Riprogrammare l’inconscio: Sei una persona piacevole, amabile e amata!…

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Sei una persona piacevole, amabile e amata!…

di Louise L. Hay

Tratto da:

LOUISE L. HAY
IL POTERE E’ IN TE
ARMENIA

[…]

Riprogrammare l’inconscio

I pensieri si accumulano; quando meno ce l’aspettiamo, quelli
vecchi riaffiorano. Quando riprogrammiamo la nostra mente, è normale
e del tutto naturale fare un passo avanti e uno indietro, per poi
proseguire ancora in avanti. Non credo che possiamo apprendere nulla
perfettamente in venti minuti: ci vuole pratica.

Basta pensare alle frustrazioni provate quando si impara a usare un
computer! Per adoperarlo con sicurezza, è necessario conoscere il
suo funzionamento e le sue regole d’uso, fatto che richiede un certo
tempo e una certa esperienza. Chiamai il mio primo computer il ‘Mio
Mago’: dopo che imparai a usarlo infatti, produceva quello che, ai
miei occhi, appariva come una magia. A volte, tuttavia, sbagliavo e
il Mio Mago, per indicarmelo, mi divorava pagine e pagine dei testi
che vi immettevo obbligandomi a rifare gran parte del lavoro; a
forza di errori, appresi però a utilizzarlo alla perfezione.
Per utilizzare a perfezione la Vita, è importante ricordare che l’inconscio
è
come un computer: immettendo ciarpame, ne esce ciarpame,
immettendo pensieri negativi, ne escono esperienze negative.

Apprendere nuovi modi di pensiero richiede indubbiamente tempo e
molta pratica: l’importante è essere pazienti. Quando impariamo
qualcosa di nuovo e i vecchi schemi riaffiorano, non diciamoci: “Non ho
appreso nulla”, bensì ” Va bene, riproviamoci!” Chiarita una
questione, non è detto che non dovremo più confrontarci con essa.

Come facciamo a sapere se la difficoltà è superata se non ci mettiamo
alla prova? A questo scopo è bene riaffrontare il problerna valutando
le nostre reazioni: se ci ritraiamo spaventati come in passato,
significa che la lezione non è servita e che dobbiamo impegnarci
ulteriormente. Tutto qui: si tratta solo di un piccolo test che ci
indica il punto in cui siamo arrivati.

Continuando a ripetere le affermazioni, abbiamo l’opportunità
di reagire differetemente a qualsiasi problema, di salute, finanziario
o interpersonale, di superarlo.

Dobbiamo operare gradatamente, salendo un gradino per volta; se,
raggiunto un determinato livello, pensiamo di avercela fatta,
possiamo rimanere delusi: i vecchi problemi possono infatti
riaffiorare e farci ancora del male, se non vi siano ancora
modifiche e cambiamenti da effettuare.

Non pensiamo mai di non essere in grado di fare nulla perché
qualcosa che abbiamo tentato di rimuovere ci crea nuovi problemi.
Quando, confrontata con una vecchia questione, mi resi conto
di non essere una persona spregevole, trovai la determinazione per
andare avanti. A tal fine mi ripetevo continuamente: “Louise, stai facendo
progressi. Guarda quanta strada hai percorso; devi solo esercitarti un pò di
più. E, soprattutto, ti vuoi bene.”

Ognuno di noi decide di nascere in un momento e in un posto
precisi, scegliendo di venire su questo pianeta per imparare a
sviluppare la propria dimensione spirituale contribuendo, di
conseguenza, all’evoluzione dell’umanità. Uno dei modi per
consentire alla vita di offrirci i suoi beni è dichiarare le
nostre verità sradicando le convinzioni che ci impediscono di
ottenere quanto desideriamo. Dobbiamo dichiarare, in sostanza,
che tutti i pensieri negativi, tutte le paure e tutti i problemi
verranno rimossi dalla nostra mente. Per molto tempo ho fatto mie
le seguenti idee traendone notevole beneficio :

———

Tutto quello che ho bisogno di sapere mi viene rivelato

Tutto quello di cui ho bisogno mi viene dato al momento giusto
e nel posto giusto.

La vita è gioia e amore.

Sono una persona piacevole, amabile e amata.

Sono sana e piena di energia.

Ho successo in ogni campo.

Sono disposta a cambiare e a crescere.

Nel mio mondo tutto va bene.

—————

Ho imparato che non riusciamo a essere positivi in ogni occasione;
ciononostante, mi sforzo sempre di considerare la vita un’esperienza
meravigliosa e di ritenermi protetta. Questa convinzione è diventata
per me una vera e propria legge.

