Sulla meditazione

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Sulla meditazione

di Jiddu Kirshnamurti

La meditazione non è qualcosa di diverso dalla vita quotidiana; non rintanatevi in un angolo della stanza a meditare dieci minuti per poi andare a fare i macellai, e non solo in senso metaforico.

La meditazione è una delle cose più serie. Potete meditare tutto il giorno, in ufficio, con la famiglia, quando dite a qualcuno: «Ti amo», mentre osservate i vostri figli. Ma poi gli insegnate a divenire soldati, a uccidere, a identificarsi con la nazione, a venerare la bandiera, li educate a entrare in questa trappola del mondo moderno. Osservare queste cose, rendersi conto del vostro ruolo in esse, fa parte della meditazione. E quando meditate così vi scoprirete una bellezza straordinaria; agirete rettamente in ogni momento; e se per una volta sbagliate non importa, lo farete di nuovo senza perder tempo con i rimpianti. La meditazione è parte della vita, non è qualcosa di diverso.

Se hai intenzione di meditare, non sarà meditazione. Se hai intenzione di essere buono, la bontà non fiorirà mai. Se coltivi lumiltà, essa cessa di essere. La meditazione è come la brezza che entra quando lasci la finestra aperta; ma se di proposito la tieni aperta, di proposito la inviti a venire, non apparirà mai.

La meditazione non è un mezzo per un fine. È insieme e il mezzo e il fine.

Che cosa straordinaria è la meditazione!

Se è una qualsiasi costrizione, un qualsiasi sforzo per far sì che il pensiero si adatti, per spingerlo a imitare, allora la meditazione diviene un pesante fardello. Il silenzio che si desidera cessa di essere illuminante; se è inteso a procurare visioni ed esperienze, allora porta allillusione e allautoipnosi. Solo nel fiorire del pensiero e nella sua conseguente cessazione la meditazione ha senso; il pensiero può fiorire solo nella libertà, non nellallargarsi dei modelli di conoscenza. La cono-scenza può dare esperienze sempre nuove, sempre più sensazionali, ma una mente sempre alla ricerca di esperienze di qualsiasi genere è immatura. La maturità è la libertà da ogni esperienza; non è più sottoposta a nessuna influenza sia a essere sia a non essere
.
La maturità nella meditazione è la liberazione della mente dalla conoscenza, poiché questa forma e controlla tutta lesperienza. Una mente che è luce per se stessa non ha bi¬sogno di esperienza. Immaturità è bramare una maggiore e più vasta esperienza. Meditazione significa spaziare attraverso il mondo della conoscenza ed esserne liberi per entrare nellignoto.

Dovete scoprirlo da soli, senza laiuto di nessuno. Abbiamo avuto lautorità degli insegnanti, dei redentori e dei maestri. Se volete davvero scoprire cosa sia la meditazione, do¬vete mettere
assolutamente, totalmente da parte ogni autorità.

Felicità e piacere

possono essere acquistati in qualsiasi mercato per una data somma. Ma la beatitudine non ha prezzo: non potete comperarla né per voi stessi né per un altro. La felicità e il piacere sono vincolati al tempo. La beatitudine esiste solo nella libertà totale. Il piacere e la felicità possono essere cercati, e trovati, in molti modi. Ma vanno e vengono. La beatitudine, quella misteriosa sensazione di gioia, non ha motivo. Non potete cercarla. Quando cè, a seconda della qualità della mente, rimane lì: eterna, incausata, non misurabile in termini di tempo. Meditazione non è inseguire il piacere o ricercare la felicità. Meditazione, al contrario, è uno stato mentale in cui non vi sono concetti né formule, e quindi cè libertà totale. La beatitudine viene, non cercata e non invitata, solo in una simile mente. Una volta li, per quanto possiate vivere nel mondo con tutto il suo rumore, i suoi piaceri e la sua brutalità, questi non potranno toccare la mente. Una volta lì, il conflitto è cessato. Ma la fine del conflitto non equivale necessariamente alla libertà totale. Meditazione è la mente che si muove in questa libertà. In tale esplosione di beatitudine gli occhi diventano innocenti, e lamore diviene benedizione.

Non so se avete mai notato che quando prestate unattenzione totale cè un completo silenzio. E in quellattenzione non ci sono confini, non cè un centro, un io consapevole o attento. Quellattenzione, quel silenzio, sono uno stato di meditazione.

Quasi mai facciamo caso al latrato di un cane o al pianto di un bambino o alla risata delluomo che ci passa accanto. Ci separiamo da tutto e da questo isolamento guardiamo e ascoltiamo le cose. Questa separazione è distruttiva, perché contiene ogni conflitto e ogni confusione. Se tu ascoltassi il suono di quelle campane con assoluto silenzio, quel suono ti porterebbe al di là della valle e oltre la collina. La sua bellezza si sente solo quando tu e il suono non siete separati, quando tu ne sei parte. La meditazione è la fine della separazione, una fine che non si ottiene con unazione della volontà o del desiderio.
La meditazione non è qualcosa di separato dalla vita; è lessenza stessa della vita, lessenza stessa del vivere quotidiano. Ascoltare quelle campane, udire la risata di quel contadino che passeggia con la moglie, ascoltare il trillo del campanello sulla bicicletta di quella ragazzina: ecco la totalità della vita, e non soltanto un frammento, che la meditazione schiude.

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