La vista interna

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La vista interna

Data articolo: dicembre 2008

Fonte: salute.agi.it

Gli scienziati hanno scoperto che alcune persone cieche possono orientarsi attraverso un labirinto
di ostacoli senza alcun aiuto, usando una sorta di vista interna. La scoperta è stata fatta
osservando un uomo, rimasto cieco dopo un ictus, che è riuscito a camminare attraverso un percorso
su cui erano state sparse sedie e scatole senza inciampare in nessuna. Secondo lo studio, tutti
usiamo risorse del cervello di cui non siamo consapevoli e possiamo fare cose che nemmeno
immaginiamo di essere in grado di fare.

La ricerca, condotta dalla Harvard Medical School, è stata pubblicata dalla rivista Current Biology.
Il paziente, che viene nominato solo con la sigla TN, è rimasto cieco dopo un danno alla corteccia
visiva (striata) in entrambi gli emisferi del cervello causato da una serie di ictus successivi. I
suoi occhi sono normali ma il suo cervello non riesce a elaborare le informazioni che riceve da
essi.

Tuttavia, il paziente era già noto per avere la cosiddetta “visione cieca” o “blindsight”, ovvero
l’abilità di capire dove si trovano gli oggetti nell’ambiente circostante senza vederli. Per
esempio, intuisce quali espressioni del volto abbiano le persone che ha di fronte. Ma cammina come
una persona cieca, usando il bastone per evitare gli ostacoli o facendosi aiutare da una guida.

Tuttavia, nell’esperimento condotto dagli scienziati di Harvard, filmato con un video, il paziente è
riuscito a completare l’intero percorso preparato dal team senza urtare alcun ostacolo e senza alcun
aiuto. La coordinatrice della ricerca, Dr.ssa Beatrice de Gelder della Tilburg University, Olanda, e
della Harvard Medical School, Usa, ha commentato che TN “non si rendeva conto che stava facendo
qualcosa di eccezionale, dal suo punto di vista stava solo camminando lungo un corridoio dritto”.

I risultati sono importanti per tutti i pazienti con danni al cervello. “Si può perdere totalmente
la visione nella corteccia ma continuare ad avere la capacità di muoversi dentro e fuori casa senza
farsi male”, ha detto la de Gelder. La ricerca è stata condotta con il contributo di colleghi in Uk,
Svizzera e Italia. “Abbiamo dato conferma del fatto che il cervello è molto flessibile”, ha
dichiarato l’optometrista britannica Sonal Rughani dell’RNIB. “Si tratta di una scoperta
entusiasmante, ma che necessita di ulteriori ricerche”.

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