Progetto PANDORA

pubblicato in: AltreViste 0

Progetto PANDORA

a cura di Straker

Sviluppo di armi non letali e devastazione ambientale

Sebbene il diffondersi di armi ad onde di frequenza, bioenergetiche o psicotroniche sia stato a
lungo ignorato dai mezzi d’informazione, negli ultimi decenni scienziati e ricercatori hanno scritto
volumi e prodotto documentazioni sugli sviluppi e sull’impiego di sistemi d’arma “non-letali”.
Libri, articoli e saggi non specialistici, a disposizione del pubblico, coprono quattro decadi,
dimostrando l’esteso interesse delle Forze armate e delle agenzie d’intelligence USA e dell’ex
Unione Sovietica nella materia. Il Dott. Richard Cesaro, direttore dell’Advanced Sensor Program
(Programma Sensori Avanzati),del Defence Advanced Research Projects (Agenzia per i Progetti di
Ricerca Avanzata della Difesa – DARPA) USA, venne ingaggiato nel 1965 per dare il via ad un progetto
denominato inizialmente Pandora e negli anni seguenti noto come Progetto Bizarre.

Sul lavoro, cui collaboravano specialisti del calibro di Allan Frey, Joseph Sharp, James C. Lin,
R.J. MacGregor, Milton Zaret, Ross Adey, Janet Healer, Sam Koslov, è stato generalmente mantenuto un
rigoroso silenzio. Al Progetto Pandora, finanziato da tasse governative, presero parte oltre ai
servizi segreti, istituzioni militari ed accademiche, corporazioni ed agenzie private.

Prima, durante e dopo gli anni 1965-70 i cardini del programma erano:

Impiego a distanza delle microonde per interferire con le funzioni neuro-elettriche umane e
provocare effetti sul sistema nervoso centrale. Utilizzo delle microonde per creare specifici
effetti sugli organi, come disfunzioni cardiache, lesioni o necrosi dei tessuti interni con
distruzione delle funzioni metaboliche. Manipolazione dei campi elettromagnetici per provocare il
condizionamento a distanza, operando sulla sfera emotiva. Inducendo ad esempio iper-eccitazione,
stress subliminale, intemperanze comportamentali, aumento di suggestionabilità, tramite inibizione
delle funzioni più elevate, ecc. Il Progetto Pandora analizzò le possibili applicazioni delle
frequenze biologiche come “input informativi” diretti (di sentimenti o di emozioni) e per rinforzare
i ritmi cerebrali associati con il condizionamento e l’elaborazione di dati. Vennero, inoltre,
studiati e potenziati i diversi metodi di trasmissione delle frequenze elettromagnetiche e di
microonde, senza dover disporre di un equipaggiamento situato in prossimità del bersaglio (v. box
Persinger).

Guerra psichica

Nel libro “Mind Wars” (Guerre Mentali, 1984) dell’ex corrispondente dal Pentagono Ronald M. McRae,
si legge: “Determinate combinazioni di ampiezza e di continuità delle radiazioni elettromagnetiche
esterne, comprese nel raggio di frequenza delle onde cerebrali, sono capaci di aggirare il
meccanismo sensoriale esterno di alcuni organismi, inclusi gli esseri umani, e di stimolare
direttamente le strutture neurali di livello più elevato nel cervello. Questa stimolazione mentale
elettronica produce cambiamenti mentali a distanza, come allucinazioni e simili…”.

Per McRae, poiché i livelli di energia sono minimi nelle radiazioni a frequenza estremamente bassa
(Extremely Low Frequency-ELF), il cervello può confondere il segnale esterno con il proprio,
imitarlo (un processo noto come allenamento bioelettrico) e rispondere ai cambiamenti. In un
articolo di Robert O. Becker del Gennaio 1992, intitolato “Electromagnetism and Psi Phenomena”
(Elettromagnetismo e fenomeni Psi) pubblicato sul “The Journal of the American Society for Psychical
Research”, Becker espone: “La conoscenza delle frequenze magnetiche operative e dei meccanismi per
codificare informazioni all’interno di esse, consentirebbe di inserire informazioni direttamente
nella coscienza senza che una persona ne sia consapevole: le probabilità che tale potere venga usato
nel modo sbagliato sono enormi”.

Il geniale inventore e scienziato Nikola Tesla dichiarava in un’intervista per il New York Times,
già nel Novembre 1915,che in un prossimo futuro le guerre sarebbero state condotte con l’uso di onde
elettriche al posto degli esplosivi. Nove anni più tardi, un articolo comparso sulla Colorado
Springs Gazette riportò che lo scienziato “aveva inventato il primo raggio letale invisibile, capace
di bloccare gli aeroplani in volo…”. Tutta la documentazione relativa alle ricerche ed agli
esperimenti di Tesla è in possesso dell’esercito USA, come conferma lo scrittore Michael Hutchinson
nel suo libro “Megabrain” del 1986: “Il governo americano, fin dal 1940, ha condotto un’intensa
ricerca nel campo della ‘guerra psichica’, applicando tecnologie alla mente”. Non sorprende dunque,
come riporta l’americana Linda Hunt nel suo libro “Secret Agenda”, che l’esercito USA reclutasse
scienziati tedeschi del calibro di Kurt Rahr nel Settembre 1947 perché lavorassero sui progetti
segreti nel campo delle frequenze elettroniche. Eppure Rahr era un nazista e rappresentava “una
minaccia assoluta per la sicurezza degli Stati Uniti”.

Dispositivi anti-sommossa

Prendiamo la seguente notizia apparsa sull’Earth Island Journal ed intitolata “Blinded by the Light”
(Abbagliati dalla Luce): “Il Laser Focus World riferisce che la compagnia Lockheed Sanders ha
sviluppato un’arma ‘difensiva’ laser destinata all’esercito. Oltre ad abbacinare i soldati nemici in
azione, il PLQ-5 può anche venire applicato ad un fucile M-16 ed essere usato come ‘congegno
anti-sommossa’ per immobilizzare contestatori civili”. Alle lunghezze d’onda cui è sensibile
l’occhio, il non-letale PLQ-5 può risultare dannoso e potenzialmente mortale quanto un proiettile.
Sono armi in grado di accecare migliaia di rivoltosi in pochi secondi, agendo in maniera simile allo
scanner per i codici a barre in uso nei supermercati.

In base ai programmi per la difesa, l’Esercito degli Stati Uniti avrebbe iniziato a dotare le truppe
di armi laser nel 1995. Il 30 Giugno del 1992 venne pubblicato “The Soldier as a System” (Il soldato
come sistema), dove si dichiarava che: “Il ramo Ricerche e Tecnologia dell’esercito sponsorizzava 42
laboratori e centri di ricerca e sviluppo, impiegando approssimativamente 10.000 scienziati ed
ingegneri. Il budget annuale di 1,3 miliardi di dollari è solo una piccola parte dell’intera spesa
per la ricerca sostenuta dal Dipartimento della Difesa (DoD)”. Del resto, esperti, giornalisti ed
ex-ufficiali dei servizi segreti concordano su un punto: armi cosiddette non-letali esistono già da
tempo e verrebbero impiegate su “bersagli” americani e stranieri, sia in contesti militari che
civili.

Nei primi anni ’90: nelle desolate lande del New Mexico e negli Stati del Michigan e del Texas, un
fenomeno inspiegabile avrebbe sconvolto la tranquilla vita della gente. Qualcosa sembrava pulsare
nei cuori delle persone, qualcosa che tormentava i residenti con insonnie, emicranie, nausee e
disturbi nervosi, che scomparivano “magicamente” non appena ci si allontanava dalla zona
interessata. Il fenomeno divenne noto come “The Sound”, Il Suono. La Fondazione Phoenix, guidata dal
direttore esecutivo Jim Moore, nel 1992 venne convocata dagli abitanti di Taos, una cittadina del
New Mexico, per indagare sull’origine del Sound. Dana Hougland, ingegnere del suono della David L.
Adams Associates Inc. di Denver e membro della Fondazione, intervenne con il proprio equipaggiamento
e dopo attenti rilevamenti identificò il suono come una potente pulsazione a frequenza passante da
17 a 70 hertz. Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha classificato tali
frequenze come “psicoattive”, sottolineandone i pericolosi effetti biologici. Le ripercussioni
furono gravi sia per gli abitanti, sia per i giornalisti di un giornale locale che vennero dissuasi
con minacce telefoniche e lettere minatorie ad insistere da ulteriori ricerche.

