Meditazione e pensieri

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Meditazione e pensieri

Tratto da:
(Jiddu Krishnamurti)
< Meditazione >
titolo originale ‘Meditations’
(Shambala Publications, inc., bBoston)
traduzione di Livio Agresti
© 1979, krishnamurti foundation trust ltd., london
© 1997, casa editrice astrolabio-ubaldíni editore roma

– Che cosa straordinaria è la meditazione! –

Se è una qualsiasi costrizione, un qualsiasi sforzo per far sì che il
pensiero si adatti, per spingerlo a imitare, allora la meditazione
diviene un pesante fardello. Il silenzio che si desidera cessa di
essere illuminante; se è inteso a procurare visioni ed esperienze,
allora porta all’illusione e all’autoipnosi. Solo nel fiorire del
pensiero e nella sua conseguente cessazione la meditazione ha senso;
il pensiero può fiorire solo nella libertà, non nell’allargarsi dei
modelli di conoscenza. La cono-scenza può dare esperienze sempre
nuove, sempre più sensazionali, ma una mente sem¬pre alla ricerca di
esperienze di qualsiasi ge¬nere è immatura. La maturità è la libertà
da ogni esperienza; non è più sottoposta a nes¬suna influenza sia a
essere sia a non essere.
La maturità nella meditazione è la liberazione della mente dalla
conoscenza, poiché questa forma e controlla tutta l’esperienza. Una
mente che è luce per se stessa non ha bisogno di esperienza.
Immaturità è bramare una maggiore e più vasta esperienza. Meditazione
significa spaziare attraverso il mondo della conoscenza ed esserne
liberi per entrare nell’ignoto.

– Dovete scoprirlo da soli,
senza l’aiuto di nessuno. Abbiamo avuto l’autorità degli insegnanti,
dei redentori e dei maestri. Se volete davvero scoprire cosa sia la
meditazione, dovete mettere assolutamente, totalmente da parte ogni
autorità.

– Felicità e piacere
possono essere acquistati in qualsiasi mercato per una data somma. Ma
la beatitudine non ha prezzo: non potete comperarla né per voi stessi
né per un altro. La felicità e il piacere sono vincolati al tem¬po. La
beatitudine esiste solo nella libertà totale. Il piacere e la felicità
possono essere cercati, e trovati, in molti modi. Ma vanno e vengono.
La beatitudine, quella misteriosa sensazione di gioia, non ha motivo.
Non potete cercarla. Quando c’è, a seconda della qualità della mente,
rimane lì: eterna, incausata, non misurabile in termini di tempo.
Meditazione non è inseguire il piacere o ricercare la felicità.
Meditazione, al contrario, è uno stato mentale in cui non vi sono
concetti né formule, e quindi c’è libertà totale. La beatitudine
viene, non cercata e non invi¬tata, solo in una simile mente. Una
volta li, per quanto possiate vivere nel mondo con tutto il suo
rumore, i suoi piaceri e la sua brutalità, questi non potranno toccare
la mente. Una volta lì, il conflitto è cessato. Ma la fine del
conflitto non equivale necessariamente alla libertà totale.
Meditazione è la mente che si muove in questa libertà. In tale
esplosione di beatitudine gli occhi diventano innocenti, e l’amore
diviene benedizione.

– Non so se avete mai notato
che quando prestate un’attenzione totale c’è un completo silenzio. E
in quell’attenzione non ci sono confini, non c’è un centro, un “io”
consapevole o attento. Quell’attenzione, quel silen¬zio, sono uno
stato di meditazione.

– Quasi mai facciamo caso
al latrato di un cane o al pianto di un bambino o alla risata
dell’uomo che ci passa accanto. Ci separiamo da tutto e da questo
isolamento guardiamo e ascoltiamo le cose. Questa separazione è
distruttiva, perché contiene ogni conflitto e ogni confusione. Se tu
ascoltassi il suono di quelle campane con assoluto silenzio, quel
suono ti porterebbe al di là della valle e oltre la collina. La sua
bellezza si sente solo quando tu e il suono non siete separati, quando
tu ne sei parte. La meditazione è la fine della separazione, una fine
che non si ottiene con un’azione della volontà o del desiderio.
La meditazione non è qualcosa di separato dalla vita; è l’essenza
stessa della vita, l’essenza stessa del vivere quotidiano. Ascoltare
quelle campane, udire la risata di quel contadino che passeggia con la
moglie, ascoltare il trillo del campanello sulla bicicletta di quella
ragazzina: ecco la totalità della vita, e non soltanto un frammento,
che la meditazione schiude.

