Quando la porta dell’occulto si socchiude

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Quando la porta dell’occulto si socchiude

Le Chiavi Mistiche dello Yoga

di Guido Da Todi

Capitolo 21:

– QUANDO LA PORTA DELL’OCCULTO SI SOCCHIUDE

Indiscutibilmente, i della natura metafisica sono un dato di fatto, che inizia a proporsi a chi pone il piede, non tanto sul sì declamato sentiero, ma semplicemente nella zona dei cosiddetti propri sottili.

Pochi si fermano a considerare che un imprescindibile panorama di prospettive e di strutture esistenziali attende in modo improrogabile l’umanità. Quello del mondo ove la costante è più evidenziata del telaio della materia.

Un mondo che ha fatto, durante i secoli ed i millenni, capolino dalle pieghe dell’evoluzione individuale e da quella dei più ampi gruppi storici ed umani.

Nelle strutture religiose, coloro che percepivano più degli altri la del cosmo ne divenivano i sacerdoti. Ma, anche nelle altre attività sociali avveniva ed avviene che chi è in risonanza con la natura ancora celata delle cose acquisti un naturale istinto a riconoscerle.

È improrogabile che, infine, l’uomo si renda conto di come – similmente al pesce che vive circondato dall’acqua, senza conoscerne l’esistenza – egli sia completamente immerso in una essenza impalpabile, che è il prosieguo e la continuazione della materia; un’essenza che , in mancanza di migliori termini, chiamiamo energia.

Questo provoca all’inizio, come in ogni contrasto che avviene fra il vecchio ed il nuovo, una serie di problemi, sconcerti e fenomeni, uno diverso dall’altro.

Spesso il gruppo umano ha osservato alcuni elementi del proprio (santi, yoghi, carismatici) che sembravano scavalcare le coordinate della realtà comune, e compivano prodigi più o meno incredibili.

Essi rappresentavano, e rappresentano, semplicemente, dei e delle tra la materia e l’energia in cui, simile ad un tappo scosso dalle correnti marine, la prima si trova immersa, e del cui orizzonte non vedrà mai la fine.

Si è fatto un gran parlare dei cosiddetti . V’è chi li ricerca con spasmodica attenzione; chi, invece e addirittura, li respinge come aspetto illusorio, o poco utile della vita.

Direi che ambedue i poli mentali di cui parliamo non conoscono la vera ragion d’essere degli stessi e la più ampia natura di cui fanno parte.

La mutazione costante dell’umanità – veduta come un solo individuo – da millenni a questa parte la sta rendendo , se vogliamo adoperare un termine poco aderente alla realtà dei fatti.

È imprescindibile – e fa parte del Piano della Divinità – che l’uomo assista alla fioriture del suo vero essere duale: quello della e dello .

È ineluttabile che l’uomo attraversi con fatalità l’anello di Saturno che ne imprigiona ogni respiro nel sarcofago del tempo e dello spazio, e si renda, gradatamente, padrone dell’elemento elastico che forma il 95% dell’esistenza: l’energia.

Ed i siddhi – che egli lo voglia oppure no – saranno un fatale e sconosciuto nuovo dono che, dopo la coscienza, il controllo dell’atomo, quello dei cieli e dell’universo che lo circonda faranno parte della sua quotidiana esperienza; quotidiana, comune ed irrinunciabile.

Oggetto e contenuto di ogni scienza esoterica – in ultima analisi – è ed è stato quanto stiamo indicando. Ma, è pure oggetto di ogni scienza pragmatica del nostro secolo.

Direi che, tuttavia, ogni velleità esoterica ad un tuffo incontrollato in quell’energia debba prendere ad esempio – paradossalmente – il metodo e lo stile dei ricercatori della chimica e dell’atomo.

Ogni vera Scuola Esoterica ed ogni Maestro Tradizionali hanno sempre utilizzato, verso i loro discepoli, il metodo di sviluppo del .

Entrare – volutamente, oppure no – nella dimensione parallela alla nostra ha delle regole millenarie, che non sono mai state cambiate di una virgola.

Intanto, occorrono un atteggiamento di partenza, un equilibrio ed una cultura delle cose metafisiche simili a quelle che hanno gli studenti di una buona scuola positivista; senza, evidentemente, alcuna connessione con i parametri che il positivismo attuale possiede.

Poi, diviene necessario un senso della sacralità, difficile a spiegarsi in sintesi.

Nessun della Scienza Unica delle Energie entra nella sperimentazione delle stesse se non possiede un baricentro soggettivo che lo fa consapevole dell’esistenza fondamentale di una nota tonica universa; la si chiami Uno, senza secondi; la si chiami Dio non ha importanza. Fondamentale è che il discepolo sia istintivamente pervaso della certezza dell’armonia di base di ogni cosa.

Lo studio dell’organismo occulto dell’uomo (chakras, corpi sottili, risonanze tra il micro ed il macrocosmo) tornano certamente utili a colui che inizia a porre il piede nell’universo parallelo. Un

universo, la cui prima frangia è composta dalla complessa vitalità dei subconsci e da un certo tipo configurazioni mentali molto simili ad una ipotetica realtà esterna a sé stessi.

Il dormiveglia è un fortissimo stato di creatività passiva in cui vengono alterate dalla coscienza dei semplici frammenti di realtà (il battito ambientale di una porta lontana, il ricordo del suono del proprio nome, il timore atavico dell’autorità, ecc..). Ciò, può comportare la paradossalmente vivida apparizione di un , che ci chiama per nome, mentre un suono cosmico (la porta) accompagna il fenomeno.

Direi, tuttavia, e in definitiva, che tradizionalmente sono ammesse e ritenute essenziali poche coordinate trascendenti.

La percezione costante del senso della divinità. Essa, in India, viene attivata gradatamente tramite la ripetizione costante del ; ossia, tramite il canto del sacro AUM.
La percezione costante della Presenza del proprio Guru, radiante tra le righe della propria giornata dharmica.

La realizzazione sempre più espansa, nel proprio spirito, dell’inesistenza di una qualunque frattura, o divisione di sorta nelle cose tutte (universali e relative).

Da queste poche esperienze del discepolo, gelosamente perseguite giorno dopo giorno, nasce una totale protezione verso il coacervo più dissestante delle energie sgradevoli, o indesiderate. Nasce un costante accrescersi della luce interiore, che indica e indicherà sempre più notevoli, nuovi orizzonti alla libertà del proprio e dell’altrui spirito.

E nasce, così, quell’intensa ed acuta gioia, irrefrenabile, serena, cauterizzante verso sé e verso il prossimo, che è la gioia del e della .

(Guido Da Todi)

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