I pensieri sono energia, intervista a Bruce Lipton

pubblicato in: AltreViste 0

I pensieri sono energia, intervista a Bruce Lipton

Riprogrammare la salute e le nostre cellule con le frequenze positive dellambiente in cui viviamo

di Alessandro Silva – 16/10/2012

>> http://goo.gl/5fbac

Bruce Lipton è un biologo cellulare statunitense, conosciuto per le sue ricerche riguardanti le
relazioni fra attività genetica, ambiente e pensiero. Nel 1966 consegue una laurea in biologia nella
C.W. Post Campus of Long Island University e in seguito riceve il dottorato di ricerca in Biologia
dello sviluppo dalla University of Virginia nel 1971. Egli, contrariamente al dogma centrale della
biologia molecolare che sostiene che il flusso dellinformazione genetica sia monodirezionale e che
parta dagli acidi nucleici (DNA, RNA) per arrivare alle proteine, afferma che il flusso
dellinformazione avrebbe in realtà la sua sorgente nei segnali ambientali per arrivare alle
proteine passando dagli acidi nucleici. Questa ipotesi sarebbe in parte confermata dallo sviluppo di una recente branca della genetica detta epigenetica.

Bruce, quando ti sei interessato per la prima volta al fatto che il comportamento e la salute di una cellula sono controllati dallambiente?
Fu nel 1970 quando, in qualità di biologo allUniversità della Virginia, compresi che, se riuscivo a
mantenere vive delle cellule tenendo sotto controllo le condizioni ambientali esterne, era possibile
ottenere importanti considerazioni riguardo i meccanismi che sottendono alla vita.

E quando hai avuto la cosiddetta crisi di mezza età?

Quando capii che insegnavo agli studenti determinate conoscenze circa i geni per poi scoprire, nel
mio laboratorio, che i miei studi erano in conflitto con quanto stavo insegnando. Arrivai a perdere
addirittura contatto con la mia ricerca poiché i carichi amministrativi in qualità di membro del
corpo docente mi tenevano lontano dal laboratorio. Dal punto di vista personale poi, anche il mio
matrimonio stava cadendo a pezzi. Rinunciai al mio lavoro universitario e caddi in una forte
depressione dalla quale cercavo di emergere tenendo occupata la mia mente ed il mio tempo con lo
studio della meccanica quantistica. Questo percorso mi aprì gli occhi, giungendo a capire come i
misteri della vita fossero radicati nel comportamento e nella struttura di atomi e molecole e,
quindi, nella meccanica quantistica, che è la scienza che studia i meccanismi dellatomo. Nonostante
ciò, la natura energetica della meccanica quantistica non viene riconosciuta nel campo della
biologia cellulare. La scienza è una consapevolezza strutturata di biologia costruita sulle
fondamenta della chimica e la chimica, a sua volta, è costruita dalla fisica. Se una scienza così
basilare comè la fisica modifica le proprie leggi, tutte le altre scienze sono obbligate ad
adattarsi a questi cambiamenti. Le scienze biologiche per molto tempo hanno ignorato le conseguenze
della nuova fisica anche se è stata introdotta più di 75 anni fa. Man mano che inserivo nel mio
bagaglio di conoscenze la fisica quantistica si rese necessario una riorganizzazione dei fatti scientifici che avevo raccolto in quasi 30 anni di carriera.

Il momento di trasformazione personale fu quando riuscii a definire le proprietà fisiche e
comportamentali della membrana cellulare, su cui avevo lavorato per 10 anni, partendo da un unico
punto di vista. Scelsi di descrivere la membrana unificando tre definizioni; la membrana è (a) un
cristallo liquido, (b) un semiconduttore, (c) contiene due categorie di molecole proteiche, i
recettori ed i canali. La natura delle proprietà conduttrici della membrana si rifà al fatto che la
membrana è costituita da un doppio strato cristallino di molecole fosfolipidiche. La sua natura
lipidica rende la barriera membranale un non conduttore, attraverso il quale le molecole cariche e
gli ioni NON riescono a passare. Solo linserimento di proteine nella membrana lipidica consente a
molecole o ioni selezionati di passare attraverso la barriera; in tal modo, la membrana lipidica
diventa sì un conduttore ma non di tutto; assume cioè la natura di semi-conduttore. Inoltre, facendo
riferimento ai recettori proteici come dei cancelli che controllano le funzioni biologiche, rimasi
sbalordito nel leggere il risultato di questa osservazione: la membrana è un cristallo liquido
semiconduttore con cancelli e canali. Fui ancora più stupito nel rendermi conto che tale definizione
lavevo già incontrata, ma non in relazione alla biologia, bensì in fisica: un micro processore
(cip) è un cristallo semiconduttore con cancelli e canali. In un primo momento fui divertito dalla
coincidenza ma poco dopo ne fui enormemente contento e mi resi conto della rilevanza della cosa. La
membrana cellulare è un cip organico e, dunque, ogni cellula è un cip che è possibile programmare
con il nucleo che funge da disco rigido carico di un software di natura genetica. La cosa più inverosimile era realizzare come il programmatore fosse lambiente.
Credevo che il cervello della cellula fosse il nucleo invece è la membrana, giusto?
Nonostante il fatto che tutti i libri di testo, dalle elementari fino allUniversità, si riferiscono
al nucleo come il cervello della cellula, la verità è che il nucleo attualmente rappresenta le
gonadi della cellula. La funzione del nucleo è esclusivamente riproduttiva, e va dalla riproduzione
dei meccanismi regolati dalle proteine alla riproduzione dellintera cellula. Il nucleo non è la
sede della consapevolezza e non riceve nessuna informazione riguardo la necessità o i piani della cellula. Esso è un meccanismo di risposta ai segnali citoplasmatici.

Le credenze convenzionali considerano le caratteristiche delle nostre vite determinate dai nostri
geni ma, se il nucleo non è consapevole dellambiente, allora i geni non sono in grado di controllare le nostre vite. Dunque, cosa controlla le nostre vite?
Lambiente o, più specificatamente, la nostra percezione dellambiente. La vita si mantiene tale
attraverso labilità di conservare un equilibrio allinterno di un ambiente dinamico in continua
evoluzione. La membrana cellulare è linterfaccia tra lesterno (il non SE) e lambiente
citoplasmatico interno (il SE). Ecco perché la membrana ha un ruolo così importante nella vita
della cellula. I recettori sulla superficie della cellula sono in grado di leggere sia informazioni
provenienti dallambiente esterno che quelli provenienti dallambiente interno (gli impulsi). Una
volta resi operanti da queste informazioni, i recettori attivano degli specifici canali proteici. Il
complesso dei recettori e dei canali rappresenta degli interruttori molecolari che innescano le
funzioni cellulari. Per definizione, questi interruttori che vedono lambiente (i recettori
proteici) e selezionano una risposta (i canali proteici), rappresentano la base molecolare della percezione.

Ero a conoscenza del ruolo della membrana nella regolazione della struttura e del comportamento
biologico, ma il ruolo che aveva la percezione riguardo al controllo della cellula non aveva
importanza per me fino a quando i tre aspetti dei caratteri chimici della membrana non vennero accorpati nella nuova definizione.
I caratteri della cellula e degli organismi biologici vengono direttamente mediati dal proprio
ambiente; siamo fatti ad immagine dellambiente. Quando si legano insieme il segnale con la
proteina complementare, lenergia del loro accoppiamento provoca una modifica nella forma della
proteina: per esempio, la proteina recettore del glucosio è il risultato fisico del legame tra una
molecola di glucosio nellambiente (segnale) con il proprio recettore proteico, la cui forma viene
modificata. La modificazioni collettive di tutte le proteine diventa quella che noi amiamo indicare
come vita. Conseguentemente, ognuna delle duecentomila e più proteine del corpo è, per definizione, il risultato energetico di un segnale proveniente dallambiente.

Ricordo di averti sentito affermare di aver preso la decisione, per quanto riguarda la tua vita, di
non lasciare che lambiente ti controlli ma che avresti invece risposto in maniera selettiva allambiente.
Si è vero. Anziché rispondere passivamente a tutti i segnali provenienti dallambiente, si può
diventare consapevoli dei segnali stessi. Attraverso un processo di selezione è possibile utilizzare
sia la mente subconscia per rispondere automaticamente ai segnali oppure la propria mente
consapevole, generando risposte differenti da quelle programmate nel subconscio. La differenza è
che, quando si è inconsapevoli dei segnali che ci possono inviare, i soli segnali che si ricevono
sono quelli che fanno parte di uno specifico programma (stimolo più risultato) precedentemente
elaborato. Quando si diventa coscientemente consapevoli dei segnali, allora essi potranno esprimere
la propria libera volontà attraverso la creazione di una nuova risposta allo stimolo. In questa
maniera è possibile evitare di essere vittima di comportamenti che, precedentemente, ci sono stati insegnati ed indicati come inappropriati.

Se la mente controlla il corpo e lambiente controlla la cellula dovè che inizia la mente?
Nel mio modo di vedere le cose, la mente è unentità separata dal corpo. Io penso che la mente
assomigli funzionalmente ad una membrana che interfaccia lo spirito con il corpo fisico. In questo
interfaccia, la mente possiede la consapevolezza derivante dalla combinazione di una fonte esterna
(spirituale-ambientale) e le esperienza di vita acquisite durante la nostra esistenza fisica.

Mentre i potenziali energetici di ambiente e spirito sono diretti allinterno per controllare il
corpo, le risposte fisiche del corpo generano simultaneamente campi energetici che tornano
allambiente. Possiamo così individuare unenergia ambientale esterna ed una energia comportamentale
proveniente dal corpo. Queste energie sono strettamente collegate tra loro, di modo che, quando la
mente origina una risposta nel corpo, questa genera un potenziale energetico che ritorna
nellambiente da cui è provenuto lo stimolo. Se posizioniamo un apparecchio nel sistema per
ricordare ed integrare le risposte nel tempo (come fa il nostro cervelletto) quello strumento
diventerà la banca dati delle informazioni utilizzate dalla mente ossia linterfaccia funzionale tra
gli stati fisici della nostra esistenza e quelli non-fisici. La mente umana diviene allora una
collezione di tutte le esperienze apprese come percezioni che possiamo utilizzare come guida della nostra esistenza terrena.

Allora il tuo corpo crede a tutto ciò che pensi?
Assolutamente sì, anche se è opportuno ricordare che disponiamo di due menti, quella che può essere
controllata dalle nostre azioni ed il subconscio. Le cellule del corpo rispondono ad entrambe ed è
qui dove la disarmonia può entrare nella nostra vita. Se la mente cosciente è in buona salute, per
esempio, e la mente subconscia (che è programmata con percezioni acquisite) concorda con questa
versione, allora per forza, di coerenza, si è sani. Ma se vi è discordanza tra le due menti allora
quella delle due che è più attiva avrà il controllo del comportamento del corpo.

Per esempio, la mente conscia potrebbe essere impegnata con pensieri positivi. Fino a quando la
consapevolezza è impegnata in questi pensieri la risposta del corpo allambiente, in questo momento,
è controllata da percezioni precedentemente programmate ed archiviate nel subconscio. Se la mente
subconscia è programmata con pensieri autolesivi, il comportamento distruttivo di questi si
ripercuoterà sulle azioni decise dalla menta conscia, annullandone ogni eventuale esperienza
positiva registrata. Per intenderci, se il dottore ci comunica che abbiamo una malattia terminale e
noi siamo daccordo con la sua percezione, allora tale percezione controllerà la nostra biologia.
Quindi, se prima non lo eravate, dopo questa opinione sarete in cammino verso una malattia terminale.
Il punto è: la verità di chi o cosa abbiamo intenzione di utilizzare per controllare la nostra
biologia e, dunque, la nostra vita? Se si rimane intrappolati in clichè comportamentali acquisiti
durante lo sviluppo allora questi clichè diventeranno i conducenti più rilevanti del sistema.

Nel momento in cui nasciamo disponiamo di un determinato numero di percezioni geneticamente
pre-programmate (gli istinti) anche se, durante lo sviluppo allinterno dellutero, il feto inizia
a scaricare informazioni provenienti dallambiente e che gli vengono trasmesse dal sistema
percettivo della madre. Queste nutrizioni precoci sono dei programmi comportamentale che ci
permettono di integrarci allinterno delle nostre culture. Una cosa interessante è che anche il
sistema neurologico è disegnato per facilitare questo processo di acculturamento. Infatti, non
esprimiamo una attività cerebrale completamente consapevole (onde EEG alfa) fino alletà di circa
sei anni. Quando nuovi individui nascono sono carichi di credenze culturali, comportamenti ed altro
appartenenti alla loro società o, almeno, a come hanno loro parlato i genitori.

I programmi fondamentali che controllano il nostro comportamento prima di tutto derivano dai nostri
genitori (o da chiunque abbiamo deciso di legarci nel periodo dello sviluppo). Benché, solitamente,
si venga programmati dai propri genitori, esiste la possibilità di scegliere chi sarà il proprio
insegnante. Molti finiscono con lutilizzare altre persone come insegnanti che siano o no personaggi
reali o fittizi. Ecco perché la gente può uscire dal peggiore degli ambienti e diventare un leader.
Ad un certo punto hanno optato per una differente fonte di certezze. Qualcuno compie lo sforzo di
ri-programmare le proprie credenze limitanti cercandone altre come verità più alte ma, poiché
operiamo costantemente ad un livello di sopravvivenza, la maggior parte delle persone si limita a
funzionare secondo il programma pre-impostato, per quanto distruttivo esso si dimostri.
Immaginatevi se i genitori fossero così meravigliosamente dotati nella loro consapevolezza
dellUniverso da rispondere ad ogni stimolo dellambiente utilizzando delle strategie vincenti; un
bambino che venisse allevato da tali genitori avrebbe una vita completamente improntata al successo.

Qual è stato il primo passo una volta che hai realizzato tutto questo?
Per me è stato necessario tornare ad essere fedele alle mie credenze senza comprometterle. Quindi
dovetti diventare consapevole delle mie azioni ed accertarmi che fossero allineate alle mie verità.
In secondo luogo essere consapevoli delle leggi della fisica: ho riconosciuto che la vita è energia
e che la mancanza di energia compromette una intera esistenza. Così divenni più conscio di dove e
come stavo spendendo la mia energia, impegnandomi soltanto in situazioni vincenti in grado di restituire lenergia che investivo in esse.
In questo senso ho anche riconosciuto che lenergia risuona ed attiva quelle cose e quegli eventi
che sono in armonia proprio con questa energia. A buoni pensieri ed azioni corrispondono buoni
pensieri ed azioni mentre la paura scatena paura. I pensieri sono energia. Non bisogna sprecare i nostri pensieri per cose delle quali non abbiamo il controllo.
Eliminando i pensieri negativi si ottengono due risultati: si conserva lenergia e si prevengono le conseguenze che sono in sintonia con quei pensieri avariati.

Per me, la lezione fu disconnettermi da ogni pensiero ed azione che non erano positivi. La semplice
ragione dessere è una trasmissione di energia. In meccanica quantistica questa energia può
risuonare con la energia stessa dellambiente. Quando si vibra ad una certa frequenza, tutto ciò che
sta là fuori che vibra alla stessa frequenza sarà imbevuto della nostra energia. Così se noi abbiamo
un pensiero positivo allora un evento positivo risonante risponderà e sarà imbevuto di quella
energia. Se manifestiamo un pensiero negativo allora anticiperemo qualunque cosa ci sia là fuori che
potrà risuonare con quel tipo di energia. In pratica nutriamo lambiente con la nostra energia. Ciò
che cresce da essa è ciò che risuona da essa. Quindi, la prima idea per la guarigione è staccarsi
dallenergia che alimenta tutte le trappole nella nostra vita e, con lenergia risparmiata,
rivitalizzare la nostra esistenza. Insomma, assumere consapevolmente dei programmi comportamentali che ci riforniscano di gioia e felicità.

Se non si è in grado di ri-programmare da soli i vecchi modi di pensare si ha bisogno di qualcun
altro che ci renda felici e, se si necessita di qualcuno per il proprio completamento, ci si trova
in una relazione di reciproca dipendenza. Questo tipo di relazioni sono costellate di fallimenti
poiché se un partner non viene incontro allaltro, laltro si sente una vittima. In ogni caso in cui
si è in grado di procurarsi felicità e gioia e di rispondere alle necessità da soli, allora si è
liberi dalla esigenza di avere un partner che lo faccia al posto nostro. Di conseguenza, quando due
persone indipendenti iniziano insieme una relazione, ricatti e manipolazioni non avranno alcun ruolo
allinterno della loro storia damore. Questo è quanto ho imparato dalle mie precedenti relazioni
che erano basate sul soddisfare dei bisogni. Nel momento in cui fui in grado di provvedere io stesso
alla mia felicità la mia vita è cambiata improvvisamente. Sono diventato soddisfatto di me, potevo anche essere impegnato tutto il giorno, godermi il mondo e divertirmi.

Bruce, grazie per averci concesso questa intervista.
E stato un enorme piacere.

Bruce Lipton
La Biologia delle Credenze >> http://goo.gl/5fbac
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Maggio 2007
Formato: Libro – Pag 256 – 13,5×20,5
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-biologia-delle-credenze-libro.php?pn=1567

0 0 vote
Voto Articolo
Sottoscrivi Notifiche
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments