Musica rock: la creazione della controcultura

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Musica rock: la creazione della controcultura

Tratto da “Le Radici Sataniche del Rock”, Collana Quaderni San Giorgio

L’anno 1967 segnò una significante intensificazione nell’aperta guerra culturale contro la gioventù
americana. Quell’anno vide l’inizio dei concerti di massa dal vivo. Nei due anni successivi, oltre
quattro milioni di giovani si recarono a quasi una dozzina di questi festival, divenendo le vittime
del progetto su larga scala per la sperimentazione di sostanze stupefacenti. Droghe allucinogene che
distruggono la mente come il PCP, l’STP e l’LSD (già pubblicizzata dai Beatles), vennero liberamente
distribuite durante questi concerti. Questi milioni di partecipanti sarebbero poi tornati alle loro
case per divenire i messaggeri e ì promotori della nuova cultura della droga, o, se si preferisce,
di quella che venne poi chiamata la «Nuova Era».

Il primo festival rock, The First Annual Monterey International Pop Festival, registrò la presenza
di oltre 100.000 giovani. Il vero scopo del Monterey Pop era la diffusione più estesa possibile di
un nuovo tipo di droghe, classificate con il nome di «psichedeliche» o «allucinogene», come l’LSD. A
Monterey, migliaia di adolescenti vennero iniziati alle nuove droghe allucinogene. La prima
sperimentazione dell’LSD cominciò all’inizio degli anni ‘60 nella sezione Haight-Ashbury di San
Francisco. Il progetto fu avviato congiuntamente da un’unità operativa della CIA e dei Servizi
segreti britannici con il nome in codice «MK-Ultra». Parte del progetto prevedeva la distribuzione
di oltre 5.000 compresse attraverso una nota comune conosciuta con il nome di «Ken Kesey’s Merry
Pranksters».

Ciò permise lo studio ravvicinato degli effetti collaterali di questa droga. Ken Kesey, un sedicente
«poeta» già condannato per droga, divenne famoso perché girovagava su e giù per la California con la
sua comune – i Merry Pranksters («allegri burloni») – a bordo di un autobus interamente dipinto
distribuendo LSD mescolata a Kool Aid per non destare sospetti nel consumatore. L’effetto prodotto
dall’LSD sul consumatore è di farlo diventare psicotico ed incapace di distinguere la realtà dalle
allucinazioni indotte dalla droga. A causa di questa psicosi – detta anche «bad trip» («cattivo
viaggio») – molti si suicidarono. Se poi un individuo assume LSD senza esserne a conoscenza, le
capacità della droga di produrre allucinazioni vengono amplificate, e di solito causano nella
vittima un danno cerebrale permanente.

L’organizzatore del festival pop di Monterey fu John Phillips, un membro del quartetto rock Mamas &
Papas. Phillips, come più avanti vedremo, era uno spacciatore di droga fortemente legato alla rete
di satanisti che facevano capo a Charles Manson e al regista Roman Polanski. Phillips nominò un
consiglio di amministrazione per promuovere e finanziare il concerto. Dietro ai membri del consiglio
si muovevano alcune spie operative britanniche e i satanisti. Il consiglio comprendeva Andrew
Oldham. (il manager dei Rolling Stones), il leader degli Stones Mick Jagger, il beattle Paul
McCartney, e l’amico di Phillips e noto produttore discografico Terry Melcher, figlio dell’attrice
Doris Day. Il concerto, che prevedeva l’allestimento di un enorme ed innovativo impianto di
amplificazione per esterni, venne condotto da Phillips.

Per la prima volta, un pubblico americano assistette all’esibizione di gruppi inglesi così
apertamente demoniaci come The Who e Jimi Hendrix. Alla fine del loro spettacolo, il gruppo The Who,
in preda alla frenesia causata dalla droga, distrusse tutte le chitarre, gli amplificatori e la
batteria. Sul palcoscenico Hendrix simulò la masturbazione con la sua chitarra, suonando ad un
livello di volume tale da danneggiare l’udito dei presenti. Il consumo di droga fu massiccio e
aperto. Lo scrittore Robert Santelli, nel suo libro Aquarius Rising «L’Acquario nascente»), scrive:
«A Monterey c’era LSD in abbondanza. Pasticche di “Monterey Purple” vennero letteralmente
distribuite a chiunque volesse sperimentarne un po’». La polizia non operò arresti, creando cosi un
precedente per i futuri concerti dal vivo.

