Scoperta la “rete segreta” del cervello: così gli astrociti controllano memoria e attenzione

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Scoperta la “rete segreta” del cervello: così gli astrociti controllano memoria e attenzione

Uno studio ha mappato per la prima volta una rete di cellule non nervose che corre parallela ai
neuroni: gli astrociti che influenzano il sonno, le decisioni e l’insorgenza di malattie come
l’Alzheimer.

27 aprile 2026 – Margherita Fronte

Un’illustrazione che rappresenta in arancione gli astrociti , le cellule della glia a forma a stella
che popolano la materia grigia del cervello. Queste cellule comunicano anche a distanza, coordinando
funzioni essenziali come la memoria, l’attenzione e il sonno. Getty Images
Nel cervello esiste una rete di cellule non nervose, che si snoda parallelamente a quella formata
dai neuroni, e che influenza profondamente l’attività cerebrale e funzioni chiave come la memoria,
l’attenzione e il sonno.

Questo sistema, la cui estensione ha sorpreso gli stessi neuroscienziati, è stato scoperto e mappato
da uno studio pubblicato su Nature, condotto dalla NYU Grossman School of Medicine di New York, in
collaborazione con l’Università e il Politecnico di Zurigo.

Alle ultime scoperte sugli astrociti e sulle altre cellule della glia è dedicato un ampio articolo
che uscirà su Focus n. 404 in edicola il 21 maggio.

Comunicazione a distanza: il ruolo delle giunzioni gap

La rete segreta del cervello è formata da astrociti, cellule dalla forma stellata, connesse da
canali chiamati giunzioni gap, attraverso cui si scambiano piccole molecole. «Si riteneva che questa
comunicazione avvenisse su scala locale, ma lo studio di Nature mostra invece l’esistenza di una
estesa connettività anche fra astrociti di regioni cerebrali poste a grande distanza», commenta
Andrea Volterra, professore emerito all’Università di Losanna (Svizzera), i cui studi sono stati
fondamentali per riportare l’attenzione delle neuroscienze proprio su queste cellule.

Quanto trovato è in accordo con studi precedenti, che già suggerivano che «l’attività degli
astrociti può influenzare vaste regioni del cervello, contribuendo a determinare stati come
l’attenzione e le funzioni ad essa collegate, quali la memoria, il decision making e così via», dice
l’esperto.

L’esperienza modella gli astrociti
Lo studio di Nature è stato condotto su topi con una tecnica innovativa, che ha permesso di seguire
il percorso delle molecole da una cellula all’altra, fino a mappare l’intera rete.

Una seconda serie di esperimenti ha anche potuto verificare che le connessioni fra astrociti si
modificano a seconda dell’esperienza, proprio come fanno quelle fra cellule nervose attraverso il
processo noto come plasticità neurale.

Il ruolo chiave della glia nelle malattie

Gli astrociti fanno parte delle cellule della glia, un insieme che comprende anche la microglia (che
forma il sistema immunitario del cervello) e gli oligodendrociti (che avvolgono e proteggono i
prolungamenti dei neuroni).

Sebbene siano altrettanto numerose dei neuroni, le cellule della glia sono state a lungo considerate
un semplice supporto e solo da 15-20 anni sono oggetto di studi più approfonditi. Sta così emergendo
che hanno ruoli fondamentali e che sono anche implicate in varie malattie, fra cui il morbo di
Alzheimer e i disturbi del neurosviluppo. «Fino a oggi, sottovalutando queste cellule, ci siamo
privati della capacità di capire come funziona davvero il cervello» conclude Volterra.

go.nature.com/4cEigJu

da focus.it

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