Tutti i tentativi di localizzare la fonte del fenomeno, apparso improvvisamente nel Giugno ’91,
fallirono. Il ricercatore Bill Hamilton è convinto dell’esistenza nel sottosuolo degli USA di enormi
basi, dove militari lavorerebbero congiuntamente ad esperimenti segreti. È possibile che tali
installazioni abbiano a che fare con il suono ? In effetti, Moore si accorse, posizionando una mappa
delle aree interessate dal fenomeno su una cartina delle presunte basi sotterranee, che le località
coincidevano quasi perfettamente ! Una, presso Groom Lake [] nel Nevada. Hamilton ritiene che il
governo abbia ideato un’arma – ad onde elettromagnetiche a frequenze estremamente basse (ELF) –
testandola sulla popolazione ignara come possibile strumento di controllo mentale. In base ai
rilevamenti tecnici, il Suono risultava simile in maniera preoccupante al cosiddetto Segnale
Woodpecker: una pulsazione psicoattiva, frutto di studi segreti della guerra fredda, irradiata
globalmente dai Sovietici ad una frequenza di 10 hertz e capace di sconvolgere le comunicazioni via
satellite, i voli aerei e persino il clima.

Qualcosa di molto simile al famigerato “Moscow Signal”, forse usato sull’ambasciata americana di
Mosca fin dal 1963, che provocò un impressionante aumento dei casi di cancro e di anomalie fetali
tra il personale. Due ambasciatori morirono di cancro, ed un terzo, Walter Stoessel, si dimise
perché gravemente ammalato. Fu allora che il presidente Kennedy autorizzò l’Operazione Pandora [],
un’indagine top-secret i cui risultati non sono mai stati divulgati. La Fondazione Phoenix,
attraverso il FOIA, ha ottenuto dalla CIA e dalla DIA (Defense Intelligence Agency) dei documenti
declassificati che provano come gli USA abbiano sviluppato tale tecnologia per usarla come arma “per
plasmare il comportamento umano in maniera consona ai piani della nazione”. Argomentazioni del
genere aprono uno squarcio su una tematica largamente ignorata: i black programs, finanziati
dall’establishment politico militare.

Gravi sintomi neuropatologici

Il 18 Settembre 1990 una ferrea cintura di segretezza si richiuse attorno alle ricerche militari
americane sugli effetti biologici delle radiazioni dei campi elettromagnetici (EMF). Secondo Moore
lo studio in questo settore è stato classificato per “ragioni di sicurezza nazionale”. La Fondazione
Phoenix in anni di ricerche ha costituito un vasto archivio di dati ed informazioni sull’uso
indiscriminato di privati cittadini americani come cavie da laboratorio. Gli esperimenti sui campi
elettromagnetici si sarebbero dunque svolti in tutta la nazione, con disastrose e forse
irreversibili ripercussioni sulla salute pubblica.

Le ragioni della negazione sistematica degli effetti ELF, stando alla Fondazione Phoenix,
risiederebbero nella stretta cooperazione fra militari e industria elettronica. Lo prova un rapporto
della DIA, recentemente declassificato, intitolato “Effetti Biologici delle Radiazioni
Elettromagnetiche nei Paesi Euroasiatici Comunisti”, redatto dall’Agenzia Medica ed Informativa
dell’Esercito nel Marzo 1976. Risulta sconvolgente, nel paragrafo finale del capitolo: “Tendenze,
Conclusioni e Previsioni”, scoprire come tutte le potenziali disastrose conseguenze descritte nel
documento e addossate ai comunisti, in realtà venissero originariamente condotte da Allen Frey –
pionere nella ricerca degli effetti delle microonde sul sistema nervoso e comportamentale. Nel
paragrafo si afferma: “Sebbene non sia stata identificata nessuna attività di ricerca, svolta nei
Paesi euroasiatici comunisti, chiaramente o direttamente collegata ad un programma militare di armi
offensive, gli scienziati sovietici sono perfettamente consapevoli dei possibili effetti biologici
delle radiazioni di microonde a basso livello, applicabili quali armi offensive. La loro ricerca
sulla percezione interiore del suono ha un enorme potenziale di sviluppo quale sistema capace di
disorientare o distruggere gli schemi comportamentali del personale militare o diplomatico; esso
potrebbe venire usato in maniera ugualmente efficace quale strumento per gli interrogatori”.

I Sovietici studiavano quindi i mutamenti psicofisiologici e metabolici, nonché le alterazioni delle
funzioni cerebrali derivanti dall’esposizione a frequenze di radiazioni elettromagnetiche,
rilevandone gli effetti fisiologici. Fra questi, infarto indotto e alterazione della barriera
sangue-cervello: le neurotossine del sangue si incrociano, causando nell’individuo gravi sintomi
neuropatologici e il decesso. Si ipotizza inoltre un legame tra le radiazioni ELF e lo sviluppo
dell’AIDS, in quanto tali radiazioni distruggono il sistema immunitario. Il paragrafo seguente è
ancora più agghiacciante: “Il potenziale per lo sviluppo di una varietà di applicazioni contro la
persona viene suggerito da ricerche pubblicate nell’URSS, nell’Europa dell’Est e in Occidente. Suoni
e probabilmente anche parole che sembrano provenire dal cervello sono in realtà indotti da
modulazioni di segnali a densità elettriche molto basse”.

