Meditazione Vipassana

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Meditazione Vipassana

Meditazione Vipassana come insegnata da S. N. Goenka nella tradizione di Sayagyi U Ba Khin

Cos’è la meditazione Vipassana?

Vipassana, termine che significa “vedere le cose in profondità, come realmente sono”, è una delle
più antiche tecniche di meditazione dell’India. Essa fu riscoperta ed insegnata più di 2500 anni fa
come metodo universale per uscire da ogni tipo di sofferenza, un’arte di vivere .

Come impararla?

Vipassana viene insegnata in corsi residenziali di 10 giorni durante i quali i partecipanti imparano
i fondamenti della tecnica e praticano per un tempo sufficiente a sperimentarne i benefici effetti.
Un corso di dieci giorni fornisce un allenamento mentale di profondo valore pratico nella vita
quotidiana.

Tutti i corsi, in Italia e nel mondo, sono liberi da costi di partecipazione per evitare che gli
aspetti commerciali interferiscano con la tecnica e per dare a tutti, indipendentemente dalla
situazione economica, la possibilità di trarre beneficio da quest’arte di vivere. Secondo la
tradizione di questo insegnamento i corsi vengono organizzati sulla base di libere offerte,
accettate unicamente da parte di meditatori che hanno portato a termine almeno un corso.

Dove?

In Italia i corsi vengono organizzati presso il centro di meditazione Dhamma Atala che si trova a
Lutirano di Marradi (FI) .
Dopo aver letto il Codice di Disciplina è possibile fare una domanda di ammissione ad un corso .

I corsi vengono tenuti anche in molti altri centri nel mondo. Per maggiori informazioni vi invitiamo
a consultare il sito web internazionale www.dhamma.org .

La tecnica di Vipassana

Come insegnata da S.N. Goenka nella tradizione di Sayagyi U Ba Khin

Vipassana (che nell’antica lingua indiana Pali significa “vedere le cose in profondità, come
realmente sono”) è una delle più antiche tecniche di meditazione dell’India. Fu infatti riscoperta e
insegnata da Siddhatta Gotama il Buddha più di 2500 anni fa come metodo universale per uscire da
ogni tipo di sofferenza.
Vipassana è una tecnica pratica di auto-osservazione, un metodo scientifico che porta alla graduale
purificazione della mente.

E’ una tecnica universale, praticabile da tutti, definita da S.N. Goenka un’Arte di Vivere.

La tecnica, secondo la tradizione di Sayagyi U Ba Khin (alto funzionario del governo birmano e
maestro di meditazione, 1899-1971) e del suo discepolo S.N. Goenka, viene insegnata durante un corso
residenziale di 10 giorni sotto la guida di un insegnante esperto che ha ricevuto una specifica
formazione.
Durante il corso lo studente impara a sviluppare la concentrazione della mente, che diventa più
attenta e penetrante, pronta per essere utilizzata come strumento per esaminare accuratamente la
propria natura fisica e mentale. Con questa pratica si raggiunge una capacità di introspezione così
profonda da permettere di liberarsi gradualmente da tensioni mentali, condizionamenti, paure,
illusioni.
Lo studente impara in questo modo un’arte di vivere, con la quale cominciare a sviluppare le qualità
positive naturali della mente: amore, compassione, gioia, equanimità. Un corso di dieci giorni gli
fornirà un allenamento mentale di profondo valore pratico nella vita quotidiana.

Questo insegnamento, non caratterizzato da connotazioni religiose, è aperto a tutti, senza
distinzione di religione, professione o credo filosofico, in quanto si basa sul principio che la
sofferenza e le sue cause sono universali: nello stesso modo, la via per uscirne deve essere
universale, accessibile a tutti.

Da quando S.N. Goenka ha lasciato la Birmania nel 1969, per iniziare ad insegnare la meditazione
Vipassana in India e, dopo qualche anno, anche nei paesi occidentali, questa tecnica si è diffusa
rapidamente in tutto il mondo. Ora in molti paesi esistono strutture e centri permanenti dove si
tengono periodicamente corsi di meditazione. Anche in Italia è stato aperto un centro dove si
svolgono questi corsi di 10 giorni.

Domande poste frequentemente su vari aspetti della meditazione Vipassana con risposte del maestro
S.N. Goenka

Domanda
Occorre essere buddisti per imparare questa tecnica?

S.N. Goenka
La tecnica e l’insegnamento sono universali perchè universale è la sofferenza. Si può appartenere a
qualsiasi setta, a qualsiasi tradizione, professare qualsiasi religione o filosofia, ma come si può
fare obiezione a sila, moralità, a vivere una vita morale, senza danneggiare se stessi e gli altri?
E come si può fare obiezione a samadhi, e cioè a imparare la padronanza sulla mente, utilizzando un
oggetto così universale come il proprio respiro? E come si può fare obiezione a pañña, cioè lo
sviluppo della saggezza, attraverso la comprensione delle universali realtà della natura, con lo
scopo di eliminare tutte le negatività e impurità mentali?
Non ci può essere alcuna obiezione motivata dall’appartenenza a una determinata comunità, paese,
colore, setta, religione, tradizione. La parte pratica dell’insegnamento è accettabile da tutti
perchè è universale. Ed è l’applicazione pratica di questa tecnica di meditazione vipassana, cuore
dell’insegnamento del Buddha, che porta benefici reali nella vita.

Perchè i corsi di 10 giorni

Domanda
Che cosa direbbe ad un professionista molto occupato il quale asserisce di non poter trovare 10
giorni per fare un corso di Vipassana?

S.N. Goenka
Anche per me questo ha rappresentato un problema. Ero un industriale così pieno di impegni. Dedicare
dieci giorni ad un corso era impensabile per me. Ero una persona molto collerica ed egocentrica,
ostile verso gli altri, e mi ritenevo molto saggio ed intelligente per il fatto che, pur così
giovane, ero molto ricco. L’ “io” era fortissimo in me. A livello intellettuale avevo cominciato a
rendermi conto che questo “io” così forte mi rendeva infelice, ma non sapevo cosa fare. Provai
parecchie cose.
Per anni mi dedicai ai canti devozionali, ma senza alcun risultato.Mi sforzai di capire tutte le
scritture. Avevo letto quanto fossero dannose le attività negative della mente e quanto benefiche
quelle positive, e continuai a riflettere su questo. Ma come era accaduto per i canti e le pratiche
devozionali, provavo sollievo per un certo tempo, ma poi ricadevo nella stessa infelicità.
Poi venne il contatto con una persona saggia, Sayagy U ba Khin, che divenne il mio maestro. Egli mi
disse: “Tutte queste pratiche sono giochi che si svolgono al livello conscio della mente, quello
superficiale, mentre il meccanismo di abitudini mentali che crea l’infelicità si trova alla radice
della mente”. La radice della mente è l’inconscio. Questo è cieco e non accetta i messaggi che gli
vengono dall’intelletto, ma reagisce invece ciecamente. Ogni qualvolta prova qualcosa di piacevole
reagisce con forte desiderio ed attaccamento, quando sente qualcosa di spiacevole reagisce con
avversione ed odio. E questo schema di comportamento, situato nella profondità della mente, che
provoca la sofferenza. Se non si cambia questo schema di comportamento, qualsiasi cosa si faccia
alla superficie della mente ha carattere provvisorio e non serve granchè.
Se la radice è malata, l’intera pianta è malata. Occorre un’operazione chirurgica della mente, e per
quella ci vuole una guida esperta, un atmosfera adatta ed un po’ di tempo. Non ci si può
semplicemente sedere, meditare e pensare di penetrare immediatamente in profondità, non è possibile.
Si deve procedere strato dopo strato, gradualmente, per raggiungere il punto in cui la mente
inconscia reagisce ciecamente, secondo un automatismo divenuto abituale. Questo richiede tempo. È la
ragione per cui abbiamo fissato dieci giorni come tempo minimo per imparare questa tecnica.
In un primo tempo sembra impossibile trovare dieci giorni liberi. Ma, una volta completato il corso,
le persone dicono che quelli sono stati i dieci giorni più importanti della loro vita, perchè ne
hanno capito il valore.

Ritirarsi dalla società

Domanda
Non è egoistico dimenticare il mondo e limitarsi a starsene seduti a meditare tutto il giorno?

S.N. Goenka
Lo sarebbe se fosse fine a se stesso, ma è un mezzo per raggiungere un fine che non è affatto
egoistico: una mente sana. Quando il vostro corpo è malato, andate in ospedale per recuperare la
salute. Non rimanete li per tutta la vita, ma semplicemente per recuperare la salute, di cui poi
farete uso nella vita ordinaria. Allo stesso modo, frequentate un corso di meditazione per ottenere
la salute mentale che utilizzerete nella vita di tutti i giorni per il bene vostro e degli altri.

da Vipassana Italia www.atala.dhamma.org

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