Le contrazioni addominali attivano una “pompa idraulica” che favorisce il movimento del cervello nel
cranio e il flusso del liquido cerebrospinale.
3 maggio 2026 – Elisabetta Intini
L’elenco dei motivi che rende l’esercizio fisico un toccasana per il cervello si arricchisce di una
nuova, insospettabile ragione: le contrazioni addominali attivano un sistema di pressione idraulica
che facilita la circolazione del liquor, il fluido cerebrospinale in cui il cervello è immerso e che
ripulisce quest’organo dalle tossine.
Lo sostiene uno studio pubblicato su Nature Neuroscience, che ha trovato in una serie di vene una
connessione meccanica inaspettata tra la cavità addominale e il cervello.
Secondo l’analisi, le contrazioni addominali comprimono i vasi sanguigni connessi al midollo spinale
e al cervello. Il sangue esercita una lieve pressione meccanica che fa muovere dolcemente il
cervello all’interno della scatola cranica, e questo movimento facilita il fluire del liquido
cerebrospinale all’interno e attorno al cervello. Che si ripulisce, come una spugna sporca che venga
risciacquata.
Dunque, il flusso di liquor nel cervello, indispensabile per la rimozione di prodotti metabolici
dannosi e la prevenzione di malattie neurodegenerative, potrebbe essere strettamente collegato al
movimento del corpo.
Fatti più in là!
I ricercatori coordinati da Patrick Drew, neurochirurgo e ingegnere biomedico dell’Istituto di
Neuroscienze della Pennsylvania State University, hanno usato due tecniche di imaging avanzato per
visualizzare lo spostamento del cervello in topi che si apprestavano a eseguire un movimento, ma che
ancora erano fermi: la semplice contrazione dei muscoli addominali necessaria per innescare un
movimento ha messo pressione al plesso venoso vertebrale, una rete di vasi che si estende lungo la
colonna vertebrale, causando un cambio di posizione del cervello all’interno del cranio.
Lo stesso spostamento è stato ottenuto quando i ricercatori hanno applicato a mano una leggera
pressione controllata sull’addome di topi leggermente anestetizzati. Il cervello è tornato nella
posizione originaria al rilascio della pressione.
Vedere l’invisibile
La microscopia a due fotoni ha permesso di seguire il processo nei tessuti dei topi con immagini ad
alta risoluzione, mentre la tomografia micro-computerizzata ha fornito immagini in 3D ad alta
risoluzione degli organi dei roditori. In seguito, simulazioni computazionali del movimento dei
fluidi hanno spiegato come il liquido cerebrospinale venga sospinto, grazie alla pressione
esercitata, attraverso le pieghe del cervello, proprio come l’acqua finisce nei pori di una spugna.
Non è necessario che movimenti, essenziali per ripulire il cervello dalle tossine, siano faticosi:
sono quelli innescati da una semplice camminata o da una contrazione addominale presente in
qualunque, anche minimale, routine di allenamento.
www.nature.com/articles/s41593-026-02279-z
da focus.it

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