Armi di sbarramento

Secondo il rapporto DIA i Sovietici avrebbero continuato gli esperimenti nel campo della percezione
del suono e “i risultati di tali ricerche potrebbero avere applicazioni militari qualora i Sovietici
sviluppassero metodi per influenzare o distruggere il comportamento umano”. Nella primavera del 1973
il Dott. Charles C. Sharp ed alcuni suoi colleghi del Walter Reed Army Institute of Research
testarono sul cervello umano la ricezione di messaggi da una trasmissione a impulsi di microonde.
Seduto in un ambiente insonorizzato, Sharp riuscì a riconoscere parole modulate trasmesse attraverso
un audiogramma (rappresentazione grafica delle onde sonore percepibili) emanate all’interno della
stanza ad una frequenza di microonde di circa due gigahertz. Nonostante una porzione del rapporto
sia rimasta segreta, il resto indicherebbe il coinvolgimento degli USA nello sviluppo di tali armi
da diversi anni.

aUno studio pubblicato nel 1972 dall’U.S. Army Mobility Equipment Research and Development Center,
intitolato “Analisi delle Microonde quali possibili Armi di Sbarramento” conclude, testualmente,
così:

Con la tecnologia e l’equipaggiamento attualmente disponibili è possibile approntare un sistema di
sbarramento a microonde, trasportabile su camion, che immobilizzi completamente il personale
militare nemico che si trovi allo scoperto. Esiste un forte potenziale per l’attuazione di un
sistema a microonde capace di rallentare o immobilizzare il personale militare all’interno dei
veicoli. Con l’attuale tecnologia non risulta ancora possibile approntare un sistema a microonde
capace di distruggere il tipo di materiale rinforzato di cui sono costituiti i carri armati.

C’è di più. L’esercito USA, durante la Guerra del Golfo, posizionò potenti sistemi di amplificazione
in pieno deserto “dai quali non usciva alcun suono !”. Circa 20.000 veterani reduci del conflitto
soffrono tuttora dei sintomi causati dall’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche non
ionizzanti: dolori ai denti, alle mascelle e alle giunture, stanchezza cronica, malattie della
pelle, sistema immunitario distrutto e via di seguito.

L’effetto Sechenov

Nei primi anni ’60 la CIA avvicinò il dott. Milton Zaret, un oftalmologo di New York che aveva avuto
accesso ad alcuni incartamenti riservati sul Progetto Pandora, un’indagine, dai risultati ancora
oscuri, riguardante l’irraggiamento di microonde da parte dei Sovietici contro l’ambasciata USA a
Mosca negli anni ’60. Il dottor Zaret fu sottoposto ad una raffica di domande sulle sue ricerche
inerenti le cataratte indotte dall’esposizione a microonde e sul suo parere circa la possibilità di
manipolare il comportamento umano compiendo una sorta di lavaggio del cervello mediante microonde.
In base ai documenti della CIA sugli esperimenti sovietici Zaret stilò un rapporto in cui scrisse:
“Nella ricerca del blocco sovietico sugli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche non
ionizzanti, l’enfasi è posta principalmente sulle aberrazioni neurofisiologiche o comportamentali.
Queste possono essere di tipo inibitorio o eccitatorio; il luogo d’azione primario può essere il
sistema nervoso centrale o periferico e gli effetti potrebbero essere reversibili o irreversibili.
Sebbene i vari rapporti possano sembrare, a prima vista, una massa di dati confusi e contraddittori,
in realtà se ne può trarre uno schema logico, ordinato e significativo.

fattori base da tenere sempre presenti sono:

Le radiazioni di microonde sono di natura elettromagnetica e sono delle radiazioni non ionizzanti
(al contrario delle radiazioni nucleari, che hanno quindi effetti diversi) Il sistema nervoso
funziona come una rete di comunicazione elettronica, normalmente schermata o protetta da campi
elettromagnetici esterni. Quando vengono creati dei campi elettromagnetici straordinari intorno agli
elementi neurali, ciò può produrre delle anomalie neurologiche organiche o funzionali”.

