MANTRA, SUONO, MUSICA E CERVELLO – parte1

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MANTRA, SUONO, MUSICA E CERVELLO – parte1

Suono, Cervello e Vibrazione

Un panorama delle ricerche internazionali

Dalle antiche scritture e dai miti della creazione fino alle piu’ moderne teorie sulla coscienza, si
è sempre speculato riguardo alla vibrazione come a ciò che sottostà alle forme fisiche.
Questo concetto compare nei modelli tradizionali dell’origine del Cosmo, nella fisica delle onde
sonore, nel movimento planetario e negli studi sulle onde del cervello. Ora la vibrazione può essere
vista in azione grazie al “macroscopio”.

Basandosi sul lavoro dello scienziato e fisico svizzero Hans Jenny, morto nel 1972, il fisico
matematico americano Ralph Abraham ha costruito un “macroscopio” in grado di osservare in tempo
reale l’emergere delle forme dalle vibrazioni.
I suoni, dalle campane tibetane ai canti gregoriani, che vengono da un altoparlante ad alta fedeltà
producono la vibrazione di un liquido trasparente che a sua volta produce delle onde statiche che
vengono poi proiettate sullo schermo di un monitor come immagini colorate di strutture in costante
movimento.
Trasformando suoni ad alta frequenza in forme/strutture a bassa frequenza il macroscopio dimostra
visivamente la relazione tra complessi dinamici e morfogenesi o modelli di formazione.
Le strutture visualizzate dal macroscopio mostrano analogie con popolazioni di cellule, reti di
comunicazioni in costante oscillazioni che ricordano i potenziali elettrochimici del cervello.

Pitagora, ad esempio, aveva espresso la sua convinzione che le strutture fisiche o mentali avessero
una precisa e matematica origine nelle vibrazioni. Come il matematico Ralph Abraham credeva che le
radici della matematica, della musica e del misticismo fossero strettamente legate: la loro origine
comune era appunto la vibrazione informazione.
Il fotone, l’unità di luce, crea tutte le onde elettromagnetiche, dai raggi cosmici ai raggi x,
variando la frequenza della sua vibrazione.
Recentemente la matematica è stata separata da queste sue radici culturali. Nel suo libro
“Vibrazioni”, Abraham traccia le basi della filosofia naturale dall’antichità, al Rinascimento, fino
al 20° secolo, mostrando come la vibrazione è stata alla base della creazione della matematica e
ricreando poi le basi logiche per la nuova fusione tra matematica, musica e spiritualità che sta
avvenendo ora.
Utilizzando gli strumenti della moderna matematica basata sui complessi dinamici, egli ha formulato
un prototipo di modello del cervello in cui le onde cerebrali viste come vibrazioni possono essere
stimolate da un computer.

“Le onde cerebrali sono dei pacchetti d’onda che oscillano in un network (rete) tridimensionale
formata da cellule. Stimolando i loro movimenti e tracciando mappe delle loro transizioni possiamo
iniziare a costruire un modello complesso quanto il cervello stesso.”

Tomatis: neurofisiologia dei canti gregoriani

Qual è il potere curativo del canto e della recitazione? Perché certi suoni sono considerati sacri
in tutto il mondo? Dall’OM alle ninnananne, dai canti Gregoriani ai canti corali moderni,
l’esercizio spirituale della voce porta serenità e poteri indescrivibili a parole.

Il medico francese Alfred Tomatis ha studiato gli effetti terapeutici del canto. Le ricerche di
Tomatis in Francia ed in Canada hanno messo in rapporto l’udito con le dinamiche del corpo e della
mente.
Al contrario della comprensione popolare, dice Tomatis, “l’orecchio è un organo primario di
consapevolezza”. E’ inteso essenzialmente per provvedere una carica di potenziale elettrico al
cervello. La corteccia poi distribuisce in tutto il corpo la carica che ne deriva.
La conclusione di Tomatis è che l’orecchio non è un pezzo differenziato della pelle, piuttosto, la
pelle è un pezzo differenziato dell’orecchio.

Le alte frequenze sembrano avere il maggior effetto ricaricante. I suoni nelle basse frequenze
possono “scaricare” o stancare gli ascoltatori.
Questo è il segreto del canto delle alte frequenze.

Tomatis ha esaminato il suono dei canti Gregoriani con un oscilloscopio. Questi, ha rapportato,
cadevano entro il raggio dei suoni ricaricanti. Inoltre, erano come uno “yoga respiratorio”. Coloro
che cantavano sembravano rallentare il loro respiro e inducevano gli ascoltatori nello loro stesso
stato di tranquillità.”
Tomatis ha visitato monasteri Benedettini in tutto il mondo per studiare i monaci che praticano i
canti Gregoriani. Ad un ritiro in Francia, un giovane frate stava riformando la tradizione. Tagliò
severamente il tempo che i monaci dedicavano al canto e notò che presto cominciarono a diventare più
svogliati e a dormire di più. Inoltre, un medico consigliò agli uomini di seguire una dieta
tradizionale e questo fece peggiorare le cose.
Fu chiamato Tomatis. Egli reintrodusse il loro lungo orario di canto. Presto, disse, stavano
dormendo meno, lavorando di più e si sentivano meglio.
“Certi suoni sono efficaci come due tazze di caffè. I canti Gregoriani sono fonti di energia
fantastici. Io ci lavoro come musica di sottofondo e dormo solo tre o quattro ore a notte”.

Percezione dei toni e meditazione

Alcuni psicologi dell’Università di Washington pensano di avere prove attendibili che la meditazione
incrementa il funzionamento dell’emisfero cerebrale destro. Gli effetti sembrano anche essere
cumulativi. I meditatori più esperti ottengono risultati migliori sia dei meditatori principianti
che del gruppo di controllo.

“Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio sperimentale che connette la meditazione con
l’emisfero non dominante” – hanno detto Robert Pagano e Lynn Frumkin – “La dimostrazione di questa
connessione è coerente con l’aumento delle ricerche empiriche che associano l’emisfero destro alle
tecniche di espansione della consapevolezza.”

Essi scelsero un compito relativo alla musica considerando che la specializzazione della recettività
melodica dell’emisfero destro era già ben stabilita sperimentalmente. Scelsero di utilizzare il
“subtest” per la memoria tonale del Seashore Music Battery. I soggetti nel primo test erano
praticanti esperti di Meditazione Trascendentale e non meditatori. I meditatori avevano praticato
due volte al giorno per almeno un anno (precisamente in un raggio tra 1.4 e 3 anni). I non
meditatori erano studenti non laureati di psicologia. Tutti i soggetti erano destrorsi d’età tra 18
e 30 anni.
Dato che altri studi hanno dimostrato che i musicisti allenati tendono ad ascoltare la musica
analiticamente, attivando i processi dell’emisfero sinistro, tutti i soggetti erano musicalmente
“native” avevano avuto meno di un anno di training strumentale o vocale durante gli otto anni che
precedettero lo studio.
Prima dei test, i soggetti della Meditazione Trascendentale avevano avuto istruzione di meditare per
20 minuti e ai non meditatori fu detto di chiudere gli occhi e di rilassarsi. Poi tutti i soggetti
furono testati per la memoria tonale.
I gruppi di meditazione mostrarono una superiorità “altamente significativa” nei confronti dei non
meditatori su “blindly rated test data” con una probabilità di punteggio casuale di uno in 200.
Quando i meditatori inesperti (con meno di un mese di pratica) furono paragonati ai soggetti di
controllo in un secondo esperimento, non vi fu nessuna differenza significativa tra i due gruppi.

“E’ importante notare,” dissero i ricercatori, “che i dati risultati dai non meditatori e dai
meditatori inesperti… rientrano nei parametri normali. Sono i dati dei meditatori esperti che
risultano al di sopra della media e che hanno prodotto differenze significative”.

Sembra ragionevole dedurre che la meditazione, una tecnica capace di alterare la consapevolezza
drammaticamente, produca anche un effetto differenziale sul funzionamento dell’emisfero destro.
Hanno detto che questa ipotesi potrebbe essere provata in maniera più conclusiva se anche altre
funzioni dell’emisfero destro fossero incrementate.

Ascoltare col corpo per espandere la dimensione dell’udito. Uno strumento essenziale per
l’evoluzione

E’ stata recentemente scoperta la “prospettiva uditiva”, un modo di percezione dei suoni che può
essere paragonato alla scoperta della prospettiva tridimensionale durante il Rinascimento.
Sandra Seagal, una psichiatra di Los Angeles, ha scoperto che questa differente modalità di ascolto
può essere acquisita imparando a ricevere le vibrazioni sonore con l’intero corpo.

“Si ascolta con l’intero strumento umano come se fosse suonato dai suoni che gli giungono. E’ come
essere una particella nella nuova fisica. Ti senti risuonare come un punto focale in un campo di
relazioni molto più vasto.”

Seagal considera la prospettiva uditiva come “uno strumento essenziale per l’evoluzione”.
Ha il potenziale per facilitare la comprensione e l’armonia tra sposi, genitori e figli, insegnanti
e studenti, supervisori ed impiegati e anche tra i leader delle nazioni.
Le affermazioni della Seagal sono state confermate sia nella sua pratica privata di psicologa sia in
vari casi di consulenze per scuole e aziende.
Le ipotesi della Seagal sono state verificate analizzando i dati emersi dalle persone da lei
sottoposte ad apprendimento della nuova tecnica dopo essere state sottoposte ad analisi elettronica
della voce.
La prospettiva uditiva rende l’individuo in grado di sentire/ascoltare le altre persone così come
sono, indipendentemente da quello che ci dicono. “Le nostre funzioni mentali, emozionali e
sensoriali sono codificati nella voce in modo determinato proprio come lo sono le informazioni
genetiche nei nostri geni.”
Ogni individuo, secondo la secondo la Seagal, è centrato in una delle tre seguenti funzioni basilari
della personalità.

Gli individui con un centro emotivo dominante vedono il mondo valutando le loro relazioni personali.

Gli individui con una sfera mentale dominante percepiscono il mondo attraverso le informazioni e le
idee che considerano più valide.

Gli individui centrati sulle loro sfere sensoriali, meno comuni nell’Occidente, sono predominanti in
Oriente. Essi percepiscono il mondo biologicamente attraverso la “saggezza del corpo”. Essi sono i
tipi caratteriali più accomodanti e meno inclini a voler cambiare il mondo. Secondo Seagal, ognuna
di queste funzioni caratteriali sono almeno dormienti se non attive in ognuno. Sono poche le persone
che hanno pienamente integrato le loro funzioni. Questa integrazione fa parte del dovere evolutivo
dell’individuo. L’aspetto meno evidente, ha detto Seagal, è normalmente quello cruciale per il
proprio senso di ciò che è significativo ed appagante. Essenzialmente, ha detto Seagal, il disegno
sottostante è immutabile quanto l’eredità genetica. “La costituzione di base può essere modulata, ma
i tentativi di ristrutturarlo sono una violazione dell’integrità personale. L’equilibrio, la
completezza può essere nutrita come può essere storpiata. Non puo’ essere ricostituita. Ogni
funzione caratteriale vibra all’interno di un particolare suono o raggio di frequenze. La gente puo’
essere istruita per sentire le differenti risonanze nelle voci di altre persone mentre le ascoltano.
La vibrazione di frequenza alta, mentale, risuona in cima alla testa.
La vibrazione di frequenza media, emozionale, è tracciabile sulla fronte.
La frequenza di vibrazione bassa è sentita in mezzo agli occhi e sulle tempie.

Quando istruisce la gente a sentire queste frequenze, Segal utilizza musica rappresentativa:
Paganini (mentale), Chopin e Beethoven (emozionale), Mozart e Bach (sensoriale). Gli apprendisti
ascoltano in uno stato di consapevolezza vasta.: gli occhi non completamente a fuoco ma allo stesso
tempo consci della periferia mentre l’attenzione è centrata su di un punto sopra la testa.

continua…

Approfondimento sul sito www.sublimen.com

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