SESSUOLOGIA, problematiche e trattamenti

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SESSUOLOGIA

Dr. Artegiani – Dr.ssa Sanavìo

Le problematiche più diffuse in sessuologia si possono così riassumere:

DEFICIT ERETTIVI
DISTURBI DELLA EJACULAZIONE ( precoce, ritardata, retrograda )
ANORGASMIE
DISTURBI DEL DESIDERIO SESSUALE

I trattamenti che noi utilizziamo in questi casi ( a parte l’eventuale approccio
fisico/farmacologico utilizzato nei casi organici come l’ Induratio Penis Plastica e le impotenze su
base neurogena, vascolare ed endocrina ) sono i seguenti :

TECNICHE di RILASSAMENTO
IPNOSI
TECNICHE di ESTINZIONE GRADUALE o SISTEMICA dell’ANSIA
TERAPIA COMPORTAMENTALE DI COPPIA
CONSULENZA SESSUOLGICA

DEFICIT ERETTIVI

I deficit erettivi, ossia i disturbi della erezione, possono colpire uomini giovani come uomini
maturi perché riconoscono cause psicologiche ed organiche. Solo un loro accurato inquadramento può
portare ad una valutazione della prevalenza dell’una o dell’ altra di queste due componenti.

La componente psicologica ( legata ad insicurezze, a presunte inadeguatezze, a disordini
relazionali, a problematiche di coppia …) riconosce solitamente una genesi improvvisa ed è
prevalente nella giovane età; può anche, però, aggravare il quadro di una impotenza su base organica
complicandone il quadro e finendo in una condizione di automantenimento del disturbo.

Esistono forme di deficit erettivo parziale o totale, a seconda dell’ intensità del disturbo, forme
transitorie o permanenti a seconda della percentuale di rapporti in cui il deficit interviene o la
periodicità con cui si manifesta, esistono forme assolute, che praticamente caratterizza una
condizione di impotenza interessante ogni rapporto intrattenuto oppure forme relative che sono
presenti solo in circostanze particolari legate a partners o a situazioni e condizioni di rapporto
senza presentarsi invece fuori da quelle situazioni o con altre partners. I casi relativi o
transitori sono maggiormente diffusi tra le forme di tipo psicologiche mentre le forme persistenti e
assolute sono più propriamente tipiche delle forme organiche, anche se tale suddivisione sembra
sempre meno rispondente alla realtà dei casi emergenti.

La componente organica solitamente introduce il sintomo in modo graduale dopo un periodo più o meno
lungo di difficoltà sempre crescenti. Si può trattare in questo caso di patologie legate alla
circolazione del sangue, a disordini ormonali, a condizioni fisiche generali compromesse da
patologie collaterali, da effetto farmacologico secondario di terapie in atto per altre patologie,
da metaboliche come diabete, gotta, ipercolesterolemie ecc.

Proprio la possibilità che queste due componenti possano insieme concorrere a sostenere la
difficoltà erettiva deve far intuire quanto complessa sia tale materia e quanto sia utile ed
opportuno rivolgersi a personale specializzato in grado di affrontare con esperienza e con la dovuta
competenza sia la componente psicologica che quella organica.

In questi casi rivolgersi a professionisti meno scrupolosi che propongono soluzioni miracolistiche
attraverso terapie rapide ed uguali per tutti significa concedersi una illusione destinata in breve
termine a lasciare il posto ad una ben più deprimente frustrazione e senso di irrimediabilità..

Occorre invece trattare la propria funzione sessuale con la dignità che meritano le cose serie
concedendole i tempi e la gradualità che la situazione richiede per costruire una soluzione che sia
significativa e duratura e attraverso essa si rinforzi il senso di fiducia in sé e il proprio
orgoglio maschile prenda coscienza che si sta raggiungendo un successo vero e non fittiziamente
legato a farmaci. Oggi questo obiettivo è alla nostra portata per cui è sempre più vero che UNA
GIUSTA DIAGNOSI SUGGERISCE LA GIUSTA TERAPIA.

DISTURBI DELLA EJACULAZIONE

L’ejaculazione è il momento che nell’uomo, solitamente, viene associato al momento orgasmico,
all’acme del piacere e della soddisfazione sessuale. Per alcuni uomini, infatti, non è così perché
hanno la sensazione che l’ejaculazione “scappi”, non la si riesca a controllare e ne consegue un
sordo senso di inadeguatezza, una insoddisfazione frustrante che offusca il piacere orgasmico della
conclusione sessuale.

La tipica condizione che si verifica in questi casi è quella di non saper trattenere lo stimolo
ejaculatorio a causa di una perdita di lucidità (e quindi controllo) delle proprie sensazioni :
insomma dinanzi a sensazioni fisiche intense la psiche non riesce a tenere a freno le proprie
reazioni e dà il via alla reazione finale senza mettere in atto una gradualità di reazioni adeguate
alla gradualità degli stimoli. La fantasia erotica, la inesperienza, il forte desiderio, l’eccessiva
distanza fra i rapporti, la passionalità del carattere, un atteggiamento esageratamente
efficientista ed iperattivo, una tendenza alla frettolosità sostenuta dall’ansia, concezioni
ancestrali legate al permesso e al proibito, impostazioni culturali di tipo maschilista dominante
sono tutti cofattori che non permettono l’acquisizione e la messa in atto di modalità di rapporto
sessuale che aiutino a modulare la risposta agli stimoli sessuali e alle pulsioni fisiologicamente
correlate con le pratiche amorose di un rapporto sessuale.

Esiste una ejaculazione precoce di tipo assoluto, che praticamente caratterizza, sin dai primi
rapporti, tutta la vita sessuale di un uomo ed una ejaculazione precoce relativa che interviene in
circostanze particolari legata a partners o a situazioni e condizioni di rapporto ma non esiste
fuori da quelle situazioni o con altre partners.

Tale condizione va sotto il nome di EJACULAZIONE PRECOCE ed è una condizione tipicamente sostenuta
da problematiche psicologiche e, come tale, va trattata con terapie adeguate come la terapia
comportamentale di coppia, la consulenza psico-sessuologica la ipnosi , ecc.

Esistono uomini che però hanno anche il disturbo inverso, cioè che non riescono ad ottenere da se
stessi una concentrazione tale ( perché ce ne mettono troppa o troppo poca) da permettergli di
concludere il proprio rapporto sessuale con una benefica e risolutiva emissione del liquido seminale
( il liquido della vita ). Tale disturbo che viene definito EJACULAZIONE RITARDATA è sostenuto da
difficoltà di natura psicologica di rapporto con l’altro sesso o di rapporto con se stessi in
relazione agli e che si riconoscono in storie ben riconoscibili in tal senso nella vita del
paziente.

Spesso la componente psicologica che sta alla base di tale problema è legata proprio alla difficoltà
di dare, di concedere qualcosa di proprio, di intimo ad un’ altra persona, sia essa stessa la
partner amata e desiderata. Altre volte alla base del disturbo può trovarsi una avversione o una
paura della procreazione che potrebbe derivare da quell’atto sessuale o altre problematiche ancora.

Tale disfunzione è ben risolvibile con terapie di coppia o ipnosi o rilassamento profondo o
estinzione sistemica dell’ansia proprio perché di fatto sono sostenute da uno stato di ansia più o
meno nascosto che, se anche non presente fin dall’inizio, quasi sempre giunge ben presto a
completare il quadro clinico. La situazione lasciata a se stessa senza intervenire precocemente
rischia di aggravarsi anche a causa della ignoranza che, solitamente, entrambi i partners hanno
sull’ argomento e che sostiene paure, sospetti o cattive interpretazioni del quadro clinico.
L ‘ EJACULAZIONE RETROGRADA è un’ altra delle tante problematiche legate alla parte finale del
rapporto sessuale e consiste nella percezione di non espulsione dello sperma. E’ causata spesso da
disturbi organici della conduzione dello stimolo nervoso con conseguente compromissione della
sincronia degli sfinteri genito-urinari così che le aperture e le chiusure degli stessi non
consentono la normale propulsione dello sperma in avanti ( ma addirittura all’indietro ) lungo
l’uretra ( che è il canale interno del pene ).

Solitamente è causata da polineuropatie tra cui fa spicco quella diabetica.

ANORGASMIE

la condizione di mancato raggiungimento dell’orgasmo da parte della donna va sotto il nome di
anorgasmia. Tale condizione affligge più donne di quanto non si pensi benché alla donna vada
riconosciuta una capacità di “godere” di un atto sessuale con una partecipazione fatta di ritorni
appaganti che vanno ben oltre la espressione esclusivamente fisica del piacere.

Nonostante ciò molte donne non trovano in amore, per causa loro o del partner ( anorgasmia assoluta
o relativa ), la giusta condizione psico-fisica preparatoria del picco orgasmico ( ricordiamo che la
donna a differenza dell’uomo è pluriorgasmica cioè in grado di provare ripetutamente sensazioni
orgasmiche )

La evoluzione socio-culturale che in questo ultimo quarto di secolo ha visto la donna assurgere ad
un ruolo di protagonista nella storia sessuale e affettiva della coppia ha contribuito ad una sua
presa di coscienza delle proprie potenzialità creando i presupposti per rivendicare il diritto alla
completezza del ruolo femminile anche in amore.

Da una parte questa crescita ha posto in difficoltà anche l’uomo che oggi si sente più spesso in
dovere di “soddisfare” le necessità della donna smascherando anche in questo un tipico atteggiamento
mentale maschilista; .dall’altra parte ha permesso anche alla donna di prendere atto di situazioni
di disagio, spesso legate all’ansia, al non abbandono, alla incapacità di vivere serenamente il
proprio ruolo ( paura di doverlo vivere per forza ma anche paura di non riuscire a viverlo ) di
donna, di amante, di componente sessuata del nucleo familiare, di componente sessuata della coppia.

Tutte queste problematiche risentono di un approccio terapeutico di tipo consulenziale,
psicoterapeutico singolo e di coppia, della ipnosi o del rilassamento profondo.

DISTURBI DEL DESIDERIO SESSUALE

Situazioni psichiche di particolare sconvolgimento emotivo, condizioni di depressione
particolarmente pronunciata, patologie compromissorie dei tassi testosteronici o androgeni ( sia per
uomini che per donne ) comportano una riduzione del desiderio sessuale.

Il desiderio sessuale è strettamente determinato dagli ormoni mascolinizzanti ( testosterone e
androgeni ) sia nell’uomo che nella donna, quindi patologie di tali ormoni sono fortemente
deprivanti della spinta sessuale, la cosiddetta libido.

Numerosi studi ormai hanno dimostrato che situazioni psicologiche caratterizzate da intensi
turbamenti psicologici, dall’abbattimento del tono dell’umore, della tensione attiva, dalla spinta a
fare ( come nel tipico caso di un lutto, di una forte e prolungata preoccupazione o depressione, per
situazioni di estrema ambascia, prostrazione ) inducono una riduzione degli ormoni sessuali
collegati alla libido e attraverso ciò impoveriscono il desiderio sessuale ed abbattono la spinta
sessuale e il livello stesso della resa nell’atto sessuale.

Attraverso uno studio endocrino e psicologico del soggetto ed attraverso un doppio approccio di tali
componenti si riesce a sostenere il paziente a fargli recuperare un tono adeguato alla ripresa
dell’attività e ad incrementare il livello di rendimento della prestazione: tutti parametri che si
autoesaltano e che permettono al paziente di superare la fase critica.

Nelle situazioni invece di tipo organico ( benché estremamente esigue) la diagnosi corretta permette
al paziente di giungere in tempo utile alla diagnosi, tenendo conto che a volte questi sintomi
costituiscono una spia di situazioni sistemiche anche serie.

INDURATIO PENIS PLASTICA

L’ Induratio Penis Plastica è una rara patologia degenerativa dei corpi cavernosi del pene con
formazione di placche connettivali lungo il decorso del corpo stesso. Tali placche sono la
conseguenza di un processo degenerativo del tessuto cavernoso causato, con molta probabilità, da una
stato infiammatorio dei piccoli vasi dello stesso corpo ( vasculite) la cui genesi non è ancora del
tutto conosciuta. I corpi cavernosi hanno notevoli proprietà irrigue ed elastiche che permettono di
inondarsi di sangue ed estendersi in erezione, per cui la formazione di queste placche di fatto
determina la sostituzione di tale tessuto specifico con tessuto cicatriziale che comporta una
perdita parziale di funzionalità ( ridotta capacità erettiva in termini di rapidità e di consistenza
) di vario grado e livello e, in fase avanzata una deformazione del pene in erezione che appare
deviato da una parte anche così limitando la propria potenzialità coitale.

Solitamente dallo specialista il paziente arriva quando purtroppo si è instaurata la deformazione il
che comporta sempre una ridotta potenzialità di successo della terapia, mentre invece se arrivasse
ai primi sintomi che sono però così aspecifici da non indurre più di tanto attenzione al problema
sia da parte del paziente che del proprio medico di famiglia, le potenzialità terapeutiche sarebbero
pressoché totali. I primi sintomi sono parestesie ( alterata sensibilità ) dolori diffusi lungo
l’asta , per poi progredire verso una limitazione della funzionalità e, se non si interviene
opportunamente, entro qualche anno si può giungere alla deformazione franca in fase erettiva.

La diagnosi solitamente si basa, in fase iniziale sulla esperienza del medico specialista del
settore, in fase conclamata nel reperto di placche cicatriziali alla ecografia.

La terapia si avvale di un supporto medico farmacologico generale e di una terapia fisica locale
fatta di applicazione ( non meno di 50 continuative e sequenziali con cadenza due volte alla
settimana per 25 settimane ) di ionoferesi e correnti diadinamiche, ultrasuonoterapia e
laserterapia. I successi sul dolore sono pressoché immediati mentre la deformazione è quella che
risente di meno della terapia anche se non mancano anche successi eclatanti con una restitutio ad
integrum di grande effetto: il tutto dipende dal livello di compromissione e di estensione delle
placche e dalla risposta individuale.

I TRATTAMENTI

delle disfunzioni sessuali

TECNICHE di RILASSAMENTO: Training autogeno

Il Training Autogeno è una tecnica di autodistensione ideata da J.H.Schultz che consiste
nell’apprendimento graduale ( training = allenamento ) di una serie di esercizi che permettono la
realizzazione di spontanee ( autogene = prodotto da se stessi ) modificazioni psichiche e somatiche.
L’allenamento graduale determina uno stato di distensione muscolare e vascolare e la
regolarizzazione funzionale dei meccanismi neurovegetativi, endocrini e umorali che favoriscono uno
stato di calma, di benessere.
La tecnica viene appresa in sedute ( 10-12 ) effettuate con una guida competente ( trainer)
solitamente psicologo o professionista adeguatamente e specificatamente formato, ma prevede
contemporaneamente la riproposizione autonoma degli esercizi indicati fuori della seduta .
Successivamente al periodo di apprendimento gli esercizi andranno continuati in forma totalmente
autogestita ( da qui training autogeno ).
Il rilassamento che si ottiene con questa tecnica può essere anche molto profondo e viene utilizzato
per superare gli stati di ansia e di stress favorendo l’abbandono e la contemporanea concentrazione
della mente sul proprio corpo sulle proprie sensazioni: ne consegue una rcompattazione MENTE-CORPO
che è la soluzione di molti problemi anche sessuologici nei quali si assiste sempre più ad una
difficoltà di pensare ciò che si fa, di essere presenti con la mente, oltre che con il corposa se
stessi e alle proprie azioni.

IPNOSI

è una tecnica studiata da M. H. Erickson per ottenere un “accesso” diretto del terapeuta alle più
intime essenze del subconscio.
Si tratta di uno stato di coscienza alterato provocato da una concentrazione serrata su una o
pochissime sollecitazioni ( una luce, la voce del terapeuta, il toccamento ecc. ) così da realizzare
una monoideazione.
Il terapeuta è la guida indispensabile per il raggiungimento della trance ipnotica ( tranne nei casi
di autoipnosi che comunque richiedono un alto livello di conoscenza della tecnica e che comunque non
raggiunge mai livelli ipnotici molto profondi ) che è la condizione di totale abbandono fisico
contemporaneo ad una predominanza del livello mentale a tal punto da arrivare, in condizioni
particolarmente profondi alla ideaplasia, cioè il totale dominio del corpo da parte della mente 8 il
corpo fa quello e solo quello che la mente sta pensando ).
Diversamente da quanto si creda tali fenomeni non sono paragonabile al sonno o alla perdita di
coscienza, perché anzi il paziente è in stato di veglia, ma alla modificazione in cui tale veglia è
vissuta e partecipata: si è svegli con un altro stato di coscienza e di consapevolezza del proprio
stato e delle propria condizione psico-fisica.
In ipnosi le categorie mentali del tempo e dello spazio possono essere superate così che si ha la
possibilità di rivivere come presente condizioni di vita passate , ma comunque memorizzate nel
nostro cervello, in zone, diciamo così. normalmente non accessibili ai comuni meccanismi percettivi
del cervello in stato di veglia normale.
La stessa potenzialità il cervello la realizza per creare e vivere situazioni di fatto inesistenti o
fantastiche: è questa potenzialità che terapeuticamente si sfrutta per indurre la visualizzazione di
situazioni positive in grado di sovrapporsi prima e poi sostituirsi alle situazioni negative che
hanno indotto e mantengono lo stato di ansia, di insoddisfazione, di frustrazione, di disagio
normalmente vissute dal paziente come insuperabili.
Tali visualizzazioni, sempre aderenti a fatti concreti e desiderati dal paziente sono di fatto un
primo avvio, una spinta al superamento della difficoltà e fungono da avvio per esperienze reali,
concrete che non faranno altro che confermare la suggestione positiva indotta dalla ipnosi: ne
consegue che suggestione e realtà si susseguono rinforzandosi a vicenda e ben presto la percezione
positiva delle proprie potenzialità e dei propri successi sostituiranno nella mente, nel ricordo e
nel autogiudizio le valutazioni negative di impotenza risolutiva nei confronti dei problemi

TECNICHE di ESTINZIONE GRADUALE dell’ANSIA

E’ una tecnica che affronta il problema dell’ansia individuando analiticamente le sue cause da
quelle minori a quelle più intense.
Il terapeuta inducendo uno stato di abbandono e rilassamento del paziente richiama alla mente del
paziente causa per causa chiedendo al paziente di valutare numericamente la intensità dell’ansia che
viene provocata dal richiamo, anche solo verbale, di quella condizione ansiogena.
Il terapeuta affronta quindi il problema del perché tale situazione generi ansia e con il paziente
si cerca di analizzare gli intimi meccanismi della reazione ansiogena affrontando il perché, il come
e il quando tale reazione si manifesti. Il solo fatto di affrontare tale argomento con il terapeuta
già di per sé è in grado di sfatare la componente ansiogena legata a quella situazione e quindi il
successivo stato di rilassamento ed abbandono nel quale il paziente viene fatto tornare funge da
rafforzamento e consolidamento della sicurezza raggiunta con il colloquio e di fatto decondiziona la
persona dallo stimolo ansiogeno.
Tale meccanismo terapeutico viene ripetuto tante volte quante ne servirono perché il paziente dia
una valutazione dell’ansia provocata da quello stimolo praticamente nulla. A quel punto si può
passare ad analizzare un altro stimolo ansiogeno e via discorrendo.
Tale tecnica è indicata quando gli stimoli ansiogeni sono tali e tanti da disegnare un quadro di
ansia molto ampio, quasi generalizzato, con propaggini ansiogeni più vaste di quelle prettamente
inerenti la sfera sessuale.
Può essere preparatoria prima di affrontare specificatamente le problematiche sessuali sia con
questa stessa tecnica che con altre qui descritte.

TERAPIA COMPORTAMENTALE DI COPPIA

E’ la terapia sessuale per eccellenza.
L’approccio che questa terapia propone è di tipo comportamentistico nel senso che propone un
processo di apprendimento di comportamenti corretti al fine di superare difficoltà e disagi
derivanti da modalità relazionali alterate, disturbate o errate.
L’assunto è che i disturbi sessuali, dal deficit erettivo su base psicogena, all’ejaculazione
precoce, ai disturbi del desiderio, alle anorgasmie, sono spesso dovuti ad una insufficiente
conoscenza dei propri meccanismi di funzionamento sessuale e conseguentemente ad un cattivo modo di
porsi in coppia nel fare l’amore. Spesso una ridotta conoscenza di se stessi, sostenuta a volte
anche da pregiudizi, è in grado di creare alterazioni del comportamento relazionale nella coppia
come ad esempio meccanismi di difesa o di subordinazione, che alterano la normale conduzione
dell’atto sessuale squilibrando quelli che sono i normali canoni di riferimento presenti nella
coppia. Tutto ciò comporta un modo di rapportarsi vicendevole tutt’altro che sereno, fluido e
naturale che scombina il modo di funzionare confidenziale, complice ed ammiccante che è nutrimento e
linfa stessa per la coppia.
Ecco che allora la coppia entra in una crisi relazionale che a volte è causa del malfunzionamento
sessuale, ma più spesso è causata dallo stesso malfunzionamento.
E’ in questo quadro che si pone la proposta della terapia di coppia che vuole giungere al
superamento del disturbo sessuale attraverso una rivisitazione del comportamento di coppia in base
alla convinzione che è nella coppia che il problema si è presentato o è maturato e quindi, siccome
la coppia stessa non è stata in grado di superarlo, è essa che manifesta una disagio da risolvere.
Una coppia adeguatamente rodata sarebbe in grado, secondo tale tesi, di far fronte a buona parte dei
problemi sessuali. Occorre allora lavorare su entrambi i fronti: uno sulla coppia per potenziarla
definitivamente come coppia, l’altro sul portatore del problema per poterlo superare tenendo conto
che conta sul partner che ne condivide e sostiene tale tentativo risolutore.
La terapia di coppia si svolge con un numero di sedute definito in partenza dal terapeuta
immediatamente dopo aver analizzato il problema ed nel momento in cui egli stesso propone il tipo di
trattamento idoneo per quella coppia e per quel problema. Il numero di sedute può variare da 5 a 8
ma mai supererà le 10 sedute, e necessita di una piena adesione da parte della coppia specialmente
per l’esecuzione dei cosiddetti ” compiti” assegnati per casa ad ogni seduta.
Qualora si giungesse al termine delle sedute e non fosse raggiunto l’obiettivo si porrà con forza la
necessità di una analisi serrata ed attenta sul perché la terapia non abbia funzionato al fine di
svelare le resistenze che più meno manifestamente uno o entrambi i partners ( a propria ed altrui
insaputa ) possono, , nella maggior parte dei casi, aver messo in atto.
Il perché va cercato, insomma, nel comportamento più o meno manifesto di uno dei due partners,
infatti questa terapia, se seguita con scrupolo, assiduità e coerenza, è in grado di portare al
successo entro il numero di sedute concordato ( specie se unito, cammin facendo, a qualche seduta
ipnotica di rinforzo o a qualche aiuto farmacologico nei casi di estrema difficoltà a tenere sotto
controllo l’ansia).

CONSULENZA SESSUOLGICA

E’ la prima risposta che viene offerta da parte dello specialista dinanzi ad un problema di natura
sessuale e che spesso, nei casi di inquadramento diagnostico semplice e di soluzione facile e
rapida, può essere essa stessa terapeutica e porre il cliente nella condizione di attuare un
comportamento risolutore o correggere un atteggiamento inadeguato.
Suggerimenti a volte anche intuitivi che però la competenza del sessuologo e la sua autorevolezza
rendono persuasivi e convincenti.
La sessuologia non è fatta di cose strane, originali o fantasiose, è fatta di cose semplici e
naturali come semplice e naturale è il comportamento sessuale: è qui la grande scoperta, la chiave
risolutrice delle difficoltà che si incontrano sessualmente che compaiono proprio quando si
abbandona la naturalezza del comportamento per appesantirlo con preoccupazioni di ogni sorta, con
condizionamenti culturali, con innaturali giochi di potere, con una eccessiva razionalità, che di
fatto impoveriscono la componente emozionale, sentimentale dell’atto per renderlo, anormalmente, un
atto dovuto, un gioco di potere, una messa alla prova, una gara con se stessi e con gli altri.
Tutto questo ha in sé il tarlo che la fallibilità dell’atto sessuale non è una evenienza possibile e
probabile nella vita di una persona, e come tale va accolta al momento in cui si determina sapendo
che nulla è compromesso irreparabilmente, ma è un insuccesso in grado di compromettere il giudizio
proprio e del partner, giudizio che va quanto prima assolutamente recuperato e ribaltato pena la
piena sfiducia in se stessi: l’assurda gara con il proprio corpo ( si avvia così lo scompattamento
mente-corpo) inizia qui ( e finirà forse …dal sessuologo) !

Dr. Artegiani – Dr.ssa Sanavìo

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