L’Autoguarigione Ngalso

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L’Autoguarigione Ngalso

di Lama Gangchen Rinpoche

Introduzione

Siddharta cominciò la sua ricerca spirituale con una prospettiva medica: voleva tagliare alle radici
la sofferenza di cui era testimone. Cominciò con il cercarne le cause e ne trovò quindi i rimedi.
Questo è il principio che motiva tutte le ricerche della medicina scientifica ma, poiché in quei
tempi la scienza non esisteva e la spiegazione del mondo competeva alla religione e alla filosofia,
il buddhismo venne accettato come una nuova religione.
Nella sua ricerca Siddharta scoprì che la mente è la causa di tutto, sia della felicità che della
sofferenza. Di solito non siamo capaci di raggiungere la nostra meta più ambita (la felicità) mentre
accumuliamo continuamente le cause per aumentare la nostra sofferenza. Se indirizziamo la nostra
mente nella direzione giusta possiamo uscire da questo circolo vizioso. Questa direzione è la via
dell’Autoguarigione.

Autoguarigione Ngalso

L’Autoguarigione Ngalso trae le sue origini dagli insegnamenti di Siddharta Gautama, il Buddha
storico. E’ un metodo antico che Lama Gangchen ha “riconfezionato” per permetterci di godere dei
suoi effetti positivi, per rilassarsi e riprendersi dalla vita stressante di oggi.
Ngalso è una parola tibetana formata da due sillabe: ngal che significa il lato negativo dei mondi
interno ed esterno (malattie, stanchezza, inquinamento…), cioè quello che dobbiamo purificare. E
so, il lato positivo, tutte le energie favorevoli e le qualità che dobbiamo guarire o incrementare.
L’Autoguarigione a livello pratico è uno strumento molto duttile: può essere usata sia come terapia
che come metodo diagnostico; può servire come terapia di supporto in trattamenti allopatici o per
facilitare la ripresa dopo un trauma fisico o psichico. Anche solo cinque minuti al giorno di
Autoguarigione ci permettono di mantenere durante il giorno l’armonia mentale e un generale senso di
benessere.
E’ una pratica di guarigione e quindi non richiede né fede né conversioni. Tutti la possono usare in
qualsiasi momento. Per ottenere risultati duraturi e profondi bisogna praticarla con serietà e
costanza, naturalmente, come con qualsiasi altro metodo terapeutico; ma anche un uso occasionale
produce benefici.
E’ un sistema completo che comprende diverse terapie: la terapia dei mudra (gesti), della
concentrazione, del respiro, dell’apertura dei blocchi energetici, delle sillabe-seme, dei colori,
dei simboli, delle visualizzazioni, degli elementi e del suono. E’ un sistema estremamente profondo
e complesso, ma che può essere utilizzato anche a livello molto semplice durante le nostre
impegnatissime giornate.
Nel nostro corpo e nella nostra mente esistono molti elementi preziosi che di solito usiamo in modo
sbagliato: questa è la ragione di tutte le nostre sofferenze, ostacoli e difficoltà. Con
l’Autoguarigione Ngalso riusciamo a guarirci in profondità e, contemporaneamente, a prenderci cura
dell’ambiente in cui viviamo.

Il mandala interiore

Tutti sanno che nel nostro corpo abbiamo diversi sistemi: muscolare, nervoso, linfatico e
circolatorio. Queste informazioni sono ben conosciute perché riguardano il livello grossolano. Ma a
livello sottile noi abbiamo un altro sistema, che è molto ben conosciuto dagli agopuntori e dai
praticanti tantrici, il sistema dei canali sottili. Questi canali sottili, che sono invisibili, sono
le vie in cui scorre l’energia vitale.
Il più importante è il canale centrale che va dalla cima della nostra testa alla regione degli
organi sessuali. Ai suoi lati ci sono due canali più sottili che si intersecano con quello centrale
in cinque punti. Questi cinque punti sono molto importanti, infatti sono i cinque chakra principali
del nostro corpo: il chakra segreto (nella regione dei genitali), il chakra dell’ombelico, il chakra
del cuore, quello della gola e quello del capo.
Da questi cinque chakra partono una serie di canali che si biforcano ancora ed ancora fino a creare
il sistema sottile nel quale circola l’energia vitale.
Questa è, in essenza, la struttura del nostro mandala interiore.
I venti sottili, che i Tibetani chiamano il “cavallo della mente”, sono appunto i veicoli della
mente grossolana, sottile e molto sottile.
Attraverso la pratica della meditazione è possibile imparare a riconoscere questo mandala interno e
a scovarne i blocchi.
Le persone non pensano mai al loro corpo sottile, perché non possono né vederlo né toccarlo; e ciò
che è ‘invisibile’ per la nostra società materialistica non è di nessuna importanza. Ma in realtà,
prendersene cura è la cosa più importante che possiamo fare. Da questo ne deriva l’essere sani o
malati, felici o infelici e così via.
Ngalso è il sistema più facile, efficacie e veloce per curare il nostro corpo sottile.

Tantra

In passato i viaggiatori venivano colpiti dalla natura del popolo tibetano: in un ambiente così
aspro e difficile era gente felice.
Il motivo? Perché mettevano in pratica, nella vita quotidiana, i metodi della scienza buddhista
della mente e questo alleggeriva la loro esistenza. La loro vita era integrata con la pratica
spirituale che dava loro stabilità mentale e molta gioia.

I racconti e i miti sul misterioso e magico Tibet hanno spesso distolto l’attenzione delle persone
da un fatto strano: che in un paese così arretrato si siano sviluppate tante personalità eminenti,
in grado di raggiungere livelli altissimi di penetrazione filosofica, psicologica e spirituale. Così
evolute da affascinare intellettuali e grandi scienziati occidentali, come Einstein, o da imporsi
all’immaginario collettivo del mondo.

Come è potuto succedere? La risposta è la pratica del Tantra.
Oggi c’è molta confusione e cattiva informazione rispetto a queste pratiche e quindi è necessario
fare un po’ di chiarezza (avremo comunque modo di parlare molto a lungo del Tantra tibetano in
questo sito).

Il Tantra non è un gioco di liberazione sessuale. Tant’è vero che i monaci tibetani, che fra gli
altri voti hanno anche quello di castità, spesso sono grandi praticanti tantrici.
Oggi le tecniche liberatorie sono spesso fughe dal mondo e dalla società. Ma la fuga non può
risolvere i problemi emergenti della nostra società moderna, cioè i problemi di relazione, o meglio
di mancanza di relazioni, di solitudine e di violenza nata dal sentirsi abbandonati.
L’essenza del Tantra, al contrario, è la totale comunione, il non sentirsi mai soli; l’universo
stesso diviene un’esperienza di amore, calda accoglienza, gioia.

Il Tantra, cioè Ngalso, è un sistema terapeutico molto efficace e rapido che fa uso di simboli
archetipici per trasformare la mente in modo positivo.
Il segreto della sua efficacia e rapidità sta nel fatto di utilizzare tutte le esperienze della
vita, anche quelle ritenute completamente al di fuori del nostro controllo (come la morte o i
sogni): la vita stessa diventa un percorso fortemente liberatorio, di totale guarigione
(illuminazione, nel linguaggio tradizionale).
Lo si può anche definire un sentiero spirituale, ma è solo un nome perché anche la medicina e la
psicologia battono la stessa strada, anche se con diversi obbiettivi.

(ultima revisione: agosto 2001)

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