Metodo Pantellini: l’ascorbato di potassio in oncologia

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Metodo Pantellini: l’ascorbato di potassio in oncologia

L’efficacia del metodo Pantellini, ovvero l’utilizzo di ascorbato di potassio con ribosio, per la cura dei tumori e delle malattie degenerative

di Alessandro Silva – 21/11/2012

>> http://goo.gl/9drSL

Un cerchio si chiude questo è stato il titolo del convegno internazionale promosso dalla
Fondazione Valsè Pantellini dove vari esperti sono intervenuti per presentare gli studi più recenti
e i traguardi raggiunti con l’applicazione della metodica messa a punto dal dottor Pantellini, ossia
la somministrazione di ascorbato di potassio e ribosio, nel campo delle malattie degenerative,
soprattutto in ambito oncologico. L’ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C non
tossico e privo di effetti collaterali. È oggetto di studio il trattamento con ascorbato di potassio
associato al D-ribosio, uno zucchero, per la protezione di cellule e tessuti dallo stress ossidativo
e per limitare la riproduzione incontrollata tipica delle cellule tumorali maligne.

Il cancro: una malattia multifattoriale

Il cancro è una malattia antica visto che se ne trovano tracce in reperti fossili di dinosauri. Fin
dalla loro nascita, le terapie curative sono state improntate all’uccisione della cellula tumorale,
con il pesante effetto collaterale connesso all’abbattimento della qualità di vita per l’alta tossicità delle sostanze somministrate.
Come riporta il dottor Guido Paoli, le mutazioni genetiche responsabili dell’insorgenza del cancro
e di altre malattie degenerative sono una conseguenza indiretta di danni ossidativi che coinvolgono
la membrana cellulare e i mitocondri. Questi danni sono interpretati dal cervello della cellula,
il suo nucleo, come una spinta alla mutazione del proprio patrimonio genetico per adattarsi all’ambiente che sta mutando.
Inoltre, l’insorgenza del cancro è dovuta alla combinazione di più fattori scatenanti (inquinamento,
stress, radiazioni, predisposizione genetica) ognuno dei quali non è correlato all’altro. Per questo
non esiste un’unica molecola che possa contrastare la proliferazione incontrollata delle cellule
tumorali. In tale ottica si inserisce l’uso combinato dell’ascorbato di potassio ed il D-ribosio il
quale, da una parte mantiene le corrette concentrazioni elettrolitiche nelle cellule sane e,
dall’altra, limita o esaurisce le risorse energetiche delle cellule tumorali, favorendo l’eliminazione di glucosio, per creare un ambiente ostile.

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Tumore, stress ossidativo e ascorbato di potassio

Uno dei meccanismi coinvolti nello sviluppo di un tumore è lo stress ossidativo che genera delle
specie reattive dell’ossigeno capaci di danneggiare sia il DNA che altre strutture cellulari spiega
il dott. Massimo Fantini, dell’Università degli studi Roma 2-Tor Vergata. Sono numerosi gli studi
scientifici a riguardo che provano, in particolare, un danneggiamento della pompa sodio/potassio,
una sorta di canale che attraversa la membrana cellulare da parte a parte. L’alterata attività di
questa pompa provoca uno squilibrio nel trasporto del sodio e del potassio che, a sua volta, causa
un aumentato ingresso di glucosio nella cellula con un incremento della respirazione cellulare e una
proliferazione incontrollata. Anche il ruolo dello ione potassio (K+) e del D-ribosio sono noti: il
D-ribosio partecipa alla produzione di energia nella cellula oltre ad essere il precursore di alcuni
amminoacidi mentre il potassio è coinvolto in molti processi tra i quali il mantenimento del
potenziale di membrana. Dai risultati preliminari di uno studio condotto per analizzare l’effetto
antitumorale dell’ascorbato di potassio da solo o in combinazione con il ribosio su cellule di
carcinomi mammari, il dott. Fantini ha evinto come la somministrazione combinata con ascorbato di
potassio da solo o in combinazione con D-ribosio è risultata più efficace dopo quattro giorni con
una inibizione della crescita cellulare. Non solo, l’ascorbato di potassio, in associazione con il
ribosio, determina, dopo solo due giorni di somministrazione, un significativo aumento di cellule
morte conclude il dott. Fantini. La ricerca portata avanti dal dott. Luca Bruni e la dott.ssa
Simonetta Croci, ricercatori dell’Università di Parma e INBB di Roma, ha dimostrato invece come
l’utilizzo combinato di potassio e D-ribosio (K:D-Rib) su linee cellulari stabilizzate di carcinomi
umani alla mammella produce non solo un rallentamento della proliferazione delle cellule, ma anche
la riduzione della capacità di invadere un tessuto da parte di cellule di tumore mammario rispetto a
cellule non tumorali di epitelio mammario. Questi dati sperimentali, unitamente ad una ricca
bibliografia sui canali del potassio, ci hanno portato ad ipotizzare che una fine regolazione della
concentrazione di K+ sta alla base di un corretto funzionamento delle cellule spiegano il dott.
Luca Bruni e la dott.ssa Simonetta Croci. È nata dunque l’esigenza di capire se il potassio entrasse
oppure no nelle cellule a seguito del trattamento con K:D-Rib. Attraverso un elegante esperimento
teso a dimostrare, nella cellula, la formazione di una specifica macromolecola che avviene solo a
idonee concentrazioni di K+, i due ricercatori hanno così concluso: I dati preliminari mostrano
che, a seguito della somministrazione di K:D-Rib una quantità di ione K+ entra nella cellula e che
il D-Ribosio è implicato nel favorire questo ingresso, ristabilendo la concentrazione fisiologica di K+.

