Lobo temporale: area dell’affettivita’ e della memoria

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Lobo temporale: area dell’affettivita’ e della memoria

Una lesione o un’alterazione nel lobo temporale può generare diversi tipi di sordità e persino
depressione maggiore. Conoscere le funzioni di questa struttura ci consente di capire molto di più su noi stessi.

Comunicare con efficacia, leggere e scrivere, ricordare il bacio ricevuto questa mattina dal nostro
partner, provare desiderio sessuale, sforzarci di prenderci cura della nostra stabilità emotiva,
sapere a cosa serve un libro o un ascensore, emozionarci quando vediamo un film Tutti questi e molti altri meccanismi sono regolati da unarea: il lobo temporale.

Eraclito diceva che nulla in natura è stabile, che tutto cambia e tutto scorre, compresi i tessuti
del nostro organismo. Eppure, cè un aspetto che caratterizza ciascuno di noi: abbiamo la sensazione
di essere sempre gli stessi. Questa percezione interna dellIo fisso e invariabile è tipica della maggior parte degli esseri umani.

Tuttavia, non solo le cellule dei nostri tessuti si rinnovano e cambiano costantemente., ma lo fa
anche il cervello con ciascuno dei nostri processi mentali, con ogni apprendimento, ogni esperienza,
sensazione ed emozione. Scoprite di più sul fantastico funzionamento del lobo temporale.

Per quanto possa sembrare sorprendente, il lobo temporale è larea del cervello che favorisce
maggiormente il cambiamento, poiché grazie a esso impariamo, ricordiamo, ci motiviamo, elaboriamo le
informazioni, instauriamo vincoli emotivi per poterci adattare meglio al nostro contesto.

Daltra parte, grandi esperti al riguardo come Francisco J. Rubia, dottore in Medicina presso
lUniversità di Düsseldorf e autore di alcuni libri, indica le lesioni e i disturbi legati al lobo temporale più strani e particolari di cui si conosce lesistenza.

La sensazione di avere un doppione, per esempio, immagine classica descritta da Edgar Allan Poe in
William Wilson, viene definita come autoscopia o illusione/allucinazione dellio, un disturbo dovuto proprio a unalterazione di questarea. Un argomento decisamente interessante.

Non percepisci quello che si trova lì fuori. Percepisci quello che ti dice il cervello. -David Eagleman, In incognito

Dovè il lobo temporale?

Per situare il lobo temporale dobbiamo visualizzare larea contenuta tra le due orecchie. È separato
dal lobo parietale dalla Scissura laterale di Silvio ed è per molti biologi una delle aree più nuove del cervello; di fatto, è presente soltanto nei vertebrati.

Come tutte le altre regioni del cervello, non è una struttura isolata anatomicamente. Lavora insieme
al resto delle strutture del cervello pur restando una delle più dinamiche, sensibili e in costante interazione con i sensi e con lambiente circostante.

È interessante notare che si tratta del lobo cerebrale con il maggior numero di connessioni con il
sistema limbico. Di fatto, è responsabile di un gran numero di meccanismi legati alle emozioni e alla memoria.

Aree e funzioni del lobo temporale
Il lobo temporale, come per qualsiasi altra struttura cerebrale, conta su un emisfero destro e uno
sinistro. Dispone anche di diverse strutture dalle molteplici interconnessioni che favoriscono tutta una serie di funzioni. Le più conosciute e studiate sono le seguenti:

Percezione uditiva.
Memoria.
Linguaggio.
Comprensione del linguaggio.
Risposte emotive.
Percezione visiva.
Riconoscimento facciale.

Vediamo nel dettaglio dove avvengono tutti questi processi.

Corteccia uditiva

Percepire suoni, capire da dove arrivano, identificare suoni musicali, comunicare con efficacia e
coerenza Tutti questi processi sono mediati dalla corteccia uditiva del lobo temporale, una zona determinante per la comunicazione umana.

Corteccia visiva

La corteccia visiva del lobo temporale è legata alla nostra capacità di riconoscere oggetti, volti e
qualsiasi stimolo visivo. Qualsiasi alterazione di questa struttura causerebbe serie conseguenze minando la capacità di identificare quello che ci circonda.

Area di Wernicke

Larea di Wernicke si trova dentro la corteccia uditiva e compie una funzione essenziale: la
comprensione del linguaggio parlato. Occorre segnalare che la sua funzione si limita a facilitare la
comprensione. La capacità di comunicare dopo aver decodificato un messaggio avviene infatti nellarea di Broca.

Circonvoluzione angolare

Leggere e scrivere, decodificare simboli, comprenderli, associare i grafemi e i fonemi tutti questi
meccanismi affinati e delicati richiedono la sofisticata capacità di associare linformazione visiva con quella uditiva, fenomeno che avviene proprio in questarea del cervello.

Circonvoluzione sopramarginale

Toccare un oggetto e anticipare cosa sentiremo o riconosceremo, soltanto grazie alle sensazioni che
genera in noi. Accarezzare qualcuno e provare una serie di piacevoli sensazioni Queste esperienze
sono mediate da una struttura piccola , ma potente: la circonvoluzione sopramarginale.

Area associativa occipito-temporo-parietale

Larea associativa occipito-temporo-parietale comprende il lobo temporale, il lobo parietale e
quello occipitale. Non è unarea cerebrale ampiamente conosciuta, si sa soltanto che è legata ai seguenti processi:

Percezione spaziale.
Attenzione diretta.
Integrazione visuo-motoria.
La capacità di situarci e orientare il nostro corpo dopo aver visto uno stimolo visivo o aver sentito un suono.
Processi della memoria (ad esempio riconoscere le persone care).

Area di associazione con il sistema limbico

Questa parte del lobo temporale è una delle più interessanti e determinanti per molti processi sociali. Alcune delle sue funzioni sono:

Relazionare le persone con esperienze emotive.
Facilitare la motivazione.
Aggiungere la componente emotiva a quello che vediamo.
Regola le emozioni.
Favorisce e regola il comportamento sessuale.
Facilita lapprendimento.
Promuove lo sviluppo della personalità.

Alterazioni e disturbi del lobo temporale

Come abbiamo segnalato, i biologi e i neurologi ritengono il lobo temporale una delle strutture più
recenti del nostro cervello. È legata alla comunicazione, alla lettura, alla scrittura

Se a tutto questo aggiungiamo il suo legame con la parte più primitiva, ma rilevante, per il nostro
comportamento, ossia il sistema limbico, capiremo meglio la sua importanza e la gravità di una qualsiasi alterazione o danno cerebrale in questarea.

Uno degli studi più recenti portato a termine presso lUnità di Metabolismo Cerebrale dellospedale
MRC Royal di Edimburgo, ci segnala che le persone affette da depressione maggiore presentano diverse
lesioni del lobo temporale. Vediamo alcune delle conseguenze più gravi del danneggiamento di questarea cerebrale:

Sordità corticale: la persona riceve linformazione uditiva, ma il cervello non riesce a elaborarla. Ipoacusia.
Disturbi del linguaggio come afasia.
Eminegligenza: problemi di orientamento e incapacità di reagire di fronte agli stimoli.
Amnesia anterograda: difficoltà a ricordare i nuovi apprendimenti e consolidare nuove esperienze.
Sindrome di Klüver-Bucy: comune nellAlzheimer, è caratterizzata da passività, problemi di attenzione e seri problemi di regolazione delle emozioni.
Sindrome di Capgras: disturbo delirante in cui il paziente pensa che un amico stretto o un paziente sia stato sostituito.

Per concludere, il lobo temporale svolge infinite funzioni che ci permettono di essere chi siamo;
esseri che si adattano allambiente e che si distinguono dalle altre specie grazie alla capacità di comunicare, scrivere e leggere.

Bibliografia

Baños, R. y Perpiña, C. (2002). Exploración Psicopatológica. Madrid: Síntesis.
Belloch, A., Baños, R. y Perpiñá, C. (2008) Psicopatología de la percepción y la imaginación. En A.
Belloch, B. Sandín y F. Ramos (Eds.) Manual de Psicopatología (2ª edición). Vol I. Madrid: McGraw Hill Interamericana.
Carlson, N.R. (1999). Fisiología de la conducta. Barcelona: Ariel Psicología.
Carpenter, M.B. (1994). Neuroanatomía. Fundamentos. Buenos Aires: Editorial Panamericana.
Delgado, J.M.; Ferrús, A.; Mora, F.; Rubia, F.J. (eds) (1998). Manual de Neurociencia. Madrid: Síntesis.
Diamond, M.C.; Scheibel, A.B. y Elson, L.M. (1996). El cerebro humano. Libro de trabajo. Barcelona: Ariel.

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