Meditazione e stress secondo Daniel López Rosetti

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Meditazione e stress secondo Daniel López Rosetti

Vi siete mai presi un minuto per pensare a come lo stress influisce sulla nostra salute? Se la
risposta è no, vi consigliamo di leggere le argomentazioni del Dr. Daniel López Rosetti.

Meditazione e stress sono due concetti spesso collegati. Ma in che modo? Potremmo dire che la
relazione si basa su un problema e su una possibile soluzione. Tuttavia, per poterlo affermare con
certezza, sarebbe bene capire in che modo lo stress diventa patologico e in che modo la meditazione
può aiutarci a scongiurarne i sintomi.

I medici spesso evitano questo argomento, ma non il dottor Daniel López Rosetti. Questo cardiologo,
scrittore e specialista dello stress è diventato famoso per la sua particolare visione dei problemi
quotidiani.

È anche considerato “il dottore che parla facile”, distinguendosi per la sua chiarezza concettuale e
per la prossimità con il pubblico.

“In termini medici, la felicità è percepita come un benessere soggettivo”.

~ Daniel López Rosetti ~

Stress: il nemico interiore

Attraverso la sua esperienza personale, López Rosetti ha identificato nel proprio corpo le
conseguenze della sofferenza e dell’esaurimento mentale.

Gli ostacoli e i problemi che ci fanno soffrire hanno un impatto sul nostro corpo nel senso più
fisico. Tuttavia, tendiamo a ignorarli perché all’inizio non ci impediscono di fare le cose. Eppure,
quando meno ce lo aspettiamo, esplodono sotto forma di malattia.

Carichi contro resistenza

Il Dottor López Rosetti ha sofferto un periodo di grande stress a causa della morte di suo padre. A
causa del lavoro e dei problemi quotidiani, in quel momento non poté prestare la necessaria
attenzione all’episodio e sopportò il dolore. In seguito gli viene diagnosticata la tubercolosi
pleurica.

Secondo Rosetti, lo stress è una sofferenza cronica sostenuta nel tempo. Per capirlo, potremmo
rappresentarlo su una scala fatta di:

Carichi: tutto quello che sopportiamo.

Resistenza: capacità oltre la quale non si sopportano più i carichi.

Quando i carichi superano la capacità di resistenza, compaiono i sintomi. Questo processo viene
definito in psicologia come somatizzazione.

La goccia che fra traboccare il vaso

Il problema fondamentale si presenta quando l’equilibrio si rompe e i carichi superano la
resistenza. I sintomi consistono in delle informazioni che il corpo ci invia per dirci che qualcosa
non va, tra cui:

Insonnia. Incapacità di addormentarsi o rimanere addormentati.

Dolore cronico. Alla testa, allo stomaco o ai muscoli.

Nervosismo. Ansia e panico quando si affrontano situazioni legate a fattori di stress. È uno degli
allarmi più comuni del nostro corpo.

Mancanza di respiro o agitazione. Il sintomo più evidente del burnout. I pazienti si sentono agitati
senza aver fatto uno sforzo fisico che lo giustifichi.

Alterazione della memoria e mancanza di concentrazione.

Paura irrazionale.

I sintomi sono informazioni

Per il dottor López Rosetti, i sintomi sono informazioni che non possiamo ignorare. Anche se
possiamo andare dal medico e lui può capirci se è empatico, siamo noi stessi che dobbiamo
interpretare i segni dello stress. Per fare ciò, dobbiamo comprendere la seguente struttura delle
fasi di stress:

Percezione. La realtà esiste attraverso i nostri processi mentali. L’interpretazione della realtà
predispone l’essere umano. Pertanto, ignorare i sintomi dello stress non sarà la stessa cosa che
prestare loro attenzione.

Comportamento e abitudini. Ignorando lo stress, il rischio è di cadere in un circolo vizioso.
Pertanto, un fumatore quando è stressato tenderà a fumare in modo compulsivo. Questo accade con il
cibo, l’alcol e con qualsiasi altra cattiva abitudine.

Sintomi fisici e psicologici. I comportamenti citati diventano dei sintomi fisici e psicologici. Un
esempio fisico potrebbe essere il disturbo del sonno e l’agitazione, e un esempio psicologico
sarebbe l’ansia o la depressione.