Non meno importanti i risultati ottenuti dallo studio svolto nell’ambito di un progetto finanziato
dall’Università di Siena che si è basato sul monitoraggio di markers di stress ossidativo di
proteine, lipidi e DNA prima e dopo l’assunzione di ascorbato di potassio con ribosio (dopo
approvazione di un comitato etico), da parte di pazienti affetti da patologie congenite del tessuto
connettivo e patologie degenerative (morbo di Parkinson, Alzheimer, condizioni di invecchiamento
precoce), valutando anche l’andamento clinico della malattia. Gli studi, eseguiti nell’arco di
dieci anni spiega la dott.ssa Cecilia Anichini hanno dimostrato l’importanza della stress
ossidativo nelle patologie considerate con un miglioramento sia del quadro clinico che dell’assetto
dei biomarker, variabile sulla base dell’età, del quadro clinico e dei parametri da stress, senza evidenziare nessun tipo di effetto avverso.

Oncologia veterinaria

L’ascorbato di potassio si è dimostrato efficace anche nella cura di varie patologie tumorali o non
di animali domestici. Per ottenere una buona efficacia, è necessario focalizzare il sistema
immunitario dell’animale quanto più possibile sul tumore, diagnosticando e debellando con terapie
adiuvanti (possibilmente naturali) e laddove sia possibile, le eventuali (e spesso più che
probabili) infezioni. Solo così si ottiene la massima risposta del paziente all’ascorbato specifica la dott.ssa Giulia Milesi, medico veterinario omeopata e naturopata.

Medicina integrata: dalla parte del paziente

Gli esperimenti condotti nell’università di Parma e Roma Tor Vergata hanno gettato le basi per
dimostrate l’efficacia biologica dell’ascorbato di potassio con ribosio. La strada per la
comprensione del meccanismo di azione e dei suoi limiti curativi è ancora lunga e passa attraverso l’osservazione di modelli animali e la raccolta di dati da pazienti.
Modestia e serietà hanno sempre contraddistinto il lavoro di Pantellini e sono queste qualità che i
medici ed i ricercatori che collaborano con la fondazione si impegnano a mantenere. Il loro compito
è, prima di tutto, quello di offrire una corretta informazione che non vuole essere un’alternativa
alle terapie convenzionali, con le quali si cerca l’integrazione, ma un intervento di base
sull’equilibrio cellulare come ha concluso il dottor Andrea Bolognesi. Ed è proprio su questa base
che i medici ed i ricercatori cercano di uscire da meccanismi standardizzati e posizioni chiuse con
l’unico scopo di tutelare la dignità e il diritto al rispetto della vita di tutte le persone che soffrono e si rivolgono alla fondazione per un consiglio.
Grazie al lavoro congiunto di competenze diverse, si spera di riuscire a intravedere, prima o poi
una strada percorribile che faccia luce su questioni cruciali per la salute umana.

Paolo Brunetti, Antonio Rapa
L’ascorbato di Potassio – Libro >> http://goo.gl/9drSL
Nella cura e nella prevenzione delle malattie degenerative
Editore: Andromeda Edizioni
Data pubblicazione: Novembre 2011
Formato: Libro – Pag 263 – 15×21
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-ascorbato-di-potassio-libro.php?pn=1567

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