Yoga Nidra 2

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Yoga Nidra 2

Suoni Taoisti di guarigione – Campane tibertane dei chakra

di Anonimo

– Parte Seconda –

LO YOGA DEL SUONO COMPRENDE

La voce ed il respiro possono essere dei potenti strumenti di trasformazione, liberando i canali dell’energia vitale dalle tossine interiori che oltre a condizionare ed inquinare la mente, possono creare conseguenze anche a livello fisico. Quando il conflitto interiore viene risolto, l’armonia ristabilita si riflette sul piano mentale ed emozionale permettendo anche l’accesso ai piani più elevati dell’essere.

Il processo che porta ai piani elevati dello spirito deve prima armonizzare i piani emozionali e mentali Ecco perché canti, suoni e musiche sacre hanno spesso proprietà guaritrici.

Attualmente,esistono ancora almeno due suoni incondizionati primitivi uguali in tutto il mondo: la risata e il pianto. Tutti gli altri suoni primitivi sono quasi scomparsi. Dunque, il suono emesso dalle emozioni è un suono puro.

Altri suoni, nati da un processo mentale di identificazione, possono cambiare da luogo a luogo. Uno dei fondamenti teorici e pratici della concezione musicoterapeutica del Nada-Yoga è quello relativo alla possibilità di porre un soggetto nello stato di “mente neutra”, rendendolo calmo e quieto sia mentalmente che fisicamente, e ciò per mezzo del suono.

Il suono udibile, come abbiamo visto, è dovuto ad una vibrazione dell’aria e nella tradizione indiana viene detto Ahata Nada, la musica si basa su questo nada. Questo suono è manifestato dalle vibrazioni naturali mediante urto o sfregamento.

Il suono non manifesto ed impercettibile ai sensi fisici umani, invece, viene detto Anahata Nada e corrisponde ad una vibrazione che non è prodotta da alcun agente fisico in movimento .

Il pensiero è anahata e per tutti i pensieri esiste un modello sonoro nella mente. Il suono anahata può essere udito o sperimentato mediante la concentrazione sul centro sottile chiamato Anahata Chakra, situato nella regione del cuore: è il chakra che contiene dodici petali e ognuno dei quali ha incisa una delle prime dodici lettere
dell’alfabeto Devanagari. l’OM.

Quando parliamo liberiamo delle vibrazioni che colpiscono i nostri timpani, ma il suono va ben oltre. Continuando il suono ad espandersi, la frequenza diventa sempre più piccola. Queste parole diventano frequenze sempre più piccole, si espandono nel cosmo ed entrano in quello che noi chiamiamo Etere o Akasha e lì rimangono. Qualsias suono che liberiamo all’inizio è una vibrazione fisica e alla fine diventa una vibrazione cosmica. Per esempio, quando il vento soffia molto forte si ha come un forte massaggio sulla pelle e la nostra mente non è a proprio agio. Quando però il vento si espande in modo leggero e ci accarezza il corpo, allora ci sentiamo bene. Quindi la pressione sul corpo ha un effetto sulla mente.

Una persona equilibrata può controllare e far uscire i suoni (parole) solo quando decide di farlo.

E questa uscita dovrebbe essere supportata da pensieri positivi ….Questi sono i motivi per cui alcune terapie mirano a convertire, a trasformare le energie negative in positive prima di essere liberate all’esterno, oltre che a farci comprendere i meccanismi generativi e le cause, consci ed inconsci. Questo è l’obiettivo principale delle tecniche del Nada Yoga.

Il suono e la cura anche sul corpo fisico:

Per comprendere lo Yoga del suono, è necessaria una pratica personale attenta e una raffinata sensibilità d’ascolto, non solo uditivo; come è stato già detto, bisogna sentire il corpo e sentire come il suono si sposta nel corpo, i punti risonanti, gli ostacoli, le oscillazioni di frequenza e tutte le sfumature che possono schiudersi ad un’attenzione aperta e presente. Lo scopo è di permettere all’energia di
trasformarsi secondo il proprio percorso naturale, che passa attraverso tutti gli stati emotivi necessari prima di essere convertita in una pace di ordine più elevato, di natura spirituale e di vibrazione più sottile.

