Strumenti per la diagnosi e terapia ayurveda e medicina ayurvedica

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Strumenti per la diagnosi e terapia ayurveda e medicina ayurvedica

(Bibligrafia: * Dottor Vasant Lad, Aurveda, la scienza
dell’autoguarigione. Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza.
* A. Morningstar & U. Desai, La Cucina Ayurvedica. Edizioni Il
Punto d’Incontro, Vicenza)

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Sommario

* Premessa
* I tre Dosha (tridosha)
o Vata
o Pitta
o Kapha
* La repressione delle emozioni
* Gli scopi dell’Ayurveda
o La terapia
o L’importanza della dieta
o Il riequilibrio del tridosha mediante la dieta
o Regole generali
o Conclusione di Sathya Sai Baba
* Note
* Bibligrafia

Il saggio considera suo maestro l’intero universo; solo chi non è
saggio trova in esso dei nemici. Perciò bisogna accettare senza
esitazione i buoni consigli, da qualsiasi parte provengano – anche se
provengono da un nemico – e seguirli (Caraka).

Premessa

Ayurveda è un termine sanscrito formato da “ayus” (vita), e “veda”
(scienza o conoscenza). Questo termine indica che l’Ayurveda non è
ristretta al campo della medicina ma ha una portata assai più vasta in
quanto il suo studio inizia dall’evoluzione del cosmo, da quando il
Campo Unificato o samhita si è differenziato manifestandosi nelle
molteplici forme che troviamo nella natura.

L’Ayurveda è una scienza che ci aiuta a conoscere come la Vita si
manifesta nel cosmo e, nel contempo, fornisce gli strumenti per
diagnosticare e curare gli stati disarmonici degli esseri viventi.

Un antico testo definisce l’Ayurveda con queste parole: “La disciplina
grazie alla quale è possibile distinguere i modi di vita sani e felici
da quelli malsani ed infelici, grazie alla quale è possibile sapere
cosa giova e cosa nuoce alla salute e alla felicità, e conoscere la
vera natura della vita”.

Essa pertanto, indica la giusta via per riportare al perfetto
funzionamento il nostro organismo, la nostra psiche ed il nostro
spirito. Indica inoltre il modo per poter attuare una felice
convivenza con tutte le creature.

L’Ayurveda, non è solo una medicina per il corpo, comprende infatti
tutti gli aspetti del benessere degli esseri viventi, quello fisico,
quello psichico e quello spirituale. Secondo l’Ayurveda la salute è
uno stato di continuo benessere e appagamento, uno stato di felicità
fisica, mentale e spirituale.

Quando manca la salute manca l’equilibrio, e questo comporta non solo
il perfetto funzionamento dei nostri sistemi ed organi, della nostra
psiche e del nostro spirito, ma anche una vita in cui vi sia una
felice convivenza con tutte coloro che ci circondano, siano essi
familiari, amici, colleghi o solo conoscenti.

L’Ayurveda, occupandosi della Vita e dei suoi molteplici aspetti, ha
sviluppato molte branche e si interessa, oltre che del benessere degli
uomini, anche di quello degli animali e delle piante. Il Caraka
definisce l’Ayurveda “La disciplina grazie alla quale è possibile
distinguere i modi di vita sani e felici da quelli malsani e infelici,
grazie alla quale è possibile sapere cosa giova e cosa nuoce alla
salute e alla felicità, e conoscere la vera natura della vita”.

I TRE DOSHA (TRIDOSHA)

L’Etere, l’Aria, il Fuoco, l’Acqua e la Terra, i cinque elementi
fondamentali su cui si regge il nostro universo, si manifestano nel
corpo umano come tre principi base, o umori, conosciuti come i tre
Dosha o Tridosha.

Secondo l’Ayurveda, la prima cosa da fare per poter guarire se stessi
o gli altri è uno studio per comprendere bene cosa sono e cosa fanno i
tre Dosha. Questi principi energetici nascono dalla combinazione dei
cnque elementi fondamentali su cui si regge il nostro universo,
ovvero; Etere, Acqua, Terra, Fuoco ed Aria.
VATA

Vata nasce dalla combinazione degli elementi Etere ed Aria. E’ un
principio legato al movimento, è l’energia sottile che governa i
movimenti biologici. Pertanto Vata governa il respiro, i vari
movimenti nei muscoli e dei tessuti, le pulsazioni del cuore, ecc. E’
anche rsponsabile per i microscopici movimenti delle nostre cellule.

Vata governa anche alcune emozioni tra cui elenchiamo: il nervosismo,
la paura e l’ansietà. Gli organi sotto il suo controllo sono
l’intestino crasso, le ossa, la pelle, le orecchie e le coscie.

PITTA

Pitta nasce dalla combinazione degli elementi Fuoco ed Acqua. E’ il
principio legato all’energia-calore corporea. Pertanto Pitta governa i
processi digestivi, dalla digestione all’assimilazione. Governa pure
tutti i processi di distruzione e ricostruzione cellulare e la
temperatura del corpoa. DA pitta dipendono l’intelligenza e la
capacità di comprendere una cosa nella sua realtà.

Pitta governa anche alcune emozioni tra cui elenchiamo: l’ira, l’odio
e la gelosia. Gli organi sotto il suo controllo sono l’intestino
tenue, lo stomaco, le ghiandole sudorifere ed la costituzione del
sangue.

KAPHA

Kapha nasce dalla combinazione degli elementi Terra ed Acqua. E’ il
principio che fornisce il materiale per creare e mantenere la
struttura fisica e la sua resistenza. Kapha promuove la guarigione
delle ferite, lubrifica le giunture ed offre vigore e stabilità. Da
lui dipendono la memoria, il sistema immunitario ed alcune emozioni
come l’avidità, l’attaccamento e l’invidia. Siccome Kapha è
fondamentalmente tranquillo da lui dipendono anche la calma, il
perdono e l’amore.
L’equilibrio fra i tridosha

Questi tre principi, nelle loro molteplici cmobinazioni, governano
tutte le funzioni del nostro essere, pertanto comprendono il corpo
fisico, le emozioni, la mente e la coscienza. Quando sono in
equilibrio conferiscono armonia e salute mentre, se non lo sono, creno
i presupposti per la nascita di problematiche e malattie.

La presenza più o meno accentuata di ciascuna di queste energie è
dipende dalla costituzione individuale e viene determinata già al
momento del concepimento. Poi, durante tutto l’arco della vita di un
individuo, i Tridosha sono in continua interazione con la somma delle
forze cosmiche a lui circostanti. Pertanto, in presenza di
problematiche o malattie, è necessrio ristabilire l’equilibrio tra i
tre Dosha interni e le forze forze che agiscono nell’ambiente
circostante.

L’eccesso di Pitta disturba il metabolismo (processi di rinnovamento),
l’eccesso di Kapha aumenta il tasso dell’anabolismo (assorbimento
delle sostanze nutritive) e l’eccesso di Vata crea emaciazione perché
aumenta il catabolismo (processi di distruzione necessari per il
rinnovo).
Fattori determinanti lo squilibrio dei tre dosha

Alleviare = ridurre = pacificare
Aumentare = aggravare

Vata che è secco, leggero, freddo e veloce, è aggravato dal digiuno,
una dieta troppo povera, i cibi secchi, le bevande troppo fredde e il
gelato.

Pitta che è caldo e fluente, è aggravato da tutte le spezie piccanti.

Kapha che è lento, freddo e pesante, è aggravato da alimenti pesanti o
grassi, da una quantità eccessiva di cibo e da un abuso di zucchero e
sale.

Esistono anche altri fattori di squilibrio dipendenti dal modo in cui
si vive (comportamento, tradizioni, abitudini, ecc.).
Disturbi dovuti allo squilibrio dei Tridosha

Questo elenco è solo indicativo e pertanto assai limitato, i lettori
che desiderassero approfondire l’argomento potranno usufruire dei
volumi che troveranno nella Bibliografia.

Eccesso di Pitta: febbre, tutti i processi cone infiammazioni o
irritazioni, mal di gola, accessi di rabbia, gelosia, subitanei
mutamenti d’umore.

Carenza di Pitta: diminuzione della temperatura corporea, colorito smorto.

Eccesso di Vata: Colorito scuro, palpitazioni cardiache, debolezza e
costipazione, desiderio di calore, insonnia, svenimanti. l’uso di
clisteri rappresentano un mezzo per ridurre l’eccesso di Vata.

Carenza di Vata: aumento dell’appetito, ansia.

Eccesso di Pitta: occhi e colorito giallognolo, aumento dell’appetito,
perdita di vista ed udito, preferenza per i cibi freschi e
rinfrescanti.

Carenza di Pitta: colorito smorto, Diminuzione della temperatura
corporea, predisosizione alle coliche.
La repressione delle emozioni up.jpg

Nella medicina Ayurvedica si considerano alcune emozioni come capaci
di crare squilibri dei Trisoha.

Una persona di costituzione Pitta, sarà più soggetta a reprimere
l’odio e l’ira che, aggravando Pitta, creerà scompensi a livello della
cistifellea ed intestino tenue.

Un’individuo con costituzione Kapha, sarà più soggetto a reprimere
l’attaccamento e l’avidità.

Chi ha una costituzione Vata, sarà più soggetto a reprimere il
nervosismo, la paura e l’ansietà che, aggravandoo Vata, potrà alterare
la flora presente nell’intestino crasso.

In genere, la repressione delle emozioni, crea comunque uno squilibrio
di Vata che, influenzano il sistema immunitario, può generare alcune
allergie, in special misura al polline ed ai profumi di fiori.

GLI SCOPI DELL’AYURVEDA

L’Ayurveda, intesa come disciplina e filosofia, sipropone due scopi principali:

1. Preservare e migliorare la condizione di buona salute delle persone sane.
2. Curare coloro che si sono ammalati.

In sanscrito la salute nella sua globalità è indicata con la parola
“swastha” che comprende l’equilibro dei Tridosha ed anche l’appetito.
Viene infatti considerato sano “colui i cui dosha sono in equilibrio,
il cui appetito è buono, i cui tessuti del corpo funzionano
normalmente, le cui funzioni di escrezione sono in equilibrio, ed il
cui Sé, mente e sensi rimangono pieni di beatitudine”.

L’Ayurveda, per curare le malattie, utilizza rimedi provenienti dalla
natura, una giusta dieta ed un corretto stile di vita. Pertanto un
trattamento completo coinvolge i seguenti aspetti:

1. 1. I rimedi elaborati dalla medicina ayurvedica,
2. 2. Una dieta atta a riequilibrare i Tridosha,
3. 3. La correzione dell’atteggiamento verso la vita, se stessi e
gli altri nonché la correzione delle abitudini che possono produrre
effetti disturbanti nell’equilibrio dei Tridosha.

La terapia

Di regola, in presenza di uno squilibro tra i Tridosha, si pianifica
una terapia atta a alleviare (ridurre) una o più di essi e, di
conseguenza, portare l’equilibrio anche negli altri. Nella
pianificazione di una terpaia è perciò importante tener presente che:

1. Vata e Kapha sono opposti tra di loro e quindi quando si riduce
Vata si aumenta Kapha e quando si aumenta Vata si riduce Kapha.
2. Pitta è opposto a Vata e Kapha, quindi quando si riduce Pitta
aumentano Vata e Kapha e quando si aumenta Pitta si riducono Vata e
Kapha.

L’importanza della dieta

La medicina Ayurvedica considera il cibo come “il sostenitore della
vita”, quindi assume che una dieta adatta sia molto importante per il
mantenimento della salute e la prevenzione delle malattie. Ricorda,
con questo, quanto pensava Ippocrate, padre della medicina occidentale
(V secolo a.C.), che prescriveva: “Siano le medicine siano il vostro
cibo e il cibo le vostre medicine”.

L’uomo è costituito dall’essenza del cibo: “dal cibo nascono le
creature che si trovano sulla terra. Esse vivono invero di cibo e in
esso ritornano al momento della morte. Il cibo infatti è la prima
delle cose create e perciò è chiamato rimedio universale. Ogni cibo
ottengono coloro che onorano come cibo il Brahman. Il cibo è davvero
la prima tra le cose create. Le creature nascono dal cibo, crescono in
grazia del cibo.
Il riequilibrio del tridosha mediante la dieta

Alleviare = ridurre = pacificare
Aumentare = aggravare

Le indicazioni di seguito fornite sono alquanto sommarie. I lettori
che desiderassero approfondire l’argomento potranno usufruire dei
volumi che troveranno nella Bibliografia.

Per alleviare Vata usare cibi caldi dai sapori prevalentemente dolci,
acidi e salati. Evitare i sapori: piccante, amaro e astringente che
tendono ad aggravarlo.

Per alleviare Pitta usare cibi caldi, bevande fresche ma non gelate.
Preferire i sapori: dolce, amaro, astringente. Evitare i sapori:
acido, salato e soprattutto il piccante che tendono ad aggravarlo.

Per alleviare Kapha usare una dieta leggera, con bevande calde,
alimenti secchi e caldi. Preferire i sapori: piccante, amaro,
astringente. Evitra i tutto quanto è dolce, acido e salato perché
tende ad aggravarlo.

Regole generali

1. Mangiare solo quando si ha fame, mai tra un pasto e l’altro.
2. Bere solo quando si ha sete, meglio se infusi o acqua calda.
3. Non assumere cibo fintanto che non si è digerito il pasto precedente.
4. Mangiare con un atteggiamento calmo e trnquillo. Evitare di
distrarsi con la lettura o la televisione.
5. Ogni giorno praticare qualche esercizio fisico.
6. Prediligere cibi freschi e di buona qualità.

Conclusione di Sathya Sai Baba (1)

“L’uomo soffre di due specie di mali;: fisici gli uni, mentali gli
altri. I mali fisici vengono dallo squilibrio dei tre umori (i
tridosha) Vata, Pitta e Kapha, mentre i mentali provengono dallo
squilibrio dei tre guna, Sattva, Rajas e Tamas. Una caratteristica
delle due classi di malattie è che la pratica delle virtù le cura
entrambe…

Potete conservare la salute regolando la vostra dieta ed evitando
certe cattive abitudini. La moderazione nel cibo, che deve essere di
tipi sattvico, darà fermezza alla mente e gioia fisica. La moderazione
nel cibo è sempre una buona norma.”

Note

* 1. Tratto da La Voce dell’Avatar, di Sathya Sai Baba.

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