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Meditazione. Tempo e luogo

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[ 7 minuti di lettura ]

Meditazione. Tempo e luogo

di Ven. Sujiva

In senso metaforico, meditazione significa riportare a casa il cuore. Ci
sono molti altri modi di dirlo, come per esempio “conosci te stesso”, modi
che toccano proprio il punto centrale. Se uno preferisce essere più tecnico,
può definirlo come un processo di condizionamento che porta alla
realizzazione della Verità assoluta, che è perfetta pace. All’interno di
questo processo ve ne sono poi tanti altri.
Forse avrete sentito parlare di vari tipi di meditazione, diversi per
tecnica e oggetto, ma se sono veramente genuini, devono avere tutti come
scopo la pace. Li si può dividere in due modi:

a. Meditazione di tranquillità, che riguarda soprattutto lo sviluppo della
concentrazione fino a raggiungere livelli di assorbimento o di accesso.

b. Meditazione di intuizione profonda, che sviluppa la consapevolezza fino a
realizzare la verità delle tre caratteristiche universali (impermanenza,
sofferenza e non-sé) e quindi la liberazione.

Qualsiasi meditazione buddhista ha come scopo il raggiungimento della pace
assoluta. Sebbene i due tipi di meditazione siano due pratiche distinte,
possono tuttavia essere collegate e integrate. Alla fine, però, è solo
l’intuizione profonda che porta alla liberazione.

Lo sviluppo della Gentilezza Amorevole rientra nella prima categoria, nella
meditazione di tranquillità. Ma vedrete che la si può praticare e applicare
anche alla Vipassana. Come due partner possono giocare ruoli diversi,
talvolta uguali e altre volte no, allo stesso modo la Gentilezza Amorevole è
un’eccellente compagna della Vipassana, in qualunque ruolo si presenti. Per
me la pratica della Gentilezza Amorevole è strettamente connesso alla
Vipassana perché so che nei “cuori” di tutti c’è la stessa. Verità.

Perciò quando parliamo della meditazione di Metta come un esercizio di
tranquillità, parliamo dei livelli più profondi di concentrazione.
Generalmente, non vi includiamo le attività quotidiane; invece dovremmo
farlo, poiché gli stati mentali che abbiamo formano la base su cui si
sviluppano gli stati più avanzati. Inoltre, come vedremo in seguito, ci sono
molti malintesi circa la concentrazione; questa può sorgere anche nei
momenti più inaspettati. Più si pratica più acquisterà rilevanza.

Ma prima ci sono delle condizioni di base che bisogna conoscere:

a Moralità

La moralità è la purezza della mente che concerne le azioni sia fisiche che
verbali. In positivo è astenersi da cose non salutari. Spesso si riferisce
ai precetti, per esempio ai cinque precetti: astenersi dall’uccidere, dal
rubare, da una condotta sessuale scorretta, dal mentire e dall’assumere
intossicanti.
Le azioni si accumulano nella mente e al momento giusto si faranno sentire.
Se sono salutari, avranno una grande potenza rendendo possibile la
meditazione. Perciò la moralità forma una base mentale armoniosa e pura su
cui crescono gli stati mentali più eccelsi.

Tuttavia non preoccupatevi se il vostro comportamento non è perfetto, dato
che molto raramente comunque un comportamento può essere perfetto. E’
qualcosa su cui dobbiamo lavorare tutta la vita. La cosa importante è essere
sinceri e determinati nell’impegno. Molti, durante un ritiro di meditazione,
eliminano molte cattive abitudini. Anche una pratica quotidiana regolare è
proficua a questo proposito.

b. Retta visione

La retta opinione è chiara visione, cioè la capacità di distinguere tra il
vero e il falso, in modo da poter dare giudizi corretti e prendere le giuste
decisioni lungo la via. E’ una qualità che ci porta a seguire la direzione
giusta, in cui la definizione di “giusto” è basata sulla realtà.

Tradizionalmente, retta visione comprende la retta visione dell’azione
(kamma), che si distingue tra salutare e non salutare e il suo effetto
risultante. Questa retta visione forma la base su cui poggiare e ci
allontana dalla confusione, dall’illusione e infine dalla sofferenza.

Poi viene la retta visione delle Quattro Verità: sofferenza, la sua causa,
la sua cessazione e il modo di praticare per ottenerne la cessazione. Questa
retta visione si manifesta perfettamente dopo la Realizzazione ma prima si
basa sui concetti su cui costruiamo le nostre esperienze.

