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Trasformare la mente con gli utensili del Risvegliato

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Trasformare la mente con gli utensili del Risvegliato

di Davide Cova

Meditazione della consapevolezza sul respiro, meditazione analitica, meditazione tantrica. Tre
metodi che, “aprendo” il cuore, possono condurre a stabilità e coscienza di sé. Ecco gli
insegnamenti del Risvegliato.

Il Buddha Shakyamuni era un pragmatico. Risiede qui la potenza trasformativa del Suo insegnamento e
la sua radicale attualità. Per coprire la distanza tra la mente ordinaria e la mente illuminata, ci
ha insegnato a partire da dove ci troviamo qui ed ora, liberandoci gradualmente delle maschere che
inconsapevolmente o consapevolmente indossiamo.

Il primo passo consiste quindi nel “rendere reale” la nostra vita, tramite la nuda presenza mentale,
ovvero dissolvendo le idee cristallizzate che inquinano il nostro agire quotidiano. Testimoniando
senza giudizio “ciò che è”, dentro e fuori di noi. A questo fine il Risvegliato ci ha trasmesso il
metodo della meditazione di consapevolezza sul respiro, attraverso il quale apprendiamo a rimanere
presenti a noi stessi e al divenire.

La meditazione della consapevolezza sul respiro ci insegna gradualmente a fluire con la vita,
tramite il nudo esperire i fenomeni e gli eventi nella loro natura intima di transitorietà e di
fitta interdipendenza. La graduale esperienza diretta dell’impermanenza e della vacuità, ovvero del
sorgere, dimorare e cessare di ogni fenomeno, ci consente finalmente di Essere, e non di pensare di
essere.

Su questa base di “consapevolezza espansa” s’imperniano altre due fondamentali pratiche meditative
della tradizione buddhista: quella analitica e quella tantrica. La meditazione analitica si basa
appunto sull’analisi di concatenazioni logiche che ci portano a generare una “comprensione” e un
“sapore” della natura ultima dei fenomeni. Generato il “sapore” risultante da quell’excursus logico,
dimoriamo in modalità meditativa univoca su di esso. Allora la realtà ci si rivela per ciò che è: un
flusso di sorgere dipendente, privo di esistenza intrinseca.

Infine, il pinnacolo delle tecniche meditative buddhiste è il corpus dei Tantra. Tramite la
meditazione tantrica ha luogo un transfer di qualità illuminate fra il Buddha sul quale scegliamo di
meditare e noi stessi. Il tantra è considerato una tecnica trasformativa estremamente potente, per
questo vi si giunge solo dopo aver ottenuto un’ottima familiarità con i due stili meditativi
precedenti.

Combinare questi tre metodi con costanza, conduce a salti quantici di consapevolezza e a una stabile
serenità. Ma prima di tutto occorre “aprire il cuore” e sviluppare la Grande Compassione!

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