Lucio Battisti e l’arcobaleno

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Lucio Battisti e l’Arcobaleno

di Nino Puliatti

Come ricorderete il cantante Lucio Battisti muore la sera
del 12 settembre 1998.

Dopo pochi giorni a Roma si tiene nella Piazza del
Campidoglio uno spettacolo musicale per ricordarlo. Fra le
migliaie di persone che partecipano con commozione c’e’
anche il giornalista Giulio Caporaso, direttore della
rivista del Diners, Firma.

Tornato a casa, circa alle due di notte si addormenta
ripensando a quei volti e alle parole delle canzoni e fa un
sogno che poi raccontera’ sulla sua rivista nell’ottobre
1998. Circa quattro mesi dopo una sensitiva italiana che
vive in Spagna si mette in contatto con Mogol, amico e
paroliere di Lucio Battisti, invitandolo a scrivere una
canzone dal titolo Arcobaleno e con i contenuti cari a
Battisti.

Ne nasce una canzone cantata da Celentano con le
musiche di Gianni Bella, che l’aveva composta da tempo e con
questo titolo senza sapere perche’, ma seguendo
l’ispirazione d’un momento e strane coincidenze.

Cosa c’entra allora il sogno del giornalista con tutta
questa storia? C’entra perche’ Caporaso sogna di incontrare
Lucio Battisti e di avere con lui un colloquio, durante il
quale il cantante da poco scomparso parla della serenita’
mentre in cielo e’ visibile un arcobaleno, come ponte tra
l’uomo e Dio.

Poiche’ ho trovato molto interessante tutta questa storia,
vi trascrivo il colloquio del sogno perche’ contiene molte
tematiche affini alle nostre e ci permette di vedere la
*bellezza* e la poesia di Lucio in un altra dimensione.
Forse non e’ un caso che le sue canzoni siano state e siano
tuttora un ponte tra le generazioni, amate da noi e dai
nostri figli, i cui contenuti sono sempre un canto libero…

Il luogo del sogno e’ particolare: una distesa senza fine di
sabbia bianca e soffice. Sopra c’e’ un arcobaleno che fa
filtrare la luce del cielo, di un azzurro intenso. Non ci
sono nuvole, ne’ uccelli, sembra non essserci alcuna forma
di vita. Giulio Caporaso non avverte paura, si sente come in
estasi. Ha una lunga tunica bianca, e’ scalzo, ma a suo
agio. I piedi appoggiano sulla sabbia, ma non lasciano
impronte. Il corpo e’ piu’ giovane e forte, e si muove con
leggerezza ed e’ libero da qualsiasi peso. Non lascia alcuna
ombra, anche se la luce e’ abbastanza intensa. E’ stordito,
sente solo un senso di grande liberta’. Vede una figura, un
uomo sui 20 anni, con scuri e lunghi capelli ricci, di media
altezza. E’ Lucio, vestito di un elegante completo di lino
bianco, una bellissima camicia zzurra con il collo a pizzi
lunghi, un foulard giallo con disegnate delle note musiali
verdi gli cinge il collo. Anche lui e’ scalzo, non lascia
impronte ne’ ombre.

– Dove siamo, che posto e’ questo, mi vuoi spiegare cosa succede?

Non avere fretta, andiamo per ordine. Questo e’ un luogo
d’incontro, dove chi come me e’ passato nella dimensione
spirituale puo’ qualche volta, per importanti motivi,
incontrare degli umani che riescono ad arrivare in questo
posto grazie ad un viaggio in spirito.

– Viaggio in spirito… non capisco…

Cerchero’ di spiegarti in modo semplice. Tu sei in questo
posto, non con il corpo e la mente, ma con il tuo spirito ed
il tuo cuore. Il tuo corpo e la tua mente, in questo preciso
momento, stanno dormendo tranquillamente. Domani, quando ti
sveglierai, potrai pensare di avere solo sognato, ma non e’ cosi’.

– Vuoi dire che io sono in questo posto senza il mio corpo?
– gli domando spaventato ed incuriosito nello stesso tempo.

Certo, e’ proprio cosi’. Io, vedi, ormai mi sono distaccato
completamente dal mio corpo e dalla mia mente. Sono
proiettato in questa nuova dimensione, con lo spirito e il
cuore verso l’Assoluto.

– Cosa intendi per cuore?

L’anima, quella che ti spinge a continuare questa
intervista, per intenderci.

– Perche’ proprio io?

Perche’ a qualcuno dovevo pur dare il mio messaggio e con te
sara’ possibile.

Mi sento improvvisamente libero, leggero come l’aria, non ho
condizionamenti del mio corpo ne’ della mia mente, che
spesso si affolla di idee e mi porta confusione e tensione.
Sono in uno stato inebriante, sento un’intelligenza nuova
nascere in me, che mi parte dal cuore.
Lucio mi sorride, e’ come se percepisse quello che sto
provando dice: “Segui l’impulso del cuore ed io rispondero’
a tutte le tue domande. Pero’ fai presto, perche’ c’e’
Qualcuno che mi aspetta e che desidero da sempre incontrare

– Perche’ ci troviamo sotto questo enorme arcobaleno?

