Storia di una leonessa vegetariana

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Storia di una leonessa vegetariana

01 marzo 2011

Sembra fantascienza, soprattutto in questi tempi furibondi che non risparmiano sofferenze ambientali
anche al mondo animale, ma questa di Little Tyke è stata una storia vera, commovente e piena di amore e coraggio verso il mondo animale.

Gli eroi:

– la leonesa Tyke adottata dopo una nascita turbolenta da una madre in gabbia che l’aveva lanciata violentemente lontano da sé.

– E i genitori adottivi : una coppia americana che gestiva un Ranch, Hidden Valley, dimora di relazioni pacifiche e serene tra tutti gli animali in libertà.

È questo un libro di quelli che scaldano e nutrono vicinanza, amore e passione per Madre Natura e il suo popolo animale.

Nata da una madre frustrata ed esasperata in una cupa giornata di settembre, la leonessa Little Tyke
scampò alla morte poiché era destinata a una vita davvero speciale. Affidata alle cure di due amanti
degli animali molto particolari Georges Westbeau e sua moglie Margaret e cresciuta in un vero
santuario per animali ante litteram a cavallo tra gli anni 1940-50, essa sconvolse tutti coloro che vennero a contatto con lei e con la sua storia.

La sua scelta vegetariana e il suo carattere mite stimolarono in molti profonde riflessioni, fecero
sbocciare inaspettati sentimenti di tenerezza, e insinuarono il dubbio che forse la famosa profezia biblica del leone e dellagnello non è solo una bella fantasia.

Per coloro che non hanno mai vissuto con un leone, dev’essere difficile concepire che queste enormi
creature siano in grado di fare qualcosa di più che ruggire, ringhiare e uccidere. Ma queste
creature, di cui si dice tanto male, sanno emettere un’infinità di piccoli suoni con i quali sono in grado di farsi capire da coloro che li conoscono.

Nutro grande stima per gli animali selvatici. Essi possiedono un settimo senso che va ben oltre le
capacità degli animali domestici e persino dell’uomo; e, contrariamente a quanto molti credono, non
nutrono una naturale avversione per l’essere umano. Nel corso dei diversi secoli lungo i quali
abbiamo dominato gli animali che oggi chiamiamo domestici, le inibizioni che abbiamo imposto loro
hanno completamente bloccato la loro iniziativa, finchè si son trasformati in apatiche bestie da soma o in docili prigionieri dei nostri balzani capricci e desideri.

Non esiste animale o uccello che non fraternizzerebbe amorevolmente con l’uomo. Voi abitanti delle
città non dovete fare altro che raggiungere il lago più vicino per nutrire le anatre selvatiche o la
selva più vicina per nutrire l’amabile cervo, per accertarvi direttamente di questa verità.

Gli animali selvatici non sono selvaggi, sono solo spaventati dall’uomo e da ciò che l’uomo ha fatto loro. da: Little Tyke, ed Impronte di Luce

Little Tyke
La storia vera di una dolce leonessa vegetariana
Autore: Georges H. Westbeau
Editore: Impronte Di Luce Edizioni
Data pubblicazione: Novembre 2009
Tipo: Libro
Pagine: 164
Formato: 14×21
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__little-tyke.php?pn=1567

Georges H. Westbeau, un uomo comune per altri versi, condivideva con la moglie Margaret un amore
profondo per gli animali. Conducevano un ranch con molta terra e natura a disposizione nello stato
di Washington (USA), dove ospitavano animali di ogni genere. Non vi erano solo animali di fattoria,
ma anche alcuni animali che un amico di famiglia, direttore di uno zoo, affidava loro perché le
relative madri, stressate dalla vita in cattività, rifiutavano di prendersene cura.

Il motto dei Westbeau era “dove non c’è paura non può esserci ferocia”, ovvero chi cresce ricevendo
amore incondizionato e in un ambiente pacifico, non conoscerà la paura e quindi non sentirà il
bisogno di aggredire altri esseri, né per difendersi né per nutrirsi. La pacifica convivenza, presso
il loro ranch, di animali tanto diversi che in teoria avrebbero dovuto mangiarsi l’uno l’altro, è la dimostrazione che tutto ciò è realizzabile.

Fonte: saluteolistica.blogspot.com

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