Tanto per cominciare, dobbiamo liberarci almeno dalle visioni o opinioni
sbagliate. Le opinioni sbagliate sono forti attaccamenti a credenze che
contraddicono la realtà, come credere erroneamente che non ci sono azioni
salutari e non salutari con le loro conseguenze, o credere erroneamente che
non ci sia sofferenza in questo mondo. Veementi negazioni di questo tipo
sono segno di follia. Come minimo, dovremmo avere una mente aperta e chiara
per indagare e imparare. Altrimenti, le idee e le opinioni sbagliate non
solo ci impediranno di crescere ma ci porteranno fuori strada verso stati di
grande infelicità. Leggere libri ispirati e incontrarsi con gente saggia ci
aiuterà a rafforzare la retta visione.

c. Tempo

Abbiamo visto che la meditazione è un modo di vivere. di vivere con
consapevolezza, in pace, inoltrandosi nella via della crescita e della
comprensione, verso mete spirituali. Perciò dobbiamo stare in questo stato,
se non sempre, almeno tutto il tempo che ci ricordiamo di farlo. Non essere
in pace significa anche essere “persi”. La meditazione si può dividere in:

– intensiva
– rilassata.

Non ci sono regole che stabiliscano quanto si debba essere intensi o
rilassati, purché ci sia purezza di mente. Generalmente si mette un maggior
sforzo nella meditazione intensiva per cui ci si può aspettare che il
livello di concentrazione salga a livelli molto alti e vi si mantenga a
lungo. Spesso questi sono periodi in cui si fanno grandi progressi in breve
tempo e i risultati sono assai evidenti. Perciò sarebbe bene dedicare più
tempo a questo tipo di pratica intensiva. D’altra parte nella nostra vita
quotidiana possiamo mantenere solo un ritmo più rilassato e a lungo andare è
possibile progredire bene se lo si mantiene con regolarità e determinazione.
Nella vita quotidiana i momenti di migliore concentrazione sono la mattina
dopo una buona notte di riposo. Anche Metta in questo periodo della giornata
ha un aspetto più pratico.

d. Luoghi adatti

Naturalmente per lo sviluppo della tranquillità bisogna cercare luoghi
tranquilli e piacevoli, che siano sicuri, all’aria aperta e in contatto con
la natura. Il posto deve fornire cibo adatto, alloggi ampi, spaziosi e ben
ventilati. La semplicità è più propizia alla calma che le cose complicate.
Anche la pulizia è di aiuto. Non ci devono essere troppe distrazioni o
lavori da fare per avere il massimo di tempo da dedicare alla pratica.

E’ per questo che molti meditatori ricorrono ai centri di meditazione, che
d’altronde non sono difficili da trovare se avete i mezzi per andarvi. Una
volta trovato il posto, bisogna trovare un luogo adatto per sedersi. Alcuni
vi sembreranno irresistibili appena li vedete: manteneteli gradevoli. Non
dimenticatevi di portarvi tutte le cose che ritenete necessarie, come il
cuscino o la stuoia.

Per i principianti, la cosa più importante è che nel centro vi sia una guida
qualificata o un compagno spirituale esperto. Questi devono essere pieni di
compassione, di comprensione e praticare loro stessi con diligenza.

e. Postura

La meditazione si può e si deve fare in ogni postura, dato che è uno stato
mentale. Comunque, la postura seduta è molto adatta alla concentrazione,
perché si può stare fermi, rilassati, ma anche vigili. Tuttavia vorrei
insistere sulla comodità, perché quando si sta a proprio agio si è
rilassati, tranquilli e concentrati. Sedetevi a gambe incrociate e con il
dorso eretto, ma non rigido. Se le ginocchia sono indolenzite si può usare
un cuscino o un panchetto per rialzare le natiche. Questo aiuterà a tenere
il dorso eretto, impedendo così di avere dolori fin dall’inizio. Se non si
riesce a stare così, ci si può sedere su una sedia, evitando però di
appoggiarsi allo schienale perché questo porterebbe all’indolenza e al
torpore. Nella meditazione di tranquillità si richiede che uno stia seduto a
lungo, perciò preparatevi!
Siccome però non si può stare sempre seduti, la posizione seduta va
alternata con quella camminata. Camminare serve a molti scopi: è un
esercizio buono per la salute e per equilibrare le facoltà di controllo come
nel caso in cui si debba aumentare l’energia o il rilassamento. Aiuta anche
a familiarizzarsi con la concentrazione di Metta pur continuando a muoversi.
Si può cambiare il passo e accelerarlo a seconda degli stati mentali o
fermarsi quando la concentrazione si approfondisce.

La posizione sdraiata non è consigliabile perché è a forte rischio di
sonnolenza. Inoltre stare troppo sdraiati è dannoso alla salute, ad
eccezione di quando si ha un eccesso di energia. In tal caso è utile
sdraiarsi e perfino addormentarsi.

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