Tradizione e significato dei mantrams [Parole di potere] – Quarta parte

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Tradizione e significato dei mantrams [Parole di potere])

– di Guido Da Todi –

Quarta parte

Tratto da: “La Grande Sintesi della Tradizione Esoterica” – di Guido Da Todi

LEZIONE VENTIDUESIMA – (parte terza)

– “…”Voi tutti siete dei..” – (Cristo). – Ogni cosa vibra. – Ciò che attornia il nostro universo

“In principio era il verbo….”

La religione cattolica dà l’avvio al vangelo di S. Giovanni, con tali parole. Ed il Grande Iniziato
d’amore, che è Giovanni, secondo la storia spirituale degli ultimi due millenni occidentali, inizia
la sua rivelazione. Verbo è parola divina. Nel nostro caso, parola divina che crea un universo.
Verbo, qui, ha lo stesso significato di mantram. Con la differenza che, in seguito, l’ignoranza
della classe cattolica occidentale e del suo clero limitò il verbo divino ad un’unica espressione,
l’originale, manipolando ed antropomorfizzando il principio di movimento universale – che
incessantemente crea – in un dio, il quale, una tantum, modellò tutti gli universi, con il potere
magico e ritmico della sua voce.

I più saggi indiani, invece, allineati al vero senso del concetto, non cristallizzati in un
narcisistico e statico orgoglio di classe, da millenni, avendo capito il vero significato della
leggenda, e, più umilmente, uniti all’Eterno Verbo della Increata Causa, ne perpetuano la natura ed
il ritmo, con la scienza dei mantrams.

Ovvero, per essi, ogni vibrazione ha un potere assoluto. Cosa che la scienza ha recentemente
scoperto. Ogni uomo è Dio e la differenza tra potere e non potere è la conoscenza.

Come disse Cristo: “Voi tutti siete dei”, e come disse Buddha: “L’ignoranza è alla radice di ogni
male e, quindi, di ogni dolore”.

Non basta, quindi, sapere che ogni vibrazione crea. Bisogna realizzare che TUTTO VIBRA.

Nel movimento incessante, la marèa dell’essere fa scaturire, da sè medesima, onde sempre vergini di
nuove esperienze e di nuovi contatti. L’uomo vive in un oceano di energie, che non aspettano altro
se non di apparire in manifestazione tangibile. Tutti i regni della natura preesistono in un aspetto
archetipico e caotico, prima di emergere nell’ordine costituito dall’oggettività. Ma, non solo la
panoramica dell’orizzonte esistenziale, quale ci appare nella sua immensità terrestre, è legata alla
legge del divenire, dall’invisibile al visibile; anche i minuti aspetti della vita, in senso umano e
non umano, scaturiscono da precedenti movimenti interiori ed invisibili.

Ciò lo constatiamo dal fenomeno del potere del pensiero; dal fenomeno del karma; dal fenomeno della
legge che afferma:

“- all’energia segue la materia”; dal fenomeno dell’elettricità, che si tramuta in solidificazione
di atomi, e viceversa.

Se tali leggi effettive, a partire dal maestoso universo in espressione, sino a giungere al
movimento luccicante di mille e mille palpitii personali del pensiero umano, che si dovranno
tradurre in carattere ben definito, in desideri, in acquisizioni, nella società aperta, da parte di
colui che le origina, restassero apertamente disciolte, senza argine, senza un ritmo imposto da
parte di Intelligenze Superiori, o, di poteri angelici, non avremmo, attorno a noi, l’effettiva
solidità e l’omogeneo blocco di una materia ambientale, colorita da forme minerali, vegetali,
animali e umane.

Tre circoli conclusi bisogna analizzare, prima di procedere, allora, ulteriormente.

Ciò che attornia il nostro universo; il nostro universo; e l’uomo.

– Ciò che attornia il nostro universo –

Allontaniamoci da una visione mistico-astratta delle cose e cerchiamo di inserire i nostri concetti
di studio e di analisi in una ferma utilità pratica. L’uomo va alla ricerca di una produzione
spirituale, di cause ai suoi primordi, che alimentino il suo potenziale attivo, la sua evoluzione
immanente, la sua personale sfera d’incidenza e quella della comunità. Le idee che le religioni di
massa hanno, sinora, proposto al credente non sono servite allo scopo.

Pur avendo, esse, una radice morale, indiscutibilmente necessaria alla razza, un’esortazione al
bene, all’amore, si sono limitate a questo. Ma la marèa del pensiero umano, ora come ora, ne è del
tutto insoddisfatta. Accetta il dio antropomorfico, o, per atavica abitudine, o, per inerzia
intellettiva, o, per rifiuto di andare oltre.

Nessuno dei pensatori dei grandi movimenti di pensiero etico-filosofico ha mai parlato nei termini
in uso nella classe di coloro che presumono di seguirne gli Insegnamenti. Nessuno dei fondatori di
religioni note ed antiche, a partire da Buddha, sino ad arrivare a Gesù, ha parlato di un dio
antropomorfico, a cui si rifaccia la responsabilità totale dell’essere.

I buddisti sono nel vero, quando riconoscono in Buddha un uomo di natura tanto elevata, quanto
nessuno mai, nella nostra terra. Un uomo, dal contenuto divino, a tutti gli effetti; ma, pur sempre,
un uomo.