E’ importante educare anche il nostro ricevente ad ascoltare ….col cuore Il professor Ferrini, eminente studioso, definisce così l’ascolto:

“L’ascolto attiene a vari stati di coscienza. Esistono diversi modi di ascoltare. L’ascolto è una modalità dell’essere. Quando noi vogliamo che qualcosa entri profondamente dentro e ci pervada, ascoltiamo in un modo. Quando invece cerchiamo solo un’informazione banale, di limitata utilità, ascoltiamo superficialmente. Se vogliamo cogliere un insegnamento profondo, una verità sulla quale siamo pronti a strutturare la nostra vita, per dare un senso alla nostra esistenza, allora ascoltiamo con differente attitudine. L’ascolto dunque ha varie profondità che corrispondono all’interesse che ci anima. Quando l’interesse è alto, sicuramente l’ascolto è molto profondo.

Purtroppo vediamo che la gente ha perduto non solo l’arte
dell’ascolto, ma anche l’opportunità di essere educata ad ascoltare.

La preghiera è ascolto, la meditazione è ascolto, più meditiamo in profondità, più ascoltiamo i nostri bisogni veri che sono quelli spirituali, ontologici…curativi….

La “nostra” personale melodia , la nostra nota che ci fa stare bene”

Ad ognuno dei sette chakra corrisponde un tipo di musica. Così se una melodia ci piace significa che quel chakra ha bisogno di quella musica, se invece ci infastidisce vuol dire che ci sono problemi. Cercheremo di comprendere qual’è quella del nostro ricevente

Primo Chakra: collegato all’energia vitale. Governa il plesso sacrale e il coccige. Strumento: tamburo, batteria. Musiche corrispondenti: ritmi tribali.

Secondo Chakra: è il chakra della sessualità. Colore arancione. Governa i genitali. E’ stimolato da musiche che implicano movimenti del bacino tipo le danze sudamericane.

Terzo Chakra: è il centro della forza di volontà e
dell’autoaffermazione Organi governati: il plesso solare. Strumento: pianoforte, violino, chitarra. Ritmi corrispondenti: brani solenni di musica classica o rock dal ritmo incalzante..

Quarto Chakra: è il chakra del cuore e del sentimento. Strumento: la voce.

Quinto Chakra: è il chakra della gola, della parola, della
comunicazione.. Strumento: la voce. Lo alimentano le musiche universali di Mozart.

Sesto Chakra: corrisponde alla mente, all’intuizione, alla
chiaroveggenza. A livello fisico governa l’ipofisi. Strumento: tamburi, campane tibetane. Lo stimolano musiche da meditazione come canto gregoriano, canto indiano, Bach, free jazz.

Settimo Chakra: Strumento: arpa. La sua musica è il silenzio. ***

Ognuno di noi, secondo Vemu Mukunda, vibra come uno strumento musicale risuonando in base ad una delle 12 possibilità della scala cromatica: le 7 note base più le altre 5 note alterate o diesis. Possono risuonare in un punto qualsiasi delle tre ottave sonore in cui è diviso il corpo umano e cioè nell’ottava bassa, dall’alluce
all’ombelico, nell’ottava media, dall’ombelico alle sopracciglia (il terzo occhio) e infine nell’ottava alta, dal terzo occhio al centro del capo (fontanelle). A ciascuna di esse corrisponde un tipo di personalità.

Tipo SOL: è la nota cosmica, della spiritualità. Chi appartiene a questa categoria è una persona tranquilla, armoniosa. Il suo compito: indicare la via verso l’infinito.

Tipo SOL DIESIS: freddo, cerebrale è diviso tra desiderio di concretezza e la spinta verso l’alto. Il suo compito: mediare tra energie spirituali e terrene.

