LE CREAZIONI DELLA MUSICA

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LE CREAZIONI DELLA MUSICA

di Federica Leva – classicaonline.com

Nell’articolo dedicato alle origini della musicoterapia abbiamo accennato all’importanza inconscia e
primordiale che la musica riveste da sempre nella vita dell’uomo. Secondo alcuni insigni filosofi e
scrittori, dalla musica nasce tutto l’universo: Apollo, la luce, prende vita da una nota ultra
acuta; J.J.R. Tolkien, nel suo inimitabile ‘Il Silmarillion’, tesse le trame di una cosmogonia che
sorge sulle ali di divine armonie:

“Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilùvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi.
[…] Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu
lieto. […]. E accadde che Ilùvatar convocò tutti gli Ainur ed espose loro un possente tema, svelando
cose più grandi e più magnifiche di quante ne avesse fino a quel momento rivelate. […] Allora
Ilùvatar disse: “Dal tema che vi ho esposto, io voglio che voi adesso facciate, in congiunta
armonia, una Grande Musica. E poiché vi ho accesi della Fiamma Imperitura, voi esibirete i vostri
poteri nell’adornare il tema stesso, ciascuno con i propri pensieri ed artifici, dove lo desideri.
Io invece, siederò in ascolto, contento del fatto che tramite vostro una grande bellezza sia ridesta
in canto.” Allora la voce degli Ainur, quasi con arpe e liuti, flauti e trombe, e viole ed organi,
quasi con innumerevoli cori che cantassero con parole, prese a plasmare il tema di Ilùvatar in una
grande musica; e si levò un suono di melodie infinitamente avvicendantisi, contesti in armonia, che
trascendevano l’udibile in profondità ed altezza, e i luoghi della dimora di Ilùvatar ne era
riempiti e traboccavano, e la musica e l’eco della musica si spandevano nel Vuoto, ed esso non era
vacuo. Mai prima di Ainur avevano prodotto una musica simile, benché sia stata dotto che una ancora
più grande sarà fatta al cospetto di Ilùvatar dai cori degli Ainur e dei Figli di Ilùvatar dopo la
fine dei giorni.” Ma Melkor, possente fra gli Ainur, concepì cupi pensieri di rivolta e “… attorno a
lui fu subito discordanza, e molti che vicino a lui cantavano si scoraggiarono, il loro pensiero fu
deviato, la loro musica si fece incerta.”

La musica, pertanto, è una pulsazione inseparabile dalla vita stessa dell’uomo. Eppure, persino
oggi, in un’epoca di sorprendente progresso tecnologico, è arduo comprendere scientificamente gli
effetti che le vibrazioni d’un canto o d’uno strumento sortiscono sul cervello umano. “Il ritmo e la
musica, grazie al loro carattere sentimentale, sono particolarmente atti a penetrare nell’anima e a
commuoverla; allo stesso tempo, mitigano l’elemento irascibile presente nell’anima.”, scrive
Platone. Ma perché? Come può una vibrazione scuotere il nostro sistema nervoso fino alla rabbia o
alla commozione? Come può sciogliere paure e reticenze permettendo a molti soggetti autistici di
slegarsi dal mondo silenzioso in cui sono condannati a vivere ed a gettare segnali – se non
addirittura comunicare – verso il mondo esterno? Dalle proposte di legge tratte dal Parlamento
intorno alle norme individuate per favorire gli interventi di musicoterapia per bambini
handicappati, riportiamo quanto segue: “la musicoterapia si pone nei confronti delle problematiche
dell’essere umano in modo innovativo. Essa agisce mediante le onde sonore che passano attraverso le
cavità risonanti coinvolgendo la persona in tutta sé stessa, accogliendo la corporeità nella
completezza del corpo-psiche. Si tratta di un corpo psiche che ritorna a vibrare perché sollecitato
dalle onde sonore e dalle emozioni che fanno scaturire in lui la volontà partecipativa, anche in
presenza di ostacoli (minorazioni sensoriali), di inibizioni (lesioni cerebrali) e di angosce
(disturbi psichici). Ogni modalità di intervento nasce dalla relazione fra il musicoterapeuta e
l’individuo del quale egli si prende cura.”

La funzione della musicoterapia, pertanto, consiste nel creare un viale attraverso cui fluiscono i
sentimenti e le ansie più recondite, ossia quelle emozioni di cui non abbiamo percezioni, ma che
portiamo in noi come un fardello, anziché come un privilegio da sfruttare per il nostro benessere.
L’ascolto terapeutico della musica, quindi, consente di familiarizzare con il nostro patrimonio
emozionale e d’esprimere la nostra creatività. Durante questo percorso, la parola diviene suono, e
il suono diviene un simbolo che potenzia le tendenze artistiche del soggetto e sviluppa la sua
percezione del mondo esterno.

Le indicazioni terapeutiche all’utilizzo della musicoterapia sono molteplici: rieducazione dei
disturbi psicosomatici, disintossicazione da alcool, psicosi e schizofrenia, rieducazione degli
handicappati psicofisici gravi, risoluzioni di disequilibri psichici e comportamentali.

Accennato all’influsso misterioso e magico che la musica sortisce sul sistema nervoso umano, nei
prossimi interventi vedremo più dettagliatamente come il suono possa influire sulla nostra psiche ed
essere sfruttata a scopo medico e terapeutico.

Federica Leva

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