Parkinson: con la musicoterapia i pazienti riprendono a camminare

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Parkinson: con la musicoterapia i pazienti riprendono a camminare

Pubblicato da Paola Perria in Malattie, Medicine Alternative, News Mediche.

Lunedì, 16 Maggio 2011.

Parliamo di Parkinson e di terapie mirate al rallentamento dei sintomi, soprattutto per quanto
riguarda i problemi di deambulazione e la rigidità muscolare. Secondo quanto scoperto e sperimentato
dai ricercatori dellUniversità di Munster, la musicoterapia sarebbe davvero molto efficace come stimolo per far muovere e camminare i pazienti colpiti dal morbo.

In pratica, il segreto starebbe nel ritmo, che agisce a livello neurologico come riflesso
condizionato, permettendo a persone colpite da improvvisi irrigidimenti, che quindi tendono ad immobilizzarsi, a riprendere la propria mobilità.

Come provato dai medici, anche quando un paziente colpito dalla malattia di Parkinson rimane rigido
e apparenetemente paralizzato, quando sente la musica comincia a ballare. A spiegare il meccanismo è
stato il dott. Klaus Von Wildt, docente di Neurochirurgia e Neuroriabilitazione dellUniversità tedesca di Munster, che ha coordinato lo studio.

Lo specialista fornisce anche un consiglio su come deve comportarsi lammalato di Parkinson quando
si ritrova colpito da irrigidimento in situazioni in cui la musica non è prevista. In strada, ad
esempio, o in altri ambienti, secondo il dott. Von Wildt sarebbe sufficiente cominciare a contare.
Sicuramente, per quanto riguarda la musicoterapia, non solo è facilmente attuabile a casa, ma probabilmente potrebbe fungere anche come stimolo positivo per lumore.

Il morbo di Parkinson, come sappiamo, è una malattia degenerativa cronica e progressiva del sistema
nervoso centrale. Al momento non esistono cure che permettano di guarire da questa patologia che, di
solito, colpisce dopo i 65 anni di età (anche se non mancano i casi giovanili), ma solo delle terapie che permettono di rallentare il progresso e lintensità dei sintomi.

da salute.pourfemme.it

Musica per far camminare parkinsoniani

Il segreto nel ritmo, lo dice esperto universita’ di Munster

15 maggio, 18:51

(ANSA) – BRESCIA, 15 MAG – Anche il malato di Parkinson, quando ha improvvise rigidita’ muscolari,
con la musica riprende a muoversi e a camminare. Il segreto e’ nel ritmo. Parola di Klaus Von Wildt,
docente di Neurochirurgia e Neuroriabilitazione all’Universita’ di Munster. I pazienti che hanno
rigidita’ che a volte li immobilizza, al suono di un ritmo ballano. Per quelli che si irrigidiscono
mentre sono per la strada e non possono piu’ camminare, il suggerimento e’ di mettersi a contare.

Tamburo e metronomo i migliori strumenti ‘ritmici’

Musicoterapia per i malati di Parkinson

Ottavo Simposio su riparazione e rigenerazione del midollo spinale a Brescia

da voceditalia.it

Brescia – Il segreto è nel ritmo: secondo recenti studi condotti da Klaus Von Wildt, docente di
neochirurgia e neuroriabilitazione all’Università di Munster, anche il malato di Parkinson, quando è
colto da improvvise rigidità muscolari, con la musica può riprendere a muoversi e a cammina. Von
Wildt è intervenuto all’ottavo Simposio internazionale sulla riparazione e rigenerazione
sperimentale del midollo spinale, organizzato dalla Fondazione Brunelli a Brescia.

‘Il rapporto fra musica e mente”, spiega Wildt, “non e’ nuovo, basti pensare alla ‘ninna nanna’ che
calma e fa addormentare i neonati. Nuovo e’ il fatto che oggi ci se ne serve per curare. Perche’ si
e’ scoperto che la musica ha un percorso proprio per raggiungere il cervello, e’ la sola lingua che
riesce a dare emozioni. Per questo e’ importante considerare la musica a scopo terapeutico. ‘musicoterapia”.

Il professore parla pero’ della musica intesa come ritmo: “Prima il ritmo”, dice, “poi la melodia,
infine la parola, che non ha lo stesso effetto, perche’ e’ una forma musicale diversa e piu’
complessa’. Lo strumento musicale migliore e’ dunque quello che meglio segna il ritmo, ovvero il tamburo.

“O anche il metronomo”, suggerisce Wildt; “Infatti, quelli che hanno difficolta’ di deambulazione,
con l’uno-due del metronomo riescono a camminare. Anche il parkinsoniano trova benefici dal ritmo.
Questi pazienti che hanno rigidita’ che a volte li immobilizza, al suono di un ritmo ballano. Per i
pazienti che si irrigidiscono mentre sono per la strada e non possono piu’ camminare, il suggerimento e’ di mettersi a contare. E cominciano a muoversi’.

‘Del resto”, ricorda ancora il neurorianimatore tedesco, “la musica raggiunge tutti: il paziente in
coma sorride e piange quando gli viene fatta ascoltare la musica che in qualche modo lo riguarda. La
musica di Mozart tranquillizza il feto perche’ ha un ritmo simile a quella del cuore della mamma. E
quando il bambino nasce, impara a riconoscere il suono della voce della mamma da quello della voce di tutte le altre donne. Questo perche’ la musica e’ dentro di noi’.

Antonella Muroni

15/5/2011

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