Tipo LA: attivo, dotato di senso pratico e capacità organizzative, ha la stoffa del LEADER. Il suo compito: trovare lo spirituale nella quotidianità.

Tipo LA DIESIS: solitario, ambizioso desidera affermarsi attraverso lo studio e la ricerca. Il suo compito: ricercare per il bene
dell’umanità.

Tipo SI: egocentrico, bugiardo anche con se stesso, a volte geniale, tende a prevaricare per desiderio di autoaffermazione. Il suo compito: imparare a essere più umile e più sincero con se stesso e con gli altri.

Tipo DO: generoso, idealista, compassionevole, armonioso. Il suo compito: ricordare che il Cielo può esistere anche sulla Terra.

Tipo DO DIESIS: artista e sognatore, auspica il ritorno a una vita semplice, naturale. Il suo compito: trasferire sul piano del reale i sogni più belli e le aspettative migliori del genere umano.

Tipo RE DIESIS: dinamico, curioso, ma anche invadente. Il suo compito: seminare il dubbio, smuovere gli immobilismi.

Tipo MI: personalità forte, dominatrice fino alla prepotenza. Il suo compito: ridimensionare il suo Ego smisurato.

Tipo FA: intuitivo, può essere un sensitivo naturale. Il suo compito: mediare tra il rumore della quotidianità e il silenzio della preghiera e della meditazione.

Tipo FA DIESIS: socievole, amante della vita all’aria aperta, creativo in qualunque campo. Il suo compito: creare qualcosa di nuovo per l’umanità.

Curare con IL SUONO:

Questo lavoro di scoperta del proprio strumento interiore ha effetti benefici anche sulla salute. Infatti, facendo vibrare i chakra secondo frequenze particolari, si stimolano gli organi e le funzioni corrispondenti, risvegliandone le energie.

Non è certo facile trovare la vibrazione giusta per curare una certa zona del corpo perché bisogna individuarne con esattezza timbro, altezza e durata.

Il canto carnatico è una musica che si modula sull’onda
dell’espirazione, con effetti molto profondi a livello psichico ed emotivo. Non si basa sul nostro sistema musicale ma sulle 72 raga, che sono le scale indiane. I raga (in sanscrito significa colore, tono musicale) sono alla base dei canti sacri legati ai vari momenti della giornata.

Il potere curativo del suono era noto in tutto il mondo antico. Del resto il corpo umano è stato il modello per molti strumenti musicali, con tanto di manico (spina dorsale), cassa armonica (gabbia toracica) e corde (vocali).

Ogni giorno accumuliamo energie emozionali sia positive che negative e queste possono rimanere bloccate a livello dei Nadi.

Questi blocchi emozionali, anche se a livello inconscio, danno origine a disarmonie mentali e fisiche. I 22 Nadi sono correlati a note musicali chiamate Shruti.

Se le energie emozionali, bloccate in tali punti, possono essere raggiunte per mezzo di un attento uso delle note, allora le persone affette da turbe psichiche potranno convertire le energie emozionali disarmoniache in energie di serenità ed avvicinarsi alla comprensione delle cause dei loro problemi e a liberarsene, se l’anima è pronta

Ognuno di noi possiede la propria nota base o tonica, che è la manifestazione sonora della nostra essenza profonda, che può essere determinata partendo dal suono della voce, mediante un particolare metodo di rilevazione.

Lavorando sui punti di energia emozionale bloccata è possibile influenzare i processi fisiologici e aiutare la mente a sciogliere le sue complessità.

