Riempi ogni tuo momento

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Riempi ogni tuo momento

…dovunque vada, ci sei già…

di J.K.Zinn (Mindfulness)

Riempire ogni momento

Un’altra reazione a questa nostra caotica agitazione della mente, che spesso nasce da transitorie impressioni dei sensi che ci spingono a interrompere di frequente noi stessi e gli altri,è la tendenza a riempire ogni momento che abbiamo per non sentirci pigri, per non annoiarci, per non avere a che fare con la tranquillità e il silenzio.

Passiamo tutto il giorno da una cosa all’altra, specie quando non lavoriamo: può essere leggere il giornale, prendere in mano una rivista, fare zapping in televisione, metter su il video di un film, telefonare a qualcuno, andare ad aprire il frigo, accendere la radio appena saliti in macchina, fare compere, pulire compulsivamente la casa, leggere a letto, dire cose inconsapevoli di nessuna rilevanza rispetto al momento ma che semplicemente rispecchiano i pensieri quasi casuali che continuano a infestarci come parassiti. Questi e altri modi del tutto normali di passare il tempo (e anche alcuni di quelli necessari a portare avanti la vita e a prenderci cura di quel che va fatto) possono servire anche a tenerci continuamente lontani da uno stato di piena veglia e presenza.

Se cominciamo a prestare attenzione a questi impulsi appena nascono scopriremo forse di essere sostanzialmente dipendenti da queste continue autodistrazioni, tanto abituale ci questo fluttuare nell’aria da un momento al successivo riempiendoli di attività e di oggetti senza mai atterrarci sopra per davvero.

E così, riempiamo il tempo che abbiamo e poi ci chiediamo dove sia andato a finire. Ci distraiamo, deviamo il corso dei nostri pensieri come si può deviare il corso di un fiume; poi arriva uno di quei momenti in cui, per qualche istante, ci appare tutto più chiaro e più a fuoco, e ci chiediamo a che punto siamo, nella nostra vita, tanto ci sentiamo lontani dal traguardo, lontani dalle nostre aspirazioni più profonde, dalla soddisfazione, dalla pace, dalla sensazione reale di essere a casa in noi stessi e profondamente connessi con gli altri. In momenti simili ci domandiamo forse dove ci stia portando la vita, perchè mai le cose non vadano un po’ meglio di come vanno o non ci diano qualche soddisfazione in più; passiamo una brutta notte o due, e poi ricadiamo nelle nostre abituali tattiche di diversione, anche perchè ci fanno stare meglio a breve termine e fanno passare il tempo che, altrimenti, ci sembrerebbe interminabile, vuoto, spaventoso.

Per andare al sodo: anche se ci lamentiamo di non avere mai abbastanza tempo, può darsi che in realtà abbiamo paura di averne a disposizione. Forse abbiamo paura di quello che potrebbe accadere se non lo riempissimo, se smettessimo di interromperci e ci limitassimo a installarci nel presente, anche solo per pochi attimi. Forse abbiamo esattamente la giusta quantit di tempo, solo che abbiamo dimenticato come ci si mette in una relazione saggia con esso.

Che effetto farebbe prendere dimora nel proprio corpo, nella sensazione di essere vivi e basta, anche se per pochi attimi, diciamo per cinque minuti alla fine della giornata, sdraiati a letto o seduti da qualche parte, la sera o all’inizio della giornata, persino prima di mettere già i piedi dal letto? Che effetto farebbe? Potete scoprirlo, naturalmente, se solo incontrate voi stessi evitando deliberatamente di riempire il momento presente di qualcosa, specie di ansie per il futuro e per tutto quello che dovreste stare facendo oppure di rancori su quello che si è già manifestato e non è andato proprio come volevate. Quando emozioni del genere – paura, preoccupazione, rancore, tristezza – sorgono e cominciano ad agitarvisi dentro, potete cercare di esserne consapevoli; potete giocare a vedere che effetto fa restare insieme a quelle emozioni e limitarsi a respirare con loro un po’ più a lungo di quanto abitualmente credete di poter sopportare. In quei momenti potete sempre chiedervi se la consapevolezza che avete del disagio o dell’agitazione sia a sua volta scomoda o agitata. E anche se non siete agitati potete sempre ricordare, quando fate la doccia, di controllare se davvero vi trovate nella doccia o se la vostra mente sia da qualche altra parte a riempirsi fino all’orlo dimenticandosi di fare una capatina nel qui e ora : nell’acqua che vi scorre sulla pelle.

Anche in vacanza pu capitare che riempiamo tutto il tempo a disposizione cercando di divertirci, per poi chiederci dove sia finito e tornare a casa con un vago senso di insoddisfazione. L’album delle fotografie dimostra che siamo stati in quel luogo, ma noi dov’eravamo, in realtà la cartolina dalle terre lontane che spedireste suonerebbe così:

Mi sto divertendo molto. Mi piacerebbe essere qui.

Una volto qualcuno usò questa frase per descrivere la propria esperienza, alla fine di un ritiro di una settimana di formazione professionale per istruttori di mbsr. Si beccò una gran risata: eravamo tutti molto consapevoli di quanto la mente usi il sistema di riempirsi fino all’orlo per chiamarsi fuori. Ci consola notare con quale frequenza succeda anche a chi pratica la meditazione, anzi in realt proprio quando si pratica la meditazione: osservando la mente con tanta cura naturalmente la si vede con molta più chiarezza. Ricordiamo il poeta Zen Basho:

Perfino a Kyoto
quando sento il canto del cuculo
ho nostalgia di Kyoto.

Anche quando si sui da soli, anche nella natura pi selvaggia, ci è facile riempire il tempo con fantasticherie o con lavori di routine o preoccupazioni varie o con la voglia da turisti di vedere tutto. Tutte queste fluttuazioni della mente e del corpo possono separarci dalla natura o dalla cosa che stiamo facendo e farci anticipare quella che verrà dopo o intrappolarci in ricordi o desideri. La mentalità turistica pu impedirci di vedere davvero qualcosa di interessante o di importante, persino il panorama che si ha il privilegio di vedere in quel momento: si è sempre alla ricerca di un momento migliore, di un panorama migliore, di un’esperienza migliore. Hai visto il cucciolo dell’orso? Non eri abbastanza vicino. Hai visto lo sfiato di una balena? Non sei riuscito a vederla tutta quando è emersa per respirare.

In un momento riempito di pensieri del genere forse ci perdiamo completamente il suono della balena che respira o di una volpe che abbaia. E magari ci perdiamo anche il silenzio, perfino il silenzio della natura più selvaggia: la mente è sempre troppo piena del proprio stesso rumore per poterlo sentire. E così ci è facile mancare il momento presente, al di la del pensiero e al di la di ogni bisogno compulsivo di fare, di essere da qualche parte, di cercare qualcosa di nuovo e di eccitante, al di la della forza che esercita nella mente la spinta al possesso, per quanto riusciamo a razionalizzare le nostre voglie spiegandocele in termini di momentanea felicita o infelicità.

In quei momenti potremmo perfino chiederci: Chi è che ha bisogno di qualcosa di nuovo e di eccitante? e comunque, che cos’è esattamente l’eccitazione?

Sdraiati a guardare le nuvole, immersi nei canti degli uccelli o nella brezza del deserto, sentendo l’aria intorno al corpo, il calore che rimandano le pareti della gola o il gioco della luce sulle rocce, o sentendo i muscoli posteriori del collo irrigidirsi mentre cercate di parcheggiare in centro durante una bufera di neve e siete gi in ritardo all’appuntamento – qualunque cosa vi si offra nel luogo in cui vi trovate, che sia natura, metropoli o periferia: perchè rifiutarla e cercare altrove l’eccitazione e l’intrattenimento e la distrazione, quando la vita si dispiega sempre qui e ora e non esiste luogo nè tempo migliore? Che senso ha distrarsi quando farlo ci sposta altrove rispetto alla nostra stessa vita, come il torrente o il fiume che viene deviato, e riempie i nostri momenti già perfetti (per quanto difficili) e le nostre splendide menti di cose di cui non abbiamo nessun bisogno?

Riusciresti a essere proprio li dove ti trovi, dovunque tu sia? Con tutto quel che accade? Adesso?

Se la risposta è si forse scopri che ti stai già divertendo molto, più di quanto non sapessi. Forse, in fin dei conti, te ne stai solo bello spaparanzato a casa… dentro te stesso, a prescindere dalle circostanze, dovunque ti trovi.

Una delle tante pratiche meditative in una battuta e che circolano su Internet dice:

“Dovunque tu vada, ci sei già. Quanto al tuo bagaglio, è un’altra storia.”

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