Home » AltroBlog » AltreViste » Qualcosa sta accadendo…

Qualcosa sta accadendo…

pubblicato in: AltreViste 0
[ 13 minuti di lettura ]

Qualcosa sta accadendo…

a cura della redazione sciechimiche-zret.blogspot.com

…che non riusciamo ad interpretare (articolo di Francesco Lamendola)

Un uomo, a Guidonia, a pochi chilometri da Roma, si barrica in casa, mina le scale, appicca il fuoco
ad alcune taniche di benzina per attirare l’attenzione dei passanti e comincia a sparare su di essi,
dal terrazzo, con metodo e precisione. Si chiama Angelo Spagnolo ed è un ex tiratore scelto
dell’esercito: spara tutti i caricatori della carabina e della pistola; fa fuoco anche sui
soccorritori delle prime vittime. Alla fine, un morto ed otto feriti restano sulla strada, immersi
nel sangue. Dal momento che si tratta di un esperto di armi e che ha mirato alla testa delle sue
vittime per essere sicuro di ucciderle, poteva anche andare peggio. Nei campus degli Stati Uniti
d’America, ove queste forme di furia omicida sono relativamente frequenti, si è arrivati anche a più
di 20 morti in una sola volta.

Tutti i vicini descrivono l’assassino come un uomo assolutamente tranquillo, che non ha mai dato
segni di squilibrio. Capitano a riposo, dopo la separazione della moglie – dalla quale aveva avuto
una figlia – vive con la madre, che ha rinchiusa in cantina prima di dare inizio alla strage. Una
strage meticolosamente programmata, a quanto pare: nessun dettaglio è stato lasciato al caso, nessun
gesto è stato improvvisato. Ogni cosa è stata studiata e pianificata con geometrica precisione. In
particolare, l’incendio delle taniche di benzina era la trappola destinata a far cadere il maggior
numero di vittime, sfruttando proprio il senso altruistico dei passanti: alcuni, vedendo le fiamme
levarsi da quel terrazzo, si sono fermati e hanno citofonato proprio per avvertire del pericolo.
Studiando il suo piano con diabolica astuzia, Spagnolo ha puntato ad uccidere quanti più innocenti
poteva: solo dopo aver sparato l’ultima cartuccia, si è deciso ad arrendersi. Gli agenti che l’hanno
arrestato riferiscono di un uomo impassibile, dallo sguardo stralunato, il quale sembra non rendersi
conto di quanto ha compiuto.

Questo è solo uno dei fatti di cronaca che, sempre più spesso, leggiamo sui giornali o ascoltiamo al
telegiornale. Fino a qualche anno fa, episodi del genere appartenevano a un “altro mondo”:
accadevano negli Stati Uniti d’America dove, si sa, tutto corre più in fretta e vigono meccanismi
sociali e psicologici molto diversi da quelli europei. Ricordate il film Un giorno di ordinaria
follia, girato nel 1993 da Joel Schumacher (titolo originale Falling down) e magistralmente
interpretato da Michael Douglas nella parte del neo-disoccupato William Foster? Paolo Mereghetti
così ne delinea l’assurda e drammatica vicenda:

“Persa la moglie (Hershey) ed il lavoro, per William Foster (Douglas) un ingorgo stradale in una Los
Angeles torrida è la goccia che fa traboccare il vaso. Negozianti coreani, delinquenti ispani,
nazisti (Forrest) e boriosi giocatori di golf: nulla si sottrae alla sua furia, che verrà fermata
solo da un poliziotto (Duvall) all’ultimo giorno di servizio.. Una buona idea – quella dell’uomo
solo e incravattato che attraversa a piedi la megalopoli-giungla, sceneggiato da Ebbe Roe Smith – ed
un’esecuzione in rischioso equilibrio tra il grottesco e la sociologia spicciola.”

Allora si parlò di una allegoria della furia della classe media, sempre più frustrata e incattivita
dalla recessione economica e dai meccanismi spersonalizzanti della società di massa. Oggi che simili
fatti accadono ovunque, anche nei nostri paesotti di provincia, non siamo più tanti sicuri che si
possano spiegare in termini di “normale” sociologia. C’è qualcosa che sta accadendo in tutto il
mondo, qualcosa di nascosto e di terribile, che noi non siamo ancora in grado di interpretare. Sta
accadendo sotto i nostri occhi, fa irruzione anche nei luoghi più tranquilli e nei momenti più
inaspettati delle nostre vite; tuttavia, dopo la sorpresa ed il raccapriccio iniziali, scrolliamo le
spalle e giriamo pagina. Tanto, si sa, il mondo sta diventando pazzo. Ma è proprio vero che lo
sappiamo? E da quando il mondo è impazzito? Quando, precisamente, ha incominciato a impazzire ?

Se andiamo indietro con la memoria, ci accorgiamo subito che fatti di violenza inaudita e,
apparentemente, del tutto gratuita, commessi da persone assolutamente “normali”, qualche anno fa non
accadevano. Non accadevano o i mass-media non ne parlavano ? Certo, non si può sottovalutare il
ruolo giocato dai media, il loro sempre più accentuato interesse per il macabro, il morboso e il
deviante: insomma, il fatto che essi svolgono, nei confronti del pubblico, quel ruolo che a fine
ottocento, in Italia, fu interpretato dalla Scapigliatura e, in Francia, dai feuilletons alla Eguéne
Sue: soddisfare le curiosità proibite di quella borghesia che, di giorno, voleva sentir parlare solo
di buoni sentimenti, ma di notte sognava la trasgressione. E tuttavia, si tratta solo di questo? Il
fatto che i media enfatizzino al massimo un certo tipo di cronaca nera, è sufficiente a spiegare
tutto, ossia a persuaderci che, in fondo, certe cose sono sempre accadute e sempre accadranno ?

Noi non lo crediamo. C’è qualcosa di nuovo nell’aria e non ha un buon profumo. Come le scie che
lasciano gli aerei che solcano in continuazione i nostri cieli. Fino a qualche anno fa erano rare e,
brevi e si dissolvevano in pochi istanti. Oggi sono frequentissime, disegnano in cielo fitte trame
fantasmagoriche; sono lunghissime, tanto da allungarsi da un capo all’altro dell’orizzonte; e, cosa
più inquietante di tutte, persistono a lungo prima di scomparire: a volte rimangono ben visibili per
un tempo considerevole. Scie di condensazione, dicono gli “esperti”. Già, sicuro. Ma perché fino a
pochi anni fa comparivano solo per un breve tratto dietro l’aereo in volo e si dissolvevano
velocemente, tanto che, se non le si osservava subito, non si faceva neanche in tempo a vederle;
mentre ora disegnano lunghi filamenti che sembrano quasi fatti di sostanza solida ? Quali gas
contengono, quali sostanze, per produrre un simile effetto ? Chi, poi, si è preso la briga di
controllare i tempi e i luoghi in cui si formano, pare sia giunto alla conclusione che gli aerei che
le producono non possono essere aerei di linea, perché non seguono le normali rotte dell’aviazione
civile. Aerei militari, allora ? E che genere di voli effettuano, quali sostanze rilasciano
nell’aria ed a quale scopo ? Non volgiamo spingerci oltre; esistono ricerche sull’argomento e noi,
che non siamo degli esperti, non vogliamo formulare ipotesi che potrebbero rivelarsi azzardate. Ma è
certo che dall’insieme del fenomeno traspare qualche cosa di inquietante.

Si parla di esperimenti militari segreti, realizzati irrorando l’atmosfera di sostanze non ben
precisate. Si parla anche di grandiose basi sotterranee, ove tali esperimenti verrebbero preparati
nel massimo segreto e nelle quali troverebbero ricovero non solo gli aerei, ma una imponente
tecnologia non convenzionale. Le stesse caverne sarebbero state scavate mediante raggi laser, che in
pochi giorni permetterebbero di realizzare tunnel sotterranei lunghi decine di chilometri. Di tali
basi ne esisterebbero a centinaia, forse a migliaia in tutto il mondo, specialmente nel territorio
degli Stati Uniti d’America. Esistono alcuni documenti fotografici che mostrano enormi saloni
ipogei, sormontati da cupole, perfettamente livellati e che farebbero apparire piccoli, al
confronto, edifici come il Pantheon o la Basilica di Santa Maria del Fiore. Esistono dei documenti
scritti: come i famosi “documenti di Dulce” dei quali parla, fra l’altro, Salvador Freixedo nel suo
libro, U.F.O.: una minaccia per l’umanità ? (traduzione italiana Hobby & Work, 1993), che li riporta
parzialmente. Esistono anche alcune testimonianze, ovviamente controverse, di persone che avrebbero
lavorato all’interno di tali basi, come Paul Bennewitz o Philip Schneider (quest’ultimo morto
assassinato in circostanze misteriose). Tali testimonianze parlano non solo di una tecnologia
diversa da quella nota al grande pubblico e di una attività che si svolge in estrema segretezza,
tanto che l’accesso alle basi si troverebbe occultato, in genere, all’interno di aree militari off
limits, ma anche di una qualche forma di collaborazione fra umani ed extraterrestri, che durerebbe
da diversi decenni e che avrebbe conosciuto anche momenti di grave tensione, culminata- negli anni
Settanta – in un vero e proprio conflitto armato, nel sottosuolo di una base del Sud-Ovest degli
Stati Uniti. Particolare raccapricciante. in quelle basi gli extraterrestri eseguirebbero
esperimenti su esseri umani con il chiaro scopo di giungere ad un’ibridazione delle due specie.