L’Arcobaleno rappresenta l’Alleanza tra Dio e l’uomo. Ti
ricordi della storia di Noe’ che dopo il diluvio vide
spuntare l’arcobaleno? I suoi colori rappresentano i doni spirituali.

– Quale ultimo messaggio vuoi darci?

Voglio dire a chi ha amato le mie canzoni e non solo a loro
di leggere oltre le parole, e di capire l’importanza
dell’Amore, inteso in senso piu’ ampio, piu’ universale.
Le emozioni sono date dai sentimenti, pero’ oggi c’e’ un
grave pericolo per il mondo: l’uomo sta perdendo l’Amore.

– Cosa intendi tu per Amore?

C’e’ stato un grande Uomo che ci ha insegnato l’Amore.
E’quello l’Uomo che deve essere preso come riferimento. Ai
giovani voglio dire: non fatevi condizionare da falsi
obiettivi, da falsi idoli, da inutili e pericolose ricerche
di emozioni forti. Cercate la serenita’.

– Come si raggiunge la serenita’?

Questa e’ la cosa piu’ difficile da spiegare, perche’ la
serenita’ non e’ solo una conquista, ma anche un modo di
essere. Con le canzoni io sentivo la serenita’ pero’ potevo
trasmettere anche solitudine, delusione, tristezza. E’ qui
che bisogna concentrarsi: la serenita’ e’ quella forza
interiore soggettiva che permette al singolo individuo di
avere uno stato di benessere tale da riuscire a trasmetterlo
all’esterno dando benefici anche agli altri.
La serenita’ va quindi ricercata in noi stessi in armonia
con il mondo che ci circonda.

– Mi fai un esempio?

Certo. Se io con una canzone trovo la serenita’ e trasmetto
amore questo e’ un risultato eccezionale. perche’ ottengo un
doppio stato di benessere, il mio e quello del mondo che mi
circonda. Mentre, se con una canzone trasmetto sensazioni
negative che possono far star male gli altri, questo e’ da evitare..

– Qual e’ il ricordo piu’ bello che hai del mondo?

E’ stato il vedere tanta gente cantare le mie canzoni con il
cuore sereno.

– Cosa pensi della forse eccessiva riservatezza intorno al
tuo funerale?

E’ giusto che sia cosi’. Il mondo deve imparare che una
persona, quando finisce la sua vita terrena, passa in una
dimensione diversa: quella spirituale.
Il mio spirito ora e’ altrove rispetto al mio corpo. Per me
non e’ importante che la mia tomba diventi un luogo di
pellegrinaggio, perche’ questo mi renderebbe piu’ difficile
il distacco per il “lungo viaggio”.

– Mi vuoi spiegare meglio?

Ascoltami bene perche’ quello che ti dico e’ molto
importante. Dopo che un’anima lascia il corpo questa deve
innalzarsi sempre di piu’ per raggiungere”l’assoluto”. Per
fare questo deve allontananrsi il piu’ possibile dal legame
con la passata vita materiale e, quindi, anche dal corpo che
ha terminato il suo compito. Pero’ piu’ le persone care ti
continuano a cercare carnalmente per esempio con un contatto
costante con la tomba o con continue invocazioni, tanto piu’
diventa difficile questo distacco…
Mi capisci?

– Credo di si’ e allora dimmi, cosa posso fare per te?

Devi semplicemente raccontare quanto hai visto e sentito e
chiedere a chi mi ama di pregare per me. Non devono pregare
me, mi raccomando, ma per me affinche’ possa trovare la
serenita’ eterna.

– In che modo?

Chiedendo nelle loro preghiere a Dio di avere compassione
per la mia anima affinche’ questa possa trovare la sua
dimensione assoluta e definitiva con il Creato.

– Perche’ ad un certo punto hai rinunciato alla vita pubblica?

All’improvviso quando ero all’apice della mia carriera e’
capitata una cosa straordinaria: ho sentito un impulso, in
piena notte, che mi metteva nel cuore parole e musiche molto
particolari. Componevo senza neanche pensare come se ci
fosse qualcuno a suggerirmi. La musica era talmente bella
che mi dava una liberta’ infinita. Questo mi e’ successo per
varie sere e poi anche di giorno e cosi’ il tempo fuggiva
via senza neanche accorgermene. Ero in uno stato di
benessere straordinario.

– Cosa avevano di particolare quelle canzoni?

Erano tutte rivolte a lodare Dio e l’amore universale.

– Dove posso trovarle?

Sono scritte esclusivamlente nel mio cuore, non c’e’ traccia
nel mondo. spero possano servirmi molto presto.

A questo punto la luce che ci circonda si fa improvvisamente
piu’ intensa. Sento una voce chiamarlo: “Lucio e’ tempo di
cantare quelle canzoni che tu sai. Andiamo”.
Lo vedo svanire in una luce infinita al di sopra
dell’arcobaleno e salutandomi con la mano mi sorride e dice:
Ti assicuro… non sara’ un’avventura.

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