Secondo il Nada Yoga è importante individuare la nota, l’intervallo e la scala musicale adatti ad esercitare un’azione corretta. Ci sarà infatti una certa nota che, inserita in una determinata combinazione di altre note e intervalli, sarà in grado di armonizzare un
determinato chakra e sciogliere le tensioni nella relativa zona. Come le note possono essere bemolle o diesis, cioè avere un aspetto debole e uno forte, analogamente i chakra possono essere ipertonici o ipotonici. Bisognerà distinguere se sia preferibile dare un rinforzo attraverso un suono forte oppure agire omeopaticamente con un suono che rappresenti in forma musicale il problema energetico
dell’individuo

I Raga indiani furono concepiti proprio sulla base di questi principi, per cercare di sfruttare tutte le possibili combinazioni di note ed intervalli allo scopo di armonizzare le energie psico-emozionali dell’essere umano. E’ nota infatti la connessione tra i Raga, le note che li compongono e le emozioni. Ogni scala modale è ritenuta in grado di esprimere ed elaborare una determinata tipologia di emozione (Rasa) tramite differenti combinazioni di note e intervalli, con una nota “tonica” di base fissa.

Questi microtoni sono chiamati “Shruti”, che significa “ciò che risuona”, e il loro numero è stabilito in 22. Essi formano la scala su cui si posizionano le sette note della gamma per formare i differenti modi o “raga”.

E’ importante osservare come aspetti “omeopatici” e “compensativi” siano presenti nei Raga. I Raga sono suoni mantrici non legati a fattori culturali come nel caso dei Mantra tratti da linguaggi verbali, bensì sono universali come lo è la musica.

Esiste un testo vedico molto antico completamente dedicato alla musica e alla scienza dei suoni, il Gandharva Veda, di cui è giunto fino ai nostri giorni soltanto l’indice

Nel Gandharva Veda furono riuniti un gran numero di testi che si riferivano anche ad applicazioni artistiche, magiche e terapeutiche dei fenomeni sonori.

-ALCUNI MANTRAM DI GUARIGIONE

Nel Vangelo secondo Giovanni si legge: “In Principio era il Logos, e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio” e in seguito abbiamo la descrizione del processo della Creazione; il termine greco Logos è oggi abitualmente tradotto con Parola o Verbo, ma nell’antichità si privilegiava un’altra traduzione di questo vocabolo: Suono.

Al di là di qualunque traduzione, nel Vangelo è espresso chiaramente il concetto che, prima della creazione materiale delle cose, Dio emanò una vibrazione – mentale, verbale o musicale – origine di Tutto Ciò che Esiste.

Secondo l’Induismo il suono originale è assimilabile al bija mantra “AUM”, cioè al “mantra radice” OM (ripreso dal Cristianesimo nell’AMEN e dall’Islamismo nell’AMIN),

la sua corretta e prolungata modulazione vocale permetterebbe di purificare completamente la natura inferiorizzante dell’uomo, concetto simile a quello ebraico secondo cui la corretta pronuncia del nome divino YHVH permetterebbe la fusione con Dio.

La conoscenza approfondita delle leggi che regolano l’armonia musicale può dunque svelare i segreti del cosmo e già Platone, nel Timeo, afferma che il Creatore dell’Universo – il Demiurgo – ha posto un principio di mediazione tra lo spirito originario e la materia originata detto “Anima Mundi”, le cui leggi sono dettate da principi matematici e musicali.

Essendo l’essere umano formato in parte dallo spirito incorruttibile e in parte dalla materia corrotta può, attraverso l’alchimia musicale, purificare la propria natura e tornare all’Essenza Prima (Dio).

La parola “mantra” è formata da due radici: “man” che significa “contemplazione” o “meditazione” profonda, o, secondo altri, “mente” e “tra” che vuol dire “illuminare” o “espandere” o, secondo altri, “protezione” protezione della mente.

Un mantra è una formula da ripetere a voce, con particolari melodie.

Il mantra viene ripetuto a lungo per sviluppare concentrazione e un certo tipo di energia: è un metodo d’autorisveglio praticato da millenni in India.

Ma canti, cantilene, “nenie” o vocali ripetute, sono utilizzati da sempre dai popoli aborigeni per curare le persone

Attraverso correnti sonore interiorizzate, il mantra comunica con i centri energetici profondi dell’uomo: l’uso della ripetizione di suoni (fonemi) è molto antico e comune a molte culture.

Si ripetono nomi mistici, preghiere, mantram cantati e non, sussurrati o solo mentali, quasi sempre formule sacre tratte dai vari testi sacri….

La tradizione sostiene che i mantra ci sono stati dati dai rishi, grandi saggi, veggenti e maestri del passato che avrebbero percepito i suoni a livello eterico e li avrebbero poi tramandati.

I saggi dell’India, in ogni caso, come già affermato, hanno dedicato molto tempo allo studio del suono e ai suoi effetti sul corpo e sulla psiche scoprendone, tra l’altro, proprietà di guarigione.

Il mantra è uno strumento per focalizzare la mente che altrimenti si disperde.

Non c’è differenza sostanziale tra la meditazione e la pratica del mantra yoga. Tutte e due le pratiche portano al silenzio e alla calma mentale.

Tra i suoni, di cui si fa uso in questa disciplina, vi sono alcuni fonemi di potenza, chiamati BIJA Mantra:

“bija” significa “seme” vale a dire costituiscono le basi di tutti gli altri mantra e che salmodiati vanno a lavorare sui vari organi del corpo umano.

I Bija mantra racchiudono un significato trascendente e, se
correttamente eseguiti, possono produrre degli stati di coscienza profondi, attraverso le vibrazioni che raggiungono le cellule nervose, penetrando fino all’inconscio.

Il Mantra OM è il Bija mantra per eccellenza, è il mantra dei mantra.

potremo salmodiare mentre massaggiamo alcune zone malate alcuni di questi Bija o altri mantra a seconda del bisogno

-Mantra che riequilibrano l’energie dei chakra:

il Mantra Gayatri che rafforza Muladhara

-Il Mantra di Mira per infondere gioia nella propria vita

-il Mantra di Protezione

-Il Mantra della guarigione e della purificazione

TESTIMONIANZE:

Ricerche mediche di una Università di Parigi, hanno trovato che certi suoni ripetitivi rivolti ad una cellula cancerogena, la distruggono.

“Negli ultimi anni ho avuto parecchi casi di cancro in studenti dei miei corsi di mantra”, dice Muz Murray” E ho cominciato a ricevere lettere di persone che avevano evitato l’asportazione chirurgica,

una signora che doveva subire una ASPORTAZIONE AL SENO, dopo 5 giorni di seminario sul mantra trovò che il suo tumore era diminuito , cosicché l’asportazione del tumore non era più necessaria.

Cinque anni dopo canta ancora e ha ancora il suo seno.

Un’altra donna con un cancro alla gola, con grosse difficoltà a parlare ha avuto una remissione e una stabilizzazione con
miglioramento della voce.

Chiaramente qualcosa di potente accade”.

Se un suono elettronico senza vita ripetitivo può disintegrare una cellula cancerogena in laboratorio, quanto più effetto può avere per la guarigione il suono della propria voce ripetuto dal vivo?

Siccome è riscontrato che molti tumori hanno origine da sentimenti non vissuti o bloccati anche dall’infanzia, il mantra ( con il suo massaggio interno) spesso permette a queste pene e alle lacrime di essere rilasciate.

Sebbene sia di aiuto avere praticato prima di iniziare il lavoro con i mantra qualche altra forma di yoga, questo non è un requisito necessario.

Ognuno può beneficiare delle vibrazioni.

Mentre alcuni provano come una pulizia primaverile che permette ai loro sentimenti bloccati di venire a galla e di dissolversi, altri trovano nel mantra un immediato senso di ritorno a casa, oppure di essere cullati dall’universo o provano una gioia infinita come quella della meditazione profonda.

PER I SUONI DELLE CAMPANE TIBETANE DEI CHAKRAS E PER APPRENDERE IL LORO UTILIZZO-AIUTO:

suoni taoisti di guarigione spaziosacro.it MARINELLA MUSIANI

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Mantra Yoga ( ripetizione di sacre sillabe mistiche) e il Nada Yoga (lo Yoga del suono sottile)

Per portare il corpo-mente-spirito verso un bilanciamento armonioso, queste forme devono essere coltivate CONTEMPORANEAMENTE.