Sappiamo bene che cosa significa nominare gli extraterrestri all’interno di un’indagine o di una
riflessione su fenomeni anomali e inquietanti, come quello delle scie chimiche o degli esperimenti
militari ultrasegreti, ad esempio il famoso (o famigerato) Philadelphia experiment, sul quale si può
consultare il classico libro di William L. Moore e Charles Berlitz L’esperimento Filadelfia
(tradizione italiana Milano, Sonzogno, 1979). Significa, il più delle volte, allontanare anche
l’interlocutore più “aperto” e libero da pregiudizi, il quale sarà portato a interrompere la
discussione, scrollando le spalle e dicendo, come fecero gli Ateniesi con san Paolo al termine del
famoso discorso dell’Areopago: “Su questo punto ti ascolteremo un’altra volta” (Atti degli Apostoli,
XVII, 32). Infatti, anche se la maggioranza delle persone è disposta ad ammettere, senza alcuna
difficoltà, che probabilmente esistono numerosi pianeti abitati oltre al nostro, anche da creature
intelligenti e tecnologicamente progredite, le cose cambiano e molto, non appena si accenna alla
possibilità che tali esseri siano già scesi sulla Terra e che, forse, alcuni governi ne siano
informati, ragion per cui fanno di tutto per distogliere da una simile ipotesi l’opinione pubblica.

Ci viene detto, da esponenti più o meno blasonati della scienza “ufficiale”, che le distanze
interstellari sono tali per cui un’astronave aliena impiegherebbe secoli e secoli per raggiungere il
nostro pianeta, il che renderebbe praticamente nulla la possibilità concreta di una interazione fra
gli esseri umani e gli alieni. Ma è chiaro che una tale difficoltà cadrebbe, se solo si ammettesse
che gli alieni potrebbero non essere necessariamente gli abitanti di un altro mondo, ma piuttosto di
un’altra dimensione; creature, perciò, capaci di assumere un corpo fisico o l’apparenza di un corpo
fisico, per sé e per le loro astronavi; ma in effetti di natura spirituale o, comunque, dotati di un
corpo sottile che non soggiace alle comuni leggi dello spazio e del tempo. Questo spiegherebbe la
loro comparsa e scomparsa subitanea; la loro capacità di materializzarsi all’interno di case
d’abitazione; la capacità dei loro veicoli di viaggiare a velocità fantastica e di invertire
repentinamente la rotta, violando le leggi della fisica a noi note; la loro capacità di
“programmare” la mente degli umani da essi prelevati (abductions) a scopo di esperimento, ad esempio
ordinando loro di cancellare i ricordi relativi a tali esperienze; e così via.

Freixedo, un ex gesuita espulso dall’ordine, si è spinto fino a ipotizzare che gli alieni si
comportino con gli umani come questi si comportano con gli animali: li usano per le loro necessità,
per il loro desiderio di conoscenza e, eventualmente, per il loro piacere. In particolare, l’ufologo
spagnolo ipotizza che gli alieni siano particolarmente bisognosi o desiderosi, di assorbire
l’energia psichica prodotta dagli esseri umani in circostanze di tensione emotiva, quali paura,
angoscia, intensa aspettativa; e che a tale scopo farebbero in modo di riunire grandi folle umane
ove stimolare al massimo quelle energie. Anche i rapimenti di esseri umani e le mutilazioni di
animali che, come si sa, divengono sempre più frequenti e sempre più inspiegabili (è come se le
povere bestie venissero interamente dissanguate, ma intorno alle loro carcasse sezionate non se ne
trova che pochissimo) potrebbero rientrare nel quadro di un’operazione di studio degli abitanti
della Terra da parte di esseri ultra-dimensionali, impropriamente chiamati extra-terrestri. Una
operazione di studio nel corso della quale questi esseri alieni non userebbero maggiori riguardi,
verso di noi e i nostri animali, più di quanta ne usi un entomologo che trafigge le farfalle per
poterle meglio esaminare, o di uno psicologo che applica elettrodi al cervello di un topolino per
sperimentare le reazioni della bestiola quando vengano neutralizzate, oppure stimolate, certe zone
del suo sistema nervoso centrale.

Ma tutto ciò, per il momento, basti. È sufficiente aver richiamato il possibile collegamento fra
scie chimiche, basi sotterranee e presenza aliena sul nostro pianeta, per formulare l’ipotesi che la
recrudescenza di atti d’inspiegabile follia e di violenza gratuita, quale si sta verificando – a
quel che sembra – negli ultimi anni, potrebbe essere almeno in parte l’effetto di un disegno
deliberato. Non si è forse notato che, spesso, dopo aver commesso atti atroci e apparentemente
inspiegabili, come la strage a freddo compiuta dal capitano a riposo Angelo Spagnolo, i loro autori
appaiono stranamente svuotati ed apatici, come se avessero obbedito ad una suggestione ipnotica o
come se fossero divenuti degli automi privi di discernimento morale, dei veri e propri zombies sotto
l’influsso della magia nera voodoo ?

Un disegno da parte di chi e volto a quale inconfessabile scopo ? Forse esiste un’élite occulta che,
al servizio – forse inconsapevole – di forze non umane, sta programmando l’asservimento del genere
umano e si sta servendo di esso per esperimenti batteriologici, chimici e psicologici. Forse, parte
di questo disegno è anche la diffusione di programmi televisivi, film, musica leggera, libri e
riviste che celebrano il sadismo, la necrofilia e l’orrore ed ai quali si abbeverano avidamente i
nostri bambini, adolescenti e ragazzi; la diffusione massiccia di droghe pesanti; l’assuefazione
all’alcool, alla sregolatezza sessuale, alla deresponsabilizzazione delle giovani generazioni;
l’esaltazione di modelli sociali negativi, la competizione selvaggia, l’invidia, l’odio per
l’onestà, la rettitudine e la competenza; l’avversione demoniaca al sacro; l’irrisione per tutto ciò
che è buono e giusto; la negazione del mistero.

Qualcuno dirà che, per spiegare le aberrazioni e la violenza cieca della nostra società, non occorre
scomodare cospirazioni di sette sataniche, esseri di altre dimensioni e patti scellerati fra umani
ed alieni; che la cattiveria dell’essere umano basta ed avanza. Può essere. Tuttavia non possiamo
restar ciechi davanti al fatto che qualcosa o forse qualcuno, sta operando al fine di indurre gli
esseri umani a dare il peggio di sé, liberando le proprie zone spirituali inferiori e inibendo
quelle superiori. L’essere umano non è certamente una creatura angelica, ma nemmeno – di per sé –
una creatura diabolica. Per renderla tale, occorre che le forze del Male si mobilitino con tutta la
loro capacità di seduzione e con tutta la loro volontà di distruzione del nostro libero arbitrio.

Forse, davvero, qualcosa sta accadendo, di cui stentiamo a divenire consapevoli, perché la nostra
mente rifugge istintivamente dall’angoscia di dover prendere atto che molte delle certezze del
nostro tran-tran quotidiano poggiano su basi d’argilla, mentre noi le credevamo di cemento armato. È
duro prendere in considerazione l’ipotesi che coloro che dovrebbero informarci ci disinformino
cinicamente e sistematicamente; che coloro che dovrebbero proteggerci ci usino come cavie per oscuri
esperimenti; e, infine, che coloro che sembrano lavorare per il progresso della scienza, in realtà
lavorano per un gigantesco piano di asservimento delle nostre vite e delle nostre menti.

È estremamente duro; ma, forse, necessario.

Dobbiamo trovare il coraggio di guardare in faccia la realtà e di reagire con la massima energia,
prima che sia troppo tardi; prima che, a forza di assuefarci al male, all’assurdo, al patologico,
finiamo per considerare tali aspetti come componenti “normali” della realtà. Quando ciò dovesse
accadere, quando la follia divenisse davvero una componente ordinaria del nostro mondo, allora
sarebbe realmente troppo tardi. Allora non saremmo più nient’altro che un gregge di pecore pronte
per venir condotte al macello; oppure, per riprendere l’immagine usata in precedenza, dei miseri
zombies senz’anima, costretti a ballare al suono di qualche malvagio Pifferaio Magico.

Data articolo: novembre 2007
Autore: Zret
Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com – Scie Chimiche (Chemtrails)

Condividi:

Lascia un Commento: