Sei un individuo in trasformazione?

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Sei un individuo in trasformazione?

di Mary Nicotra

Ci sono momenti nella vita in cui si sente il bisogno di cambiare e di rinnovarsi. Sono periodi
accompagnati da grande confusione e incertezza.

Spesso è difficile riuscire a capire cosa si vuole, dove si vuole andare e di che cosa si ha
veramente bisogno per dare un senso alla propria esistenza.

A volte si è semplicemente pervase da un senso di insoddisfazione generale e l’unica certezza è la
‘vocina interiore’ che urla: qui si deve cambiare qualcosa, così non va.

Si nutre l’inquietudine e l’urgenza di mettere insieme in un’immagine coerente i pezzi della propria
vita;si ricerca il filo conduttore e la trama di fondo.

In altre parole, si ha la necessità di costruirsi una biografia soddisfacente.

James Hillman nel suo libro ‘Il codice dell’anima’ a questo proposito precisa “.. per scoprire
l’immagine innata dobbiamo accantonare gli schemi psicologici generalmente usati. Essi non rivelano
abbastanza. Rifilano le vite per adattarle allo schema: crescita come sviluppo , una fase dietro
l’altra, dall’infanzia attraverso una giovinezza tormentata fino alla crisi della mezza età e alla
vecchiaia, e infine alla morte.”

Gli eventi vengono così frantumati e si ripercorre un itinerario delle cose che si è fatto
consequenzialmente, cronologicamente, omettendo tutti i viaggi fuori dagli itinerari battuti.

Avete mai scritto un curriculum vitae?

Quando mi è capitato di osservare altre persone alle prese con l’elaborazione del documento ho
notato in tutti l’imbarazzo di descriversi, come se comprimere la propria vita non fosse possibile.

Si nutre un senso del ridicolo, nel dover incasellare esperienze non codificabili su un pezzo di
carta, che dovrebbero invece, rappresentare, in qualche modo, la vita professionale della persona.

Alla mente affluiscono immagini e pensieri ricchi di intensità, che rappresentano l’apice di
decisioni importanti, di salti quantici rispetto alla propria esperienza.

Ma come si fa ad incasellarle? Che senso ha?

Nei criteri di selezione delle aziende, ad esempio, il primo screening è spesso rappresentato dal
voto di Laurea. Al di sotto di una certa votazione non si consultano i candidati.

Gli altri aspetti della personalità vengono considerati dopo. Il modo con cui una persona racconta
di sé nella lettera di presentazione, le cose che sceglie di elencare nel suo curriculum vitae, il
tipo di foto che ha scelto di allegare, sono spesso considerate informazioni secondarie, ininfluenti
.

Nella necessità di ricondurre tutto a schemi e spiegazioni si attua più o meno lo stesso criterio di
tipo restrittivo.

Ma c’è qualcosa che non può essere incasellato.

La capacità che ogni individuo ha di immaginare

Forse, come dice Hillman, non è tanto l’infanzia che abbiamo vissuto a condizionare il nostro
presente ma come abbiamo imparato ad immaginare la nostra vita.

L’immaginazione è generativa; è il primo passo che porta alla progettualità e ad attuare il
cambiamento.

Le immagini interiori sono le più potenti.

Cosa succede ad esempio quando ci si innamora?

L’innamoramento è uno stato emozionale complesso: è pervasivo, destabilizza e sfugge al controllo
della persona; vince con la sua forza le contraddizioni e fa iniziare un viaggio esplorativo nel
territorio della possibilità.

Si diventa nomadi nel deserto, in cerca dell’oasi, rappresentata da quella persona; solo quella
persona è la pienezza e il tormento insieme irrinunciabile.

L’innamoramento si nutre di immagini interiori potenti che scatenano risorse sconosciute prima.

‘Non riesco a non pensarci’ dice la persona innamorata mentre dentro di lei prendono forma immagini
di un momento condiviso, di un’espressione del viso…

Per quanto razionalmente le paure possano frenare, l’anima, o la vocazione profonda, se preferite
definirla così, spinge lì, e solo lì, verso quella persona.

Trascinate da questa forza si diventa capaci di imprese lontane dal seminato, che nulla hanno a che
vedere con il buon senso.

Tutto ha inizio sulla spinta dell’immaginazione che l’incontro con quella persona ha nutrito, e che,
se alimentato da uno scambio reciproco, porterà probabilmente ad un progetto comune.

Ma ciò avviene dopo; la molla potente che scatta ha le sue radici nell’immaginazione.

Quando si vive uno stato di inquietudine interiore e si sente l’urgenza di un cambiamento, spesso si
è in una fase in cui quelle immagini interiori sono ancora sfuocate, si vede la nebbia, non si
riconoscono le voci.

Presente, passato e futuro si mischiano, la dimensione temporale perde di significato, il tempo
interiore non coincide più con la lancetta dell’orologio.

Non si sa ancora bene qual è lo ‘stato desiderato’.

Lasciare che le immagini interiori prendano forma con i loro colori e le loro apparenti utopie può
essere il primo piccolissimo passo.

Si usino le tecniche più congeniali alla propria personalità: meditazione, fantasie guidate, sogni
ad occhi aperti, attività fisica, passeggiate nei boschi , poco importa, tutto va bene.

Solo un desiderio chiaro può diventare un progetto, e solo allora ci si potrà interrogare sul come
trasformarlo in un evento concreto che tenga conto di molteplici aspetti legati al mondo esteriore,
delle complessità e di tutte le apparenti contraddizioni.

Spesso ci si ferma prima, lasciando i sogni chiusi nel cassetto, nutrendosi dell’idea
dell’impossibilità.

E come disse Jung

– ” in ultima analisi noi contiamo qualcosa solo in virtù dell’essenza che incarniamo, e se non la
realizziamo, la vita è sprecata.”

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