In realtà, tutto faceva parte di un disegno più vasto. Il piano era collegato all’altro progetto
denominato MK-Ultra, e prevedeva il coinvolgimento dei satanisti legati a Phillips, oltre ad agenti
come Ken Kesey e Timothy Leary (1920-1996). Il piano era di trasformare la vicina San Francisco in
una riserva di caccia, reclutando in massa e pervertendo la gioventù fuggita di casa. Anni prima,
Phillips aveva scritto la musica di una canzone intitolata San Francisco, che aveva venduto qualcosa
come 5 milioni di dischi. Il brano invitava la gioventù di tutto il Paese a recarsi a San Francisco,
«with flowers in their hair» («con i fiori tra i capelli»). Esso divenne il grido di guerra di
decine di migliaia di giovani che invasero San Francisco nell’estate del 1968 per unirsi al neonato
movimento «hippie», detto impropriamente «summer of love» («estate dell’amore»). Alcuni di questi
giovani divennero le prede per i sollazzi di Charles Manson, che scelse le persone da reclutare
nella sua sètta «farniglia» esclusivamente tra i giovani scappati di casa.

L’era dell’Acquario
Il più grande concerto dopo il Monterey Pop, il Woodstock Music and Art Fair, sarebbe stato ciò che
la rivista Time celebrò come un «Aquarian Festival» («festival Acquariano») e come «il più grande
evento» della Storia. Il termine «acquariano» era stato scelto attentamente. L’inizio dell’«Era
dell’Acquario» sottintende che «L’Era dei Pesci», quella di Gesù Cristo, è giunta al termine.

A Woodstock, una piccola cittadella situata nei dintorni di New York, quasi mezzo milione di giovani
si radunò in una fattoria per drogarsi e lavarsi il cervello. Le vittime vennero isolate, immerse
nel sudiciume, ingozzate di droghe psichedeliche e tenute sveglie per tre giorni interi, e tutto
questo con la complicità dell’FBI e degli agenti governativi. La sicurezza per il concerto era stata
affidata ad un hippie addestrato nella distribuzione in massa di LSD. Ancora una volta, l’iniziativa
sarebbe partita dalle reti dei Servizi segreti britannici. Woodstock fu una trovata di Artie
Kornfeld, il direttore della Contemporary Projects Division, una sezione della Capitol Record. Il
finanziamento originale proveniva da uno degli eredi di una grande compagnia farmaceutica con sede
in Pennsylvania, un certo John Roberts, e da altri due partners. La droga psichedelica LSD era stata
sintetizzata per la prima volta da un’altra prestigiosa casa farmaceutica situata in Svizzera: i
Laboratori Sandoz. Tempo dopo, Roberts venne accusato di aver usato la sua compagnia per drogare
l’enorme folla degli astanti al concerto. Fu necessario approntare piccoli e adeguati preparativi
per accogliere il mezzo milione di persone che stava arrivando.

Joel Rosenman, uno dei tre partners, descrive in questi termini la situazione pochi giorni prima
dell’evento: «Cibo ed acqua avrebbero evidentemente scarseggiato, i servizi igienici sarebbero stati
assolutamente insufficienti, ma la droga sarebbe stata sovrabbondante. Tuttavia, l’aspetto peggiore
era costituito dal fatto che non era possibile garantire a chi lo desiderasse la possibilità di
andarsene». Sedere sui propri escrementi faceva parte del piano, come scrisse scherzosamente John
Roberts: «Distribuiremo banane all’entrata per accontentare i nostri clienti abituali». Una comune
di hippies denominata «Hog Farm») («allevamento di maiali») ebbe un ruolo speciale a Woodstock. Essa
era alle dipendenze di un tale soprannominato «Wavy Gravy» («salsa ondeggiante») il cui vero nome
era Hugh Romney, che era stato uno dei primi membri che avevano partecipato all’operazione MK-Ultra
di Ken Kesey, alla comune Werry Pranksters». Comuni come la «Hog Farm» erano situate nelle zone più
remote della California e servirono come terreno fertile per le sètte sataniche e per i gruppi di
terroristi.

I membri di queste comuni cambiavano continuamente spostandosi in altre comuni e costituivano il
terreno di reclutamento per The Process Church e per Manson. Una hippie della «Hog Farm», Diane
Lake, era anche un membro della Family di Manson al tempo del massacro di Sharon Tate e dei suoi
ospiti. Il 14 agosto, un giorno prima della prevista apertura, l’intero servizio di sicurezza del
festival, che comprendeva 350 agenti fuori servizio della città di New York, se ne andò. Un
portavoce della polizia di New York sostenne che non era mai stato fatto alcun accordo ufficiale con
le forze dell’ordine della città, un’affermazione che gli organizzatori del festival smentirono in
modo veemente. In un articolo apparso sul New York Times, il 15 agosto 1969, il responsabile per la
sicurezza di Woodstock intervistato disse: «Attualmente qui non c’è più nessuna sicurezza. Sono
senza parole. Stiamo per assistere al più grande raduno di ragazzi che si sia mai verificato in
questo Paese senza alcuna protezione da parte della polizia». Com’era dunque prevedibile, il
servizio di sicurezza venne affidato alla comune «Hog Farm».