Ritengo che tutto quello che ho bisogno di sapere mi venga rivelato e,
per tale motivo, tengo occhi e orecchie bene aperti. Quando scoprii
di avere un cancro, pensai che uno specialista di riflessologia plantare
potesse essermi d’aiuto; una sera mi recai a una conferenza tenuta da un
riflessologo e, non avendo potuto sedermi in prima fila come sempre
faccio per avere un contatto più diretto con l’oratore, mi accomodai
nell’ultima.

Subito dopo che mi fui seduta, un riflessologo si accomodò accanto a
me ed iniziammo a parlare; mi disse che faceva persino visite
domiciliari. Non dovetti nemmeno chiamarlo: venne lui da me.

Credo anche che tutto ciò di cui ho bisogno mi venga dato al momento
giusto e nel posto giusto. Quando qualcosa mi va male, inizio subito
a pensare: “Va tutto bene, tutto è sotto controllo. E’ una lezione,
un’esperienza che supererò e che mi porterà al benessere. Respira.
Va bene”. Cerco di fare il possibile per tranquillizzarmi e, a tale
scopo, razionalizzo quanto succede, riflettendo su ogni dettaglio.

Ciò può richiedere molto tempo; tuttavia, molto spesso i fatti che
appaiono inizialmente come una catastrofe si rivelano in seguito
molto meno gravi o, addirittura, positivi. Ogni evento è un’occasione
per apprendere. La mattina, a mezzogiorno e la sera dialogo con me
stessa ripetendomi affermazioni positive; mi esercito a volere
bene a me e agli altri. Il mio amore si irradia costantemente;
quello che faccio ora è molto di più di quello che facevo sei
mesi o un anno fa. E so anche che, fra un anno, la mia coscienza
e il mio cuore avranno fatto ulteriori progressi e che quello che
penso di me stessa risulta vero: per questo motivo penso sempre a
cose meravigliose. Un tempo non lo facevo; ora, tuttavia, sono
cresciuta e continuo a lavorare su me stessa.

Credo nella meditazione: per me meditare significa sedersi e
arrestare il dialogo con noi stessi in modo da poter ascoltare
la nostra saggezza. Quando medito chiudo di solito gli occhi,
inspiro profondamente e mi chiedo: “Che cosa ho bisogno di
sapere?”

Mi siedo ed ascolto. In alternativa, mi domando: “Che cosa ho
bisogno di imparare?” o, anche,” Qual’ è la lezione che devo
trarre da ciò ?” Talora riteniamo di dover risolvere ogni caso
nella vita e, viceversa dobbiamo solo imparare qualcosa da quello
che succede. Quando iniziai le meditazioni, per le prime tre
settimane ebbi cefalee violente: questa pratica mi era del tutto
nuova e non certo familiare. Ciononostante, perseverai e le cefalee
scomparvero.

Se, meditando, ci troviamo ad affrontare una considerevole
negatività, significa probabilmente che così deve essere: quando ci
tranquillizziamo, essa affiora gradatamente in superficie. In questa
fase non bisogna fare altro che liberarla. Non combattiamola mai:
continuiamo a farla affiorare il più a lungo possibile. Se, meditando,
ci addormentiamo, non ci sono problemi: è infatti importante lasciare
fare al corpo quello che desidera in modo che, con il tempo, trovi
un suo equilibrio.

Riprogrammare i pensieri negativi è una tecnica molto efficace, a
tale scopo è utile registrare un nastro incidendo la nostra voce,
le nostre affermazioni, ed ascoltarlo andando a letto. L’effetto
ottenuto è straordinario poiché riascoltiamo la nostra voce
e potrebbe esserlo ancora di più se, al posto di quest’ultima,
registrassimo la voce di nostra madre mentre afferma che siamo
persone meravigliose e che ci vuole molto bene. Preparato il
nastro, è bene rilassarsi prima di iniziare la programmazione;
alcuni iniziano dalle dita dei piedi procedendo verso il capo
contraendosi, dapprima, per poi rilassarsi. Al di là della tecnica
utilizzata, è importante liberarsi di ogni tensione sfogando le
emozioni e ponendosi in uno stato di disponibilità e ricettività.

Quanto più rilassati siamo, tanto più facilmente riceveremo le
nuove informazioni; è inoltre opportuno ricordare che siamo sempre
responsabili e sicuri. E’ meraviglioso ascoltare i nastri, leggere i
libri che aiutano ad acquisire la consapevolezza di se stessi e a
fare affermazioni positive. Ma che cosa facciamo nelle altre 23 ore
e 30 minuti della giornata? Ed è questo che conta; conta se,dopo la
meditazione, corriamo al lavoro e litighiamo con il collega.

La meditazione e le affermazioni sono ottime, ma anche quello
che facciamo negli altri momenti della nostra vita ha la sua
importanza.

tratto da lista Sadhana > it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana

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