizione al sole.

Magnetizzazione dell acqua – Potete preparare ogni giorno, due o tre bottiglie d acqua, alle quali
imponete le vost re mani, tenendole intorno alla bot t iglia, senza toccarla, per almeno 10 minuti, facendo scorrere le mani, lentamente, in su e in giu.

– Solarizzazione dell’ acqua –

Nel caso della possibilità di magnetizzare le bottiglie d acqua, è indifferente che queste siano d
acqua minerale gassata o naturale, purché restino esposte al sole, entro bottiglie trasparenti i cui colori devono essere: azzurro o verde.

L esposizione deve durare almeno qualche ora, per cui si possono mettere sul terrazzo o nel giardino
di casa, lasciandole al sole, per poi metterle in un posto riparato per la conservazione.

L acqua può essere bevuta alla temperatura che preferite, ambiente o in frigorifero, purché beviate
solo ed esclusivamente quella che avete preparato, sia nel periodo che precede l apparizione della
sindrome allergica, sia per tutto il decorso della sindrome. E importante che manteniate un metodo e
non dimentichiate il motivo originario, la mancanza di continuità, non può dare effetti di buon livello.

– Come farsi l’auto-pranoterapia –

Posizionatevi in una poltrona molto comoda, in modo che possiate appoggiarvi completamente il capo e
il resto del corpo, meglio se potete tenere anche le gambe ad altezza della poltrona, magari su un puff e poi procedete secondo questo metodo:

ponete la vostra mano sinistra alla sommità del capo, ad una distanza di pochi centimetri dal cuoio
capelluto e la mano destra orizzontalmente parallela alla sinistra, sopra gli occhi ad una distanza di pochi centimetri, per circa 5′,

ponete entrambe le mani convergenti le punte delle dita, alla radice del naso, ad una distanza di pochi centimetri dalla faccia, per altri 5′,

ponete ora entrambe le mani, poggiando la destra sul polmone destro leggermente più in alto della sin., che poggerà sul polmone sin., per altri 5′,

l’operazione deve essere ripetuta due volte al giorno, per 3 giorni, poi ridotta a 1 volta al giorno per altri 3, ed infine a giorni alterni, fino alla scomparsa dei sintomi.

– Curarsi con la riflessoterapia –

Per mantenere libero il naso ed evitare di doverlo soffiare troppe volte al giorno, in quanto peggiora lo stato infiammatorio, usate questo semplice metodo:

con il polpastrello del dito pollice della mano sinistra massaggiate in forma leggermente pressoria e vibratoria, l interno del polpastrello dell altra mano, per 10′ circa,

ripetete la stessa operazione invertendo le mani e i polpastrelli,

la terapia può essere ripetuta due e persino tre volte al giorno, per tutta la durata dello stato
infiammatorio, meglio se si comincia a preparare la zona prima dell apparizione dell allergia.

– Curarsi con i colori –

E possibile ottenere un valido aiuto dal colore, quindi potete usare un foulard di fibra naturale
vegetale, o animale, di colore verde, ma per potenziare questo mezzo servirebbe anche un irradiazione con lampadine dello stesso colore.

con una lampadina colorata di verde, irradiate direttamente il volto per 15′, badando bene di
mantenere gli occhi chiusi e di osservare una distanza non inferiore ai 70 cm. dalla emanazione luminosa,

– ripetete la stessa operazione per 2-3 volte al giorno, fino a quando vi sarà necessario, con
questo metodo scoprirete che potrete lenire i disturbi infiammatori e gli arrossamenti che l allergia primaverile provoca.

lasciate fuori da questo spazio, ogni interferenza (rumori, telefoni, presenze, disturbi e altro).
la depressione è certo una patologia molto difficile da affrontare poiché la persona sofferente non
ha nessuna voglia e nessuna forza di reagire alla propria malattia. Inoltre il depresso ha
difficoltà anche con le persone che con lui convivono, poiché si pone nei confronti degli altri con
un atteggiamento che viene scambiato per egoismo e quindi mal viene tollerato se non addirittura
allontanato. Motivo per cui la situazione del depresso tende spesso a peggiorare anche se viene curato.