Il finanziatore e direttore di Woodstock John Roberts ammise apertamente di essere perfettamente
consapevole del collegamento esistente tra la «Hog Farm» e la distribuzione della droga. Egli
scrisse: «Il loro compenso comprendeva unicamente le spese di andata e ritorno dal Festival. Si
trattava di una forza di pace che guardava, parlava ed annusava – per così dire – la folla cercando
di apparire allo stesso tempo come altamente credibili ed estremamente efficaci; ma, soprattutto,
essi erano esperti in fatto di droga, riconoscendo un buon acido da uno cattivo, i buoni “trip” da
quelli scadenti, i buoni farmaci dal veleno, ecc…». In quel periodo, la «Hog farm» viveva sulle
montagne del New Mexico. Roberts noleggiò un Boeing 727, al prezzo di 17.000 dollari, e trasportò
100 di essi a New York.

Per sgombrare da ostacoli la parte finale del percorso del progetto, che prevedeva l’intossicazione
da droga di mezzo milione di giovani, il Procuratore Distrettuale della zona in cui doveva avvenire
il concerto si accordò privatamente con gli organizzatori assicurando che non ci sarebbero stati né
arresti, né querele per le violazioni delle leggi sulla droga. Scrive Roberts: «Il Procuratore
Distrettuale [ … ] si accorse ben presto che molti dei nostri “clienti” stavano facendo consumo di
droghe illegali, ma si avvide anche del fatto che tale consumo sarebbe stato l’ultimo dei problemi
che avremmo dovuto affrontare in quel fine settimana. Egli perciò ci agevolò volentieri e fu molto
comprensivo per tutta la durata del concerto». Roberts scrive anche che si incontrò continuamente
con gli agenti dell’FBI fino al giorno prima dell’inizio del concerto, ed ebbe la loro piena
collaborazione.

Ha inizio l’esperimento
Due giorni prima dell’inizio del concerto, 50.000 ragazzi erano già arrivati a Woodstock. La droga
cominciò a circolare immediatamente. Molte persone avevano portato con sè i loro bambini, e
anch’essi – scrive Roberts – vennero drogati. Sempre Roberts narra che nel vicino White Lake «i
bimbetti nuotavano nudi, fumavano l’erba ed erano presi dalla musica». Un sondaggio condotto al
festival dal New York Times rivelò che il 99% dei partecipanti fumava marjiuana. I vice dello
sceriffo locale, totalmente incapaci di fare fronte a quella situazione, raccontarono in seguito che
nessuno degli arresti effettuati venne fatto per l’uso di droga.

Il New York Times del 17 agosto riportò questa frase di un deputato: «Se li avessimo arrestati, non
sarebbero bastate nemmeno le prigioni di Sullivan e delle tre vicine contee». L’uso di marjiuana non
fu la cosa peggiore. Seguendo il disegno originale del progetto MK-Ultra, iniziò la distribuzione
massiccia di LSD, in gran parte diluita nella Coca-Cola, come i Pranksters di Kesey avevano fatto
cinque anni prima. Roberts racconta in tono scherzoso il seguente fatto: «Ad un poliziotto
particolarmente irritante […] fu data da bere della Coca Cola corretta con LSD mentre dirigeva il
traffico. Dopo un po’ di tempo, tutte le automobili della zona erano aggrovigliate in un ingorgo
gigantesco. Alla fine lo portarono via». Nei tre giorni successivi, il quasi mezzo milione di
giovani che arrivarono furono sottoposti ad un incessante bombardamento di droga e di musica rock. A
causa delle piogge torrenziali che si abbatterono, essi furono costretti ad affondare nel fango fino
al ginocchio. Non c’era modo né di ripararsi né di andarsene via. Le macchine erano rimaste
parcheggiate ad una distanza di circa 14 chilometri .

Scrive Rosenman che la chiave dell’«esperimento di Woodstock» fu nel far sì che «i musicisti
suonassero giorno e notte […] e nel tenere i ragazzi come paralizzati». Secondo le autorità
mediche, nelle prime 24 ore, oltre 300 persone si sentirono male. La diagnosi fu chiara: avevano
avuto dei «cattivi viaggi» da LSD. Nel giro di poche ore, migliaia di giovani li avrebbero seguiti.
Il 17 agosto, il New York Times riportò la seguente notizia: «Questa notte, un annunciatore del
festival avvertì dal palcoscenico che una partita di “acido malamente confezionato» era finita in
circolazione. Egli aggiunse: «Non state prendendo dell’acido avvelenato. L’acido non è veleno. Si
tratta solamente di acido non preparato correttamente. Non state per morire. Sappiate dunque che se
pensate di aver preso del veleno, ciò non corrisponde al vero. Ma se avete paura di sentirvi male
prendete solo metà pasticca». Questo consiglio («prendete solo metà pasticca»), fornito a quasi
500.000 persone, fu dato nientemeno che dall’agente MK-Ultra «Wavy Gravy». A causa della crescente
emergenza medica, fu necessario richiedere l’intervento del personale medico della vicina New York.
Oltre 50 tra medici e infermieri arrivarono in aereo. Alla fine del concerto di Woodstock si parlò
di 5.000 casi di persone che avevano dovuto ricorrere a cure mediche.

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