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Saturazione delle memorie

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[ 2 minuti di lettura ]

Saturazione delle memorie

di: Paolo Manzelli/University of Florence

La volontà di apprendere oggigiorno viene fortemente inibita dalla troppa informazione non motivante
l’EGO, pertanto l’unico modo per riattivare la volontà di sapere risiede nell’essere estremamente
concisi ed innovativi nelle forme espressive per generare la curiosità di intendere e significare
ulteriormente personalizzando ciò che viene appreso.

Il nostro cervello per la formazione storica dell’EGO individuale e collettivo, necessita di
evolversi come un sistema di anticipazioni che utilizza il memorizzato per favorire un pronostico
sull’avvenire come è necessario per gestire il presente sulla base di ipotesi sul corso di sviluppo
degli eventi.

Ricordo che da studi di Risonanza Magnetica Funzionale (RMF) sull’attività cerebrale, la capacità
decisionale che fa parte del sistema volitivo, tende ad attivare alcune zone cerebrali quali
l’ACUMEN (zona primariamente responsabile dell’attenzione), e porle in connessione con il Sistema
Limbico (che colora la nostra vita di emozioni); tali sezioni cerebrali successivamente integrano le
loro informazioni neuronali elaborate dall’intero sistema cerebrale, focalizzandole nella parte
posteriore del cosiddetto “Giro del Cingolo”, dove sembra si concentri la capacità di valutazione
del beneficio che si ottiene dall’apprendimento, in relazione alla elaborazione delle attese;
quest’ultime sono il gran misura il frutto delle capacità di rielaborazione prospettica delle
memorie.

Pertanto la crescita fuori di misura di informazioni frammentarie, che spesso vengono giudicate
obsolete in relazione al quadro delle prospettive storiche di sviluppo sociale ed individuale, che
determinano la formazione cosciente dell’EGO, conducono il sistema mnemonico verso la saturazione, e
di conseguenza la memoria diviene incapace di generare una fertile rielaborazione del sistema di
riferimento cognitivo in senso prospettico ed anticipativo.

In tal senso è il valore di anticipazione delle memorie che decade, proprio in quanto la memoria non
è facilmente rielaborabile per gestire il presente in una prospettiva di futuro sviluppo e ciò
incide fortemente nel demotivare ogni ulteriore apprendimento.

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Cavour, 82 – 50129 FIRENZE – Italy
Phone: +39 055-288754
Fax: +39 055-2756702
Mobil +39 335-6760004
E-mail: LRE@UNIFI.IT
E-mail: manzelli@invisibilmente.it

Università degli Studi di Firenze

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