Gli esoterici vanno più in là; essi affermano che Egli fu il primo, tra i nati di donna, che
raggiunse delle mète che altri non avevano mai raggiunto, in questo ciclo evolutivo; inoltre, gli
esoterici sanno che Buddha ha un raggio smisurato di potere, ma ben preciso e individuabile, tra le
Luci- Guida della nostra Gerarchia.

Gesù non disse mai di essere un Dio; ma, un uomo tra gli uomini. Inoltre, la sua idea circa le
origini dell’universo era categorica e definita. Tale idea gli pervenne da Autorità Esoteriche, che,
a loro volta, la ricevettero da tradizionali fonti precedenti, nei secoli.

La mente umana, di fronte al graduale dipanarsi delle origini del sistema solare, si rende conto,
man mano che procede nell’evoluzione, che non si può enucleare l’infinito, che tende, invece, ad
espandersi in circoli sempre più ampi, ed in cicli di evoluzione caratteristici. Non lo si può
vincolare in un termine fisso ed eterno. Essa si limiterà a constatare la verità dell’affermazione
di Gotamo Buddha: “

La Legge sola è eterna. La legge del ritmo e del movimento universale, che si perpetua, identica,
ovunque e sempre”.

Quindi, ciò che attornia il nostro universo è ignoto. Riporta la tradizione che neppure la Gerarchia
Bianca conosce oltre determinati limiti dello stesso. Sappiamo, per deduzione, che altri sistemi
solari sono abitati come il nostro, e che non può essere altrimenti. L’idea strana della terra
cattolica, unico punto privilegiato dal dio ebreo, che la scelse fra le stelle tutte del cielo, a
patria di se stesso, unica abitata dall’uomo, comincia ad assumere il suo vero aspetto. E sappiamo
che Cause Eterne collaborarono alla nascita del nostro sistema solare. Quali furono queste Cause
Esterne – lungo i millenni – secondo la tradizione esoterica del nostro pianeta?

Per quanto l’uomo possa sforzare la sua mente mentre cerca di penetrare il silenzio di una zona
spirituale originale, dovrà fermarsi sempre all’impersonale.

Comunque, al suo udito interno, una lieve traccia di movimento fisso ed immutabile apparirà.

Un movimento musicale; un fluttuare di energie, tese a ripetere una nota ben definita: l’ARMONIA
DELLA MUSICA DELLE SFERE.

Pitagora la percepì, quando il suo sovrumano intelletto figgeva lo sguardo in “ciò che sta oltre”.
Egli affermò che, latente nell’ovunque, esiste un ritmo, insondabile nella sua completezza; ma,
sgranantesi a cicli. Questa musica delle sfere è ben nota a tutti coloro che sono immersi, di
costante, nella soluzione dei grandi problemi.

Non nasce; è. È la radice di ogni movimento. È l’educatrice e l’impiantatrice di ogni sistema
galattico, di ogni sistema universale, di ogni sistema solare, di ogni pianeta, di ogni entità
umana, di ogni pianta. È latente ovunque vi sia vita. Quindi, onnipresente. È un assioma. Nessuno
l’ha fatta nascere, nessuno interrompe il suo canto.

Gli indiani, gli orientali, la chiamano la Voce del silenzio.

Inutile volerle dare una forma, un viso. Ha tutte le forme, tutti i visi. È una realtà; l’unica
realtà. Nelle sue origini, rimane celata ad ogni occhio investigatore. Nei suoi effetti, è la
modellatrice del creato. Non è quel dio cattolico, o, religioso di cui si parlava prima; ma,
preesiste a tutti gli dei di cui si possa avere nozione. È creatore impersonale ed è creato. Ma,
appare distinguibile solo quando la si analizza, nel pieno di un ciclo evolutivo, e secondo
autocoscienza. In tal caso, essa estende le sue ali musicali, sia a sè medesima, che al creato. In
tal caso, coesiste con il creato, ed è creatrice e creato. Ha le leggi ritmiche stabilite.

La prima è quella del dualismo. Colui che ne percepisce l’ovunquità universale sente di esserne
parte; ma, può staccarsene, per perpetuarla, a sua volta.

La sua gamma d’onda è geometrica e matematica. Le sette note, quali noi conosciamo in senso umano,
sono il suo potenziale attivo. I regni della natura sono l’orchestrazione di tale potenziale. Ed è
al numero magico sette che la nostra attenzione deve fissarsi. Tale musica astratta delle sfere è
ciò che precede e attornia il nostro universo, latente, o, meno. È la protagonista di tutte le
galassie, visibili, o, distanti anni-luce; di tutti i sistemi mentali e archetipici, esistenti oltre
le barriere del nostro campo interiore ed esteriore.

È il dio impersonale dei veri esoterici. E gli orientali non le danno un nome; la chiamano “CIÒ”.

Gli antichi osservatori del divino, usavano – a proposito – tenere, in mezzo ai templi di
pellegrinaggio, una pietra circolare, con cui simboleggiavano simile assoluto, esistente di per sè;
ma, indecifrabile, per sempre, a mente umana

(continua)

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