Meditazione è vedere ciò che è
e trascenderlo.

La percezione priva della parola,
cioè priva del pensiero, è uno dei fenomeni più misteriosi. Una tale
percezione è molto più acuta, e interessa non solo il cervello, ma
tutti gli altri sensi. Non è la percezione frammentaria
dell’intelletto né riguarda le emozioni; pos¬siamo definirla una
percezione totale, ed è parte della meditazione. La percezione senza
un soggetto che percepisce in ,meditazione vuol dire comunicare con
l’altezza e la profondità dell’immenso. È una percezione totalmente
diversa dal vedere un oggetto senza un osservatore, perché nella
percezione della meditazione non c’è un oggetto e quindi non c’è
esperienza. Eppure la meditazione può aver luogo quando abbiamo gli
occhi aperti e siamo circondati da oggetti di ogni tipo. Ma questi
oggetti non hanno la minima importanza. Li vediamo, ma non c’è nessun
processo di riconoscimento, e ciò significa che non c’è nessuna
esperienza.
Cosa significa tale meditazione? Non significa nulla, non serve a
nulla. Ma in quella meditazione c’è un movimento di grande estasi,
un’estasi che non va confusa con il piacere. È l’estasi che conferisce
innocenza all’occhio, al cervello e al cuore. Se non vediamo la vita
come qualcosa di totalmente nuovo, è una routine, una noia, una cosa
insignificante. Per questo la meditazione è della massima importanza.
Apre la porta all’inestimabile, all’immenso.

– La meditazione non è mai nel tempo;
il tempo non può portare mutamento; può portare un cambiamento che
deve essere cambiato di nuovo, come tutte le riforme; la meditazione
che nasce dal tempo è sempre condizionante, in essa non c’è libertà e
senza libertà c’è sempre scelta e conflitto.

– Dobbiamo cambiare la struttura della nostra società,
la sua ingiustizia, la sua orribile morale, le divisioni che ha creato
fra uomo e uomo, le guerre, l’assoluta mancanza di affet¬to e amore
che sta distruggendo il mondo. Se la vostra meditazione è solo una
faccenda personale, una cosa di cui godete personalmente, allora non è
meditazione. La medita¬zione implica un cambiamento completo,
radicale, della mente e del cuore, che è possibile solo quando c’è
questo straordinario senso di silenzio interiore, e quello solo dà
vita alla mente religiosa. Quella mente cono¬sce ciò che è sacro.

– Bellezza significa sensibilità,
un corpo sensibile, e ciò vuol dire una dieta equilibrata, un retto
modo di vivere. Allora la mente, inevitabilmente e spontaneamente,
senza accorgersene, diventerà quieta. Non potete acquietarla voi,
perché siete voi che create discordia, che siete turbati, in ansia,
confusi: come potreste acquietare la mente? Ma quando comprendete
cos’è la quiete, quando comprendete cos’è la confusione, cos’è il
dolore e se potrà mai aver fine, e quando comprendete il piacere,
allora la mente sarà straordinariamente quieta; non avrete bisogno di
cercarla. Dovete cominciare dal principio e il primo passo è anche
l’ultimo; questa è meditazione.

– Meditare è non essere condizionati dal tempo.

– Meditazione non è fuggire dal mondo;
non è un isolarsi e chiudersi in sé, è piuttosto comprendere il mondo
e le sue vie. Il mondo ha poco da offrire tranne il cibo, i vestiti e
la casa, e il piacere con i suoi grandi dolori.
Meditazione è deviare da questo mondo, diventargli totalmente
estraneo. Allora il mondo ha un significato, e la bellezza del cie¬lo
e della terra è costante. Allora l’amore non è piacere. Da ciò prende
le mosse l’azione che non è il risultato della tensione, della
contraddizione, della ricerca e dell’autosoddisfazione o della vanità
del potere.

Se assumi deliberatamente un atteggiamento,
una posizione per meditare, allora la meditazione diventa un
giocattolo, un trastullo della mente. Se decidi di districarti dalla
confusione e dall’infelicità della vita, allora diventa un’esperienza
dell’immaginazione, e questa non è meditazione. La mente conscia o la
mente inconscia non devono avervi parte; non devono neppure essere
consapevoli dell’estensione e della bellezza della meditazione, se no,
tanto varrebbe leggersi un romanzo.
Nella totale attenzione della meditazione non c’è conoscenza, non c’è
riconoscimento, non c’è il ricordo di qualcosa che sia già avvenuto.
Tempo e pensiero sono totalmente cessati, poiché sono il centro che
limita la visione.
Nel momento della luce il pensiero dilegua e lo sforzo conscio di
sperimentarla e ricordarla è la parola che e stata. E la parola non è
mai il reale. In quel momento – che non appartiene al tempo – il
definitivo è l’immediato, ma quel definitivo non ha simboli, non
appartiene a nessuna persona, a nessun dio.