In sintesi si può dire che il depresso non ha sviluppato il senso della vita, ma in lui si è
sviluppato un forte senso di morte, che lo porta ad innescare un pericoloso meccanismo, per cui si
disinteressa di tutto e tutti, perde appetito, non reagisce agli stimoli, vive esclusivamente di
pensieri pessimistici e negativi e tende ad attrarre l’attenzione degli altri con atteggiamenti che
a volte sono dei veri e propri ricatti morali, per cui gli altri ovviamente dopo un certo periodo
non rispondono più alle chiamate d’aiuto ed il depresso peggiora ulteriormente poiché finisce spesso
con il restare solo, perdere completamente la voglia di vivere e nei casi peggiori desiderare di morire e ricorrere a atti estremi.

L’uso del pensiero positivo e dell’autoguarigione attraverso la respirazione per uscire dalla
depressione. Vi suggerisco di utilizzare in chiave positiva la fonte del problema, cioè il pensiero, tenendo conto che a volte i tempi di risoluzione sono lunghissimi:

Mettetevi in un luogo tranquillo, possibilmente sdraiati e con gli occhi chiusi, inspirate
profondamente dal naso, trattenete il respiro per alcuni secondi ed espirate profondamente dalla
bocca, facendo fuoriuscire più aria possibile, continuate così, per alcuni minuti, quando sarete
riusciti a controllare il ritmo respiratorio, avrete già prodotto un po’ di autocontrollo, per cui potrete passare alla fase successiva,

– sempre a occhi chiusi, visualizzate ciò che nella vita sembra mancarvi, in modo che nella vostra
visualizzazione si realizzi, tenete presente che non vi sono limiti ai propri desideri e per quanto
vi possano sembrare irrealizzabili, potete realizzarli nella visualizzazione, quando vi sentirete
stanchi di procedere in questo modo, visualizzate un fondale marino ricco di alghe rosse,

immergetevi per pochi secondi nelle profondità del fondale rosso, sempre con la visualizzazione, anche se nella vita non sapete nuotare,

uscite dall’acqua con la consapevolezza di essere stati rigenerati e riaprite gli occhi, ma restate
fermi per alcuni minuti, riandando con il pensiero all’esercizio fatto, rialzatevi e tornate alle vostre faccende,

– l’esercizio può essere protratto anche per mezz’ora e ripetuto ogni giorno, con preferenza alle ore immediatamente precedenti il sonno notturno.

– Curare la depressione con l’energia della piramide. – Per generare un po’ più d’energia e
conservare quelle rimaste, si può ricorrere ad un metodo tornato in voga negli ultimi anni sulla
base delle esperienze dimostrate dagli egizi: Sedetevi con le gambe incrociate e la schiena dritta,
lasciando abbandonate le mani sulle ginocchia, con il palmo delle mani rivolto verso l’alto,
visualizzate una piramide, all’interno della quale siete seduti con tutto il corpo, visualizzate una
luce rossa che brilla alla sommità della piramide e scende verso di voi a raggio, inondandovi di
luce rossastra, cercate di sentire le vostre membra che si rinvigoriscono sotto il fascio di luce,
restate in questa posizione per almeno 10/15 minuti e ripetete l’esercizio tutte le volte che lo
desiderate, in particolare prima di una lezione impegnativa o di un compito in classe. Curare depressione ed esaurimento con i colori.

Queste patologie spesso si accompagnano ad una sorta di malavoglia, che rende le persone passive e
poco partecipi alla vita, isolandosi e vestendosi di colori che permettono loro di passare
inosservate. E’ chiaro che vi è in atto una carenza di energia che richiede un intervento forte per poter superare in poco tempo la problematica, come da esempi:

innanzitutto sarà necessario vestirsi ogni giorno con colori ricchi di energia quali: il rosso,
l’arancio e il giallo, la notte può essere egualmente utilizzata come il giorno per ricaricare le
energie scariche, dormendo in lenzuola con gli stessi colori degli abiti suggeriti al punto
precedente, inoltre ci si può sottoporre a irradiazioni, attraverso l’uso di una lampada colorata di
rosso e posizionata in modo che possa irraggiarsi in prossimità del plesso solare, avendo l’accortezza di evitare la testa.

