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Ops… GLI ORBS

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[ 3 minuti di lettura ]

Ops… GLI ORBS

di Hope Mead

Molti di noi avvertono che c’è qualcosa di più, riguardo all’esistenza, di quanto non si riesca a
percepire facilmente con i nostri occhi

Quando ci ritroviamo in territori nuovi, abbiamo bisogno di strumenti che ci aiutino a navigare ed
esplorare il nostro nuovo paradigma dell’esistenza. Esistono dei mezzi a noi noti che ci consentono
di conoscere la natura della vita, come la meditazione, lo yoga, la preghiera e il digiuno.

Ma non avrei mai immaginato che la mia fotocamera digitale diventasse un simile strumento,
permettendomi di catturare in una fotografia un barlume di una realtà più grande che è possibile
sbirciare attraverso il velo del nostro tridimensionale nonché limitato modo di vedere.

Le macchine fotografiche (specialmente quelle digitali) riescono ad immortalare dei fenomeni che
esistono in diverse parti dello spettro della luce ma che normalmente non sono visibili ad occhio
nudo. Questi fenomeni si manifestano in forme diverse, ma ciò che più comunemente appare nelle
fotografie sono degli aloni luminosi e tondeggianti noti come orbs o sfere di luce.

Ho scoperto gli orb per la prima volta sei anni fa e ne sono rimasta immediatamente affascinata e
incantata. Dopo aver scattato più di 20.000 immagini che ritraevano le sfere di luce, ho compreso
chiaramente che c’è come una forma di coscienza più elevata che viene coinvolta in questi fenomeni e
che essi sono attratti da una forte vibrazione di energia.

Gli orb per molti anni sono stati fotografati nelle vicinanze di luoghi sacri ma ora si stanno
mostrando ovunque. Li ho visti brulicare in foto scattate dove si suona musica dal vivo, oppure
scattate a dei bambini che stanno ridendo o ad un gruppo di amici che si ritrova. Appaiono in massa
quando qualcuno pratica la meditazione o invia loro amore. Li ho immortalati nella natura così come
in alcune sale conferenze. La loro maggiore ricorrenza dipende dalla presenza di una forte emozione,
sia che si tratti di gioia, amore, beatitudine o afflizione.

Molti di noi avvertono che c’è qualcosa di più, riguardo all’esistenza, di quanto non si riesca a
percepire facilmente con i nostri occhi. Viviamo in un mondo in cui la convinzione “vedere per
credere” ha negato l’accesso alla realtà di altri mondi e dimensioni invisibili e non ancora del
tutto spiegati. Questa è una delle ragioni per cui il fenomeno degli orb è così entusiasmante –
siamo davvero in grado di vedere l’invisibile.

Potete verificarlo voi stessi facilmente con una fotocamera digitale. Cercate un luogo sacro o che
vi sembra particolarmente gioioso – una chiesa, un luogo di guarigione spontanea, una festa
all’aperto, una celebrazione, un posto in mezzo alla natura – ovunque si possano avvertire delle
vibrazioni o dell’energia gradevole. Riunitevi con un gruppo di amici e potrete per esempio cantare
e suonare, questo funziona bene poiché la musica riesce a introdurre frequenze più elevate.
Assicuratevi di usare il flash in quanto sembra sia più facile vedere gli orb con il suo supporto.

Scattate le foto al tramonto o quando è già buio. Sono stati immortalati degli orb anche alla luce
del giorno, con o senza flash, ma ciò è raro. Fate in modo che i soggetti si trovino in fondo nella
cornice dell’inquadratura. Siate preparati a scattare e scattare ripetutamente (è facile con la
fotocamera) ed a visitare più volte il luogo scelto per l’esperimento.

Una piccola percentuale di persone riesce vedere gli orb ad occhio nudo, ma normalmente è grazie al
mezzo fotografico che possono essere rilevati. Cosa più importante, è attraverso i nostri cuori che
li percepiamo.

Hope Mead, l’autrice di questa testimonianza, ha dedicato la sua vita ad esplorare l’interazione tra
lo spirito e la forma attraverso la fotografia, la danza, la crescita spirituale e… scrivendo
testi musicali. Ha prodotto Orbs: the veil is lifting (orb: il velo è tolto ndt) il primo
lungometraggio che riunisce scienziati, maestri spirituali ed esperti del fenomeno orbs.

Fonte: www.greatmystery.org

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