Le 12 paia di qualità gemelle

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Le 12 paia di qualità gemelle

di E. Haich

(Il testo presentato è un’interpretazione a cura di Mario Rizzi
di un brano tratto da Iniziazione: memorie di un’Egizia, di E. Haich
– Edizioni ARISTA)

Così come “tacere” e “parlare” sono le due me­tà complementari della
medesima forza, esistono do­dici paia di virtù che devi imparare a
controllare. Queste sono:

Tacere
Parlare
Ricettività
Resistenza alle influenze
Obbedire
Regnare
Umiltà
Fiducia in se stessi
Rapidità di decisione
Ponderazione
Accettare tutto
Saper discernere
Coraggio
Prudenza
Non avere possessi
Disporre di tutto
Non avere attaccamenti
Fedeltà, lealtà
Farsi notare
Passare inosservati
Disprezzo della morte
Rispetto della vita
Amore
Indifferenza

Se vuoi camminare sul sentiero della realizzazione spirituale devi imparare
a controllare perfettamente tutte queste qualità. Controllarle, significa
saper come usarle nel momento e nel luogo opportuno. La stes­sa qualità,
infatti, è divina quando viene utilizzata nel momento e nel luogo opportuno,
ma è satani­ca quando viene usata nel momento e nel luo­go sbagliato.

Diventa satanica quando il suo valore viene distorto: satana infatti, non
può creare ma solo distorcere ciò che già esiste. Tutto ciò che esiste è
stato creato da Dio, e le sue creazioni sono soltanto Buo­ne, Belle e Vere,
pertanto non possono esistere né qualità cattive né forze negative: ciò che
appare tale è solo la qualità e l’energia utilizzata nel modo sbagliato.

– Tacere – Parlare –

Tacere è una qualità divina, una benedizione quando lo si fa nel momento e
nel luogo in cui è bene tacere, ma se uno tace quando dovrebbe parlare (ad
esempio quando, parlando potrebbe salvare qualcuno da un grave pericolo),
questo “silenzio” diventa satanico. Nello stesso modo quando si parla nel
momento e nel luogo inopportuno, la facoltà divina di parlare diventa un
“ciarlare” satanico.

– Ricettività – Resistenza alle influenze –

La ricet­tività, è divina quando ci si apre a tutto ciò che è superiore, al
Bello, al Buono e al Vero, ossia a Dio, lasciando che entri in noi. Diventa
però disastrosa e satanica quando si trasforma in un carattere debole,
incapace di resistere alle influenze esterne. La stessa resistenza alle
influenze, però, permette di opporsi alle forze di basso livello: se que­sta
resistenza, però, si oppone alle energie su­periori e divine, diventa
“isolamento satanico”.

– Obbedire – Regnare –

Chi vuol crescere spiritualmente deve obbedire alla volontà divina; sia che
questa si manifesti direttamente che attraverso altre persone, e deve
im­parare a riconoscerla. Come? Esaminate se quanto vi è chiesto o ciò che
vi motiva dall’interno corrisponde al Bello ed al Buono, ovvero alla Verità.
Dio ci parla per mez­zo delle nostre convinzioni più profonde, ed a queste
dob­biamo obbedienza assoluta: obbedire a qualcu­no contro i nostri
principi, per viltà, per timore, per essere gentile o per trar­ne vantaggi
materiali, equivale infatti ad essere servi­li, il che è satanico.

Chi, anziché sottomet­tersi umilmente alla volontà divina, segue le
richieste delle potenze terrene, o considera importanti solo le cose
materiali, usa l’obbedienza nel peggiore dei modi e annulla in sé la voce
del divino che desidera guidarlo.

Regnare, significa prendersi la responsabilità di guidare di coloro che sono
più deboli o ignoranti di noi. L’amore uni­versale dovrebbe essere la
motivazione di base, ed il rispetto della libertà altrui la sua naturale
conseguenza. Colui che impone la pro­pria volontà agli altri, violando il
loro libero arbitrio, trasforma le qualità divina del “regnare” in una
“tirannia” satanica.

– Umiltà – Fiducia in se stessi –

Se vuoi servire bene il grande piano di reden­zione della terra, non devi
mai dimenticare che non vivi e non lavori con le tue proprie forze, ma che
ogni energia viene da Dio e tutte le for­ze che manifesti ti vengono dal tuo
Sé superio­re, da Dio. Ricorda sempre che la tua perso­na è solo una
sembianza e che il tuo vero esse­re, l’unica realtà eterna in te, è Dio!

Devi comportarti con umiltà davanti al Se supremo che ti anima; davanti alla
tua parte divina. Devi prendere coscienza del fatto che tutte le qualità
belle, buone ed autentiche Gli apparten­gono, che spetta a te manifestarle,
ovvero agire in conformità alla divina volontà che ti suggerisce le scelte
migliori.

La fiducia in te stesso, deriva dalla fiducia in Dio, non nelle tue
sembianze o nella tua perso­na. La qualità divina della fiducia in se stessi
è indispensabile ad ogni attività creatrice, e nasce da una relazione
inte­riore con la divinità. Quando una persona pensa che tutte le sue
qualità e le sue forze apparten­gono a lei sola e non a Dio, la divina
fiducia in se stessi diventa allora “presunzione” satanica.

– Rapidità di decisione – Incapacità di decidere –

Chiunque collabori al grande Piano, de­ve poter prendere le decisioni con
una grande velocità; deve imparare a scegliere senza esi­tare la migliore
possibilità che gli viene offerta. Possono presentarsi situazioni in cui un
istante di ritardo può significare perdere un’occasione unica. Quando riesci
ad agire ra­pidamente, con presenza di spirito e concentrazio­ne, la
rapidità della tua decisione è divina.

Quando, invece, si agisce affrettatamente, senza riflet­tere, senza
con­centrazione, allora questa “rapidità divina” diventa “precipitazione
satanica”. Ecco perché devi coltivare la ponderazione. Prima di ogni scelta
devi, controllando la tua natura inferiore alquanto precipitosa, lasciare
che la decisione maturi dentro di te. A volte, per riconosce­re la volontà
di Dio, è necessario del tem­po, ma quan­do questa riflessione dura troppo e
diventa un alibi per “non fare”, la “ponderazione” di­venta una “incapacità
di decidere” satanica.

– Accettare tutto – Saper discernere –

Chi vuol servire il Piano divino, deve appren­dere ed accettare tutto ciò
che il destino gli of­fre. Le degradazioni e le umiliazio­ni di questo
mondo, infatti, non potranno mai ridurre né di­struggere i suoi valori
interiori; così come le lodi degli ignoranti o degli opportunisti nulla
potranno aggiungere a ciò che egli è. Resterà sempre ciò che è, sia che lo
coprano di umiliazioni oppure di gloria.

Pertanto, im­para ad essere contento in ogni circostanza, ed accettare
imperturbato sia le critiche che gli elogi. Può accadere che il tuo lavoro
per i Maestri ri­chieda una vita in povertà o che ti metta a disposizione
una grande fortuna. In entrambi i casi dovrai accettare ciò che ti viene
dato e considerarlo come un mezzo per servire il Piano di evoluzione. Se tu
saprai accettare tutto senza che ciò alteri il tuo atteggiamento interiore:
al­lora il tuo “accettare tutto” è divino.
Tuttavia, devi anche saper difenderti. Pertanto se sul tuo cammino
incontrerai difficoltà, insulti o umiliazioni, chiedi al Signore di aiutarti
a capire che cosa devi imparare e, se necessario, sappi difendere il grande
Piano. Se lascerai tutto e ti ritirerai nel silenzio, trasformerai
l’accettazione divina in una “indifferenza apatica” o in una vile “mancanza
di carattere”.

Fai in modo di scegliere sempre ciò che c’è di meglio, non accontentarti mai
di ciò che è inferiore: devi saper di­scernere “il bello dal brutto”, il
“buono dal cat­tivo”, il “vero dal falso”, il divino dal satani­co. Chi non
è capace di un per­fetto discernimento è inutili nei confronti del Piano
divino.

– Coraggio – Prudenza –

Chi vuol essere utile, deve poter “combatte­re” con tutte le sue forze. Con
la spada della verità, deve lottare contro le forze delle tenebre e
dell’errore per ristabilire la volontà del Padre sulla terra. Essere “pronti
ad una lotta”, nobile e co­raggiosa, non deve comunque degenerare in un
costante “atteggiamento li­tigioso”.
Il tuo coraggio dev’essere incrollabile; non de­vi temere nessun pericolo.
Con il tuo coraggio, devi far fronte a tutte le difficoltà e rispondere ad
ogni attacco diretto contro ciò che è divino. Ma questo “coraggio” divino
non deve degenerare in un “audace rischiare”, da rompicollo.

Non dimenticare mai, che la lotta che sei chiamato ad intraprendere è fatta
con armi spi­rituali; solo esse, infatti, potranno riportare la pace sulla
Terra. Lo scopo della tua lotta dovrà sempre essere diretto a riunire ciò
che è stato separato e ristabilire la pace fra i combatten­ti. Il tuo amore
per la pace non dovrà mai diven­tare l’atteggiamento negativo di chi
“rifiuta ­la lotta” per viltà o per comodità.

Se vuoi essere utile alla redenzione della Terra, devi imparare ad essere
prudente e saper comprendere quando e dove que­sta divina qualità può essere
applicata. La “pru­denza” può salvarti, e può salvare molti altri da grandi
pericoli, dal male e da inutili sacrifici. Una prudenza eccessiva, comunque,
tende a paralizzare; e quando è accompagnata dalla mancanza di fiducia in
Dio, la “prudenza divina” diventa un “debolezza” satanica.
Non avere possessi – Disporre di tutto

Chi collabora con il grande Piano divino deve anche imparare a staccarsi da
tutto. Che la tua missione ti richieda la massima povertà o la più grande
ricchezza, sii sempre co­sciente del fatto che nulla è mai tuo, tutto
ap­partiene a Dio. Sappi comunque che lavorando per i Maestri essi faranno
in modo che tu abbia sempre il necessario per svolgere la tua missione. Non
preoccuparti per le tue necessità materia­li: riceverai esattamente ciò di
cui hai bisogno. E se anche dovessi essere molto ricco, ricor­da nella tue
coscienza che non possiedi nulla.

Comunque non arrivare mai a disprezzare il lavoro, il tuo corpo o le cose
materiali. Esiste una legge per cui per avere qualcosa, anche il solo
necessario, è pur sempre necessario che tu facci qualcosa; non puoi chiedere
al tuo prossimo o ai Maestri che ti mantengano mentre tu te ne stai a
poltrire nelle comodità!
Sii pienamente cosciente del fat­to che, fintanto che resti sulla terra,
devi venire a patti con la materia, non puoi andare contro la materia o
vivere senza di essa. È perciò necessario, che tu sappia acquisirla,
conservarla, controllarla ed utilizzarla correttamente. In caso contrario
sarai alla mercé delle potenze terrene, sotto il loro con­trollo, e non
avrai più la possibilità di svolgere la tua missione in modo indipendente.
Fai però atten­zione che questa qualità divina che ti permette di
controllare la materia, non si trasformi in una sete di potere egoista e
satanico.

– Non avere attaccamenti – Fedeltà, lealtà –

Quale operaio di questa grande Causa, non de­vi attaccarti né a cose né a
persone. In ogni individuo, anche cattivo, sappi riconoscere ciò che vi è di
divino, di terreno, di demoniaco: non attaccarti a nessuna persona, ma, per
ognuno, sappi amare il divino, tollerare il terrestre ed evitare il
demoniaco. Se la tua missione lo richie­derà dovrai saper abbandonare
l’essere a te più caro senza alcuna esitazione. Ciò che tu ami in lui è la
parte migliore, “quella divina”, e questa parte non ti verrà mai a mancare.
Adoperati, comunque, affinché il “non attaccamento” non diventi
“insensibilità” o “indifferen­za” verso il tuo prossimo.

Pur senza attaccamento devi essere fedele ai Maestri ed alle persone con cui
condividi la vita perché anch’essi sono strumenti divini. Se coltiverai
fedeltà, rispetto e lealtà verso i tuoi Maestri e verso i tuoi
collaboratori, non succederà mai che il tuo sentimento si trasformi in
adorazione e neppure in “culto della personali­tà”.

– Farsi notare – Passare inosservato –

Se vuoi essere utile alla grande Causa, devi coltivare l’arte di
padroneggiare la tua personali­tà (corpi fisico, astrale e mentale, n.d.r.),
ed usarla come un obbediente stru­mento. Se ti troverai a dover parlare ad
un gruppo di persone, non temere di utilizzare i tuoi talenti e le tue
facoltà ma, grazie ad essi, aiutale a comprendere i misteri della vita e
crescere spiritualmente. Fa in modo che il tuo comportamento, sia con i
movimenti delle mani, con l’espressione degli occhi che con le tue parole
persuasive, aiuti il gruppo a procedere nel cammino evolutivo.

Devi saper comparire in pubblico senza vergo­gna ne complessi, però
l’assenza di queste qualità non devono risvegliare in te il “demone della
vani­tà”, né tantomeno trasformarti in un saccente arrogante. Se il pubblico
ti fa’ complimenti per il tuo intervento, sia sem­pre presente nella tua
coscienza il fatto che il successo non è dovuto alla tua per­sona, che non è
altro che un guscio vuoto, bensì da quel poco di divinità che sei riuscito a
manifestare.

Se, pur essendo acclamato dal pubblico, non soccomberai alla vanità, allora
non ti disturberà neppure il dover passare inosservato o fare il tuo dovere
in modo anonimo. Che questo modesto “restar nell’ombra”, non crei però in te
il “complesso della Cenerentola”. Infatti la dignità umana deve restare
sempre presente in cuor tuo.

– Disprezzo della morte – Rispetto della vita –

Onde partecipare validamente al Piano divino, devi comprendere ed accettare
pienamente la morte del corpo fisico; devi avere la fermissima convinzione
che il tuo vero essere non morirà mai. Quando il tuo corpo sarà con­sunto,
il tuo spirito se ne libererà. Se, nella tua coscienza, sai di essere uno
spirito immortale, saprai far fronte a qualsiasi missione pericolosa, senza
alcuna paura.

Attenzione, però, che questo “disprez­zo per la morte” non si trasformi mai
in una sottostima, quasi “un disprezzo della vita” che devi, invece,
rispettare sopra di ogni cosa. La vita è Dio e in tutto ciò che vive si
manifesta la Sua vita. Evita pure di esporti al pe­ricolo senza un valido
motivo: apprezza la vita che scorre nel tuo corpo, vivi con gioia; ma che
questa gioia di vi­vere non divenga il solo scopo di vivere, e non de­generi
in “sensualità”.

Amore – Indifferenza

Se vuoi amare davvero devi rinunciare al tuo punto di vista, così come alle
tue prefe­renze ed ai tuoi sentimenti personali: “amare davvero” significa
infatti amare come ama Dio, amare tutto e tutti, senza distinzione o
discriminazione!. È l’amore del sole che illumina tutti, non importa se
ricchi o poveri, belli o deformi, stupidi o intelligenti; la prima qualità
dell’amore divino è infatti l’imparzialità. Il fatto che le persone siano
belle o brutte, buone o cattive, false o sincere, deve esserti del tutto
indifferente: devi saperle amare tutte con lo stesso amore.

Se irradierai quest’amore, imparzia­le e completo, verso ogni creatura
vivente, allo­ra sarai arrivato al punto di considerare ogni cosa dal punto
di vista del Tutto. Impara a difendere l’interesse ge­nerale anche se esso
differisce dai tuoi interessi personali, senza considerare se ciò può
tornare o meno a tuo vantaggio.

Devi im­parare che la bellezza può esistere perché esiste la bruttezza Sono
solo due valori diversi su una stessa scala, così come il caldo ed il freddo
sono due valori dello stesso termometro. Non ci avevi mai pensato? Se non vi
fossero delle qualità gemelle l’uomo non avrebbe alcun punto di riferimento!

A volte il tuo amore imper­sonale ti richiederà persino di essere crudele,
quando, ad esempio, potrai aiutare l’evoluzione dell’anima di una persona
amata solo a prezzo del suo benessere ter­reno. Se una per­sona a te molto
cara, è malata magari gravemente, o si trova in serie difficoltà, e non
ascolta i tuoi suggerimenti, devi imparare ad accettare la sua libertà di
scelta. Non hai infatti alcun diritto di intervenire, neppure con una
terapia spirituale, sarebbe comunque una violazione della sua libertà
individuale.

Per aiutare qualcuno, devi prima di tutto considerare la salvezza della sua
anima, non il suo benessere materiale e fisico. È me­glio, per un individuo,
essere rovinato materialmente o fisicamente, persino morire, piuttosto che
perdere l’anima. E devi anche lasciare che gli altri agiscano a modo loro, e
non forzarli mai a fare qualcosa. Prendi l’esempio da Dio, che non si
immischia mai negli affari degli uomini, ma consente loro la piena libertà
di scelta. Quest’amore impersonale e divino, non dovrà mai in­durirsi e
diventare “insensibilità”, e neppure fornirti un alibi per non soccorrere
qualcuno che si trova in difficoltà.

Questa è la prova più difficile, perché richiede di sbarazzarsi di tutti i
sentimenti personali ed agire come se non esistessero.

– CONCLUSIONE –

È solo quando si è padroni delle 12 paia di qualità gemelle, che si può
ri­conoscere la voce di Dio, con tale chiarezza e certezza che, persino nei
casi più difficili, si conosce esattamente quale scelta effettuare o come
comportarsi.

Chi arriva a tal punto sbaglierà assai di rado e l’amore potrà irradiare da
lui su tutti coloro che lo circondano. Tutto l’universo po­trà attingere al
suo calore, alla sua luce ed alla sua forza. Sarà un essere collegato con la
divinità e la sua coscienza sarà permeata da quella di Dio. Egli potrà
nuovamente assaporare i frutti dell’albero della vita e farne partecipi
coloro che lo ascolteranno.

Chi avrà modo di ascoltare, le sue parole le imprimerà nella sua anima in
modo così pro­fondo da identificarsi con il loro si­gnificato; questo
insegnamento, infatti, lo trasformerà radicalmente.

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