Zaret disse che la ricerca sovietica aveva scoperto che i campi pulsanti (come quelli che appaiono
presso le linee ad alta tensione) erano più efficaci delle radiazioni continue, nel danneggiare gli
schemi del sistema nervoso. “Per quanto riguarda le radiazioni non termiche, essi credono che il
campo elettromagnetico indotto dalle microonde colpisca la membrana cellulare e ciò risulta in un
aumento dell’eccitabilità o in un aumento nel livello di sollecitazione delle cellule nervose. In
caso di una esposizione ripetuta o continuata, l’aumento di eccitabilità porta ad uno stato di
esaurimento delle cellule della corteccia cerebrale. Ciò finisce per produrre l’effetto di
inibizione ‘Sechenov’ che si manifesta con l’eliminazione dei riflessi condizionati positivi ovvero
del comportamento”. Negli studi riguardanti l’effetto dei campi generati dalle linee ad alta
tensione su esemplari di cellule umane, sono stati ottenuti gli stessi risultati.

Strumenti di sorveglianza globale

In un articolo del National Enquirer (22.6.1976), si legge che fin dal 1973 la Advanced Research
Projects Agency (ARPA) aveva sponsorizzato un progetto per la realizzazione di una macchina in grado
di leggere la mente a distanza, decifrando le onde magnetiche del cervello. Uno scienziato dichiarò
che l’obiettivo finale del programma era quello di esercitare il controllo sul cervello umano,
studiando i vari aspetti del problema. Aspetti che sono stati analizzati al Massachusetts Institute
of Technology, all’Università di New York, all’Università della California di Los Angeles ed al
National Aeronautics and Space Administration’s Ames Research Center della base aerea militare di
Moffett in California.

Il 19 Novembre 1976, in una lettera scritta da Robert L. Gilliat (Assistente Generale e Consigliere
per la Salute, le Potenzialità Umane e gli Affari Pubblici del Dipartimento della Difesa) e
pubblicata nel libro di Paul Brodeur “The Zapping of America”, il Governo conferma che tale macchina
esiste effettivamente: “Come dichiarato nella mia precedente lettera del 12 Novembre 1976, le
informazioni che ho ricevuto dall’Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata sostengono che la
macchina in questione esiste, ma non è in realtà capace di leggere le onde cerebrali di chiunque,
bensì solo dei volontari che collaborano alla sperimentazione con tale apparecchio, nei vari
laboratori coinvolti nella ricerca”. Ma quali certezze, si domanda Moore, hanno gli Americani che
questo congegno venga utilizzato dal governo solo su persone consenzienti e non come cavie da
laboratorio completamente all’oscuro ? Le implicazioni sono sconvolgenti. È tecnologicamente
possibile che l’intera rete elettrica della nazione sia stata e venga tuttora usata non solo come
mezzo di controllo mentale “conformemente ai piani nazionali” (come dichiarato in un documento
top-secret sottoposto dall’ex Direttore della CIA, Richard Helms, alla Commissione Warren
sull’assassinio Kennedy, nel 1964) ma anche come strumento di “sorveglianza” nazionale.

È forse irrazionale credere che tale arma possa essere utilizzata su scala mondiale e sull’intera
popolazione ignara ? William Bise, direttore del Pacific Northwest Center for the Study of
Non-Ionizing Radiation di Portland (Oregon), ha redatto un intrigante rapporto intitolato “Risposta
del sistema nervoso umano alle interferenze da frequenze radio indotte” nel quale descrive alcuni
esperimenti condotti su volontari. Ne risulta che reazioni del sistema nervoso umano possono essere
indotte non solo tramite frequenze radio a modulazione pulsante, ma anche attraverso onde continue a
livelli di energia sostanzialmente inferiori a quelli esistenti in ambiente urbano.

Non è quindi possibile ignorare l’esistenza di una ennesima e potenziale minaccia. Una “nuova”
varietà di spionaggio e sabotaggio politico-militare ed industriale teso al condizionamento e
all’assassinio selettivo, a profonde ed insidiose invasioni della privacy, a pratiche totalitarie
nell’educazione delle masse con conseguenti e disastrose alterazioni del sistema psichico ed
ecologico.

In poche parole, al controllo e alla sottomissione totale dell’essere umano, insita nel disegno del
Nuovo Ordine Mondiale tanto caldeggiato dai suoi fautori.

Data articolo: giugno 2007
Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com

Ecco un link che prova come il Progetto Pandora è adoperato anche nelle carceri italiane:

Progetto Pandora
www.ristretti.it/areestudio/territorio/vari/pandora.htm

Condividi:

Lascia un Commento: