Vegetarismo ed occultismo – parte 1

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Vegetarismo ed occultismo – parte 1

Quello che segue è un classico teosofico sulla dieta vegetariana.
Vengono indicate con i numeri delle note, che troverete alla fine
nella terza parte.
Risale a una serie di conferenze tenute nel 1902-1903.

Vegetarismo ed occultismo – parte 1

Charles W. Leadbeater

Parlando del rapporto che esiste fra il vegetarismo e l’occultismo,
comincerò col definire i termini. Vegetariano è colui che si astiene
da alimenti carnei; qualcuno usa prodotti dati dagli animali, come
burro, latte, formaggio; altri si accontentano di legumi e frutta;
alcuni preferiscono attenersi ad alimenti crudi, ecc. Sorvolando
sulle varie suddivisioni dei vegetariani, chiameremo
vegetariano «colui che si astiene dall’alimentazione che richiede
l’uccisione di animali, uccelli e pesci compresi».
Come definiremo l’occultismo? Questo vocabolo, che viene dal latino
occultus (nascosto), significa lo studio del lato nascosto della
natura. Grandi leggi agiscono molto più attivamente nel mondo
invisibile che in quello visibile e l’occultismo esige una
comprensione della natura molto più vasta di quella che si ha.
Occultista è dunque l’uomo che studia tutte le leggi naturali di cui
può avere conoscenza, che si identifica con queste leggi e che
consacra la sua vita al servizio dell’evoluzione.

Qual è l’opinione dell’occultista sul vegetarismo? È assolutamente
favorevole a questo per molte ragioni, che si possono dividere in
due classi: comuni o fisiche, occulte o nascoste.
Sul piano fisico molti argomenti militano a favore del vegetarismo e
le ragioni sono chiare per coloro che si prendono cura di esaminare
il nostro tema; ma esse hanno meno importanza per l’uomo ordinario
che per l’occultista, il quale ha ragioni ancora più importanti,
ragioni che scaturiscono da quelle leggi nascoste che sono così poco
comprese dalla maggior parte degli uomini. Divideremo quindi il
nostro studio in due parti e cominceremo col trattare le ragioni
fisiche o comuni.

Le ragioni che si possono addurre a favore del vegetarismo dal punto
di vista fisico o comune sono divisibili in due classi: la prima
comprende argomenti esclusivamente egoistici; la seconda comprende
invece argomenti che si possono chiamare morali e disinteressati.
Studiamo anzitutto la prima classe e vediamo i risultati che essa
produce sull’uomo e sul piano fisico. La prima obiezione che viene
sollevata è che il vegetarismo, bellissimo in teoria, è
assolutamente impossibile in pratica, non potendo l’uomo vivere
senza carne.

Tale obiezione è irrazionale e basata sullo svisamento del fatti. Io
sono testimone di quanto affermo: da oltre vent’anni evito la
contaminazione della nutrizione animale e non soltanto sono
sopravvissuto al radicale cambiamento di regime, ma ho sempre goduto
di salute ottima, perfetta. Ed il mio non è un caso isolato:
conosco migliaia di persone che hanno fatto altrettanto e conosco
giovani che hanno avuto la fortuna di non aver mai assaggiato la
carne e sono assai meno soggetti alle malattie. Questi sono i
vantaggi egoistici, che sono maggiormente considerati dalla gran
parte degli uomini; spero tuttavia che gli argomenti morali che
aggiungerò avranno un’influenza maggiore, almeno sugli studiosi di
Teosofia.

Noi vogliamo agire il meglio possibile

Nei limiti dei nostri mezzi, nell’alimentazione, come in tutte
le cose, noi tutti cerchiamo di agire per il meglio e desideriamo
mettere la nostra vita in armonia con quanto riteniamo più elevato;
il nostro alimento giornaliero non è cosa da trascurare.
Riflettendo, ci accorgiamo che è così che si procede in tutte le
cose, nella musica, nella pittura, nella letteratura, ecc. Fin
dall’infanzia ci viene insegnato che per diventare buon musicista
non si deve ascoltare che della musica buona, musica che, se non
sappiamo apprezzare alla prima audizione, dobbiamo ascoltare
ugualmente con pazienza ed attenzione, finché la sua bella armonia
non penetrerà nel nostro animo. Se desideriamo diventare conoscitori
di pittura, non fermeremo i nostri occhi sulle vignette sensazionali
che riproducono crimini da Corte d’Assise, né sugli orrori estetici
qualificati come «immagini comiche», ma guarderemo e studieremo le
opere dei grandi artisti, finché il loro genio non si rivelerà alla
nostra paziente contemplazione. Lo stesso si dica per la
letteratura. Se vogliamo formare lo spirito dei nostri figli, non
dobbiamo lasciarli seguire l’ispirazione del loro gusto nascente, ma
dovremo orientarli verso le belle arti. Cercheremo, inoltre, la
migliore alimentazione fisica e non sarà per cieco istinto che la
troveremo, ma per riflessione, considerando il problema sotto
l’aspetto più elevato. Può darsi che vi sia qualcuno che non si curi
di elevarsi e che preferisca costruire il suo corpo con materiale
grossolano, ma vi sono certamente molti che sarebbero felici di fare
il contrario.

Molta gente appartenente alle cosiddette «classi più elevate» ha
l’uso di nutrirsi come le iene e i lupi, perché si è insegnato loro
che il nutrimento più adatto consiste in cadaveri di animali
sgozzati. Non c’è bisogno di riflettere lungamente per capire che
questa alimentazione non può essere pura e che bisogna rinunziare a
quest’uso disgustoso se vogliamo elevarci sulla scala della natura,
purificando i nostri corpi affinché divengano degni del Maestro e
per poter prendere posto fra le falangi gloriose che si sforzano di
raggiungere la perfezione, onde aiutare l’evoluzione dell’umanità.

Il vegetarismo è più nutriente

I legumi sono più nutrienti di un’equivalente quantità di carne.
Questo parrà incredibile alla maggior parte delle persone che sono
state allevate nell’idea che non si possa vivere senza mangiar
carne, e quest’idea è così universalmente diffusa che riesce molto
difficile farla cambiare, anche con la prova del fatti.
Si sa che i quattro elementi indispensabili per mantenere e riparare
le perdite del corpo fisico sono:
1) gli alimenti azotati (1);
2) gli idrati di carbonio;
3) i grassi;
4) i sali.

Tale è, malgrado le recenti esperienze che tendono a modificarla in
una certa misura, la classificazione generale adottata dai
fisiologi. Tutti questi elementi, indispensabili al corpo umano,
sono contenuti nei legumi in quantità maggiore che nella carne.
Il latte, il formaggio, le nocciole, le fave contengono una notevole
quantità di materie azotate. Il frumento, il riso ed altri cereali,
la frutta e la maggior parte del legumi (eccettuati forse i piselli,
i fagioli e le lenticchie) contengono principalmente idrati di
carbonio, cioè amido e zucchero (2). I grassi si riscontrano in
quasi tutti gli alimenti azotati e si possono introdurre
nell’organismo sotto forma di burro e olio. I sali poi si trovano in
maggiore o minore quantità in tutti gli alimenti; essi sono
indispensabili per la conservazione del corpo, e la carenza di sali
minerali è causa di molte malattie.
Si crede erroneamente che questi elementi siano contenuti in
quantità maggiore nella carne, ma ancora una volta affermiamo che
ciò è contrario alla prova del fatti. Le sole sorgenti di energia
contenute nella carne morta sono le materie azotate e le grasse, ma
queste ultime non hanno nessuna proprietà particolare e non resta
quindi che considerare le materie azotate (3).

Ora, è necessario tenere presente anzitutto che le materie azotate
si organizzano esclusivamente nelle piante. Le nocciole, i piselli,
le lenticchie, i fagioli ne contengono molto di più della carne. Vi
è inoltre il vantaggio che in detti vegetali le sostanze azotate si
trovano allo stato puro, racchiudendo di conseguenza la totalità
dell’energia accumulata durante la loro organizzazione, mentre nel
corpo dell’animale che le assorbe subiscono un processo naturale di
decomposizione, attraverso il processo di «assimilazione». Le
energie contenute nel foraggi sono state cedute al corpo
dell’animale che ne è stato mantenuto in vita. Ma ciò che è servito
ad un corpo, non può essere utilizzato da un altro con l’uccisione
del primo. Nella carne vi sono molte sostanze prodotte dalla
modificazione del tessuti, come l’urea e l’acido urico, che
contengono azoto e sono perciò classificate fra i composti azotati,
sebbene non abbiano nessun valore nutritivo. Per essere più precisi
scientificamente, dobbiamo dire che esse sono nella maggior
parte “materiali di rifiuto” e dotate di proprietà tossiche (4).
Osservate quindi che ciò che si ricava dalla carne morta proviene
dalla materia vegetale che l’animale ha ingerito per mantenersi in
vita; la parte veramente sostanziosa che il nostro corpo può
ricavare è perciò ben limitata e quasi sempre accompagnata da
materie deleterie.

Molti medici raccomandano l’alimentazione carnea per fortificare il
corpo, ma non vi riescono che in misura molto limitata. In realtà
essi conseguono tutt’al più un effetto stimolante, analogo a quello
che provoca l’alcol (5). Per fortuna però non tutti i medici sono
di questo parere. Il Dottor Milner Fothergill scrive: «Tutti i
massacri causati dal carattere bellicoso di Napoleone sono nulla in
confronto del gran numero di persone che ha perduto la vita a causa
dell’errata convinzione della supposta efficacia del brodo di bue»
(6). Se la scienza dell’alimentazione fosse meglio compresa
dall’uomo si risparmierebbero tutti gli innumerevoli svantaggi
dovuti al regime carneo.

Permettetemi di dimostrarvi che le mie asserzioni non sono prive di
fondamento e di citarvi il parere di medici che portano un nome
universalmente conosciuto nel mondo medico. Sir Henry Thompson
afferma che «è un errore volgare ritenere la carne indispensabile
alla vita. Tutto ciò che è necessario alla vita del corpo umano può
essere fornito con vantaggio dal regno vegetale. Il vegetariano
trova nel suo alimento tutto quello che è necessario al suo
accrescimento ed al suo sostentamento, nonché le sorgenti del calore
e della forza. Si osserva continuamente che le persone che si
attengono al regime vegetariano sono più forti, più resistenti e di
aspetto più sano. Credo che in molti casi il regime carneo sia non
solo superfluo, ma una vera sorgente di male».

Citiamo ancora le parole di un membro della «Royal Society», Sir
Benjamin Ward Richardson: «Bisogna convenire che la dieta vegetale
scelta con cura possiede vantaggi notevoli rispetto al regime
carneo. Vorrei vedere l’alimentazione vegetariana e frugivora nel
dominio pubblico, ma credo che un giorno ci arriveremo». Il Dott.
Alexander Haig, medico e direttore di uno dei più grandi ospedali di
Londra, ha scritto: «Le dimostrazioni dei fisiologi non sono
necessarie per provarci che è facile sostenere la propria vita con i
soli cibi vegetali, quando la stessa maggioranza umana ce ne offre
la prova. Le mie ricerche non provano solamente che la cosa è
possibile, ma infinitamente preferibile sotto tutti i rapporti,
procurando un numero di poteri maggiori tanto al corpo quanto allo
spirito».

Il Dott. Francis Vacher, membro del Collegio Reale dei chirurghi,
rileva: «Non credo che ci si trovi meglio fisicamente o
intellettualmente con l’adozione del regime carneo».
Il Dott. M.F. Coomes, nel giornale «American Practitioner and News»
del Luglio 1902, terminava così un articolo scientifico: «Attesto
che la carne degli animali a sangue caldo non è un nutrimento
necessario per mantenere i corpi in perfetta salute».
Il decano della Facoltà del Collegio Medico di Jefferson
(Filadelfia) dice: «I cereali, è un fatto riconosciuto, allorché si
impiegano come nutrimento quotidiano, tengono un posto importante
nell’economia umana e gli elementi che contengono bastano largamente
a mantenere la vita nella sua forma migliore. Se il valore nutritivo
dei cereali fosse meglio riconosciuto, sarebbe una fortuna per
l’intera razza. Molte nazioni prosperano con questa sola nutrizione,
dimostrando che la carne non è necessaria» (7).

Ecco due dichiarazioni di scienziati conosciuti che hanno studiato
la chimica alimentare: non si può negare che l’uomo possa vivere
senza l’esecrabile consuetudine del regime carneo e che i legumi non
forniscano una nutrizione che fortifica di più di un’uguale quantità
di carne morta. E potrei continuare con le citazioni, se non
ritenessi più che sufficienti quelle già date.

continua…

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