Tale irradiazione può essere fatta per 15 minuti consecutivi, tutti i giorni, meglio se al mattino prima di recarsi al lavoro o a scuola.

La natura umana funziona come la natura terrestre, infatti i cambi stagionali rappresentano un
momento particolarmente critico e molti disturbi si legano inevitabilmente a questi cambi, Le due
stagioni più delicate sono la primavera e l autunno. La prima perché è l inizio di ogni tipo di
attività biologica, la seconda rappresenta il momento della cessazione delle stesse attività. Questo
ha un significato estremamente importante, infatti sappiamo che dentro di noi nascono e muoiono
incessantemente un numero macroscopico di cellule e in questi due momenti stagionali particolari,
tale processo si accentua. Se volete una prova di quanto vi sto descrivendo provate a pensare all
atteggiamento mentale spontaneo, che affrontate al mattino quando aprendo la finestra scorgete i
primi raggi del sole, che dal terso cielo primaverile vi sorridono e allo stesso tipo di
atteggiamento spontaneo, quando vi scorgete invece i primi chiaroscuri ingrigiti, dall allontanamento del Sole al nostro asse terrestre, quanta malinconia esprimono.

Senza addentrarsi nel patologico, per risolvere il quale si deve ricorrere a interventi di tipo
psicoanalitico o neurologico, è necessario capire che possiamo tutti essere soggetti a questi momentanei stati d animo.

Le esperienze e le difficoltà che incontriamo ogni giorno, non ci aiutano certo ad affrontarli.
Aiutare sé stessi i è molto più di un semplice atteggiamento mentale, è una filosofia di vita che ci
permettere di riequilibrare molte delle nostre istanze, contemporaneamente ci realizza come soggetti
protagonisti della nostra vita e ci fornisce la chiave per accedere al benessere, semplicemente
attraverso un atto autopercettivo, che aggiungerà consapevolezza alle nostre azioni, rafforzandole.

Regola base: amare se stessi

Quando si è depressi, non è facile piacersi, figuriamoci amarsi ed allora bisogna imparare a farlo,
come imperativo assoluto, tenendo conto che se non siamo noi ad amarci, chi può darci amore? Gli
altri, percepiscono di noi quello che noi riusciamo a trasmettere loro e sarà proprio il nostro modo di trasmettere informazioni, che ci permetterà di relazionarci bene o male.

Esempio:

Se quando salutate qualcuno, questi non vi risponde e tiene il capo chino, voi certamente avrete
difficoltà in seguito a risalutarlo. Al mattino vestitevi di un sorriso, proprio come fate col
vostro abito migliore, curatelo e rinnovatelo ad ogni incontro. Non importa se gli altri non sanno
perché lo fate, scoprirete presto che il sorriso tornerà verso di voi e non lo lascerete più.
Curarsi con la musicoterapia Se siete degli esperti, sapete già da soli, quali musiche possono
aiutarvi a risollevare il morale e a rigenerarvi le energie che sono in deciso calo, a causa del
periodo stagionale e della conseguente malavoglia che vi ha assalito. Se non siete esperti,
ricorrete semplicemente alla radio e predisponetela sul vostro programma musicale preferito, fin
dalla sera prima di andare a dormire, in modo che al mattino, la prima azione che dovrete fare,
ancora prima del rituale caffè, sarà l accendere la radio. Obbligatorio è che la musica sia
trasmessa senza troppe interruzioni parlate (altrimenti ricorrete ai CD o alle cassette) Se avete la
possibilità di scegliere, meglio la musica senza parole, poiché le vibrazioni del suono sono le
uniche terapeutiche, non le verbali, che recano in sé messaggi analogici subliminali (informazioni
suggestive che penetrano nell inconscio, senza saperlo) non sempre pertinenti alle vostre necessità.

– Curarsi con i colori

Il colore ha una grossa importanza e non è secondo alla musica, nel caso di queste patologie, è facile da usare, poiché è sufficiente metterselo addosso:

Evitate i colori scuri o i grigi, perché l’ organismo ci manda segnali, dei quali siamo
inconsapevoli, ma che ci inducono verso una scelta poco felice, se stiamo attraversando un periodo di depressione ed allora bisogna combatterlo così:

Il colore ideale è certamente il giallo, con l alternativa dell arancione, ma non sono di facile
vestibilità, allora si può ricorrere a mischiare le carte in tavola. Se vi mettete un abito scuro,
compratevi una sciarpa calda e morbida, che avvolgerà le vostre spalle, dei colori sopra indicati.
Altra alternativa possibile è il rosso, anche se scuro, pensate a come è bello ed elegante, un abito o un golfino amaranto, con sopra una sciarpa del colore del sole.

A proposito. Il giallo può essere indossato anche sopra la testa, sia con un foulard, che con un grazioso cappello.

Oggi il cappello è tornato di moda e nella penisola italiana, circondata dall azzurro mare Mediterraneo, il giallo è un tocco di classe.

Anche se la giovinezza, nell’immaginario collettivo rappresenta un momento particolarmente
favorevole, non possiamo fingere che questa sia la realtà. Infatti è costellata da momenti difficili
e fra questi vi è l’adolescenza, con i suoi problemi, motivo per cui molti giovani soffrono di una
patologia che si manifesta con la stessa sintomatologia dell’esaurimento. In realtà la sua causa
primaria è dovuta alla fatica a cui l’organismo si sottopone per crescere. Quando il consumo di
energie è superiore a quello che si è in grado di generare, subentrano molte difficoltà:
affaticamento, svogliatezza, cali di memoria, sonnolenza, distrazione, difficoltà di concentrazione, poca resa nello studio e a volte persino tristezza.

Il periodo dell’anno che più mette in risalto questa problematica coincide con il momento in cui la
natura si adombra dei colori autunnali e presto vestirà l’immacolato velo invernale, e con la
ripresa delle fatiche scolastiche o lavorative, poiché anche i meno giovani possono ottenere benefici. Curarsi con i colori e la cromoterapia.

La debolezza spesso si accompagna ad una sorta di malavoglia, che rende passivi e poco partecipi
alla vita. E’ chiaro che vi è in atto una carenza di energia che richiede un intervento forte, come
da esempi: innanzitutto sarà necessario vestirsi ogni giorno con colori ricchi di energia quali: il rosso, l’arancio e il giallo,

– questa scelta può essere ripetuta la notte, ma allora bisogna tenere la luce accesa, anche debole, perché il colore è tale solo attraverso la luce, al buio non funziona.

sottoporsi a irradiazioni cromatiche, attraverso l’uso di una lampada colorata di rosso e
posizionata in modo che possa irraggiarsi in prossimità del plesso solare, avendo l’accortezza di
evitare la testa. Tale irradiazione può essere fatta per 15 minuti consecutivi, tutti i giorni, anche due volte al giorno.

N.B. per chi già attua l autopranoterapia, può tranquillamente aggiungere la cromoterapia luminosa, appena descritta.

– Curare la debolezza adolescenziale con l’auto-pranoterapia –

Distendetevi in posizione molto rilassata, in un ambiente tranquillo e chiudete gli occhi, poi procedete in questo modo:

ponete la mano destra sul centro della testa e la sinistra sul plesso solare, tenendole così per 7/8 minuti;

spostate ora la mano destra sul plesso solare e la sinistra in prossimità dell’ombelico e mantenetele così, per altri 7/8 minuti.

N.B. durante questo procedimento, fate sì che il vostro pensiero, sia volto verso il recupero di
eventi estremamente positivi, momenti nei quali avete tratto il miglior beneficio dalle esperienze
che avete vissuto e se non vi riuscite, visualizzate semplicemente quello che per voi rappresenta il bello, il piacevole e il benessere.

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