Le vibrazioni armoniche sottili dei Mantra cantati, sia mentali che vocali,agisce come agente di pulizia e purificazione della nostra coscienza.

GLI YOGYN RISHI- I SAGGI VEGGENTI DELL’INDIA PREISTORICA, scoprirono che certi suoni causavano in loro gioia e estasi, alcuni illuminavano la mente, altri erano portatori di ELEVATI poteri psichici,altri apportatori di profonda tranquillità o energia inesauribile,libertà dalla paura, o guarigione mentale e fisica.

In India non è inusuale che medici taoisti prescrivano specifici Mantra invece che i rimedi usuali, ciò non è semplicistico come potrebbe sembrare ad una mente razionale.

Da centinaia di anni in Africa si è risaputo che certe frequenze ritmiche di percussioni servono per fermare la febbre.

Metodi simili sono usati oggi da praticanti radionici avanzati che usano sofisticati strumenti al posto dei tamburi, e anche negli ambienti allopatici, la musicoterapia comincia ad essere utilizzata in trattamenti di problemi sia fisici che mentali.

Solo recentemente nel mondo occidentale si è scoperto che certe onde di suono hanno la capacità di attivare la guarigione cellulare e questi suoni hanno dimostrato la capacità di promuovere e velocizzare la guarigione perfino in metodi ortodossi.

È così che anche la scienza medica comincia a rivendicare le scoperte dei saggi di millenni fa. Che cos’è dopotutto una dose di medicina allopatica? È una sostanza composta di molecole atomiche in uno stato denso di vibrazione.

Attraverso il potere ritmico del mantra decidiamo a quale livello di coscienza vogliamo riferirci,

ma l’efficacia del mantra dipende dal nostro livello di coscienza.

PURO INTENTO E CONSAPEVOLEZZA.

Secondo la scienza dello Yoga del suono, ci sono cinque categorie di suono distinti in base alla loro efficacia, in base al livello da cui sono originati ed i loro effetti:

Bakri è il suono emesso dalla lingua.

Comunicare a questo livello è completamente privo di efficacia, è parlare a vuoto. Se parlate in questo modo ad una persona, quello che dite gli “entrerà in un orecchio ed usciràdall’altro&am p;qu ot;.

Khanth è il suono generato dalla gola. È il suono che si forma mentalmente quando si legge in silenzio, è il suono subvocale che si sente come se fosse realmente proiettato fisicamente.

Comunicare a questo livello dà maggiore impatto alla vostra
comunicazione ma non tutto quello di cui avete bisogno. Se parlate in questo modo ad una persona quello che dite colpirà i timpani e creerà un suono efficace. Hardhav è il suono formato al centro del cuore. Noi lo chiamiamo IL SUONO SENZA SUONO. È il desiderio che la madre manda al figlio,che il chela (discepolo) manda al guru. È una comunione attraverso il linguaggio silente delpensiero.

Se salmodiate un mantra dal chakra del cuore lo sentirete
automaticamente anche nelle

vostre orecchie, senza nemmeno cantare.

Se salmodiate ad una persona non dovete nemmeno proferire parola: c’è il linguaggio del corpo, voi e la parola, andrà dentro l’altra persona e sarà “messo in memoria”.

Anahatha è il suono che non ha fine, infinito. È il Suono-Non-Suonato che riverbera profondo in tutti i livelli di coscienza ed esistenza.

Questo è anahat nad, o suono prodotto senza l’eccitamento vibratorio di qualsiasi oggetto fisico, non è percepito attraverso i sensi ma con la sottile sensibilità di un’alta

consapevolezza.

Questo suono è udito dai bambini fino a circa due anni di vita, poi con tutto l fracasso della coscienza che la società industrializzata produce, gradualmente perde la sua emergenza nella mente ed è comunemente non più udito e dimenticato verso i tre anni. E’ possibile riattivarlo.

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