– Meditazione è scoprire
se c’è un campo che non è stato già contaminato dal conosciuto.

– Meditazione è il fiorire della comprensione.
La comprensione non avviene entro i confini del tempo, il tempo non
porta mai comprensione. La comprensione non è mai un processo
graduale, da portare avanti un poco per volta con cura e pazienza. La
comprensione è ora o mai; è una fiamma distruttiva, non è qualcosa di
indifferente; è di questa distruzione che si ha paura e così la si
evita, coscientemente o no. La comprensione può modificare il corso
della vita di un uo¬mo, il modo di pensare e di agire; può essere
piacevole o no ma è comunque un rischio per l’intero rapporto con la
realtà. Ma senza comprensione il dolore continuerà. Il dolore termina
solo con l’autoconoscenza, con la consapevolezza di ogni pensiero e
sentimento, di ogni movimento del conscio e di ciò che è celato.
Meditazione è la comprensione della coscienza, quella celata e quella
manife¬sta, e del movimento situato oltre tutto il pensiero e il
sentimento.

– Era una delle più splendide mattine
mai sorte sul mondo. Il sole stava spuntando e tu lo vedevi tra
l’eucalipto e il pino. Era sull’acqua, dorato, brunito: una luce che
esiste solo al confine tra le montagne e il mare. Era una mattina così
luminosa, senza un alito di vento, piena di quella strana luce
visibile non solo con gli occhi, ma anche col cuore. E quando la vedi
il cielo è vicinissimo alla terra e ti perdi nella bellezza. Sai, non
dovresti mai meditare in pubblico, o con un’altra persona, o in
gruppo: dovresti meditare solo in solitudine, nella quiete notturna o
nella pace della mattina. Quando mediti in solitudine, che sia
solitudine. Devi essere completamente solo, non seguire un sistema, un
metodo, non ripetere parole, inseguire pensieri o formulare pensieri
assecondando il tuo desiderio.
Questa solitudine viene quando la mente è libera dal pensiero. Quando
c’è l’influsso del desiderio o delle cose che la mente insegue, nel
futuro o nel passato, non c’è solitudine. Tale solitudine viene solo
nell’immensità del presente. E allora, in quella quieta segretezza in
cui ogni comunicazione è terminata, in cui non c’è nessun osservatore
con le sue angosce, con le sue stupide voglie e i suoi problemi, solo
allora, in quella quieta solitudine, la meditazione diviene qualcosa
che non può essere espresso a parole. La meditazione diviene un
movimento eterno.
Non so se hai mai meditato, se sei mai stato solo con te stesso,
lontano da tutto, da ogni persona, da ogni pensiero e desiderio, se
sei mai stato completamente solo, non isolato, non chiuso in un sogno
o in una visione di fantasia, ma lontano, tanto che in te non vi è
nulla di identificabile, nulla che tu possa toccare con il pensiero o
il sentimento, così lontano che in questa assoluta solitudine il
silenzio stesso diviene il solo fiore, la sola luce, e la qualità
senza tempo che non è misurabile dal pensiero.
Solo in questa meditazione l’amore vive. Non preoccuparti di
esprimerlo: l’amore si esprimerà da sé. Non usarlo. Non cercare di
metterlo in atto: agirà e, quando lo farà, in quell’azione non vi sarà
pentimento, non vi sarà contraddizione, non vi sarà infelicità o pena
umana.
Quindi medita solo. Perditi. E non cercare di ricordare dove sei
stato. Se cerchi di ricordarlo, allora sarà qualcosa di morto. E se ti
afferri al suo ricordo, non sarai mai più solo. Così, medita in quella
solitudine infinita, nella bellezza di quell’amore, in
quell’innocenza, nel nuovo. Allora c’è quella beatitudine che è
immortale.

– Il cielo è di un azzurro intenso,
quell’azzurro che viene dopo la pioggia, e queste piogge sono cadute
dopo molti mesi di siccità. Dopo la pioggia il cielo è terso e le
colline sono colme di gioia e la terra è placida. E su ogni foglia
brilla la luce del sole, e la sensazione della terra ti è vicinissima.
Così, medita nei recessi più segreti del tuo cuore e della tua mente,
dove non sei mai stato prima.

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