Olofonia, Musica dell’Anima

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riceviamo e trasmettiamo un articolo interessante di un nostro collaboratore:

Olofonia, Musica dell’Anima.

di Gianfranco Maurizio Pisano, psichiatra e psicoterapeuta

A metà degli anni ’70, in piena era analogica, capii quanto fosse importante la riproduzione sonoro
musicale per un ottimo coinvolgimento ambientale del nostro sistema sensoriale. Da studente di
medicina ma anche da musicista pluristrumentista mi appassionai a pensare che la qualità e la
brillantezza del timbro sonoro sarebbe risultata piu’ godibile alla nostra percezione se avessimo
aggiunto la direzionalità e quindi la spazialità del suono stesso. Mi misi a costruire una testa
artificiale, dalle sembianze molto umane, curandone particolarmente l’orecchio come organo deputato
e, nella fattispecie il padiglione auricolare, il meato acustico esterno fino ad una piccola capsula
microfonica collocata al posto della membrana timpanica. Con il supporto di una normale piastra di
registrazione, il risultato fu davvero strabiliante: feci indossare una cuffia stereofonica a
familiari, parenti ed amici, e pregandoli di tenere gli occhi chiusi, parlavo loro da questa testa
artificiale mentre potevo essere ascoltato davanti, dietro, in alto e in basso. Quindi non soltanto
stereofonia ma un sistema di ascolto completo e nitido: l’ olofonia (dal greco olos = tutto e phonè
= voce). Fu allora un lungo periodo di grande produzione di effetti sonori olofonici tant’è che me
ne andavo all’alba a registrare gli insetti che si sfregavano le ali o passavo ore tra i ruscelli
collinari oppure tra voci di marinai e suono del mare alle spalle. Decisi, cosi, di utilizzare
questa invenzione in medicina.

Negli anni ’80, dopo un breve periodo nel Karthoum Hospital in Sudan di cui conservo pochissime
tracce d’archivio, il mio essere e ritrovarmi in psichiatria mi porto’ nuovamente in Calabria dove
continuai a coltivare questo archivio sonoro sottoponendo chiunque volesse al piacere dell’olofonia.

Negli anni ’90 l’applicazione clinica dell’olofonia vantava una metodologia applicativa prodotta
dapprima con l’ARCMO (Associazione Regionale Calabrese di Musicoterapia in Olofonia) dall’Ospedale
di Soverato, ad altri Ospedali Pubblici e Privati calabresi, ed in seguito con il MASI
(Mediterranean Association for Sound Industry). Richieste di collaborazione furono concesse ad
organizzazioni onlus, case discografiche, istituti di ricerca ed universitari sia italiani che
esteri mentre l’applicazione della metodologia olofonica ARCMO produceva alcune tesi di laurea con
l’istituto di psicologia fisiologica della facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza di
Roma.

Quest’ultimo presidio metteva in luce, attraverso l’olofonia, la vadilità del potenziamento del
messaggio nervoso acustico, con conseguente normalizzazione del tono dell’umore, in un’area del
nostro cervello corrispondente al sistema limbico-diencefalico: l’area piu’ bersagliata, dalla
psicobiologia e dalla psicofarmacologia, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il mio lavoro, per la mia parte, è quello di insistere affinché in Italia vengano riconosciute le
medicine non piu’ -definite- alternative ma complementari, come è appunto la tecnica della
Musicoterapia Olofonica.

Oggi, in era digitale, possiamo pienamente affermare di aver avuto facilitato il nostro compito e
noi addetti a questa metodologia vogliamo andare oltre il sorriso del bimbo autistico, della
ricostruzione prepsicotica e della ripresa di coscienza del soggetto anoressico. Vogliamo, come
sempre, essere alimentati dalle emozione e dai sentimenti – perché questo è il nostro campo- per
aiutare le persone ad uscire dalla psichiatria. Forse per sempre.

Dr.Pisano, Osp. Civ. Chiaravalle 0967999118
www.musicolofonica.it olofonica@tiscalinet.it

Approfondimento sul sito www.marcostefanelli.com/olofonia

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