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Meditare per conoscere

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Meditare per conoscere

di Luca Tomberli

L’uomo realizza sé stesso quando manifesta nella realtà fisica la sua verità interiore, il suo Sé.
Ma prima ancora è necessario entrare in contatto con questo aspetto, e ciò è reso possibile dalla
pratica della meditazione.

Nell’accezione comune la parola meditare ha perso quel valore che aveva presso i progenitori della
lingua italiana. Deriva dal latino mederi, cioè misurare con la mente per curare. Diverse tradizioni
religiose ed esoteriche hanno elaborato varie tecniche di meditazione; mistici ed uomini comuni da
migliaia di anni sperimentano la meditazione, per connettersi con la realtà più profonda presente
nell’animo umano.

La pratica della meditazione consiste nel mantenere l’attenzione per un tempo prolungato su un
oggetto interno od esterno prescelto. In questo modo, la mente diviene un faro che possiamo puntare
su ciò che desideriamo conoscere, ed amplia le nostre possibilità di percezione. Affinché tutto
questo sia possibile, è necessario attraversare ed armonizzare gli spazi della propria coscienza.
Durante il viaggio consapevole dentro se stessi, si realizza la comprensione dei moti della
coscienza, liberando la luce dell’anima.

Una mente che ha acquisito una capacità meditativa, diviene un organo di percezione che partendo
dalla superficie sprofonda nel mondo della qualità. Questo processo, se reso consapevole attraverso
la pratica costante, permette all’intuizione di risalire dal profondo, liberando energie che se
convogliate in un’attività, daranno all’uomo la possibilità di realizzarsi. Secondo la tradizione
esoterica, l’espressione del Sé è la vera guarigione dell’uomo.

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