Malattia. Se lo stress non si esaurisce o diminuisce di intensità, i sintomi fisici e psicologici
portano alla malattia. È il modo in cui il nostro corpo ci intima di fermarci.

Intervenire contro lo stress è importante

Per il dottor López Rosetti, una persona stressata è una persona che non è felice. Il trattamento
dello stress è medico, psicologico e persino filosofico.

Anche una persona che non si rende conto delle conseguenze dello stress sul proprio corpo potrebbe
non avere una ragione chiara per farlo.

Ciò supera qualsiasi strumento medico o psicologico come la medicalizzazione o il comportamentismo.
È a questo punto che la relazione tra meditazione e stress viene considerata come un possibile
approccio.

Cos’è la meditazione?

La meditazione non è qualcosa di esoterico, religioso o strano, sebbene per le sue caratteristiche e
l’origine sia correlata a processi spirituali. Per il dottor López Rosetti, la meditazione è un
processo biologico. Questa affermazione si basa sulla differenziazione delle funzioni nel cervello.

La razionalizzazione dell’emisfero sinistro

L’emisfero sinistro, razionale, logico e matematico, è responsabile dei pensieri intrusivi costanti.
Quando focalizziamo l’attenzione dell’emisfero sinistro su un oggetto e riusciamo a concentrarci,
stiamo meditando.

L’emisfero destro in estasi

Quando l’emisfero sinistro (di solito dominante) è focalizzato su qualcosa, l’emisfero destro, che è
più astratto e spaziale, comincia a farsi avanti. Questo emisfero non ha la concezione del tempo che
ha quello sinistro e quindi otteniamo un rilassamento che abbassa la vigilanza e ripristina le
funzioni corporee.

Come raggiungere questo stato?

Secondo l’autore, la meditazione si raggiunge utilizzando un oggetto che cattura la nostra
attenzione, indipendentemente dal suo significato. Può essere una candela, un mandala o un rosario.

Non bisogna osservare il lato religioso, mistico e superstizioso della cosa: l’importante è che
questo oggetto riesca a catturare la nostra attenzione. L’emisfero sinistro si concentrerà e il
nostro emisfero destro lavorerà liberamente.

Meditazione e stress, questione di abitudine e pratica

Per López Rosetti, il rapporto tra meditazione e stress è proficuo fintanto che la prima viene
praticata regolarmente. Questa tecnica non ci curerà, ma interromperà il vortice di feedback
negativo che trasforma le cattive abitudini in malattie.

Quante volte vi siete fermati per controllare che tutte le parti del vostro corpo stanno bene? La
meditazione è altamente consigliata nel caso di:

Rilassamento neuromuscolare guidato. Focalizza progressivamente la nostra attenzione su varie aree
del corpo.

Esercizi di respirazione. Respirare profondamente aiuta ad abbassare la frequenza cardiaca.

Concentrazione mirata. Concentratevi su un oggetto, con l’aiuto di una musica rilassante.

Controllo dello stimolo. Dare meno importanza ai pensieri invasivi: il trucco è lasciarli fluire
senza che ci condizionino.

Ad esempio, non ci rendiamo conto di avere la gastrite fino a quando non possiamo più sopportare il
dolore. Tutto questo può essere evitato dedicando qualche minuto al giorno per staccare la spina e
valutare come si sente il nostro corpo in relazione ai ritmi che gli imponiamo.

“L’ansia è un processo normale in una certa misura. Ma quando supera il limite diventa anormale ed è
inutile”.

~ Daniel López Rosetti ~

Bibliografia

Moulton, S. (2008). Meditation, Well-Being and Cognitive Ability: A Metaanalysis and Five
Quasi-experiments. Harvard University. Graduate School of Arts and Sciences.

Nidich, S. I., Schneider, R.H., Nidich, R., Foster, G., Sharma, H., Salerno, J., Goodman, R. y
Alexander, C. N. (2005). Effect of the Transcendental Meditation Program on Intellectual Development
in Community-Dwelling Older Adults. Journal of Social Behavior and Personality, 17, 217t226.

da lista mente

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